Il cambiamento del clima è una delle problematiche ambientali più spinose e più difficili da risolvere. Preso atto che siamo stati noi uomini a determinare, in pochi decenni, mutazioni che nel passato si verificavano solo nell’arco di migliaia di anni, l’intera comunità mondiale dovrebbe porvi rimedio.
Nascono da questa necessità i grandi meeting come quello svoltosi nel dicembre 2008 a Bali, che nel 2009 si tiene a Copenhagen. Ma prima della conferenza delle Nazioni Unite, a metà marzo 2009 è il mondo accademico a riunirsi per trovare soluzioni concrete.
“Il nostro impegno nei confronti della grande sfida del cambiamento climatico sarà più efficace se riaffermeremo il potere della democrazia per coinvolgere l’interesse comune delle società civili”. Queste parole della professoressa Amanda Lynch (Monash University, Australia) sembrano perfette per descrivere il nodo della questione: per fermare il degrado climatico e ambientale occorre la responsabilità di tutti.
Ma siamo noi davvero attenti a tutto ciò? Sentiamo davvero questa responsabilità?
Commenti
Il lavoro svolto a Copenhagen
Il lavoro svolto a Copenhagen è senza dubbio di grande valore. Ancora oggi, nonostante appaia palese il degrado del Pianeta, ci sono sedicenti scienziati che affermano che il riscaldamento globale è un problema limitato, che i ghiacciai ai Poli non si stanno sciogliendo e altre teorie completamente slegate dalla realtà.
Purtroppo però non tutti si rendono conto da che parte stia la verità e una gran parte della popolazione mondiale non affronta ancora responsabilmente i temi che invece questo blog sta giustamente analizzando.
solo due parole: sono in
solo due parole: sono in accordo completo!
se , a tutti i livelli non si prende consapevolezza del problema vero ....sarà tra poco un problema vero !
ciao Lucia
Non aspettare domani, quello
Non aspettare domani, quello che puoi fare oggi,
uno strappo piccolo, se non è cucito diventa grande.
Vi prego di accertare come sta veramente, la salute della nostra terra, sotto tutti gli aspetti, e prendere provvedimenti, prima che sia troppo tardi per i rimedi.
Un grazie a tutti quelli che prenderanno a cuore il problema, per noi i nostri figli e le future generazioni, buon lavoro a tutti!
La responsabilità è di tutti.
La responsabilità è di tutti. Le scelte obbligate che si dovrebbero fare, però, contrastano con l’attuale crisi mondiale. L’industrializzazione e lo sfruttamento del petrolio sono le principali cause dell’inquinamento, ma, anche la maggior risorsa lavorativa mondiale. Ci siamo abituati a tenori di vita difficili da scardinare e che, anche con la crisi, tendiamo a mantenere. Preferiamo, magari, fare delle rinunce o industriarci per spendere meno nell’alimentazione, ma non vogliamo perdere le abitudini che ci hanno portato a questo punto nella storia del pianeta.
Dobbiamo, quindi, partire dall’acquisizione di altre abitudini, più sane e rispettose della natura. Perché essa, la natura, Geo, vince sempre e sa trovare il proprio equilibrio, magari a scapito dei suoi abitanti, che non l’hanno rispettata.
Quando c’era la Guerra Fredda e si sperimentavano le bombe atomiche, per fare a chi ce l’aveva più potente, queste cose non si pensavano. Neppure quando sono state rese note le difficoltà della terra, smisero di farlo e, non è molto che il presidente francese, mi pare Chirac, ha dato l’ok per lo stesso esperimento in un atollo. Ditemi voi, cosa capiscono i governanti?
Comunque le riunioni devono fare il punto della situazione e proporre metodi e regole che andrebbero seguiti da tutti i paesi del mondo. Si potrebbe cominciare col risparmio dell’elettricità, spegnendo le luci che non servono, in casa e fuori: grattacieli e insegne ad esempio. Oppure cercare metodi alternativi più economici. La ricerca sta lavorando in questo senso, ma l’applicazione pratica è ancora troppo lenta.
Auguriamoci di riuscire a trovare una via d’intesa con la nostra atmosfera e avremo fatto il nostro dovere verso le nuove generazioni.
BUONA VITA!
Maria Giovanna 21/03/09
Ciao...dunque cosa fare per
Ciao...dunque cosa fare per il clima....
Una sola parola : RISPETTARLO
Un'altr parola : AMARLO
Una terza ed ultima parola : AIUTARLO
Rispettare la natura per rispettare le conseguenza che il clima ci porta.
Amare il mondo che ci circonda preservandolo dalla sete di profitto che tutto odia, e che come risflesso non ama il clima che è lo specchio delle nostre azioni.
Aiutare al giorno d'oggi a salvare il salvabile di quello che abbiamo combinato in decenni di egoismo umano e aiutare il clima a ridarci le stagioni che un tempo avevamo.
Ecco cosa si deve fare a livello micro\macroscopico per vivere in sintonia perfetta e giusta con il clima circostante....difficile ? Beh...forse al giorno d'oogi per colpa nostra si...ma si può ancora e si deve rimadiare...difficile ?....Mah....
V E R O e SACROSANTO. Dal
V E R O e SACROSANTO. Dal secolo scorso se ne parla e siamo ancora a questo punto. Leggetemi sul Pos di Pelizzari. Mi ripeterei quindi Vi invito lì.
Ciao a tutti e BUONA VITA!
Maria Giovanna
E' difficile sapere cosa
E' difficile sapere cosa poter fare nel nostro piccolo. E non è neanche importante decidere da dove partire. Basta partire. Perché? Perché rispettare l'ambiente è rispettare il futuro.
vorrei essere sintetica come
vorrei essere sintetica come marcella. in fondo, l'essenziale, come dice lei,
é fare qualcosa, cominciare da quel qualcosa che possa dare un inizio a un
cambiamento di rotta. come vedete il mio intento sarebbe quello di mobilitare
le coscienze a questo e, a volte, sono prolissa. comunque, dato il deserto di
queste colonne, non é male e d é anche un inizio.
voglio dare fiducia al blog, ma bisogna che v'inventiate qualcosa che riporti
l'antico interesse.
saluto tutti e auguro buona vita!