A partire da oggi incontreremo ogni settimana blogger che si occupano di sostenibilità: risponderanno alle nostre domande su futuro e priorità ambientali. Cominciamo questa serie di appuntamenti con Maria, autrice di Blogeko.
Come si chiama il tuo blog/la tua community e di cosa ti occupi?
Scrivo per http://blogeko.libero.it un blog professionale di ecologia
Da dove nasce questa tua passione?
E' una cosa che provo dentro da sempre, fin da quando ero una bambina molto piccola: mi riferisco a quasi mezzo secolo fa, quando di ecologia non parlava ancora nessuno. Eppure già allora mi sentivo parte di relazioni non solo con gli altri uomini, ma anche con tutto ciò che di animato ed inanimato ci circonda. Ovviamente la bambina di allora non aveva queste parole per dirlo.
Ambiente e sviluppo sostenibile: quali sono le tue idee per il futuro?
Sviluppo sostenibile: temo che sia una contraddizione in termini. "Sviluppo" sottintende l'idea di "sempre più", "sempre oltre". Ma la Terra è un sistema finito, può offrirci risorse limitate. Acqua potabile, terreno coltivabile, petrolio: non ne abbiamo a disposizione quanto ne servirebbe per un "sempre più".
E poi, si vive meglio se si vive leggeri. L'importante è scegliere le cose che davvero contano, e su quelle concentrarsi.
Qual è stato il post più letto del tuo blog e quello che ti ha dato più soddisfazioni?
Il post più letto è quello dedicato alla storia di Christian, un leone nato in cattività negli Anni 60 che, faticosamente restituito alla natura e alla libertà, non dimentica gli uomini che lo hanno allevato e li riempie di feste in un modo incredibile quando tornano a cercarlo dopo tanti anni. Un video dolcissimo.
Però mi diverto soprattutto a scrivere di temi legati all'attualità, alla cronaca, ad esempio l'inceneritore di Acerra che non funziona, anche se è stato inaugurato fra squilli di trombe e rulli di tamburi.
E ancora il ponte sullo stretto di Messina, che se lo faranno (e spero di no) sarà inaugurato giusto negli anni in cui è statisticamente atteso un terremoto distruttivo nella zona.
Cose così, insomma.
3 blog che consiglieresti
Se devo scegliere fra i blog italiani, metto al primo posto Vogliaditerra. Il contadino che lo scrive è un autentico saggio.
Leggo volentieri anche il blog di Aspo Italia, l'associazione che studia le riserve di petrolio e gas naturale, e più in generale di tutte le materie prime.
E trovo stimolante Crisis, un blog dedicato al fatto che non si può continuare ad andare avanti come ora: lo impediscono motivi ecologici, economici e sociali.
Non sempre condivido quel che vi è scritto: però è un blog che fa pensare.
Quali sono per te le prime tre priorità per l’ambiente, da affrontare nell’immediato in Italia?
Guarda, non penso che esistano tre priorità per l'ambiente in Italia. Esiste un'unica priorità: imparare a camminare leggeri sulla Terra. Capire che non ha senso tutto questo nostro affannarsi per trasformare in beni materiali le risorse naturali. Vivremmo meglio noi, credo.
Commenti
Complimenti Maria! Un po’ la
Complimenti Maria! Un po’ la invidio: invidio la sua attenzione verso l’ambiente ed il suo rispetto per la terra.
Però su un punto sono in disaccordo: perché non si può parlare di “sviluppo sostenibile”? Lei stessa dice che sviluppo non vuol dire solo “sempre di più”, ma anche “sempre oltre” ed io aggiungerei “sempre meglio”. Credo che ci siano cose alle quali oggi è difficile rinunciare: luce, acqua calda, trasporti, … per cui, se esistono altre fonti di energia attraverso le quali possiamo ottenere tutto questo, lo sviluppo sostenibile può andare in quella direzione. I pannelli solari oggi sono una realtà: sono queste le innovazioni nelle quali si deve cercare di fare “sempre di più”, no?
Concordo con la concezione di
Concordo con la concezione di "sviluppo sostenibile" spiegato da te, Veroniha: è complicato "vivere leggeri" perchè ogni piccola cosa che facciamo può potenzialmente avere ricadute sull'ambiente; a mio parere occorrerebbe mutare leggermente il mantra in "vivere sostenibile".
