Kerry Emanuel è stato inserito da Time tra le cento persone più influenti del pianeta nel 2006. È un climatologo del Mit e in quell’anno, poco prima di Katrina, pubblicò uno studio (pdf) quasi profetico sull’aumento degli uragani e della loro violenza in coincidenza con il riscaldamento globale. Da noi, qualche tempo fa, è uscito un suo delizioso libretto – Piccola lezione sul clima (il Mulino) – nel quale spiega l’assurdità dello scetticismo intorno al climate change. «Nel panorama scientifico – afferma Emanuel dal suo studio di Cambridge – non c’è nessuno o quasi che ha dubbi sul fatto che il clima sta cambiando e che questo non sia un bene per la Terra».
Certo, sarà pur vero per la comunità dei ricercatori, però recentemente la Bbc ha pubblicato un sondaggio secondo cui solo il 26 per cento degli inglesi crede nel riscaldamento globale e un sondaggio del Pew certifica che per gli americani il global warming non è tra le prime venti priorità che Obama deve affrontare. C'è la sensazione diffusa nell'opinione pubblica che il caldo non è che stia aumentando. Addirittura c'è chi parla di global cooling, di raffreddamento globale. Come la mettiamo?
«In questo momento – ribatte Emanuel – è molto forte un movimento di disinformazione mondiale che ha ragioni politiche ed economiche e che vuole minare alla base le fondamenta scientifiche che spiegano il riscaldamento globale. Alcuni studiosi molto autorevoli vengono subiscono attacchi anche personali».
Se è vero che l’eco-scetticismo oggi riscuote qualche consenso in più rispetto agli anni scorsi, è vero anche che il disastro della piattaforma Bp ha aperto gli occhi di fronte ai rischi che anche il modello energetico basato sul petrolio. Forse le terribili immagini del pellicano ricoperto di petrolio che arranca sulle spiagge della Louisiana ci convinceranno più della paura di qualche grado in più come previsto dagli scienziati. «È vero. Coloro che studiano il rischio si preoccupano più di rischi tutto sommato contenuti come quelli che può avere l’energia nucleare rispetto a quelli ben maggiori delle energie che si basano su combustibili fossili. Ecco, l’incidente alla Deepwater Horizon ha avuto l’effetto di mostrare a molti di coloro che si preoccupano dell’energia nucleare che il petrolio può avere effetti terribili. È un pessimo esempio, ma rimane un esempio».
Anche per questa ragione Kerry Emanuel non è spaventato dalla soluzione nucleare alla questione energetica. Il suo è un atteggiamento pragmatico rispetto al rapporto costi (e rischi) e benefici. «Non so come sia la situazione in Italia ma posso dire che negli Usa le centrali nucleari sono l’unica soluzione pratica in questo momento alla riduzione delle emissioni. L’energia prodotta dal sole o dal vento è certamente interessante ma per ora non può essere prodotte in una scala adeguata alla domanda di energia di un paese».
Eppure, recentemente, la Francia e la Germania hanno dichiarato che la crisi non permette la riduzione di Co2. Impossibile investire in nuove tecnologie ora. «Si tratta di situazioni differenti – nota Emanuel – la Francia genera l’80 per cento della sua energia elettrica grazie al nucleare, questo significa che l’elettricità francese non dipende quasi per niente dai combustibili fossili. La Germania al contrario deve fare i conti con una cultura diversa e in questo momento cittadini e governanti mi sembrano interessati ad altro».
È molto difficile scegliere di cambiare senza l’appoggio dei cittadini. È difficile per Obama ma anche in Europa, sostiene Emanuel. «Non credo che la gente sia disposta a sacrificarsi più di tanto per l’ambiente, non chiediamo troppo alla natura umana! Non possiamo credere di fare scelte che riguardano esclusivamente le generazioni future, non si è mai fatto così nella storia e mai si farà. Dobbiamo inventarci qualcosa che riguarda anche la generazione attuale, la nostra e quella dei nostri figli. Per esempio, credo che si tratti di investire soldi per sviluppare tecnologie. Solo questo può cambiare il trend attuale. Ed è per questo che governi, università e aziende possono decidere, anche per loro tornaconto, di sviluppare tecnologie pulite utili per tutti».
Commenti
Vi allego la mia risposta al
Vi allego la mia risposta al video di Jacopo Fo sull'ECOVILLAGGIO SOCIALE
"Utopia?
Me la immagino una città fatta di queste case.
Meravigliosa!
Un piccolo problema.
Demoliamo TUTTI gli edifici esistenti delle città?
La fantasia o la filosofia possono salvare l'anima: non i polmoni.
La principale causa di inquinamento delle città è dovuto all'immenso parco edilizio esistente.
I tuoi edifici sono una goccia in un oceano.
Un piccolo quesito che continuo a chiederti e del quale non ho ancora avuto risposta.
Nelle relazioni tecniche degli edifici che tu citi in questo sito si parla di cronotermostato in ogni appartamento invece che in ogni stanza in contrasto con il punto 12 dell'allegato I del D.LGS. 192/05 "Attuazione della direttiva 2002/91 relativa al rendimento energetico nell'edilizia".
Perché?
Nonostante queste mie modeste considerazioni, sicuro di una risposta e dandoti atto del tuo impegno ti porgo i miei più cordiali saluti"
Il 06/10/10 nei commenti -il fotovoltaico: LA TRUFFA PERFETTA - ad un articolo sul sito di Jacopo ho scritto:
"Oggi ho inviato la seguente e-mail alla redazione di Nichi Vendola.
redazione@nichivendola.it
Caro Vendola,
prima che la sinistra si suicidi sui temi ambientali, ti prego di assistere, sul sito di jacopo fo -www.jacopofo.it-, alla disputa in corso sul confronto tra risparmio energetico e fotovoltaico.
Potrai scoprire il pensiero degli eco-ignoranti.
Ti ricordo, inoltre, che i terminali di qualsiasi politica ambientale siamo noi progettisti.
Controllateci con la FIRMA ENERGETICA!
Questa sarebbe una vera rivoluzione ambientale. Cerca su google "FIRMA ENERGETICA" e scoprirai la sua portata rivoluzionaria,
Cordiali saluti"
L'ambiente è una cosa SERIA!
La migliore fonte rinnovabile è ciò che non si consuma! (Swiss Energie)