Londra: il video razzista che ha sconvolto il mondo

my tram experienceIl filmato si chiama "My train experience" e da quando è stato caricato è diventato un caso in tutto il mondo. Il video è ripreso da un cellulare in un tram di Londra: una signora con in braccio un bambino è seduta e urla insulti ai passeggeri vicini. La signora è di razza bianca, e il motivo della sua rabbia è il colore della pelle di chi le sta accanto, persone colpevoli di "non essere inglesi" e che dovrebbero "tornare al proprio paese, perchè l'Inghilterra è già abbastanza f****ta per colpa loro".
 
Siccome viviamo in un mondo in cui, grazie al web, poco o nulla passa inosservato, la donna è già stata identificata e avvicinata dalla polizia londinese, che in questo momento la sta trattenendo, probabilmente più per motivi di sicurezza che per l'insostenibile razzismo con cui ha ammorbato un intero vagone del tram e che neanche la presenza di minori (tra cui il bambino che tiene fra le braccia) è stata in grado di limitare. E mentre in tanti dibattono sul comportamento inaccettabile della donna, è impossibile non soffermarsi sulla povertà culturale e intellettiva della protagonista, prima ancora che sulla rabbia e sulla possibilità o meno che la donna fosse sotto effetto di sostanze stupefacenti.
 
La cosa spaventosa da considerare con attenzione è che questa signora non è tanto diversa da tanti che possono esserci amici o vicini, o che in alcuni casi potremmo essere noi. È tanto assurda una cosa del genere?
 
Nel corso della storia l'abbiamo visto spesso: più un periodo è difficoltoso dal punto di vista economico e di semplice sopravvivenza, più è facile cercare approdi sicuri e semplici capri espiatori per i guai propri e dei propri cittadini e connazionali. La soluzione è sempre quella di aggrapparsi all'unica sicurezza incrollabile: quella di essere nati in un certo paese o di sentirsi cittadini di questo o quel posto, con una bella spruzzata di vago orgoglio ultranazionalista.
 
Non è troppo diversa la signora da tanti signorotti che si uniscono in associazioni, organizzazioni, partiti e movimenti che vedono nello straniero, qualunque esso sia, la causa di un qualsivoglia declino (vero o presunto) in atto nel proprio paese.

È successo in tante occasioni storiche e con tantissime etnie e culture diverse. È successo con i cristiani nell'antica Roma, con gli ebrei nel medioevo, con gli italiani ad Aigues Mortes nel 1893, nella Germania nazista e infine a Rosarno in Italia. La differenza tra eventi del genere e un piccolo, misero per quanto incivile video su Youtube è abissale, è vero, ma quel che conta è l'atteggiamento e il sentire, e sono in tanti a dire che sì, la signora aveva ragione, magari sbagliando contesto e toni, ma con un messaggio corretto.

 
E sono stati e saranno in tanti a indignarsi chiedendosi se una persona non può forse più manifestare un'opinione? E ancora altri diranno che in effetti in Inghilterra (ma anche in Italia) non c'è lavoro per gli inglesi, figuriamoci per gli stranieri. E qualcuno forse sentirà il clima e penserà bene di cavalcarlo, non per altro, ma solo perchè in effetti cavalcare una rabbia deviata è più facile che costruire, sempre. E questo è veramente imperdonabile, non gli insulti razzisti di una persona disturbata, ma il fatto che in un momento di crisi in tanti possano essere pronti a farli propri per trovare una facile risoluzione ai problemi e altrettanti siano pronti a costruire la propria fortuna sulla rabbia e ancora di più sulla paura.
 
In un mondo in cui un video appare su internet e riceve milioni di visualizzazioni in una settimana è inammissibile l'abbandonarsi a un simile sentire senza aver verificato documenti, informazioni e realtà, senza essersi posti delle domande e aver trovato risposte concrete, senza essersi presi la briga di controllare se è vero che gli stranieri ci portano via il lavoro, o se i reati sono veramente commessi da loro o se qualunque pensiero ci sia venuto in mente sia suffragato da una solida base di realtà. Nel 2011 il problema non è la singola persona disturbata, ma lo sono tutti quelli che disturbati non lo sono e che tuttavia per pigrizia non controllano, verificano analizzano un sentire o un'informazione, perchè lasciarsi trasportare in una società in stato di crisi è facilissimo, ma capire la realtà e farsi un'idea è giusto.

Di seguito è possibile vedere il video. Il filmato contiene espressioni esplicite.

 


Gio, 01/12/2011 - 12:05 | Scritto da: redazione | | Link permanente | Tags: