Niles Eldredge è uno dei più importanti biologi e paleontologi al mondo. Negli anni Settanta insieme a Stephen Jay Gould ha elaborato la "teoria degli equilibri punteggiati", una delle due più celebri teorie neodarwiniane (l'altra è quella del gene egoista di Richard Dawkins). In vista della giornata mondiale dedicata alla biodiversità, Avoicomunicare ha chiesto a Eldredge di rispondere alla domanda: perché la biodiversità è un elemento fondamentale per la sopravvivenza del nostro pianeta? Ecco cosa ci ha risposto.
Con il termine “biodiversità” s'intende l’insieme di tutte le specie viventi in tutti gli ecosistemi sulla Terra. Nè più, nè meno. La biodiversità è creata dall'evoluzione e l'ecologia, ovvero lo studio di come gli animali e le piante vivono in associazioni complesse e ambienti differenti, spiega come la natura si organizza, sopravvive e si estingue ed è nella stessa misura importante per comprendere la stessa varietà dei viventi.
Proprio la riduzione della biodiversità è un tema fondamentale che incombe in questo momento su di noi. Siamo nella sesta estinzione di massa della storia del nostro pianeta. L'unica spiegazione possibile è l'effetto degli esseri umani sul pianeta.
Perché la biodiversità è importante, anzi, vitale per il nostro pianeta? Direi che questa varietà è cruciale per tre ragioni: primo, i servizi “prestati” dell'ecosistema, come l'acqua e l'aria pulite, per esempio, che dipendono dall'esistenza di ecosistemi estesi (nel caso dell'aria e dell'acqua, dalla vita delle piante).
Non solo i grandi ambienti sono importanti, ma anche quelli piccoli o parziali. Mi ricordo quando ho visitato il giardino botanico di Napoli, a due passi da strade trafficate, di auto e di Vespe. Il direttore mi disse che l’aria che stavamo respirando all’interno era più pulita rispetto a quella presente trenta metri più in là, per la strada.
Si tratta di un piccolo esempio per capire quanto la biodiversità sia importante. Siamo creature viventi, anche se le nostre vite appaiano lontane dal mondo naturale, siamo completamente dipendenti dalla biodiversità, appunto dalla estrema varietà delle specie in natura.
C’è un secondo aspetto da considerare. Gli esseri umani “utilizzano” ancora circa 40mila specie di piante, di animali e di microbi. Ci servono da decine di migliaia di anni per fare molte cose: costruire ripari, case, mezzi di trasporto, li usiamo come cibo, come medicine ecc. Non dobbiamo dimenticare che impoverire la biodiversità significa anche impoverire la ricchezza enorme che finora abbiamo avuto a disposizione. I nostri mari si stanno svuotando!
Il terzo aspetto per cui importa preservare la varietà delle specie viventi è la bellezza. C’è un grande accordo sull’innato senso estetico degli esseri umani, un apprezzamento dell’armonia della vita in tutte le sue sfaccettature, al di là dei confini stretti dell’esistenza umana. E credo che anche questa sia una buona ragione per battersi per la difesa dell’ambiente che ci circonda.
Foto di Powi