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La linea di confine

La storia insegna che ogni volta che si crea un confine, che si alza un muro per tentare di proteggere la propria identità, ci si ingabbia in uno schema che amplifica le differenze e le possibilità di conflitto, come dimostra, tra le tante, l’esperienza del Ruanda.

Ma siamo davvero sicuri che nell’epoca di Internet i confini e i muri servano ancora a qualcosa?
Non sarebbe meglio farne a meno?

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"Il genocidio in Ruanda equivale ad Auschwitz, Buchenwald, Dachau. Dolorose circostanze che non hanno portato al dialogo tra i popoli. Innalzare un muro non serve a proteggersi, ma ad amplificare le divergenze. Di fronte a questi casi targici è pacifico che non è agevole trovare una soluzione, specialmente quando dei valori e delle credenze tribali incomprensibili non lo permettono. Il motto dei sopravvissuti in Ruanda è Ibuka (ricorda), ma questo è un luogo da dimenticare. Qui la morte ed i frutti dell’odio sono palpabili, reali. E’ un girone infernale. Questo è un invito alla riflessione di tutti ...non è la solita retorica Abbattiamo i muri, le barriere e i confini Lorenzo Cherubini, un artista, un poeta contemporaneo, vincitore del premio mogol 2008, canta: "L'indifferenza è il più grave reato mortale", ma anche l'odio non è da meno... Credere in un mondo gandhiano è il miglior antidoto alla solitudine e alla sofferenza di tutti... UNA SOLA GRANDE VALLE, UN UNICO GRANDE POPOLO, QUESTO è IL FUTURO, COLORIAMOLO INSIEME!"

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la pace non è niente altro che la più bella relazione che gli uomini possono avere nel potersi fidare l'uno dell'altro.

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Per ogni essere umano che ancora soffre la guerra, si alzi una voce che chieda la pace

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"Ho riletto gli interventi del giorno 16, mi hanno colpito lo sfogo di Ai Ling Cai e la critica di Anna, nonché l’intervento di Chiara. Ad Ai Lin dico che entrava nel modo di comunicare il suo sfogo, ma la discriminazione lavorativa è subita anche da chi è della nazione locale ( non mi riferisco solo all’Italia, ma per es: gli italiani sono stati discriminati sia in America, che in Germania, in Svizzera, in Belgio la lista è infinita) Sono le persone che creano le barriere per paura. Vincere questa con la caparbietà, la buona volontà e la tenacia, senza perdere mai di vista le ragioni dei propri interlocutori è una chiave che apre molte porte, se dentro di noi manteniamo la calma, la fermezza e la risoluzione, credendo in quello che siamo e che possiamo fare. Comprensione e compassione anche per coloro che hanno paura di noi, elidono questa paura, perché quando c’è comunicazione, la paura svanisce. È importante chiarire sempre con calma la propria posizione, col sorriso e il pensiero positivo. Il compito di un immigrato onesto è difficile così come lo è l’ integrazione stessa. Deve avere il rispetto per le regole della nazione che va ad occupare, porgendo i valori della propria origine, come un arricchimento di quegli stessi valori. Mai imponendoli. Tutte le esagerazioni e gli integralismi non possiedono questo rispetto. Non è il caso di Ai Li certamente. A Chiara faccio notare il desiderio di DIGNITA’ di Ai Li. Alle domande di Antonio De Gregoris dico che la risposta è: CHINA , la coscienza alberga anche là dove non è stato mai insegnato nulla di buono. In conclusione leggendo le pagine di questo blog sento che i buoni sentimenti albergano in molte persone. La partecipazione è stata consistente e si capisce che la gente vuole far conoscere la propria opinione ed anche fare qualcosa di buono. A volte guardando le notizie mi scoraggio un poco, ma poi leggendo queste cose mi rinfranco. Poi, andando a passeggio vedo una coppia bianchissima che spinge un passeggino con un bambino bellissimo e nero. Il sorriso dei bambini è stupendo in tutte le razze. Il sangue è rosso! Ho una teoria: il momento che ha originato la vita è stato uno scoppio mega-nucleare che ha sparso particelle nell’ Universo, noi siamo parte di esse e forse desideriamo tornare all’origine. La paura di non riuscire a farlo, consente, a coloro che la provano di attribuire all’altro la mancanza di questo evento. Ma noi … siamo quell’evento. ---- L'intervista a Bob Geldof (anche se disturbata e discontinua) mi conferma quel che ho detto più sopra e in altri interventi. Dobbiamo seguire il suggerimento di questo artista e "FARE MOLTO RUMORE". É l'unica arma pacifica che abbiamo e quando è stata usata bene è sempre stata efficace (vedi: Vietnam, lapidazioni in oriente ecc.)Per il debito è un pochino più difficile, peché gli interessi in gioco sono moltissimi e c'è molta resistenza da parte dei poteri palesi e occulti. Noi non siamo occulti e quindi PALESIAMO! BUONA VITA A TUTTI! Maria Giovanna"

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aggressività: quanta energia sprecata !

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nella vita di tutti i giorni mi trovo di fronte a persone che cercano in qualche modo di farsi spazio o di farsi notare in ogni modo possibile. credo che tutti si sentano troppo soli e abbiano bisogno di sentirsi parte della vita. di sicuro il peggior modo per fasi notare è fare la guerra.

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L’era di internet, questa comunicazione a tutti i livelli e in ogni luogo, dovrebbe incentivare ad abbattere tutti i muri. Internet è uno strumento incredibile per conoscere e comprendere l’altro, approfittiamone e cogliamo le differenze non per aumentare il divario, ma per comprendere ad avvicinarci. Io ci credo e voi?

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Ogni porta chiusa rappresenta la morte di una civiltà.

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Ognuno di noi ogni mattina si sveglia e pensa che al mondo c'è qualcuno da amare e che ama qualcuno. Daniela

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confini?? quali confini? che si costruiscano ponti invece in cui ci si incontra a metà strada per stringersi la mano da amici! I confini sono sempre e solo mentali e dettati dalla paura di perdere .....le false sicurezze su cui basiamo le nostre piccole vite! Se sostituissimo la paura con la fiducia....con il rispetto dell'essere che è nascosto dietro alle maschere che ognuno porta!

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I muri e i confini non sono mai una cosa positiva se si tratta di essere umano,si possono comprendere se si deve dividere un campo di patate da quello di pomodori, ma non se si vuole favorire l'integrazione e se si vuol combattere odio ed ignoranza. NULLA PUò ESSERE CAMBIATO SE PRIMA NON LO SI CONOSCE, NULLA PUò ESSERE CONOSCIUTO SE PRIMA NON LO SI è ACCETTATO.

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Ognuno di noi per poter comunicare con un'altra persona anche tramite internet deve essere accettato, questa libertà di poter decidere se comunicare o meno con un'altra persona altro non è che un confine. Non conosco bene il caso Ruanda ma penso che se è successo quel genocidio a monte di sicuro c'è stato qualcuno dei potenti del nostro mondo moderno che tirava le fila. Non posso pensare che una mattina un leaders si è alzato con il cervello fuori uso ed abbia incominciato quell'assurdo genocidio, qualcuno ha acceso quel fuoco diabolico, da solo non si sarebbe acceso, perchè per accendere un fuoco del genere l'odio tra le persone doveva essere immenso, ed in paesi così poveri non ci può essere un interesse così forte da creare tanto odio. Per quanto riguarda i confini, questi anche se ci sono esistono solo per salvaguardare la propria libertà,mi spiego meglio, mi trovo a passeggiare per le strade di una qualsiasi città moderna e vedendo una bella casa con un bel giardino mi viene voglia di complimentarmi con i proprietari della casa, quindi suono il campanello e con tanta educazione saluto chiedo permesso e poi esprimo i miei complimenti. Morale della favola se siamo educati e non invadiamo la libertà altrui i confini sono solo sulla carta, non hanno mai creato problemi a nessuno. Se però qualcuno vuole entrare di prepotenza nella mia casa allora questo non mi sta bene. Con gli interessi che le grandi potenze oggi hanno non ci vuole molto a creare situazioni di prepotenza. E se andiamo a eliminare i confini come può un amico comune intervenire per far si che queste prepotenze finiscano in un semplice chiarimento con delle tranquille scuse? I confini servono perchè ogni stato ha le sue regole,ha i suoi costumi, ha le proprie culture, e nessuno deve imporre i propri usi ed i propri costumi. In Europa sono state eliminate le frontiere per facilitare il commercio ma i confini in un'Europa unita esistono sempre ed ogni stato mantiene la propria identità ed è pronto a difenderla con i denti,si incomincia ad accettare delle regole comuni, ma per eliminare i confini c'è n'è tanta strada da fare tutti insieme. Grazie Rocco

