Non poteva che essere lui il personaggio dell'anno: il genio fondatore di Facebook. Time ha regalato la copertina di questa settimana a Mark Zuckerberg, cinico ragazzetto programmatore ad Harvard immortalato nella recente versione cinematografica e soprattutto ideatore della più grande macchina da guerra del pianeta fatto di bit chiamato web 2.0.
Le motivazioni per il riconoscimento raccontano che la rivoluzione di Zuckerberg ha trasformato il modo di stare insieme e il modo di informare e informarsi: «Per aver messo in connessione più di mezzo miliardo di persone e mappato le relazioni che s'intessono tra esse. Per aver creato un nuovo sistema di scambio d'informazioni e per aver cambiato il modo in cui viviamo».
Se esistesse un podio, la rivista americana assegnerebbe la medaglia d'argento (e in molti pensano che avrebbe meritato di più) a un altro protagonista del mondo della rete, a quel Julian Assange che ha trasformato per sempre con Wikileaks il mondo dell'informazione, della politica e della diplomazia. Secondo il Time, il bronzo andrebbe ex equo ad Hamid Karzai, presidente dell'Afghanistan, ai 33 minatori cileni rimasti sepolti per 70 giorni a mille metri sotto terra e al Tea Party, il movimento conservatore che ha condizionato le elezioni di midterm negli Usa. Tra le menzioni speciali per i "quindici minuti di gloria" nell'anno che sta finendo, il vulcano islandese Eyjafjallajokull e le trombette vuvuzelas, tormento dei mondiali di calcio in Sud Africa (qui la lista completa delle nomination).