Israeliani e Palestinesi

“Stanno cancellando la nostra religione e la nostra memoria”: questa è l’accusa dei Palestinesi al “Museo della Tolleranza”, che gli Israeliani progettano di costruire a Gerusalemme, sulle tombe dell’antico cimitero musulmano di Mamilla.

Il progetto, “dedicato a ebrei, musulmani e cristiani senza distinzioni”, fa discutere tutti; non solo i Palestinesi, ma anche gli Ebrei ultraortodossi.

Tu cosa ne pensi? Il “Museo della Tolleranza”, concepito per unire le religioni, potrebbe essere il simbolo di un mondo unico? Oppure è solo il simbolo del confronto impossibile tra la cultura ebraica e quella islamica?

E’ realizzabile “una società pluralista e interculturale” a Gerusalemme?



Commenti

Commento


Ritengo che sarebbe importante fare una iniziativa con lo scopo di riunire tutte le religioni (e non solo le più importanti monoteiste) ma, prima di tutto, l'iniziativa dovrebbe essere presa all'unisono e non in modo unilaterale e poi: perchè fare un Museo della Tolleranza proprio sopra un cimitero musulmano? Non c'è un altro posto? Mi fa venire troppo in mente ciò che gli europei hanno fatto nelle terre occupate nel continente Americano. I cimiteri, antichi o meno, sono punti sacri per le civiltà che li hanno costruiti, vi sono riuniti i resti di antenati. Quindi non sono d'accordo che un terreno che ospita un cimitero debba essere occupato da un memorial o un museo se non è deciso assieme al popolo per cui è un territorio sacro.

Commento


"Non c'è alternativa! La libertà non può esistere senza multiculturalismo. Saremmo tutti oppressi dalla cultura dominante, senza possibilità di alternative. Gerusalemme, non me ne vogliano, i suoi abitanti, ma è un laboratorio di pacifica convivenza che deve dare frutti positivi. Se si trovasse la soluzione, le ripercussioni si sentirebbero in tutto il mondo. Il modello: identità + tolleranza = libertà. Il giusto connubio tra i primi due ingredienti genera il terzo. Sapersi fermare e tornare indietro quando si oltrepassa il "Giusto"! Questo è il problema!"

Commento


credo che almeno in questo spazio si possa dire la verita sebbene scomoda. FIN QUANDO ISRAELE SARA APPOGGIATA dall'ocidente la fara' da padrone, ed'e' impossibile che i palestinesi facciano una politica occidentale perche significherebbe sottomettersi ad israele in via definitiva e diplomatica. Le cose stanno cambiando e l'occidente con l'america non'e piu' il continente predominante. in futuro la pace di questi due popoli dipendera' dalle scelte politiche della cina. ma ci vorra ankora un secolo nel prosegueo della storia corrente.

Commento


"Ho sempre sperato che non si dovesse mai parlare di "... confronto impossibile": vale a dire la manifesta impossibilità di creare le condizioni per un dialogo tra posizioni diverse. Sarebbe veramente un grave problema. Nello specifico caso descritto, se si chiudono tutte le porte alla possibilità di proporre iniziative per avvicinare posizioni storicamente così diverse, ma altrettanto così indispensabili pur nella loro diversità, allora lasciamo perdere: ci dobbiamo rassegnare al conflitto perpetuo?"