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Cosa ci aspetta di nuovo, di differente dagli altri giorni? Solitudine?voglia di essere al centro del mondo?voglia di essere i primi?voglia di essere unici?voglia di essere se stessi? Siamo tutti uguali...più cerchiamo di distinguerci per essere unici...più ci assomigliamo. La pace nel mondo si può,non siamo ciò che appariano siamo ciò che siamo dentro anche se a volte tocca mascherarsi per seguire i ritmi di un mondo per certi aspetti velocissimo,e per altri..fermo alle origini. Per avere la pace al mondo dobbiamo fare pace con noi stessi prima...i belive in one world...credo che gandhi volesse dire...credo in ogniuno di noi...assieme.

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Internet è un potentissimo mezzo per comunicare. La forza che spinge gli uomini a comunicare tra loro riuscirà sempre a vincere il più resistente dei muri.

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Anche il solo barricarsi dietro le proprie presunzioni significa delineare un confine; quindi il primo passo da fare è abbattere il nostro rigore mentale.

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Da sempre si è parlato da una parte di confine lineare, quello politico e amministrativo, perché il confine si lega al concetto di sovranità. Dall’altra scopriamo un tipo di confine non lineare che nasce per essere attraversato, come quella zona dove c’è l’interscambio economico e culturale. Non una barriera quindi, ma una cerniera che regola l’osmosi tra paesi e tradizioni.

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Le linee di confine sono sempre esistite,esistono e continueranno ad esistere ancora,ancora ed ancora... Ma non sono le linee di confine create dai pochi l'elemento su cui noi tutti dovremmo focalizzare la nostra attenzione,la quale dovrebbe piuttosto rivolgersi alla forza,al coraggio,alla determinazione e all'entusiasmo impiegati dai molti per superare e annientare quelle linee di confine. L'era di internet ci aiuterà sicuramente ad oltrepassare i tanti muri innalzati e lo schematismo che ci ingabbia,consentendoci di creare un mondo unico e globale. Ma non dimentichiamo che il primo passo per superare una barriera può essere piccolo,essenziale ma efficace... Per iniziare può essere sufficiente non tradire mai il sorriso di chi ti incontra per strada,ricambiandolo semplicemente..Può essere sufficiente parlarne,ascoltare soprattutto,riflettere.. I grandi cambiamenti cominciano sempre dalle piccole cose.

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Un muro, un confine che corre, prima ancora che sul suolo, nelle menti e nei pensieri. Ecco il problema di ognuno di noi.

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Siamo figli di un epoca molto difficile, c'è contraddizione... in un mondo che dimentica il proprio passato ognuno di noi cerca di comunicare la sua volontà di restare immortale!!! scriviamo, registriamo, cataloghiamo su blog e scriviamo sui forum nell'inutile tentativo di erigere il nostro monumento personale cerchiamo di esorcizzare il muro più grande che è quello della paura, la barriera, il confine che ci spaventa di più è quello di non esser stato nulla... Oggi... oggi come ieri siamo tutti dall'altra parte del muro in attesa che il futuro ci venga svelato. Roberta Palmieri

