Il solare va in città: ecco la filiera corta dell'energia
Non ci facciamo nemmeno caso, eppure stanno lì, fermi e immobili. Sono spazi grandi, stanno in città e sono di proprietà pubblica. Un giorno qualcuno deve averli guardati con un pizzico di fantasia in più ed ecco la scintilla che ha innescato l'idea e fatto nascere la storia di una nuova emigrazione urbana. Questa volta, però, a lasciare le campagne non sono i braccianti agricoli in cerca di posti in fabbrica o all'inseguimento della fortuna. Qui parliamo di pannelli solari e di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica che si dirigono verso i tetti degli edifici pubblici, delle scuole, delle palestre, verso il suolo dei parcheggi. Sono tutti luoghi che appartengono alla collettività e che hanno un enorme potenziale, soprattutto ora che il conto energia premia la produzione di elettricità da fonti rinnovabili. E allora perché lasciare questi spazi inerti quando possono ospitare una risorsa abbondante di energia?
Per rispondere a questa domanda alcuni imprenditori si sono messi insieme per chiedere alle pubbliche amministrazioni l'utilizzo di quelle superfici con lo scopo di installare impianti fotovoltaici, in cambio offrono un controvalore in opere eco-sostenibili, come ad esempio veicoli per la mobilità sostenibile, illuminazione ad alta efficienza, efficienza energetica degli edifici degli enti pubblici, palestre in legno e via dicendo, lungo un percorso in cui la sostenibilità ripaga se stessa e si rigenera.
La realtà appena descritta è quella del consorzio Foreveer, formato da un gruppo di imprese che rappresentano aspetti diversi della produzione industriale legata alla sostenibilità, dai pannelli fotovoltaici ai veicoli elettrici, dai materiali per edifici eco-efficienti agli impianti per illuminazioni a risparmio energetico. L'idea di base che li tiene insieme è che esiste una prospettiva di profitto che si coniuga bene con la domanda di sviluppo sostenibile e che risponde alla possibilità di generare un sistema diffuso di produzione dell'energia.
Si tratta di un'idea che da tempo è il cuore dell'attività di Giovanni Cimini, imprenditore e innovatore, leader di Western Co. – azienda che detiene molti brevetti per la produzione di energia fuori dalla rete (off grid) – e amministratore delegato di Foreveer.
“L'energia deve essere prodotta nel posto in cui si consuma – spiega Cimini – e in maniera tale da rendere conto delle molteplici possibilità che offre il territorio”. Ci sono, ad esempio, luoghi in cui il mix energetico può essere soddisfatto riservando un ruolo importante al fotovoltaico, in altri sarà più opportuno affidarsi in maniera importante all'eolico, in altri ancora si dovrà trovare un mix soddisfacente in base a diverse proposte che provengono da specificità locali. Ovviamente si tratta non solo di capire e conoscere il territorio, ma anche di creare un circuito virtuoso che sappia mettere insieme le migliori capacità dell'impresa, della gestione pubblica e della ricerca e dell'innovazione dalle Università.
Produzione diffusa di energia vuol dire quindi seminare il territorio con punti di produzione di energia, utilizzando le rinnovabili o le fonti che meglio si adattano alle caratteristiche fisiche e socio-economiche dell'area e della domanda di energia da parte delle imprese e degli abitanti.
Un esempio pratico lo si trova proprio nello stabilimento di Cimini a San Benedetto del Tronto, sulla costa marchigiana. Si chiama Leonardo, è un generatore di energia che utilizza tre fonti rinnovabili quali il solare, l'eolico e biocombustibili che vengono da risorse presenti nel luogo, tra cui alghe marine. Questo trigeneratore riesce a produrre fino a 15 KW e garantisce la continuità dell'erogazione di energia nell'arco di 24 ore a impatto zero, senza inquinare affatto. Il problema per il momento sono i costi ancora troppo elevati ma si lavora per abbatterli e presto ci si riuscirà. A quel punto si sarà fatto un passo avanti verso la realizzazione di quello che Cimini chiama il suo sogno: una realtà in cui ciascuno si produce la propria energia a basso costo, a emissioni zero, dentro la propria azienda e, perché no, a casa sua.
Immagine di Schlüsselbein2007


