Sessant’anni fa, Gandhi già sottolineava l’importanza della comunicazione per diffondere tra i giovani di tutto il mondo il messaggio d’amore dei suoi maestri.
Oggi abbiamo la possibilità di contattare tutto il mondo con un click, di comunicare in tempo reale a grandissima distanza, di sapere tutto ciò che si può sapere solo aprendo un motore di ricerca. Ma un mondo unico è ancora lontano e tra le nuove generazioni c’è disinteresse.
Senza giovani, però, non c’è futuro.
Qual è l’antidoto al disimpegno?
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La fede in religioni diverse non costituisca elemento di divisione.
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"C'è un profondo legame tra uccidere animali e massacrare uomini in guerra." (SENECA) "Nel periodo in cui nacque l'ingiustizia verso gli animali furono introdotte la guerra e la bramosia del potere" (PORFIRIO) I giovani devono cominciare a scrollarsi d'addosso la violenza stratificata,ormai roccia,nel corso degli anni e guardare tutto con occhi nuovi. Devono cominciare a provare pietà,anche dell'animale che soffre,se vogliono creare un mondo nuovo,un mondo di pace!"
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La guerra è lenta, la pace è rock.
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Davvero incredibile le parole di Gandhi sono rivestite di umiltà dalla a alla z!
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Gandhi,come tanti pensatori, aveva previsto e visto l'iportanza del futuro con e per i giovani. di tutto il Mondo. i nostri govergnente hanno .........il prosciutto, di marca, sugli occhi.
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una convinzione diffusa ci attanaglia, neanche poi in modo latente: vivere rettamente è inutile! invertire, riportare a normalità una società che coniughi meriti e bisogni...è una bella sfida. tutti un po macchiavellici oggi.... dall'alitalia all'attegiamento ostile sui diritti umanitari...i risultati di questa perversione sono evidenti. domando. ma i dirigenti del paese, del sistema produttivo, dei nuclei sociali familiari, sono portatori apparentemente sani!? una ipocrisia nazionale.
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"Senza giovani non c'è futuro. Qual è l'antidoto al disimpegno? La risposta la troviamo in un concetto espresso da Tiziano Terzani nel 2002: i giovani possono reinventare il futuro. Nella parola "reinventare" c'è lo spirito della risposta, perchè le nuove generazioni - come le nuove nel passato - devono reinventare l'ipotesi di futuro che viene loro lasciata da quelle precedenti. Questa "ipotesi di futuro" ha in sè una visione distorta dagli avvenimenti del presente e del recente passato e quindi va modificata,va cambiata, e lo possono fare solo i giovani. Non credo nel disimpegno delle nuove generazioni, anche quello che viene percepito come un silenzio è in realtà un segnale, i giovani guardano e reinventeranno il loro futuro."
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Il bambino superaccessoriato di oggi non ha bisogno di pensare,ha tutto,non si deve procurare nulla.Il sovraffollamento tecnologico ci distrae e ci inserisce fin dalla tenera età in un sistema governato dai mezzi di distrazione di massa.Si,quelli che sarebbero potuti essere degli strumenti eccezzionali per unirci non stanno facendo altro che isolarci in un soggettivismo passivo.Ore ed ore passate davanti uno schermo alienando la mente,ore sprecate tra siti di dubbia utilità.Invece di sfruttare le risorse per un mondo unico ci stiamo facendo ingabbiare in delle logiche di mercato che ci isolano e ci tengono lontani da quello che sarebbe il vero obbiettivo da raggingere:la comunicazione di massa,per scambiarci idee,conoscere culture ed apprezzare la diversità per poterla sfruttare arricchendo la coscienza.Abbiamo tutto quello che ci serve per rivoluzionare il futuro ed il presete del mondo e ci facciamo distrarre dal campionato,da miss italia,dalla playstation, dai giochi on line e second life.Capisco che il sistema sia comodo e difficile da abbandonare ma credo che ci stia facendo regredire a stati primordiali.