Un conto è essere leggeri scegliendo uno stile di vita che non incida sull'ambiente ma penalizzando la propria qualità di vita (talvolta è impossibile scegliere la cosa che conta davvero, no?), un conto è essere consapevoli di ciò che si fa ogni giorno, delle possibili ricadute ambientali, e del poter effettuare una scelta ponderata. Un compromesso, forse?
All'inizio sicuramente
All'inizio sicuramente "vivere sostenibile" è un compromesso, ma secondo me si tratta solo di abituarsi a cambiare alcuni comportamenti. Sto pensando a quali potrebbero essere, nel concreto, questi piccoli cambiamenti che vadano nella direzione di un "vivere sostenibile". Mi viene in mente che potrei utilizzare di meno la macchina e un po' di più la bici (magari mi fa anche bene!) oppure penso alla raccolta differenziata... ma ci sono altre piccole abitudini poco ecologiche che potrei cambiare? Che cosa vuol dire, nel concreto, "vivere sostenibile", o, come dice Maria "vivere leggeri"?
Bè credo che per "vivere
Bè credo che per "vivere leggeri" nel concreto si intendano una serie di accorgimenti pratici da seguire nella propria vita. Ad esempio come dici tu usare meno la macchina e più la bici (o i mezzi pubblici), sostituire le lampadine tradizionali con quelle a basso consumo, usare elettrodomestici di Classe A+ che consumano meno energia o spegnere le luci di stand by delle varie apparecchiature che abbiamo in casa, che pare consumino moltissimo sommate tutte insieme; tutti accorgimenti che per'altro fanno risparmiare molto denaro! Oltre naturalmente a far bene la raccolta differenziata e non inquinare quando siamo immersi nella natura. ...che altro?
@Veroniha Giusta la tua
@Veroniha
Giusta la tua precisazione, però, per come siamo abituati e per come si muovono le cose, difficilmente sempre più e sempre meglio vanno a coincidere. O perlomeno non pensando ad una salvaguardia ambientale. Di solito le tue cose collidono, e purtroppo si pensa sempre ad andare avanti e mai a come lo si sta facendo.
Questo blog per fortuna ha messo la freccia dalla parte opposta :-)
Mi piace l'idea del "vivere leggeri" come penso a tutti, solo che poi facciamo sempre fatica a metterla in pratica! :\
Ricordo la storia del leone Christian perché aveva fatto il giro dei media, d'altronde era così carino :-)
Per il "vivere sostenibile" sono d'accordo con Regolo, l'importante è che ciasuno nel proprio piccolo e quotidiano inizi a pensare seriamente a cosa può fare. (Ammetto che le spie dello stand-by io le lascio accese) Poi un secondo stadio rispetto a dispositivi a bassi consumi energetici e raccolta differenziata,ecc.. potrebbe essere il passaggio a forme di energia nuove, come i pannelli solari che citava Veroniha. Oltre ad una mentalità non "green oriented" quello che maggiormente frena questo passaggio credo sia il costo.
Forse occorrerebbe
Forse occorrerebbe sensibilizzare le persone ma in modo poco invasivo: spesso si vedono campagne martellanti sull'ambiente che forniscono gli stessi suggerimenti; una persona che le vede tante volte può esserne facilmente infastidito, e rinunciare al buon principio per insofferenza.
La sensibilizzazione, come suggerisce la parola, andrebbe svolta con delicatezza.
Qualche suggerimento?
Mettere in mostra ed elogiare
Mettere in mostra ed elogiare i "comportamenti sostenibili" della gente comune sarebbe una buon punto di partenza ed una bella operazione di sensibilizzazione. Ad esempio un mio amico ha messo a punto una piccola pala eolica da balcone e "produce" un pò di energia...La vita quotidiana spesso fornisce i migliori spunti per la sensibilizzazione...che ne dite?
