Video e testimonianze da tutto il mondo per parlare di biodiversità e raccontare con le immagini un senso comune che tiene insieme esperienze che avvengono in luoghi molto lontani tra loro tra loro: la cura della terra e la salvaguardia della biodiversità come patrimonio culturale comune ai popoli. Questo è il Festival Audiovisivo della Biodiversità (Roma, Auditorium Parco della Musica 20-23 maggio 2010).
Giunto alla settima edizione, il festival era nato nel 2004, spiega Stefano De Angelis, coordinatore della ONG Crocevia che è tra gli ideatori del festival, con l'idea di “mettere in evidenza il legame tra biodiversità, tema dell'alimentazione e soprattutto la partecipazione della società civile ai temi della crisi alimentare.
Infatti, nelle passate edizioni il festival si è sempre svolto in occasione della giornata mondiale dell'alimentazione (16 ottobre). “Notavamo – spiega De Angelis – che quella giornata era un momento di commemorazione riservato ad una élite; allora abbiamo deciso di rompere questo schema con una serie di iniziative tese a coinvolgere la società civile, le associazioni e il mondo contadino. Inoltre avevamo a disposizione la Mediateca delle Terre che raccoglie esperienze e testimonianze di contadini che, da tutto il mondo, ritrovano un terreno comune nella tutela della biodiversità”.
Nata su un doppio binario, l'edizione 2010 si arricchisce di un omaggio all'anno internazionale della Biodiversità, spostando la data al mese di maggio, in collaborazione con Biodiversity International.
“L'idea originale del festival – racconta ancora De Angelis – nasceva dal desiderio di dare voce due aspetti distinti del rapporto tra biodiversità e crisi alimentare: da una parte raccontare le lotte contadine contro le arroganze dell'Agribusiness e delle industrie ogm; dall'altra, testimoniare come tutelando la biodiversità e recuperando risorse locali, gli agricoltori riuscivano a raccontare esperienze di tutela della biodiversità al servizio del cibo”. Un aspetto questo che ha dimensioni culturali che rendono il tema davvero universale. “Da queste testimonianze di vede come esistano punti di contatto tra popoli di parti diverse dal pianeta; dal Vietnam al Chile passando per il mondo occidentale, coloro che hanno un atteggiamento molto attento verso la salvaguardia della biodiversità nel rapporto con la terra, lo fanno tutti seguendo un comune sentimento che riguarda la conservazione della propria cultura e della voglia di continuare a trasmettere valori di sostenibili”, dice De Angelis.
Anticipare a maggio l'edizione di quest'anno ha richiesto un'accelerazione nel lavoro dei volontari (“dalla logistica alla comunicazione e alla promozione, il festival si tiene in piedi grazie al lavoro di volontari” ci tiene a sottolineare il coordinatore di Crocevia). Si temeva che non si sarebbe riusciti a raccogliere abbastanza video e invece: le 18 opere in concorso sono state selezionate tra le oltre 150 arrivate.
“I film in concosrso sono straordinari – ha detto Andrea D'Ambrosio, presidente della giuria – da tutti loro viene fuori una sorta di mosaico su quello che l'uomo ha combinato in questi decenni, ma anche formule e proposte per porre rimedio a questi disastri; penso ad esempio a film come Green, la storia di un orangotango che muore a causa della deforestazione; oppure One Water, film che parla dell'importanza dell'acqua in questo pianeta ed è un 'no' molto forte alla privatizzazione dell'acqua. Film che tutti secondo me dovrebbero vedere su temi che tutti dovrebbero conoscere”.