Buone notizie per gli immigrati in Lombardia
Cresce il tasso di integrazione degli immigrati in regione. La dimensione famigliare aumenta e facilita la coesione sociale, nonostante le difficoltà nel mercato del lavoro.
È in via di conclusione il convegno di presentazione dell’Undicesimo Rapporto dell’Osservatorio Regionale per l'integrazione e la multietnicità (Orim), dal titolo “L'immigrazione in Lombardia: famiglia motore di coesione sociale”, realizzato in data 15 marzo 2012, in collaborazione con Regione Lombardia, Éupolis Lombardia e Fondazione Ismu. Che cosa emerge dal Rapporto che fotografa l’andamento quantitativo e qualitativo del fenomeno immigratorio in Lombardia?
Il dato di sintesi è che aumenta il livello medio di integrazione, in base all’indicatore che ne misura l’intensità che è passato da un valore medio di 0,40 nel 2001 a 0,65 nel 2011. Il risultato è strettamente legato al trend di crescente situazione di stabilità e di un progressivo radicamento sul territorio regionale. A questo contribuisce un elemento determinante: la famiglia. Dal rapporto emerge infatti che in Lombardia “uno straniero su tre vive in un nucleo famigliare completo, con coniuge e almeno un figlio, mentre sono oltre 67mila gli stranieri sposati o con partner italiano”. E questo rappresenta il più forte viatico alla coesione familiare.
I numeri. Innanzitutto, emerge una ripresa del flusso rispetto al calo del 2010: “ al 1° luglio 2011 la popolazione straniera proveniente da Paesi a forte pressione immigratoria (Pfpm) presente in Lombardia è di 1 milione e 269mila unità (regolari e non), 81mila in più rispetto al primo luglio del 2010 in cui si stimavano 1 milione e 188mila presenze. Gli immigrati in Lombardia rappresentano il 23,7% del totale nazionale valutato in poco meno di 5 milioni e 187mila immigrati provenienti da Pfpm. In regione si contano 13 stranieri ogni 100 residenti”. La maggio parte si trova a Milano (20 immigrati ogni 100 residenti), seguita da Brescia (16 per 100), Mantova (15 per 100), Lodi e Cremona (14 per 100), Bergamo (13 per 100), Pavia (12 per 100).
Le etnie. Si conferma il primato degli est-europei con “444mila unità, circa 29mila in più rispetto al 2010. Al secondo posto si collocano gli asiatici con 299mila presenti (21mila unità in più del 2010). Infine i nordafricani, con 249mila presenze (9mila in più del 2010), precedono i latinoamericani, con 170mila unità (17mila in più del 2010), e gli altri africani con 107mila unità (5mila in più del 2010). In termini relativi gli est-europei detengono una quota del 35% del totale regionale, di cui più della metà è attribuibile a cittadini extra Ue (19,2% contro il 15,8% dei neocomunitari). Agli asiatici va il 23,6%, ai nordafricani il 19,6%, ai latinoamericani il 13,4% e agli altri africani l’8,4%. Passando alle singole nazionalità: in cima alla classifica ci sono i rumeni con 172,2mila unità (+ 7,3% rispetto al 2010, in cui erano 160,5mila), seguiti dai marocchini con 131,8mila e dagli albanesi con 118,6mila unità”.
Le famiglie. Aumenta la tendenza verso un’immigrazione sempre più di dimensione famigliare. “In Lombardia uno straniero su tre vive in un nucleo famigliare completo, con coniuge e almeno un figlio. Passando alle coppie miste, sono oltre 67mila gli stranieri sposati o con partner italiano, per tre quarti donne soprattutto est-europee (22mila) e latinoamericane (oltre 15mila). L’istituzione familiare rappresenta oggi un importante motore di coesione sociale in Lombardia: infatti l’indice d’integrazione si accresce del 70 per cento circa per chi convive con moglie e figli (chi ha riunito la famiglia infatti vanta un indice medio di 0,66 contro lo 0,39 di chi ha una famiglia lontano)”
Lavoro e studio. La Lombardia si conferma un territorio attrattivo per chi cerca lavoro. Nonostante la crisi, infatti, “ nel 2011 hanno tenuto le stime di assunzioni di lavoratori immigrati sul territorio lombardo, a conferma di un trend di stabilità (tra i 18mila e i 20mila assunti) partito nel 2009”, anche se sono meno della metà dei volumi dell’anno 2007, in cui gli assunti raggiunsero quota 40mila.
Nel 2011 si registra, infatti, un livello di disoccupazione tra gli immigrati con età superiore ai 14 anni presenti in Lombardia del 12%, quasi il doppio rispetto al 2008. “Il 2011 si è chiuso con una disoccupazione maschile al 13,0% (era del 13,2% nel 2009 e del 16,6% nel 2010), toccando anche tra le donne il picco del 10,9% (era del 9,2% nel 2009 e del 9,5% nel 2010). L’occupazione invece interessa ora il 79,1% dei maschi (-11%) e il 61,2% delle femmine (-5,5%)”. Interessante il dato, in controtendenza, di crescita degli alunni stranieri, che “passano da 164.036 presenze dell’anno scolastico 2009/2010 a 173.051 dell’a.s. 2010/2011 (+5,5%) e rappresentano il 24,3% del totale degli alunni con cittadinanza non italiana presenti nel nostro Paese”.
Gli irregolari. Sostanzialmente stabile la percentuale di irregolari sul territorio regionale. “Sono 116mila i soggetti privi di un valido titolo di soggiorno, solamente tremila unità in più rispetto al 2010, anno in cui se ne stimavano 113mila. Gli irregolari rappresentano il 9,2% del totale dei presenti: tale percentuale corrisponde al più basso tasso di irregolarità registrato nel corso degli ultimi dieci anni”. In termini di etnie al vertice dell’irregolarità si trovano i marocchini (14mila non regolari), cui seguono gli egiziani “che con 11mila unità (leggermente in aumento rispetto al 2010) hanno superato gli albanesi (poco meno di 11mila). Gli irregolari si concentrano soprattutto nella provincia di Milano che ne conta 49,8mila (nel 2010 erano 47,5mila), di cui 30,3mila nel comune capoluogo. Seguono la provincia di Brescia con circa 17mila presenze irregolari (nel 2010 erano 15,5mila) e quella di Bergamo con 12,2mila (in diminuzione rispetto al 2010 in cui erano 14,1mila). Tutte le altre province si attestano al di sotto delle 10mila unità”. Le principali tabelle del rapporto.
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