
Lo sport, oltre che essere un momento in cui gli atleti possono sfidarsi, è spesso associato a valori più nobili come la pace e la promozione della pacifica convivenza tra i popoli.
Purtroppo in questi giorni abbiamo assistito ai tragici eventi che hanno coinvolto la nazionale di calcio del Togo, che avrebbe dovuto partecipare alla Coppa delle Nazioni Africane, comunemente nota come Coppa d’Africa, che si svolge quest’anno in Angola. Venerdì scorso il pullman degli atleti appena arrivato in Angola è stato attaccato da terroristi; i giocatori hanno vissuto momenti di terrore e due membri del team sono rimasti uccisi durante gli attacchi.
Invece di sospendere temporaneamente le partite e aspettare maggiori notizie sul fatto le partite della Coppa sono regolarmente continuate: il governo del Togo ha deciso di ritirare la nazionale dalla competizione, la quale però se non si presenterà in campo verrà squalificata. Una vera e propria beffa.
Sebbene alle partite dei giorni successivi siano stati osservati alcuni minuti di silenzio pare che ci sia una sorta di disinteresse dell’organizzazione per ciò che è accaduto: la Coppa d’Africa non si può fermare nemmeno di fronte a un evento che coinvolge i suoi partecipanti?
Non è stato nemmeno lanciato un messaggio a favore della pace, un valore fondamentale che troppo spesso viene messo in secondo piano rispetto ad altri interessi, economici soprattutto.
Le notizie sono confuse ma pare che gli attentatori fossero dell’Angola che, ironia della sorte, è una delle squadre nello stesso girone del Togo.
L’anno del mondiale 2010, che si terrà in Sudafrica, non inizia certo sotto i migliori auspici.
Secondo voi, era giusto fermare la competizione, o “the show must go on”, per non scontentare le migliaia di persone pronte ad accorrere negli stadi angolani?
Commenti
Il calcio non è strumento di
Il calcio non è strumento di promozione di pace, tantomeno di convivenza pacifica.
A parte l'imboscata di cui si parla sopra, basta guardare che succede la domenica nei nostri stadi.
Il calcio non è uno strumento
Il calcio non è uno strumento per la promozione della pace e in Italia men che meno. Le frequenti sanzioni ai tifosi riottosi o agli insulti razzisti ne sono una testimonianza; però il fatto che in Italia non si riesca a mantenere un tono pacato non comporta che sia così in tutto il mondo. In molte nazioni non esistono nemmeno le barriere tra il campo di calcio e gli spalti dei tifosi.
Credo che lo sport sia spesso portatore di valori positivi: ti porto come esempio le Olimpiadi, il cui logo è un chiaro riferimento alla co-partecipazione delle nazioni.
Il presupposto è che ci sia una competizione sana.
Credo che nel momento in cui una squadra partecipante a un campionato mondiale di calcio viene attaccata gravemente e non vengano sospese le partite, ecco, ci sia una terribile mancanza di rispetto.
Il tuo ragionamento non fa
Il tuo ragionamento non fa una piega, però molto spesso succedono cose diverse.
Le stesse Olimpiadi da te citate hanno sì una buona dichiarazione d'intenti nel logo, ma gli annali ci raccontano le peggio cose successe nel mentre.
Sulla perdita di valori dello sport (di alcuni sport è bene sottolinearlo) sono pessimista io, lo riconosco :-)
Concordo che la mancata presa di posizione nonché l'aver fatto nulla dopo l'attentato sia cosa deprecabile.
Forse per una volta lo sport
Forse per una volta lo sport si sarebbe dovuto fermare un attimo.
Mai è successo nella storia che le competizioni sportive di questo calibrio si siano fermate per un fatto del genere. Noi tutti ci ricordiamo i fatti di monaco.
Perchè per una volta non si è voluto fare un gesto forte per fermarsi a riflettere, soprattutto in vista dei mondiali in sudafrica?
Il calcio ha troppi interessi
Il calcio ha troppi interessi che gli ruotano intorno e difficilmente accadrà che si fermi in occasioni del genere, ancora di più se si tratta della Coppa d'Africa. L'unica competizione di rilevanza per le nazionali Africane che aumentano la loro visibilità e prestigio soprattutto attraverso questa competizione.
Detto ciò, penso comunque che era giusto fermarsi o quanto meno dare qualche segnale forte di protesta contro quello che era accaduto...
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