Commento


Sono in linea con te Liliana. Ritengo che la religione dovrebbe essere un fatto privato, tra Dio e l’individuo. Dovrebbe stabilire le linee guida e non lregole, come hanno fatto tutte, più o meno. Le regole vengono dal cuore. I nativi del Canada avevano Il culto di Manitu, che lasciava ai singoli la capacità di decidere e trovare le soluzioni di vita . Quando erano in disaccordo venivano messi prima in una specie di sauna ( una tenda col braciere sul quale bruciavano erbe e sali), per sbollire la rabbia e poi dovevano rotolarsi nella neve. Dopo questa operazione riprendevano le discussioni e risolvevano i conflitti. Ma era un altro mondo. Noi Europei lo abbiamo distrutto. Adesso io vorrei sapere, perche gli Israeliani che hanno subito le persecuzioni Naziste, si comportano in questo modo con gli arabi. Sono quarant’anni e forse più che sono in lotta. Non sono stufi? Anche su una cosa che potrebbe essere una specie di accordo positivo, si impuntano per una location non gradita agli arabi-musulmani. E allora viene da pensare che il conflitto lo vogliono proprio, altro che Tolleranza? Già gli arabi non hanno nulla. Gli vogliamo togliere anche i cimiteri? Francamente , non capisco nemmeno per che cosa lottino. Non c’è niente! Solo polvere e sassi, deserti e case fatiscenti. Mah! Una idea buona sprecata così. Preghiamo e pensiamo che l’intelligenza prevalga sulla caparbietà e conduca a ragionamenti più giusti e rispettosi. A voi tutti BUONA VITA! Maria Giovanna 05/11/2008

Commento


"L'errore di fondo è di credere che tutte le religioni siano uguali, pertanto tutte false, o meglio, nessuna vera. Una società pluralista e multiculturale, di fatto, esiste già ovunque due o più persone convivono. L'uomo è naturalmente religioso e sempre ha manifestato la sua naturalità. La differenza sostanziale è che i cristiani pensano che Gesù sia risorto da morte e, primo e unico nella storia, abbia così dimostrato di essere ciò che diceva, cioè Dio. Partendo da questo fatto si deduce che, essendo risorto, è incontrabile oggi. La Chiesa è il luogo in cui ciò avviene e il cristiano è il metodo. Solo partendo dalla consapevolezza di se e del proprio essere creatura salvata gratuitamente da Dio, che mi ha anticipato nella sofferenza, può nascere uno sguardo accogliente verso l'altro. Ben venga un "museo della tolleranza" se non nasconde la verità. Ben venga il confronto religioso se visto come tensione unanime verso Dio. Ben venga il fatto religioso privato se non è impedimento a che l'uomo possa manifestarlo pubblicamente con le sue scelte, anche politiche. E, infine, ben venga qualsivoglia occasione che testimoni la grandezza dell'uomo "Capace di Dio"."

Commento


Purtroppo è un'argomento molto delicato e spinoso, pertanto non di facile risoluzione. Lo attesta il fatto che da molti anni è presente. Spero solo che un giorno si arrivi ad una soluzione che rispetti entrambi le parti.

Commento


"Sul tema ho aperto un gruppo di discussione in Facebok intitolato "Quelli che amano i nemici". Insegna Gesù che non biosgna opporre resistenza al male, ma per farlo è necessario non giudicare. Se giudichiamo gli altri malvagi esprimiamo una nostra superiorità e quindi una sorta di dovere ad opporci. Se l'altro è invece soltanto un fratello che la pensa in modo diverso, tra fratelli ci si accetta anche quando si hanno caratteri e modi di pensare diversi."

Commento


Vedere il male non significa giudicare. Leggiamo che se si vede un fratello sbagliare bisogna dirglelo. Il dialogo è difficile fra religioni diverse, anche in considerazione delle divergenze che esistono in seno anche alla nostra, cose gravi, che riguardano, ad esempio, un concilio che, se non vado sbagliato, è ispirato dallo Spirito Santo. San Pio da Pietrelcina diceva che la sua obbedienza alla Chiesa derivava dal fatto che questa è Dio. Cominciamo a crederci tutti. Io ritengo che l'attuale dialogo interreligioso possa dare frutti buoni, però occorre la nostra collaborazione con l'esempiom di vita e sopratutto con la preghiera. L'immoralità dilagante nel mondo cristiano mi fa temere che l'allontanamento da Dio di queste generazioni stia portando l'umantà verso un baratro dal quale solo la Divina Provvidenza ci potrà salvare.