Trovo sagge le riflessioni di
Trovo sagge le riflessioni di Maria e anche tutte le risposte finqui pubblicate. L'impegno giornaliero è il seme che si può porre nel terreno dell'indifferenza. Nel nostro piccolo proviamoci a correggere le nostre esistenze tenendo presente, ben presente, il fattore ecologico. Quando si presenta l'occasione, non giriamoci dall'altra parte, ma facciamo notare a chi lo commette il suo errore, ma con amore e desiderio di fare il suo bene. Questo viene percepito. É un attenzione alla sua persona e non un rimprovero. Vale molto di più e, anche se in quel momento non è recepito, lo sarà in seguito, costituenda un altro seme per la terra della coscienza collettiva.
Ormai dei profitti di pochi, siamo tutti stanchi, ma non dobbiamo odiare chi si approfitta, dobbiamo compatirli, perchè sono loro i più ciechi e prima o poi, la vita stessa gli occhi glieli farà aprire.
Perciò il poco che potremo fare, potrà avere una valenza enorme.
Vi abbraccio tutti. É un po' che mancavo dal Blog, e ci sono tante persone che non mi hanno mai letto. Se vogliono possono vedere quello che ho scritto in precedenza, per conoscermi meglio.
BUONA VITA A TUTTI!
Maria Giovanna
Quello che mi chiedo io è: ma
Quello che mi chiedo io è: ma sensibilizzare è sufficiente? Voglio dire, dopo tutte le campagne sull'ambiente che sono state fatte, credo che quasi tutti ci siamo resi conto dell'urgenza del problema ambientale. Secondo me quello che veramente manca sono delle campagne che invitino all'azione, con suggerimenti concreti. Tipo, mi ricordo che qualche mese fa, alcuni supermercati vendevano lampadine a risparmio energetico a sconto, per invitare la gente a comprarle e ad abituarsi a farlo... Magari non sensibilizzava molto, ma intanto le lampadine sono andate esaurite e tra quelli che se le sono comprate, qualcuno avrà sicuramente continuato a farlo! Credo quindi che a fianco della sensibilizzazione, servano "campagne di azione" che facciano sapere come si fa a vivere sostenibili ed invitino tutti a farlo... L'ideale sarebbe riuscire ad unire le due cose, ma se non ci si riesce, forse è meglio agire... non trovate?
Sono d'accordo veroniha, il
Sono d'accordo veroniha, il bisogno di campagne di azione concrete è sempre più incombente; credo sia anche questo l'obbiettivo delle varie giornate "della terra" o "del sole", tese a forzare periodicamente l'argomento all'attenzione delle persone. Per quanto riguarda campagne con consigli concreti purtroppo penso che non saranno sufficienti spot organizzati dai ministeri o da varie associazioni ambientaliste, ma che sarà sempre più fondamentale che le varie aziende associno il proprio brand a stili di vita salutari e coscienziosi. Purtroppo è la pubblicità che scolpisce sempre più i comportamenti, e uno spot ben girato che contenga pratiche quotidiane di sostenibilità facilmente adottabili da tutti forse potrebbe influenzare i consumatori (e quindi i cittadini) ben più delle sole campagne di pubblicità progresso e affini (che spesso hanno anche disponibilità di budget irrisorie rispetto alle corporations)...
Trovo molto interessante
Trovo molto interessante quanto scritto da Maria Giovanna!
Giusto quello che dici Veroniha, e credo come dice Regolo, che le varie giornate proposte servono proprio per un'azione concreta. Per dimostrare cosa si può fare. Certo che non dovremmo spegnere le luci che non ci servono solo un'ora per aderire ad una campagna programmata, certo che il riciclaggio e il resto dovrebbero diventare parte attiva del nostro modo di vivere. E' un inizio però. Piccolo, ma inizio.
Che qualcuno vedendo i pro, non si ravveda e cambi stile? Succede?
RINGRAZIO PREZZEMOLO PER
RINGRAZIO PREZZEMOLO PER L'APPREZZAMENTO. POSSO AGGIUNGERE CHE, PER ACQUISIIRE UN'ABITUDINE BASTANO 21 GG DI COSTANZA. E POI DITEMI CHE E' DIFFICILE! CERTO NON TUTTI LO SANNO, MA SE GLI SPOT EDUCATIVI VENGONO TRASMESSI PER 21 GG, FORSE LE PERSONE POTREBBERO CAMBIARE LE LORO ABITUDINI. ... UTOPIA? A VOLTE MI FANNO NOTARE QUESTA MIA TENDENZA A UTILIZZARLA, PERO' LA STORIA MI DA RAGIONE E LE COSE MIGLIORI, SONO NATE DA ALTRETTANTE UTOPIE!