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l'antidoto al disimpegno? rimboccarsi le maniche ragazzi
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Il bambino superaccessoriato di oggi non ha bisogno di pensare,ha tutto,non si deve procurare nulla.Il sovraffollamento tecnologico ci distrae e ci inserisce fin dalla tenera età in un sistema governato dai mezzi di distrazione di massa.Si,quelli che sarebbero potuti essere degli strumenti eccezzionali per unirci non stanno facendo altro che isolarci in un soggettivismo passivo.Ore ed ore passate davanti uno schermo alienando la mente,ore sprecate tra siti di dubbia utilità.Invece di sfruttare le risorse per un mondo unico ci stiamo facendo ingabbiare in delle logiche di mercato che ci isolano e ci tengono lontani da quello che sarebbe il vero obbiettivo da raggingere:la comunicazione di massa,per scambiarci idee,conoscere culture ed apprezzare la diversità per poterla sfruttare arricchendo la coscienza.Abbiamo tutto quello che ci serve per rivoluzionare il futuro ed il presete del mondo e ci facciamo distrarre dal campionato,da miss italia,dalla playstation, dai giochi on line e second life.Capisco che il sistema sia comodo e difficile da abbandonare ma credo che ci stia facendo regredire a stati primordiali
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"oggi abbiamo la possibilità di contattare tutto il mondo con un click, di comunicare in tempo reale a grandissima distanza". infatti noi; ma solo noi! in Africa non hanno internet, in sud America solo una risicatissima percentuale ha un accesso al mondo, in Cina hanno l'accesso ma a internet ma non quello al mondo, strana storia! Solo noi siamo quelli informati, almeno dovremmo esserlo, quelli sanno ciò che succede. Ma non credete che sapere, avere informazioni che altri non hanno, comporti da parte nostra una maggiore responsabilità nel'agire? L'indifferenza non può essere contemplata. Sono i giovani a fare la differenza, loro che hanno la vitalità giusta per essere la rottura. Dobbiamo sostenere i cugini iraniani, quegli studenti che amano la libertà, che contestano pacificamente, che vogliono la democrazia. http://it.youtube.com/watch?v=OUbwHXwooMw http://it.youtube.com/watch?v=BbQgMHOp9zg http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/esteri/nucleare-iran/studenti-i... http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/09_Settembre/23/ahamadine... http://www.giannivernetti.it/?p=226"
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"Biologicamente parlando SENZA I GIOVANI NON C'è FUTURO, tra i figli della nuova generazione infatti stanno crescendo i prossimi premi Nobel per la pace e per la fisica e per la letteratura, i nuovi Bill Gates, come ad esempio il trentenne inventore di youtube e il ventitreenne inventore di facebook e tanti altri giovani eroi silenziosi di cui presto sentiremo parlare, i nuovi politici, i nuovi presidenti del consiglio (anche se contro l'immortalità non si può vincere) La parola ai giovani, giusto, ma con criterio: i veterani infatti, i grandi manager, grazie alla loro esperienza, dovrebbero aiutare i giovani ad emergere e a sbagliare e a riconoscere gli errori per evitare di ricaderci. Io credo in un vero RICAMBIO GENERAZIONALE, dove le aziende investono sulle giovani teste per rinnovarsi e migliorare giorno dopo giorno, anche con l'aiuto della vecchia guardia. Quindi trovare un giusto equilibrio tra la FRESCHEZZA e l'ESPERIENZA, perchè come dice il presidente Montezemolo: "Se non ammodernizziamo l'auto, il mondiale non lo vinciamo"...e invece lo vinciamo, lo vinciamo VOI COSA NE PENSATE?"
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sarebbe molto importante che i giovani imparassero a comunicare con lo sguardo,con le parole parlate e con meno clik .in realta sono più soli e più fragili di noi.
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i giovani sono più soli e più fragili di noi. meno clik e più sguardi e parole dirette,la comunità virtuale spesso è solo un bluff
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ciao a tutti , io penso che purtroppo le cose non cambieranno mai perchè quelle poche migliaia di persone che comandano il mondo (a livello di potere politico,militare ed economico-finanziario)non hanno nessun interesse in questo. Semmai hanno tutto l'interesse a che i popoli non si capiscano , che siano preda di paure e xenofobie reciproche e che continuino a massacrarsi a vicenda . Forse un giorno le cose cambieranno ma quel tempo è ancora molto,molto lontano.
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le cose cambieranno perchè i giovani hanno una OPEN MIND maggiore di quella dei vecchi, perchè i vecchi di ieri sono come i vecchi di oggi, ma i giovani di ieri non sono come i giovani di oggi I giovani si incontrano I giovani dialogano I giovani si confrontano I GIOVANI COMUNICANO I giovani hanno un grande potere, e devono usarlo per abbattere i muri e riaccendere la SPERANZA, anche con un solo accendino, un accendino per ciacuno e si creerà una luce immensa, la luce del futuro...
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Ogni uomo dovrebbe essere ormai saper ripudiare la guerra e la violenza. Eppure ci sono cose per le quali vale ancora la pena combattere. I giovani devono cominciare a partecipare alle scelte politiche, perché ciò che decidono i vecchi sarà il mondo che noi ci troveremo ma che loro non vedranno.
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Non è la fame, ma è l'ingnoranza che uccide.
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aprite a dio i vostri cuori, oggi come non mai,avvertiamo il bisogno di conversione. gli esseri umani hanno bisogno di fiducia,siamo tutti figli di dio, comunque sia il nostro credo.preghiamo affinche il mondo, abbia dei miglioramenti. possiamo farcela tutti insieme. buona domenica a tutti e che dio vi benedica. ciao salvatore
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Il mio sogno è di creare una banca delle emozioni, dove versare tanti pensieri e poter prelevare ciò di cui si ha bisogno. Voglio fare il ricercatore e scoprire parole che possano salvare tante vite. Costruire tappeti per volare e scoprire nuovi mondi, là dove la mano dell'uomo non ha mai messo piede. Quanto tempo ed energia nella ricerca della clonazione. Il vero futuro sarà ridare vita al bambino che è dentro di noi. Ferito e ribelle, libero e felice. Meraviglioso! E' una nuova primavera nell'era dell'uomo. Ogni fiore un ponte che collega il paradiso alla terra. L'emozione travolge tutto e tutti , con la semplicità di un soffio. E' questa che farà la differenza!I giovani sono la nostra salvezza.
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"uomini come gandhi non esistono,è stato l'unico.non amava solo la gente,amava anche gli animali,tutti!sinceramente non vedo molta speranza nel futuro,ci vorrebbe un altro gandhi per poter sperare ancora in un mondo diverso,dove tutti uomini e animali vivono insieme e in "pace"
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Il dialogo: LA SPERANZA PER GLI OTTUSI.
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I giovani sono disorientati dalla perdita dei Valori , che la famiglia in sfacielo non può più dare e che la Società non sa ritrovare, di motivazioni e del gusto della vita. Bisogna ridare loro fiducia e motivazioni, obbiettivi e progetti per sottrarli ai rifugi fittizi della droga e degli idoli virtuali. Progettualità per sottrarli al nichilismo dell'oblio mentale. franco
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"X Sergio. Condivido quello che dici,è una visone abbastanza realistica del presente.Le domande che mi pongo però sono:ma perchè abbiamo bisogno di qualcuno di influente che ci dica cosa fare visto che i mezzi per conoscere e capire(2 passi fondamentali per convivere)li abbiamo già a portata di mano?Perchè non li sfuttiamo e ci facciamo distrarre dagli schemi predefiniti dai"Potenti"?"
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Si è vero, possiamo essere in comunicazione in tutto il mondo con un click, ma sappiamo benissimo che la comunicazione non è solo raggiungersi, ma è trasmettersi qualcosa. La comunicazione, quella che predicava Gandhi , ma non solo lui, è lì dove la persona non ha solo raggiunto l’altra ma la ascolta. La vera comunicazione è nell’ascolto e non nell’aspettare in silenzio il proprio turno per parlare.
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I giovani devono riscoprire la grande differenza fra la liceita' e la liberta' e riprendere il gusto di apprezzare la gratificazione umana che deriva dall'impegno, dallo spirito di sacrificio, per vivere profondamente la liberta che rispetta tutti e tutto.
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Perchè tutto questo pessimismo Sergio!! Se tutti la pensassero così sarebbe davvero finita.. Non so, forse sono i miei 21 anni che mi rendono ingenua.. Ma sono convinta che tutti, soprattutto i giovani, abbiano il DOVERE di credere che sia possibile cambiare le cose! Certo, non è semplice.. Ci sono muri da distruggere, leggi da rifare e sopratutto menti da aprire, ma non bisogna rassegnarsi! Il cambiamento parte da noi.. Dall'impegno di ognuno di noi..
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Siamo tutti di un solo colore, di una sola etnia, di una sola religione, siamo tutti extra comunitari nell'universo, tutti rom, tutti omosessuali, tutti solo cristiani, ebrei, mussulmani, e tutti con una grande richiesta di dare ed avere amore. Stop alle guerre, Stop alla fame nel mondo. Si all'amore perchè siamo tutti solo ed esclusivamente ANIME
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una mela di sera non diventa mai nera
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La verità è che purtoppo ci facciamo comandare,gli strumenti per un mondo libero sono a nostra disposizione,solo che siamo ormai talmente inseriti nel sistema che ci facciamo dire come usarli e naturalmente ci dicono di usarli in un modo tale da non renderci conto che la libertà è a portata di click....a volte mi sono chiesto cosa sarebbe successo se Gesù o Gandhi avessero potuto parlare in un mondo con gli strumenti che abbiamo oggi,beh,forse non ce ne saremmo neanche resi conto.
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maria, hai ragione: credo di essere parte di una generazione che molto spesso e vera e sincera solo su messenger (chat) e poi dal vivo si ritrae, si chiude a riccio.
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"A voi comunicare"..tre semplici parole..pensate all'effetto che potrebbero avere se pronunciate con la voce, con gli sguardi..ma oggi il mondo è tecnologia..ma cosa fà la tecnologia?ci unisce?possiamo parlare con chiunque all'altro capo del mondo, senza confine...o ci divide?io ho 20anni sto sempre attaccata al mio telefonino aspettando di ricevere sms dai miei amici, poi quando ci si incontra non si hanno argomenti su cui discutere..e pensate a volte mi sento sola se il cellulare non squilla..è una malattia la mia, come quella di buona parte dei miei coetanei..però questa pubblicità mi ha colpito in qualche modo..vorrei riscoprire la comunicazione tra persone, la "vera" comunicazione", quella di Gandhi,quella delle parole, degli sguardi, degli abbracci..la speranza c'è"
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i giovani devono cominciare a partecipare alle scelte politiche, ma perchè ci sia interesse in loro bisogna inanzitutto dar loro delle responsabilità, dar loro credito. Sono certa che(come è successo a me) se si trovano a dover fare scelte importanti da soli, saranno costretti e lieti di interessarsi del mondo che li circonda al di là delle distrazioni di massa e della playstation di cui parlava giulio.