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IL MURO Nella mia età giovanile ho dovuto passare diverse fasi di crescita e di sviluppo mentale che mi portato a percorrere un percorso che parte da un epoca ancestrale fino a più evoluti metodi di pensiero: è stato un percorso con non poche difficoltà ma l’ambito familiare prima e lavorativo e sociale dopo, mi ha permesso di superare momenti di sconforto più buio e tristezza. Ognuno di noi cresce e con la crescita cresce il modo di pensare e il modo di confrontarsi con gli altri sempre in maniera più articolata. E cosi che lo sviluppo, nelle sue varie fasi, ci cambia, ci modella coma una statua sempre più definita, ci relaziona sempre in maniera più netta nel rapporto con gli altri, ci fa scoprire le nostre capacità e ci fa ammorbidire i nostri difetti. E’ un continuo lavorare del tempo che ci rende sempre diversi rispetto a quello che eravamo. Le stesse sofferenze, a volte immersi per un determinato periodo, ci portano a cambiare, a voler cambiare per poi dimenticarle definitamente. L’importante è credere che la propria umanità sia un continuo sentimento da confrontare costantemente con la realtà, con i fatti e le proprie mete ideali. Ma esiste un muro: è il muro del perdere i propri sentimenti, del perdere le proprie mete ideali. E’ il muro del FERMARSI, di identificare in maniera definitiva ciò che uno vuole essere, vuole apparire e identificarsi in maniera definitiva in ciò e come è in quel momento. E’ un muro fatto di atteggiamenti, di apparenze, di modi di fare, di stereotipi, di miti dove tutto si ferma. Si istituzionalizza il proprio essere, il proprio atteggiamento, la propria apertura, il proprio modo di comunicare, il modo di pensare, l’elasticità del cambiamento. Ed è così che ci si ferma: si rinuncia al proprio essere in evoluzione per il proprio stereotipo emotivo e intellettuale. Ci si ferma all’età di tre anni oppure a quella di quattordici o diciotto: è una scelta inconsapevole che quel ruolo sarà quello definitivo da adottare come stereotipo. Ma perché proprio a quella determinata età? Perché proprio in quel momento si è avuto un maggior consenso, un ruolo, oppure perché ha riconosciuto che la sua strategia di vita di quel momento ha avuto successo. Ed è così che un episodio importante della propria vita diventa totalizzante, quasi irreversibile nei contenuti ma non nelle forme, nelle quali il proprio atteggiamento diventa definitivo. Da notare che è il proprio atteggiamento a cristallizzarsi in maniera irrinunciabile. Ed è così che c’è chi si ferma in età ludica, chi si ferma in età conflittuale, chi ci si ferma in età agonistica, ci si ferma in momenti di vita sociale tipo il militare o scolastica. Ci si ferma allo stadio, in discoteca, in auto con gli amici, al bar o nella visione di un film entusiasmante al cinema. E’ così che si alza il proprio muro nel cambiare, nel sentire, nel trasmettere, nel dare, nel ricevere, nell’esprimere sentimenti, idee, emozioni. Nell’essere. Nel fare. E’ un muro fatto di mattoni, tanti mattoni che chiudono per sempre la nostra coscienza. Ed è così che nella nostra società alziamo i nostri muri: sono muri contro l'Altro. Basta un suono, una dolce melodia, un viso di donna che ci può far capire che dietro quel muro c’è il sacro spirito libero.

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la pace non è indole di tutti gli esseri umani....

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La Pace non è un dovere, ma un esigenza. La Pace non è felicità, ma libertà. La Pace è quello che tu ti porti dentro.

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Sono le certezze che tracciano i confini, costruiscono i muri, generano chiusura e intransigenza. Bisogna imparare a fondare la propria vita sul dubbio, capire che il dubbio non è instabilità, ma movimento, apertura, curiosità, accoglienza e fantasia. Il dubbio ci invita ad andare sempre oltre, è il motore della vita. La certezza ama i muri, il dubbio ama l'infinito. Cercare la certezza significa costruirsi intorno un confine, avere sempre un dubbio, una domanda che ci guida, significa non avere confini.

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Forse invece di discutere soltanto, bisognerebbe iniziare a fare qualcosa!

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"tutti coloro che innalzano muri e demarcano confini sono soli ed impauriti....bisognerebbe aiutarli a farli capire che il mondo moderno è nato grazie alla cooperazione fra i popoli. solo cooperando con chi è "diverso"da noi, per storia, cultura, religione possiamo crescere e diventare grandi....mettendo insieme l'esperienza di tutti si può originare un nuovo mondo....migliore."