Commento


"«Se ci sarà pace a Gerusalemme, ci sarà pace in tutto il mondo», assicura un antico detto. André Chouraqui affermava come «durante tutta la sua storia Gerusalemme è la città martire, la grande crocifissa». Quando si incontra Gerusalemme si incontrano le tracce e i simboli vivi di questa storia che continua anche oggi. Scriveva ancora Chouraqui «Gerusalemme è centrale per Israele, centrale per la Chiesa universale, per la casa dell'Islam e perché si erge all'incrocio in cui l'Asia incontra l'Africa e si volge all'Occidente». Ma è proprio qui il punto nodale della tragica storia che ha sempre accompagnato Gerusalemme nel lento scorrere dei secoli: città dell'incontro, del dialogo o centro di tensioni, di scontri come quelli cui assistiamo oggi? «Se ci sarà pace a Gerusalemme, ci sarà pace in tutto il mondo». Ecco perchè l'impegno della comunità internazionale deve orientarsi nella direzione della promozione di ogni azione che possa garantire effettivamente la pace in Terra Santa. In tal senso l'augurio è che il museo della tolleranza possa essere, almeno simbolicamente, l'inizio di questo nuovo cammino di dialogo e non invece l'ennesimo casus belli. Nel suo ultimo libro, "Conversazioni notturne a Gerusalemme", il Cardinale Carlo Maria Martini, che risiede a Gerusalemme, scrive "...A Gerusalemme Dio tocca il mondo. Ancor oggi, ebrei, cristiani e musulmani lottano per questo luogo al quale Dio è così vicino. La vicinanza di Dio chiama in causa l'avversario, colui che porta scompiglio, il diabolos. La città della pace conosce l'odio. A prima vista Gerusalemme non è neppure la città dell'ecumenismo e del dialogo religioso, bensì la città del conflitto. Qui si concentra la discordia del mondo intero, ma anche la speranza. Qui continuiamo a sentire che lavorare per la pace è un processo doloroso. Il messaggio di Gerusalemme non è avulso dalla realtà e non è lontano dalla vita, è molto realistico. (...) Gerusalemme è la città della devozione e della speranza (...) Gerusalemme è un'immagine della fede con tutte le difficoltà. Ma la speranza è più forte"."

Commento


Il futuro di Gerusalemme dovrebbe essere quello di essere una città ebrea ma non solo. In cui tutte le religioni e popolazioni vengano rispettate senza discriminazioni. Anzi dovrebbe essere il simbolo del dialogo tra popoli e religioni. Questo credo sia necessario.

Commento


"Costruire il "Tempio della tolleranza" è sicuramente un passo importante che potrebbe condurre alla pace tra israeliani e musulmani. Ciò che non condivido è la scelta del luogo; E' davvero contraddittorio voler creare il simbolo della pace con un atto che di tollerante non ha nulla. Spero che il buon senso abbia il sopravvento affinchè,insieme al tempio, si edifichi l' "Era della tolleranza"."

Commento


"tutto questo è solo fumo negli occhi ....solo risolvendo la questione "signoraggio " (l'essenza di tutti i problemi) si avra pace e convivenza tra i popoli."

Commento


"La pace tra Israeliani e palestinesi non solo è possibile, ma è anche un progetto benedetto da Dio. Alcuni anni fa mi trovavo a Gerusalemme per il summit mondiale "Italy for Palestine - Be peace in Middle East" ed ebbi la fortuna ed il piacere di conoscere una coppia di giovani innamorati, lui israeliano e lei palestinese. Se il buon Dio benedice l' amore tra un uomo e una donna che appartengono a culture così diverse, non può che benedire la fratellanza tra due popoli che, non dobbiamo dimenticarlo, hanno antiche origini comuni. Probabilmente servirà ancora del tempo, forse altro sangue sarà versato, ma ne sono certo, verrà il giorno in cui israeliani e palestinesi potranno vivere in pace e saranno sì due popoli e due culture in due stati, ma in un'unica grande nazione."