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"Altruismo, Pace, Fratellanza, Multiculturalità, Integrazione, tutti sinonimo di Leoismo, figlio del Lionismo.Un unico obiettivo: "esperienze al servizio". LEOISM: We serve Enzo Manduzio PRESIDENTE Leo Club Italia www.portaleo.it THE INTERNATIONAL ASSOCIATION OF LIONS CLUBS"
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"Quando Gandhi sessant'anni fa segnalava l'importanza di trasmettere messaggi d'amore ai giovani, i giovani e i meno giovani erano impegnati a ricostruire la propria nazione distrutta dalla seconda querra mondiale. Quando poi i giovani diventarono meno giovani e i loro genitori diventarono anziani, nella propria mente avevano forgiato dal duro lavoro un messaggio ben preciso, " i miei figli dovranno avere tutto quello che io non ho avuto". Gia dagli anni settanta gran parte dei giovani si dimostravano privi di interesse e sopratutto non avevano una meta da raggiungere infatti molti studenti universitari finivano il corso di laurea raddoppiando il tempo necessario, non perchè il corso fosse difficile ma perchè cresciuti senza un obiettivo da raggiungere, molti hanno frequentato l'università per far piacere ai propri genitori e quando si sono trovati vicini ai trent'anni hanno avuto una presa di coscienza facendo il bilancio della propria giventù e a quel punto chi si è impegnato nello studio ed in breve si è laureato chi invece troppo indietro con gli esami ha abbandonato. Adesso stiamo vivendo l'epoca dei diritti, i nostri giovani hanno più diritti che doveri,mio figlio si sentiva diverso perchè alle scuole elementari era l'unico a non avere il telefonino,a quattordici anni aveva gia scelto il motorino che gli dovevo comprare, subito dopo ha iniziato la scelta della macchina per il suo diciottesimo compleanno, naturalmente festeggiato al ristorante con gli amici. Il tutto senza pensare che comunque doveva essere ricambiato in qualche modo. A quattordici anni ha avuto il motorino usato prima da me e poi dallo zio a diciotto usa la mia auto quando a me non serve, pero i suoi amici quasi tutti hanno avuto tutto. Un giorno frequentava la quinta elementare, arrivato a casa mi disse che la sua maestra aveva dato un ceffone ad un suo compagno di classe e la madre era andata a lamentarsi con la maestra minacciandola di non permettersi mai più di toccare suo figlio, mio figlio pretendeva che se si fosse verificato un episodio analogo anch'io mi dovevo presentare dalla maestra per difenderlo, a quel punto io feci una domanda chiedendo se il suo compagno meritava il ceffone, mio figlio ebbe un attimo di riflessione e con gli rivolti verso terra mi disse che la maestra era stata offesa dal suo compagno. Allora io dico se non insegniamo il rispetto per gli altri ai nostri figli e pretendiamo il rispetto dagli altri, come pensiamo di trasmettere messaggi d'amore? Tutto questo succede nell'epoca dei diritti dove i nostri governanti altro non fanno che sfornare leggi per tutelare i diritti di questo e i diritti di quello. Ritornando ai nostri giovani io penso che il modo migliore per trasmettere il concetto d'amore verso il prossimo,è iniziando noi adulti a manifestarlo per primi. Comunque l'amore per il prossimo è qualcosa che ognuno di noi abbiamo dentro, è come un'auto parcheggiata nel garage con il pieno di benzina pronta a partire nel momento in cui serve, ecco noi dobbiamo creare questa situazione ,dobbiamo fare in modo che il fare del bene sia una cosa automatica senza aspettare che ci venga richiesto, non dobbiamo aspettare il momento opportuno per manifestare il proprio amore bastano piccoli gesti per trasmettere amore. voglio comunque aggiumgere che in questo mondo di diritti "chi fa del bene deve anche essere forte per sopportare l'ingratitudine degli altri". Grazie Rocco"
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"Oggi abbiamo la possibilità di contattare tutto il mondo con un click, di comunicare in tempo reale a grandissima distanza, di sapere tutto ciò che si può sapere solo aprendo un motore di ricerca" Forse è proprio questo il punto: le informazioni sono troppe e, necessariamente, dobbiamo ergere uno scudo per percepirle nel modo più superficiale possibile. Siamo bombardati da notizie di politica estera inframezzate da spot sui deodoranti, comizi politici che si mischiano ai reality show, telegiornali che equiparano terremoti e gossip - quanto più la finzione diventa reale, la realtà sfuma indistintamente. La nostra generazione è attanagliata da un senso di incertezza e di superficialità da videogame - ci diciamo "ti amo" da dietro lo schermo perchè in faccia fa paura, come hanno già notato Maria e Chiara, ma perchè nessuno ci ha mai insegnato a essere coraggiosi e a lottare per quello in cui crediamo. Siamo il frutto di una società in cui il consumo è il valore primario: consumiamo notizie, emozioni ed oggetti in una frenesia usa e getta da macdonalds, ma non riusciamo a costruire niente che sia per noi un punto di riferimento. Forse la nostra caratteristica, che è poi il motivo per cui siamo geneticamente poco impegnati ed interessati, è che siamo del tutto privi di contenuti e attanagliati dalla noia: abbiamo involucri accattivanti, ma dietro la facciata c'è il nulla. Spaesati, ci sentiamo terribilmente soli e cerchiamo qualcos'altro, reale o digitale poco importa, con cui riempire il vuoto - almeno per la prossima mezz'ora."