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Scoprire la pace e l'amore dentro di noi è il primo, obbligato passo per esportarle in tutto il mondo

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Il muro è nella nostra mente, solo dopo averlo immaginato e creato dentro di noi appare all’esterno. Dobbiamo sforzarci tutti di abbattere i muri nella nostra testa e di conseguenza far cadere quelli che si sono creati al di fuori. E’ un impegno ma è possibile, cominciamo dal quotidiano…

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In principio era la Parola. Non lasciate che le parole non finiscano. Mai

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Simona hai perfettamente ragione il muro spesso è virtuale è una costruzione mentale che non ci fa vedere le cose per come sono realmente, forse perchè abbiamo paura di aprire gli occhi e trovare una strada sterrata, senza guard rail, piena di buche e senza segnali. Io credo che la globalizzazione ci terrorizza ma allo stesso tempo ci fornisce dei nuovi strumenti di lotta e di sviluppo. Internet per esempio è un nuovo mondo, è un nuovo modo di vivere la realtà che ci circonda. Vivere senza confini e con in testa la voglia di evolverci e di migliorarci non è un incubo, ma è una piacevole visione, è come avvistare l'aurora boreale in Groenlandia.

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Il desiderio di ogni essere umano è quello di vivere una vita degna di essere vissuta, dove la democrazia sia non solo una bella parola da utilizzare così, tanto per posa o in determinate occasioni, perchè la si usa ormai indistintamente svuotata non solo del Suo senso, ma della Sua storia, dei sacrifici pagati anche a caro prezzo, da chi ci ha creduto nel Suo valore, nella Sua forza. Non c'è bisogno di tirare in ballo nè Kant, nè Chomsky, nè nessun altro. Forse bisognerebbe ripensare la contemporaneità a partire dal valore della comunità, dell'altruismo, della disponibilità all'ascolto e all'accoglienza dell'altro, del rispetto anche dei suoi silenzi, del dialogo inter-culturale, multiculturale, educarsi anche all'attesa. Ciascuno di noi, e tutti insieme, facendo un piccolo gesto, un piccolo passo può cambiare la realtà. Altro che effetto farfalla... Stefano Donno

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"I confini, in quest'epoca, si sfaldano. La gente attraverso questi potenti strumenti di comunicazione mantiene un legame con i suoi simili. La cultura si rafforza dove c'è omogeneità di idee. La territorialità svanisce con i confini. Il "pensare" assembla culture e popoli. Moltitudini distanti solo fisicamente. Il luogo, invece, è la fisicità della convivenza, dove le diversità si incontrano e se va male si "scontrano". Le "culture" devono aprirsi, riconoscersi, accettarsi. "NON OMOLOGARSI!" Omologazione ed uguaglianza non hanno lo stesso significato."

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Il muro si materializza nei gesti di ognuno di noi, quando temiamo il confronto e ci ancoriamo alle nostre certezze individuali; è la paura delle diversità che ci spinge a carcere rifugio in una fortezza: la protezione di mura alte, solide e invalicabili certamente regala l’illusione della sicurezza, ma allo stesso tempo è limite. Bisognerebbe invece accettare il rischio di incontrare tutto quello che è al di fuori, lasciarci arricchire dalle diversità senza paura, anche a costo di sacrificare propri spazi.

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"Anche con intenet i muri ci sono sempre...molti Paesi oscurano ancora i siti considerati "occidentali", le singole voci di pensatori che si levano da queste terre sono condannate come "sataniche" dal fondamentalismo, i loro autori sono costretti a fuggire altrove, e le loro idee di rispetto e dignità non potranno mai tornare tra le loro genti."

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Sinchè esisterà la minoranza chiassosa di quegli uomini he dedicano la loro esistenza a smontare e distruggere e uccidere, i muri ed i confini saranno una penosa necessità.

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Un mondo libero non ha bisogno di confini

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Spesso i confini non sono altro che barricate create per proteggersi, ma è sempre così? C’è davvero sempre questa necessità? Siamo sicuri che la maniera migliore per proteggersi sia allontanarsi ed ergere un muro tra noi e ciò che è diverso?

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Internet ha generato uno spazio unico, che si stende sopra i confini degli stati nazionali. Così oggi le vere barriere sono quelle tecnologiche, e più in generale tutte quelle che impediscono l'accesso a questo spazio comune (come le restrizioni della libertà di opinione e informazione).

