Il Safer Internet Day ha ricordato a tutti che le potenzialità di Internet nascondono anche risvolti pericolosi, soprattutto per i minori che vi si avvicinano per la prima volta.
Abbiamo intervistato la prof.ssa Maria Rita Parsi, presidente di Movimento Bambino, per capire in maniera più approfondita quali siano i pericoli che si celano dietro il monitor di un pc o lo schermo della tv.
Secondo la prof.ssa Parsi la tutela dei ragazzi è una priorità che deve investire genitori, scuola e istituzioni; inoltre gli adulti dovrebbero imparare a conoscere meglio il mondo delle nuove tecnologie e dei social network.
Non a caso, la prof.ssa Parsi collabora con Telecom Italia e Save the Children al progetto Navigare Sicuri, sviluppato appositamente per informare e rispondere ai dubbi di ragazzi e genitori sul mondo di Internet.
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Trovo l'approfondimento della
Trovo l'approfondimento della prof. Parsi molto interessante. Peccato che nella vita reale, appunto, famiglia, scuola, televisione ecc. non venga tenuto in gran conto e soprattutto messo in pratica.
Mi pare che lo scadimento TV per esempio sia sconvolgente, almeno per la gran parte. Si fa del gossip a tutte le ore anche in quelle in cui si potrebbe parlare d'altro e cercare soluzioni per i giovani, gli adolescenti, ma anche gli adulti. Si sfiorano questi argomenti solo su RaiTre.
Non che sia tutta colpa della tv, anche perché noi possiamo spegnerla, ma ha fatto comodo a più di una generazione parcheggiare i propri figli davanti a questo mezzo visivo, senza sosta, senza poter dialogare con loro, causa lavoro, faccende domestiche, conflitti inerpersonali e non.
Certo, la mia generazione aveva altri problemi e, come dice la signora Parsi, anche noi abbiamo avuto il nostro disagio giovanile, anche i nostri genitori si separavano e non avevano le tutele che ci sono oggi.
Non avevamo nulla e dovevamo A C C O N T E N T A R C I della nostra fantasia, dei cortili, dell'oratorio, della ... strada.
Il divorzio è venuto credo nel 1973 e sarebbe dovuto servire a sistemare le situazioni anomale, invece è diventato un mezzo per distruggere le famiglie usando l'egoismo a volte becero, che utilizza i figli stessi come arma di ricatto.I figli li facciamo noi, ma non sono una proprietà, sono esseri umani singoli con gli stessi nostri diritti, primo fra tutti l'amore dei propri genitori, i quali hanno l'obbligo di aiutarli a diventare adulti nella vita vera e non in quella virtuale. E' logico che ora che esiste questo mondo cibernetico possiamo usarlo per far conoscere con verità, ma poi bisogna portarli in campagna, in montagna, al mare, agli scavi archeologici, alle mostre... La lista sarebbe lunga e non basta ugualmente a significare cosa si dovrebbe realmente fare.
Ma i genitori sono stanchi o hanno addirittura un doppio o addirittura un terzo lavoro, oppure non hanno più il lavoro e hanno ormai cinquant'anni... e via così.
Mi auguro solo che la gente cominci a pensare che ogni giorno andrebbe vissuto con passione, come fosse l'ultimo e che l'amore per coloro che dipendono da noi è uno dei sentimenti più portanti da vivere...
Ci sarebbe ancora molto da dire, ma mi fermo qui augurandovi: buona vita!
Maria Giovanna