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La comunicazione è alla base della conoscenza e della crescita. Non c'è comunicazione nemmeno tra le coppie, che alla minima difficoltà si lasciano perchè è più facile e non si conoscono, non sanno affrontare i problemi insieme. E' più facile arrabbiarsi e fare pace dopo, accantonando il problema senza aver risolto nulla, non rendendosi conto che in questo modo si costruiscono muri di incomunicabilità attravero i quali poi non ci si vede più. Rompiamo il silenzio, nel rispetto della vita.
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"La risposta migliore ad un'offesa è un atto d'amore...qualunque esso sia...è l'unico strumento capace di far cessare le "paure" e di aprire i cuori...questo credo sia il messaggio che Ghandi volesse dare."
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Se si desiderasse veramente la pace nel mondo sarebbe sufficente insegnare ai bambini a giocare alla pace e non alla guerra.
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"Oggi in Italia non c'è spazio ai giovani. Lo dicono le statistiche e le organizzazioni professionali. Per uscire da questa condizione critica, e fare tornare l’Italia ad essere competitiva e crescere, per Paolo Galimberti presidente dei Giovani imprenditori di Confcommerico è necessario "qualificare il sistema dell'istruzione allineandolo agli standard europei”, ripensare “la formazione superiore che oggi ancora soffre di un'impostazione legata a modelli industriali ormai sorpassati”, eliminare le “barriere al sistema meritocratico che ingessano il mercato del lavoro” ed infine “favorire politiche attive che supportino e accompagnino la nascita e il consolidamento di nuove imprese con un sistema di tutoraggio e di accompagnamento, anche con il coinvolgimento delle università”. http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/lavoro-e... vi consiglio di guardare la tabella: oggi, in Italia i giovani sono pessimisti."
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"Sessant’anni fa, Gandhi già sottolineava l’importanza della comunicazione per diffondere tra i giovani di tutto il mondo il messaggio d’amore dei suoi maestri." Ritrovare l'amore penso sia la cosa più importante, oggi si dà una grande importanza all'apparire più che all'essere, non ci ricordiamo più quale sia il vero significato del sentimento.. Viviamo per dare un "senso" alla nostra vita, non rendendoci conto che la nostra stessa essenza ci porta a ricercare la complementarità di altri, ad esempio uomo e donna sono fatti per stare insieme, l'uno non può vivere separato dall'altro. Ormai l'egoismo mondiale ci ha portati a questo, a non ritrovarci più in quello che invece siamo, una COMUNITA' MONDIALE, uguali nelle nostre diversità con una capacità di intereagire e di relazionarci che spesso ci dimentichiamo di avere.. L'unico mio credo sta nel fatto che forse noi giovani con questo potente mezzo che è internet forse potremmo riuscire a ritrovare la perduta collaborazione che avevamo un tempo. Tutte queste parole scritte però restano vento se non ci si unisce per riformare tutto. Forse il problema vero è che non tutti si rendono o vogliono rendersi conto della necessità di collaborazione e comunicazione che abbiamo perchè siamo tutti chiusi nei nostri mondi di sogni di mondi migliori, che in quella solitudine però non si realizzeranno mai..."
