Cinque stupefacenti tradizioni di Natale dal mondo
Il Natale si avvicina, e vogliamo proporvi cinque differenti modi in cui la festa viene celebrata nelle culture di tutto il mondo. Molti riti e processioni ricordano tradizioni che con qualche differenza vengono rispettate anche in Italia. Quali sono le vostre tradizioni preferite?

I bandjaci, i ceppi di Natale balcanici
Quella dei bandjaci è una tradizione natalizia tra le più sentite dell'area balcanica: si tratte di tre ceppi di legna (cinque, nel Montenegro) che vengono portati nelle case secondo una rigorosa tradizione e si bruciano nel camino tra Natale e Capodanno. Secondo le differenti tradizioni i tre tronchetti possono rappresentare i Re Magi o la Sacra Famiglia e possono essere ricavati da un unico grande tronco. Una volta calato il sole la sera della vigilia i tronchi vengono portati accanto al camino dagli uomini di casa. Il rituale viene seguito da canti e preghiere, al termine dei quali i ceppi vengono bagnati con acqua santa e utilizzati per accendere il fuoco, su cui si lanciano manciate di grano.
Dove vederlo. purtroppo non è facile vedere un rito così casalingo a meno che non si abbiano parenti o amici che ce lo mostrino. In alternativa è però possibile partecipare il 7 gennaio alla messa di Natale celebrata nelle tante Chiese di rito ortodosso in Italia.
Las posadas messicana: un viaggio per ricordare le origini della festa.
In Messico nei giorni precedenti la vigilia è possibile imbattersi in una singolare processione guidata da due bambini vestiti con costumi che ricordano quelli di Giuseppe e Maria: è la posada, corteo che ricorda il viaggio dei due alla ricerca di un rifugio nella notte di Natale. La processione si muove per la città bussando alle porte delle case e chiedendo "posada", cioè ospitalità. La risposta è sempre negativa, espressa con la formula No hay posada, fino all'arrivo presso un'abitazione precedentemente concordata. Qui un canto risponde alla richiesta dei viandanti e finalmente è possibile trovare ricovero. Nel corso della festa che segue si mangia e si beve e i più piccini rompono la celeberrima pinata, un vaso di terracotta pieno di dolci e regali.
Dove vederlo. Al Vaticano, a Roma, dove si svolge per il quarto anno consecutivo l'esposizione "Natale Messicano in Vaticano", con prodotti enogastronomici, opere d'artigianato e pannelli dedicati al Natale.

La Misa de Gallo nelle Filippine.
Nelle Filippine il Natale è una festa importante e il paese, a grandissima maggioranza cattolica, celebra l'occasione con fasti, messe e commemorazioni religiose. Oltre alla classica messa il 25 dicembre, detta "Misa de Aguinaldo", a partire dal 16 del mese ogni giorno si celebra la "Misa de Gallo", che ha inizio alle quattro del mattino. La tradizione è stata iniziata dai missionari spagnoli che per primi arrivarono nel paese, e l'orario si deve al fatto che la celebrazione fosse riservata ai contadini, che così potevano seguire la messa prima del lavoro nei campi. Dopo la messa si mangiano tutti insieme dei dolci di riso, i bibingka e i puto bumbong, di solito venduti proprio sul sagrato della chiesa.
Dove vederlo: A Roma, nella Chiesa di San Lorenzo in Lucina, punto di riferimento per la comunità filippina della città.

Ucraina: Natale in famiglia e dodici portate.
L'Ucraina è un paese pieno di tradizioni natalizie. Dopo lo spuntare in cielo della prima stella della notte, ad aprire la tradizionale cena della vigilia è la kutia, un piatto antico che simboleggia il raccolto e coniuga l'aspetto pagano della festa con quello religioso. Il cenone viene fatto rigorosamente con piatti tradizionali e con dodici portate, per ricordare e onorare i dodici apostoli e i dodici mesi del ciclo dell'anno. A fine pasto non si scartano regali, ma i membri della famiglia si uniscono in preghiera e per cantare i canti di koliada, che prendono il nome dalle calende romane e hanno origini pagane.
Dove vederlo Nelle famiglie ucraine che vivono in tutta Italia, naturalmente. Un assaggio potrete averlo sulla Piazza di San Pietro in Vaticano, il cui famoso albero di Natale è stato quest'anno regalato e illuminato dall'Ucraina e dalle comunità ucraine d'Italia.
Il Natale romeno: craciun
In Romania il Natale si chiama craciun, una parola di derivazione antica le cui origini si possono trovare sia nell'omonimo ceppo di legno che simboleggia il sol invictus, sia nell'espressione latina creazione. La festa inizia il 20 dicembre, il giorno di Sant'Ignazio, quando viene ucciso il maiale e iniziata la preparazione dei cibi che si consumeranno nel periodo di festa. I giovani vanno di casa in casa cantando le colinde, che raccontano i momenti salienti della nascita di Gesù. In questo periodo si svolge anche il "gioco della capra", in cui l'animale, addobbato a festa, viene portato in giro per il villaggio come augurio di prosperità. Un altro rito a metà tra paganesimo e cristianità è quello della stella di Natale: gruppi di ragazzi tra i 7 e i 14 anni portano in processione una stella di legno, addobbata con carta colorata e rami di alberi e piante, in modo da ricordare sia il viaggio dei magi che le tradizioni nordiche che legano la festa agli alberi e alla natura.
Dove vederlo. A Milano, il giorno di Natale, prima con la ,messa celebrata alle 10 presso Santa Maria della Vittoria, e poi con la festa di Natale della comunità romena a Piazza Europa
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