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Esiste tra due terre senza confini: la creatività dell'umanità, la creatività della comunicazione. Una creatività oltre i confini dei paesi e del linguaggio, la bellezza oltre ogni confine. Una creatività per diminuire la distanza tra lontani e vicini, tra alba e tramonto, tra cuore e cuore. Perché oltre la creatività della comunicazione, è la creatività della bellezza dello spirito, la bellezza dell’ umanità. La terra cinese e la terra italiana da un secolo hanno un legame forte e lungo, ancora oggi hanno uno scopo da scoprire, da coltivare e da rinascere...Vorrei costruire un ponte tra questa terra e la mia. Un ponte senza confine. Per questo il blog è per me un ponte, un modo per sentire la mia terra vicina. Il mio contributo per unire idee e modi di pensare di due paesi diversi. E' affascinante per me esprimere le emozioni in due lingue diverse nella stessa pagina. Internet cancella le distanze, è senza tempo. Significa velocità. Dice Jean Beaudrillaud, che siamo una mosca prigioniera del virtuale della rete. Io dico che la rete virtuale ci ha liberato dalla prigionia del tempo, del luogo, dai muri che ci hanno divisi da millennio. La rete è come la comunicazione della mente, delle parole, che ci porta oltre i confini del paese, del conflitto e della diversità mantenendo la propria originalità. A voi comunicare.

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Ai ling, mi fa molto piacere quello che hai scritto … Comunicando abbattiamo barriere e superiamo distanze. Internet è un grande strumento di comunicazione e bisogna apprezzarne la forza. Grazie alla rete possiamo vedere cose che fino a 10 anni fa, ma forse basta andare indietro di 5, erano impensabili, per non parlare poi delle capacità di comunicazione che ci regala. Personalmente sono affascinata dalle potenzialità di questo strumento e ne rimango sorpresa sempre più. Purtroppo però non in tutto il mondo è dato usufruirne allo stesso modo, spesso ci sono barriere, non materiali, ma è proprio il caso di dirlo, virtuali, che ne impediscono l’accesso. Queste barriere sono la censura e quindi la mancanza della libertà di opinione ed espressione. Mi viene da pensare che proprio la Cina è uno di quei paesi dove l’accesso alla rete è vincolato e in qualche modo limitato. Queste le nuove barriere, sono virtuali, e temo che siano altrettanto difficili da abbattere quanto quelle fisiche.

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Siamo la rivoluzione che non vorremmo essere.

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"In questo mondo i confini i muri non dovrebbero esistere ma purtroppo con la grande differenza creata dai "grandi fratelli" sparsi per il pianeta ognuno di noi si deve difendere deve tutelare il proprio "possesso", la propria identita' nazionale anche se poi la parola patria e' spesso associata ad una partita di calcio. Purtroppo e lo dico con tristezza e' una situazione utopica."

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"Oggi più che mai bisognerebbe abolire i confini o meglio abolire le frontiere per permettere la libera circolazione alla popolazione... Ma con moderazione. Io sono per i confini territoriali ma non per quelli personali, nel senso che uno stato esiste e deve avere il controllo della legalità e regolare i rapporti civili sul proprio territorio, ma si deve consentire la libera circolazione, la libera cittadinanza a chiunque non voglia sottostare a quei dettami. In altre parole chi non è d'accordo può andare dove crede e deve avere modo di entrare da subito a far parte della collettività che si è scelto, senza permessi di soggiorno, anni per avere la cittadinanza... Solo così si potranno abattere le frontiere mantenendo i confini, anche perchè uno stato globale per tutto il mondo non è possibile, mentre un'apertura totale dei propri confini non potrebbe giovare... Basti vedere cos'è accaduto alla Germania Est dopo la caduta del muro di Berlino. Anche se non può essere considerato un confine vero e proprio il " muro di Berlino " era per dire cosa, il crollo di quel confine artificiale, ha prodotto nella società dell'Est di Berlino... Quando crolla un confine si importano nefandezze e bellezze di coloro che entrano, e non sempre in egual misura. A tal riguardo un film molto esplicativo è sicuramente Good bye Lenin, che mostra gli effetti positivi e negativi del prima e dopo l'eliminazione del confine. Tuttavia non ha molto senso parlare di confini oggi, e non c'entra l'era di internet, c'entra piuttosto la scarsa memoria, che vuole riabilitare parte della storia, la parte peggiore, quella del fascismo e del confino. Altro che confini."