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"Si,è vero:"Un mondo unico" è ancora molto lontano! Buona parte dei giovani non è molto interessata alla "Comunicazione". Ma lasciarsi prendere dal pessimismo credo sia sconveniente,dele terio ed improduttivo.I ragazzi mostrano disinteresse al col- loquio perchè hanno paura,sono sfiduciati,non vedono prossima la guarigione di questa Società malata;sentono che il lavoro si allontana sempre di piu', per cui per loro è una Utopia il partecipare attivamente e responsabilmente alla formazione del "Futuro", si ritengono praticamente inutili ed inservibili ed è per questo che si rifugiano nell'illusorio mondo felice (alcool e droga). Noi di una certa età, in fase discendente, dobbiamo fare qualcosa per questi giovani, per il futuro dell'umanità! Cosa possiamo fare? Io non lo so....!!!"
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"Ho notato che è ormai di moda affiancare ai giovani il sostantivo "nichilismo". "Una vita apatica e dispersa condanna i giovani al nichilismo" disse Papa Benedetto XVI a Regensburg. "L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani" è il titolo dell'ultimo libro di Umberto Galimberti. A parte le innegabili colpe del fallimento degli educatori (Scuola Famiglia Società) e la desuetudine dell'uso della Ragione ai nostri giorni, non possiamo continuare noi giovani a vivere di alibi o distrazioni: è il momento di reagire, far capire che anche senza l'aiuto dlle Istituzioni c'è la voglia di cambiare, di migliorare e non importa il risultato, ma l'importante è lo sforzo per il miglioramento. Molti dei contestatori di ieri sono i borghesi di oggi, ma almeno hanno dimostrato di crederci, hanno gridato "Noi esistiamo e pensiamo", hanno catalizzato l'attenzione mondiale. Oggi noi cosa facciamo per far sentire la nostravoce in società? Il massimo del nostro sforzo è aderire a un gruppo su Facebook in difesa dei monaci tibetani o accendere una candela sul davanzale per i religiosi uccisi in India! Perchè alla manifestazione a Roma per i religiosi uccisi in India non c'era nessun ragazzo? Dove sono i ragazzi che sfidavano i carri armati? Quando rivedremo le immagini degli Champs Elysées affollati per tutta la loro lunghezza da fiumi di giovani idignati per i conflitti mondiali e l'assenza di diritti? Quei giovani manifestavano per i diritti di coetanei che vivevano a centinaia di chilometri da loro e non erano così informati come noi che in pochi clic possiamo spere tutto ciò che avviene nel mondo, tra guerre e abusi. è paradossale che questo invece d unirci ci abbia allontanato, reso indifferent. Io punto il dito contro me stesso, che non riesco a ribellarmi a quello che per Nietzsche è il "più inquietante di tutti gli ospiti", il nichilismo. Me lo sono ritrovato, è vero, ma non ho fatto nulla per mandarlo via. http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-galimberti_umberto/sku-12419652/l_ospite_inquietante_il_nichilismo_e_i_giovani_.htm"
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"Sinceramente credo che la nostra generazione di giovani sia davvero interessante, dal punto di vista sociologico, perché da un lato siamo ottimisti e idealisti più di quello che dovremmo essere, ma nel contempo siamo meno radicali e impegnati politicamente di quello che sarebbe necessario. Thomas Friedman, l’anno scorso dalle colonne del New York Times Thomas Friedman, ci ha soprannominato "Generazione Q", "Americani Quieti". “Giovani – scrive Friedman - che nell' accezione più piena e migliore del termine inseguono i loro ideali, in patria e all' estero. Ma la Generazione Q forse è troppo quieta, troppo online, per fare il proprio bene e quello del Paese. Quando penso all' enorme disavanzo del budget, al deficit della Social Security e ancor più al deficit ecologico che la nostra generazione sta rifilando loro, se non stanno ancora schiumando di rabbia significa soltanto che non vi prestano attenzione. (…)L' America ha un grande bisogno della scossa dell' idealismo, dell' attivismo e dell' indignazione (deve pur esserci anch' essa) della Generazione Q. Ecco a che cosa servono i ventenni: ad accendere il fuoco sotto i piedi del Paese. Ma non potranno farlo via posta elettronica e una petizione online o un click di mouse per promuovere la neutralizzazione delle emissioni di gas serra non inciderebbero affatto. Devono organizzarsi in modo tale da costringere i politici a prestare loro attenzione, invece che limitarsi a trattarli con condiscendenza. Martin Luther King e Bobby Kennedy non hanno cambiato il mondo chiedendo alla gente di unirsi alle loro crociate su Facebook o di procedere a un "download" delle loro piattaforme. L' attivismo può soltanto essere oggetto di un "upload" alla vecchia maniera da parte di giovani elettori che nei loro campus o a Washington Mall scendono in strada in massa per gridare al potere la loro verità. Faccia a faccia”. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate."
