Console italiano e fascio-rocker: Vattani in attesa di giudizio
Quanto è importante il ruolo di un diplomatico? E quanto è delicata la posizione di rappresentante dell'Italia all'estero? Sono domande importanti, sollevate recentemente dal caso di Mario Vattani, console italiano a Osaka e cantante in uno storico gruppo musicale "identitaria" della scena romana.
Di giorno rappresentante dell'Italia a Osaka, di sera front man misterioso dei "Sotto fascia Semplice", gruppo rock di ispirazione fascista conosciuto e apprezzato dai frequentatori di Casa Pound e altre realtà legate alla destra estrema: sembra fantascienza, e invece è la vera storia di Mario Andrea Vattani, diplomatico "smascherato" lo scorso 29 dicembre da un servizio del quotidiano L'Unità a seguito della pubblicazione su Youtube del video di un concerto presso la sede di Casa Pound a Roma.
Mentre portava avanti la carriera diplomatica, infatti, il 45enne figlio di Umberto Vattani, uno dei più famosi e potenti diplomatici italiani, pubblicava dischi e frequentava negli ambienti dell'ultradestra sotto il nome di Katanga. Intorno alla metà di dicembre scorso, nel corso di un concerto eccezionale, una delle poche esibizioni del suo gruppo, in un tripudio di saluti romani e inni al ventennio, il console dalla doppia identità viene ripreso da qualcuno che in seguito pubblica online il filmato. L'episodio è grave e attira le attenzioni del mondo politico e sociale italiano, considerata la difficile convivenza dello status di rappresentante della Repubblica Italiana e gli inni a un'altra Repubblica, quella Sociale di mussoliniana memoria.
Il 22 gennaio Vattani è stato richiamato a Roma, dove è arrivato il 25, per rispondere al richiamo della commissione disciplinare, in vista di una probabile sospensione dal servizio in quanto incompatibile tanto con la palese apologia di fascismo, quanto la suddetta dichiarazione di fedeltà a una Repubblica Sociale Italiana che non è quella stabilita dall'Articolo 1 della nostra Costituzione. In tutto il polverone sollevato dalla vicenda c'è anche chi pone questioni che forse meriterebbero una risposta, in particolare considerando il cursus del diplomatico, che, oggi quarantacinquenne, porta avanti dal 1991 e dall'età di ventisette anni.
Possibile che nessuno abbia avuto sentore, in ventuno anni di onorato servizio, della "doppia vita" di Mario Vattani (nonostante nel blog FascInAzione si parli, già ad agosto 2011 di "Katanga" come di un "funzionario di altissimo livello"? E possibile che nessuno si sia mai posto la questione della compatibilità delle idee politiche di questi con ruoli che lo hanno portato a lavorare in ambito di cooperazione dentro e fuori dall'Italia?
Tra i numerosi ruoli ricoperti dal console, infatti, figurano molte posizioni che non possono far riflettere: diplomatico in Egitto, ma anche e soprattutto Consigliere Diplomatico del sindaco di Roma Gianni Alemanno, con cui ha gestito l'organizzazione del vertice FAO a Roma, il lavoro su educazione e sensibilizzazione sui diritti umani sul territorio e i rapporti con la comunità di immigrati che vivono nella capitale, gestendo problematiche e incontri diplomatici con delegazioni, tra le altre, di Romania, Albania, e Bulgaria.
Sul ruolo di Mario Vattani delibererà nei prossimi giorni la commissione disciplinare, anticipata dal duro giudizio del Ministro degli Esteri Giulio Terzi, che sulla questione è stato categorico: "L' apologia del fascismo non è compatibile con il ruolo di servizio allo Stato" ha detto, né con "la tradizione della diplomazia italiana". Voi cosa ne pensate?
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