Commento


"ho trovato questo articolo scritto da Indro Montanelli sul "Corriere della Sera" nel sito http://focusonisrael.wordpress.com/ : Ci piace ricordare... Che i profughi palestinesi siano delle povere vittime, non c’è dubbio. Ma lo sono degli Stati Arabi, non d’Israele. Quanto ai loro diritti sulla casa dei padri, non ne hanno nessuno perché i loro padri erano dei senzatetto. Il tetto apparteneva solo a una piccola categoria di sceicchi, che se lo vendettero allegramente e di loro propria scelta. Oggi, ubriacato da una propaganda di stampo razzista e nazionalsocialista, lo sciagurato fedain scarica su Israele l’odio che dovrebbe rivolgere contro coloro che lo mandarono allo sbaraglio. E il suo pietoso caso, in un modo o nell'altro, bisognerà pure risolverlo. Ma non ci si venga a dire che i responsabili di questa sua miseranda condizione sono gli «usurpatori» ebrei. Questo è storicamente, politicamente e giuridicamente falso. Dal «Corriere della Sera», Indro Montanelli, 16 settembre 1972"

Commento


Alla luce di quanto accaduto ieri, il problema si rivela molto più radicato di quanto si poteva pensare, già era tanto. Il fatto è, come ho già detto altre volte, che le religioni dovrebbero essere un discorso privato e non un mezzo o un veicolo di potere. Le religioni, quasi tutte, sulla carta predicano l’amore, la tolleranza e tutte quelli virtù che consentirebbero una pacifica, rispettosa e leale convivenza civile tra i popoli, ma poi, di fatto ciò non avviene e, quasi sempre a causa di interessi che nulla hanno a che vedere con la religione. Possesso di spazi, diritti ecc. … È penoso che ciò accada fra monaci di qualsiasi fondazione religiosa. La gente dovrebbe capirlo e trattare queste persone come persone di parte senza seguirle in questo atteggiamento non fraterno. Gesù e tutti gli altri profeti o fondatori di altrettante religioni sarebbero inorriditi. Mi viene in mente Gesù fuori dal tempio che smantella le bancarelle e manifesta il suo dissenso. Se si comincia da lì non se ne vede l’uscita. Speriamo in un sonoro rimprovero da parte dei vari POPE o altro. NOI SIAMO DIFFERENTI? Rispondetemi per favore (spero diciate di sì) BUONA VITA A TUTTI! Maria Giovanna 10/1102008

Commento


Non si può creare o prendere cose, creando infelicità, calpestando i sentimenti,e le religioni altrui,dobbiamo pensare che non siamo eterni,e che non ci portiamo dietro niente,di tutto ciò che conquistiamo a discapito degli altri. Per Israele e la Palestina,che è la Terra Santa, dove è nato Gesù,spero con tutto il cuore,che la pace entri in ogni mente ragoinevole e in ogni cuore, per arrivare a formare due Popoli due Stati e poter vivere bene,loro con i loro figli e nipoti.

Commento


Israele e palestina, appartengono alla terra Santa, dove DIO ha consegnato le tavole dei comandamenti a Mosè, uno di questi dice: NON UCCIDERE; e dove è nato GESU'il nostro REDENTORE, percio dovrebbero dare l'esempio,di umanità e di pace, al mondo,invece ancora oggi uccidono persone innocenti. La ragione o il torto, non stanno mai da una parte sola. Auguro che l'anno nuovo, porti la pace nel cuore,nella mente di ogni uomo, per trovare un'altro sistema di convivenza, tolleranza,ed una migliore soluzione per due Stati e due popoli. Il seme vivo,si trasforma e germoglia e porta frutto,il seme morto non germoglia e non porta frutto. Paragone, se i mitili, frutti di mare sono vivi, al calore si aprono, se sono morti no!! Non è giusto dire: porta più frutti da morto che da vivo, perchè così si uccide, e si va contro la volontà di DIO.

Commento


Buon giorno a tutti, sempre a riguardo della Palestina e Israele, devono essere loro stessi, i primi a volere la pace, senza la loro volontà, anche le voci più autorevoli del mondo possono fare ben poco, dovrebbero sedersi a un tavolo, con ragione saggezza e tolleranza, e cercare di risolvere i loro problemi una volta per tutte, perchè loro li sanno meglio di tutti. Chi crede in DIO sa che c'è PACE IN TERRA AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA'. cordialmente Graziella

dopo i bombardamenti


dopo i bombardamenti israeliani dei mesi scorsi. hamas forse ha capito come ci deve comportare. solo un dialogo onesto senza mezze parole o sotterfugi puo garantyre la pace e quindi prosperità tra i due popoli.