CIAO A TUTTI DI NUOVO E BUONA VITA!
MARIA GIOVANNA
Secondo me tutte queste
Secondo me tutte queste giornate mondiali "per qualcosa" hanno un evidente problema: sono troppe. Le persone non possono stare dietro a tutto, quindi contribuiscono solo a poche, o addirittura a nessuna.
Come dite voi ci vorrebbe una campagna generale, che sappia parlare con cautela e sensibilità alla persona.
Vi faccio un esempio: tempo fa su Mtv c'era una campagna pro-ambiente con un finto Gesù che diceva "Spegnete i led", "Staccate le spine quando non le usate", e cose simili. Una volta, due volte, trenta volte e dopo il messaggio era veramente fastidioso, per non parlare del simil-Gesù ambientalista: più significati condensati no?
Ciao Maria Giovanna, non
Ciao Maria Giovanna,
non sapevo della regola dei 21 giorni!
Proverò ad applicarla alla mia dieta e ti saprò dire.
A parte questo, non conosco i tempi di trasmissione degli spot, ma ti assicuro che alcuni (non commerciali) durano ben più di tale tempo!
Ovviamente le persone dovrebbero vederli tutti i giorni, e questo mi sembra quasi impossibile. Per non parlare del fatto che se un messaggio non colpisce la prima volta, non lo farà nemmeno la ventesima.
Secondo me occorre un nuovo linguaggio.
Sì, la mia era una
Sì, la mia era una provocazione, oltre che l'invito, praticamente, a imporsi le regole ecologiche per 21 gg, acquisendo automatismo e quindi abitudine. Pre, ma non ne sono sicura, che le brutte abitudini, abbiano la meglio però ... no scherzo. Ci vuole più forza a sradicare una brutta abitudine, che incamerare e metabolizzarne una buona. Però si potrebbe provare. Forse dandosi delle mete, si possono focalizzare le cose da fare e così ottenere buoni risultati.
Proviamoci almeno.
Poi il mondo stesso farà da se e questa non è un utopia!
Ciao a tutti e Buona Vita!
Maria Giovanna
Effettivamente un messaggio
Effettivamente un messaggio come quello dello spot di mtv che hai citato te, Sybelle, è un po' povero di contenuti e sicuramente fa peggio che meglio... stavo provando a rispondere alla tua domanda sul linguaggio da usare e sul tipo di comunicazione... Resto dell'idea che ci voglia qualcosa che incita ad agire, tipo una gara a chi ricicla di più o cose simili... L'anno scorso il comune di Roma aveva fatto una cosa del genere istituendo un premio per il quartiere che riciclava di più. Il premio consisteva in uno sconto sulla tassa rifiuti. Solo che poi non se n'è saputo più niente... e sinceramente non so se e quanto abbia funzionato.
Però potrebbe essere una gara interessante da fare tra aziende... Tipo: i dipendenti si impegnano a riciclare nella loro vita quotidiana. Ciascuno pesa i rifiuti che ha differenziato (carta a se stante, plastica-vetro da soli,...) e poi l'impresa che totalizza il maggior numero di chili di rifiuti differenziati diventa "l'impresa più leggera d'Italia" o qualcosa del genere... Certo che però non si dovrebbe barare, sennò addio gara!!!
Concordo sul tema generale:
Concordo sul tema generale: le campagne di sensibilizzazione non bastano, anzi addirittura (come nel "caso Mtv" citato) a volte sono controproducenti.
Tuttavia servono a tenere viva l'attenzione. A patto che ad esse seguano poltiche attive da parte delle amministrazioni locali, coadiuvate per esempio dalle associazioni ambientaliste o volontarie. Penso infatti che non si possa fare un'educazione ambientale "globale" ma che debba essere il singolo Comune, la singola Provincia a svolgere questo ruolo educativo.
Ciao Maria, bella
Ciao Maria, bella intervista.. complimenti.