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Per fortuna Ai Ling è in Italia e, pur con tutte le difficoltà qui incontrate, può utilizzare Internet per comunicare quello che in Cina non potrebbe. Ho fiducia che i giovani cinesi potranno sovvertire le posizioni politico-culturali-sociali, in un prossimoo futuro.Vedo in continuazione quel ragazzo che si parò dinanzi ai carri armati in piazza Tien a Menn (non so se ho scritto giusto)e lo penso come emblema contro tutte le barriere. Chissà che fine ha fatto? Comunque questo mezzo può effettivamente abbattere le barriere e, così come sappiamo che in Cina c'è la censura, possiamo cercare di combatterla. BUONA VITA A TUTTI. Maria Giovanna

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Il mondo non si divide in bianchi e neri , ma tra ricchi e poveri. C'è una classe dominante e una massa di sfruttati. Tutte le lotte tra destra e sinistra ,nordisti e sudisti ,cristiani e musulmani, sono montate ad arte sempre da quei pochi che dominano il mondo. Svegliamoci !

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"Queste linee di "confine" esistono da qualche millennio ed esisteranno, a mio avviso, per sempre, visto che sono il risultato di una tendenza naturale dell'animo umano: il tentativo di difendere alcune abitudini o alcuni stati d'essere o un proprio equilibrio ed alcune presunte conquiste e preservare tutto questo da possibili ingerenze esterne. Ciò non significa che queste barriere siano delle condizioni pregiudiziali al dialogo o alla pacifica convivenza. La famiglia ne è un esempio: in casa mia vivo con regole che definisco ma devo tenere conto del fatto che queste regole vengono messe in discussione quando mi rapporto con altre persone, famiglie o con le istituzioni. Internet è un veicolo di efficacia notevolissima per rendere corrente e facile la comunicazione tra le persone, ma non ha alcun effetto, secondo me, sul tentativo di eliminare la tendenza ad alzare le "barriere". Ricordiamoci piuttosto che queste sono delle convenzioni che si possono superare facilmente in mille occasioni tutti i giorni in modo assolutamente facile: basta semplicemente volerlo."

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@ Per fortuna Ai Ling è in Italia e, pur con tutte le difficoltà qui incontrate, può utilizzare Internet per comunicare quello che in Cina non potrebbe. Ogni paese ha suo problema. La Cina è come l'Italia che è in un fase di salita di percorso verso il mo

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Cara Ai Ling, mi dispiace per i fraintendimenti, il mio voleva essere un commento positivo, nei tuoi confronti. Scusami se ho mancato di rispetto verso il tuo orgoglio nazionale. Ti ho pensata come rifugiata, invece sei solo emigrata per lavorare. Comunque mi fa piacere che questo mezzo consenta i chiarimenti opportuni. Una corretta informazione, diretta testimonianza di una giovane cinese come te, mette in luce gli aspetti veri della realtà cinese. Sono contenta che le cose non stiano così male e che le censure siano del tipo da te descritto, magari ci fossero quì, almeno in parte (specialmente per il porno). La libertà di espressione è il confine primario cui far riferimento e, francamente, non esiste solo il lavoro, che è indispensabile, ma ci deve essere anche il tempo libero di godersi la famiglia, mi pare, da notizie a me giunte, che questo tempo in Cina sia molto limitato. Spero di essere stata più chiara e ribadisco il mio spirito di fratellanza e non la mera critica. BUONA VITA! Maeia Giovanna

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Il concetto di muro non è di per se' sbagliato. E' un confine tra noi e il mondo, tra individuo e società, tra pubblico e privato. Nemmeno il mondo animale conosce un'esistenza priva di confini; il nostro corpo è delimitato dalla pelle. Il muro deve essere poroso. A tratti trasparente. Non invalicabile. Sposo in pieno la frase di Ai Ling, cominciare da se. Nel mio caso vuol dire anche, per osmosi, trasmettere ai figli, con le parole e anche gli atteggiamenti, originare a partire da me e dal mio privato comportamenti diversi. Il web è un grande strumento, difficile da usare.

