Ci voleva uno tra i Presidenti più giovani della storia statunitense per riportare il concetto di responsabilità al centro della politica americana.
Il discorso d’insediamento di Barack Obama è stato tanto commovente quanto prevedibile e atteso: gli Stati Uniti dovranno agire in modo più responsabile a livello nazionale e internazionale, coniugando in maniera equilibrata forza e diplomazia, interessi nazionali e solidarietà, sviluppo economico e attenzione all’ambiente.
Quella che emerge dalle parole di Obama, appena insediatosi Presidente, è la visione di uno Stato finalmente evoluto, maturo, responsabile, “adulto”, in cui ci sia una reale parità di diritti e opportunità per tutti, indipendentemente dalla loro natura, dalle loro preferenze, dalle loro scelte di vita.
In un clima di totale concordia le parole misurate del neo-Presidente – che ha ricordato le sue origini “meticce” e l’eredità multi-etnica degli Stati Uniti - sono sembrate rivolte a tutto il Paese, non solo agli elettori della maggioranza al potere.
La forza di Obama, capace di coinvolgere i cittadini con la sua dialettica vincente e con la forza del proprio esempio, al di là dei loro schieramenti politici, è emersa tutta nei 18 minuti di discorso, senza sussulti retorici.
Un vero discorso da Presidente della più grande potenza economica e militare al mondo, capace di unire ed ispirare.
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Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a una netta riduzione del gap che separava gli Stati Uniti dal resto del mondo. Alcuni sostengono che il modello economico, tecnologico e culturale dell'America non sia piu quello predominante ma che sia stato affiancato da altre realtà, come quella cinese e quella indiana. Se è cosi, è giusto affidare le chiavi di questo cambiamento solamente all'America escludendone gli altri grandi protagonisti di questo terzo millennio? Oppure attraverso Obama gli Stati Uniti dimostreranno ancora una volta di essere il motore trainante, fonte d'ispirazione per il Mondo intero? A chi tocca affrontare l'onere di queste RESPONSABILITA'? Andrea&Simone
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"La "responsabilità" di cui parla Obama è - come lui stesso ha affermato - "un nuovo spirito di patriottismo, dove ognuno ognuno di noi decide di buttarsi nella mischia e impegnarsi di più", di "occuparsi non solo di se stessi ma gli uni degli altri". Responsabilità vuol dire altruismo,sincerità,lealtà che partono dal popolo e che i "grandi" di tutto il mondo non possono permettersi di ignorare. Ecco perchè la nuova era auspicata dal neo eletto presidente americano potrà concretizzarsi solo con una collaborazione effettiva tra i Paesi del Mondo, sullo slancio di una forte volontà di cambiare, che arriva dagli USA. Gli USA sono pronti a guidare il mondo, ma quest'ultimo è davvero pronto a farsi guidare da Obama? O si è lasciato prendere dall'entusiamo di un sogno che -proprio perchè tale - è per definizione impossibile da realizzare? Carlotta-Redazione"
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L'onere della responsabilità tocca non solo Obama , il suo governo , i suoi concittadini, ma tutte le nazioni ( e i loro cittadini e i loro governi) , dotate di buona volontà e di voglia vera di cambiare le cose ! Lucia 21-01-09 h22.35
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Il centro della responsabilità politica non deve essere solo dello Stato Americano ,ma di quelli di tutto il mondo, i quali dovrebbero considerare la realtà dei fatti e cioè la globalità vera. Nell’attuale situazione mondiale non si può far finta di nulla e mettere la testa sotto la sabbia, a guisa di struzzo, tutti sappiamo o possiamo sapere e conoscere tutto. Quelle Nazioni che si permettono di fare cose ingiuste, in tutti i sensi: dall’occupazione dei territori, ai genocidi; dalle influenze sociali ed economiche, alle politiche finalizzate a minare altri Stati, per poter esercitare un qualsiasi predominio; non possono ignorare il fatto che tutto è visibile. Purtroppo l’Istituzione delle Nazioni Unite ha perso credibilità, anche a causa del comportamento dei Bush, che non hanno dato alla stessa l’importanza che aveva. Spero che Obama voglia ricondurre le trattative anche dentro quel fronte e penso che, parte del suo discorso si riferisse proprio a questo. Credo sia auspicabile, il colloquio, il confronto e le soluzioni a tavolino, magari battendo una scarpa sul banco ma, sicuramente meglio delle cannonate o dei missili. L’onere della RESPONSABILITA’ quindi è di tutti. Obama potrebbe dare una grande spinta al rinnovamento generale, cercando di trasformare le risorse delle varie Nazioni, in opportunità di carattere mondiale, riportando gli scambi commerciali ed economici a un livello tale da modificare l’attuale conflittuale rapporto tra loro. Forse ci aspettiamo troppo da Obama, però è una speranza che dobbiamo avere. La mia è una opinione da persona della strada, che era una impiegata e ora è casalinga. Non pretendo sia perfetta, però credo sia un punto da cui partire per la cooperazione mondiale. (Apro un’altra parentesi per fare un piccolo esempio: Se della questione Iraq si fosse interessato l’ONU, senza bombardamenti sui civili ed esecuzioni sommarie, ci sarebbe stato Guantanamo?) BUONA VITA! Maria Giovanna
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Congratulazioni al Presidente dell'America Obama. Persona sensibile, saggia,e comprensiva, spero che il Signore lo aiuti nel suo difficile compito, che deve affrontare assieme a tutti i suoi collaboratori. Buon lavoro, pace e serenità, a tutti.
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Ma oltre alle parole di B.O. è stato bella l'atmosfera in cui ha parlato e ha firmato. Ho sentito un clima impensabile da noi. Forse questo conta quanto le parole, anzi di più. Guardando alle cose che succedono da noi mi viene spontaneo riflettere perchè qui la prima cosa che sento ancora prima delle parole è angoscia e impossibilità di cambiamento?
Con la crisi mondiale in
Con la crisi mondiale in corso, sarebbe opportuno aiutare i presidenti di tutti gli stati, specialmente il presidente Obama, aiutando lui, aiutiamo anche tutti gli altri compresi noi, non facendo ostruzionismo e lasciarli lavorare tranquilli, perchè ne vanno di mezzo tanti posti di lavoro.
posso fare una
posso fare una domanda?
perchè c'è tanta disonestà,vivere senza lavorare approfittando dell'ingenuità delle persone, rubando i loro risparmi tramite internet,parlo del famigerato fhishing, di cui sono rimasta vittima,e per di più soldi di mia figlia. Sono vermente avvilita, sono una vedova pensionata,che non si meritava tutto questo,mia figlia ha fatto denuncia,la rimboseranno?