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Cara Maria, mi scuso per il mio ignoranza italiano che mi ancora consente di comprendere in modo giusto, succedono spesso... Questi anni di immigrazione per motivo quale non capisco la lingua o la paura di aver capita... la mia sensibilità è molto sviluppata come se io diventassi una cerca. Amo stare in Italia, non ti posso dire fino in fondo un perché... posso dire sono qui per la cultura per l'arte per il cibo e per le colline senesi... ma non credo solo per questo. Mi chiedo spesso fino ad ora non ho ancora risposta perché voglio stare qui spedendo i miei più belli anni per soffrire tanto dalle offese quotidianamente dalle persone non hanno ancora capito o visto che sono veramente, o che cosa vuole dire valori universali... Potevo tornare a Shanghai ho una casa tutta mia, la famiglia, la mia piccola nipotina che ho visto solo una volta. Non ho amore, l'avuto quattro anni fa, e l'ho perso. Ho lavorato sodo come coordinatrice di mio team web comunicazione, dopo un anno di ottimo risulto mi ha mandato fuori dalla cooperativa minacciandomi e umiliando la mia personalità umana senza rispettando il contratto accusandomi sulla mia nazionalità d'origine. In quattro mesi sono finita due volte in pronto soccorso per via dello stress dal direttore... questi giorni sono ammalata a casa e mi ha pure inviato una mail dicendomi che da ottobre in poi non mi paga più la fattura come stabilita nel contratto. Non ho parola, le mie parole a lui non capiscono e non vuole capire perché era arrabbiato come me perché in un anno mi ha dimostrato non solo una volta con uno schermo di porno... Questa cosa in Cina non potrebbe mai succedere perché abbiamo la censura, il divieto. L'Italia è un paese libera e democratico, l'ammiro di poter esprimere i propri pensieri con la libertà in tutti sensi, ma sono triste quando vedo le persone usano questa libertà approfittano le persone di svantaggiate o di sotto ruolo. Mi chiedo anche io perché sono qui, ma nello stesso tempo sto definendo i progetti creato io in corso, come mostra, evento sulle culture creatività... Ho molti amici cari amici italiani che mi vogliono bene, i più grandi mi prendono come la figlia, i più giovani mi stanno vicini come la famiglia. Anni passano, quando mi alzo lo sguardo sento la mia città con me sta sempre aumentando una distanza, distanza di estranea, pure provo e ricevo continuamente la difficoltà di integrazione. Vedendo la società italiana, i pregiudizi causati la tensione tra le diversità, gli estranei, la mia coscienza piange e soffre. In Cina sulla legge dice se tu non fosse consapevole non verrebbe punita, nel caso contrario lo definisce un assassino. Forse nella vita occidentale non dia un peso Valori morali e i Valori della responsabilità, la mia educazione è cinese, sono venuta in Italia avevo già 27 anni mi sono laureata e ho già quasi 8 anni di esperienza sul posto di lavoro. La diversità tra la cultura italiana e quella cinese ho provato fortemente sulla mia pelle, e tramite il dolore e la difficoltà di questa esperienza d'integrazione mi sono venuta la grande voglia di cancellare il confine, la barriera tra due terre, tre gli occhi lontani e vicini. PERCHé NON è VERO CHE I CINESI LAVORANO 24 ORE, SENZA FERIE E VACANZE, HO SEMPRE LAVORATO MA HO AVUTO SMPERE LE FERIE E GIORNI DI FESTE. La Cina è grande, ci sono ancora molto difficoltà e povertà nel interno... mi fanno più male quando i bambini non possano andare a studiare per liberarsi liberare da anafabetismo. Perché la ignoranza possa creare il verso danno per il futuro del mondo e non solo la terra oriente ! Perché le pregiudizi come il muro ci chiudono dentro per renderci più deboli e più soli. Ho scritto molto oggi, sono molto stanca dentro e fuori. Scusa se ho consumato molto spazio qui, è nato dalla voglia di portare la pace la serenità dove vivo e respiro... spero tramite me, piccola anima oriente vi renda più chiara idea di confine... la voglia di cancellare e di buttare giù il confine tra cuore e cuore. Saluti !

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