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"ecco il commento da parte del futuro: i giovani. Io ho appena compiuto quindici anni ma anche io ho la mia opinione..Anche se sono una ragazzina con l'hobby dello shopping. Ammetto che noi giovani ormai siam nati sotto una campana di vetro,abbiamo tutto quello che ci serve, siamo VIZIATI dalla tecnologia, siamo SCHIAVI del consumismo, SCHIAVI del materialismo, non abbiamo il RISPETTO delle cose che i nostri genitori hanno costruito lavorando duramente, tutto questo lusso ci ha reso la "strada" libera, senza nessuno difficolta, qui tutti sanno che per ottenere ottimi rusultati bisgna LAVORARE sodo,invece per colpa di questa tecnologia stiamo diventando PIU menefreghisti e PIU scansafatiche. Non so se la tecnologia è una cosa positiva o negativa... Da una parte la tecnologia è utile perche grazie a lei si è potuto migliorare la vita di noi uomini, dall'altra la tecnologia rende la persone schiave di essa, chi vivrebbe senza tecnologia in questi tempi?chi?Io personalmente non ce la farei. La tecnologia tende a togliere le cose basilari che i nostri antenati hanno CREATO, toglie il "tradizionalismo"... La TECNOLOGIA è COME UNA DROGA:QUANDO L'HAI USATA UNA VOLTA, è DIFFICILE SMETTERE. I'm LucE."
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Forse quello che diceva il nostro fratello M.K.Gandhi non è che la verità riguardante la triste realtà dei nostri giorni.. Forse,se noi,riuscissimo a capire veramente che la violenza e tutte le armi del mondo non facciano la forza,non l'hanno mai fatta ne mai la faranno... bè allora forse troveremo il modo di VIVERE da esseri umani senza scannarci l'un l'altro per il potere,i soldi,o la ragione.. E si!!!la ragione forse era proprio quello che Gandhi ci ivitava ad usare e che egli a sua volta ha utilizzato per convincerci che sarebbe un mondo migliore se nn esistesse la malvagità nell'uomo,o per meglio dire se fosse l'uomo a rendersi meno malvagio...allora il nosto mondo ora sarebbe differente...limpido e puro... Come il grande Gandhi!!!!!
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"Senza giovani non c'è futuro: solo i giovani hanno la capacità di credere fino in fondo alle proprie idee, il coraggio di combattere per realizzarle e soprattutto la speranza di vederle realizzate. Il mondo in cui vivremo domani possiamo costruirlo noi, e allora perchè stare fermi a guardare? "Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di fare, incominciala."(Goethe)"
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"Non posso non condividere il punto di vista di Daniele, che i giovani siano la risorsa fondamentale sui cui appoggiarsi per sperare in un futuro migliore ovviamente termini di dialogo e coesistenza tra "mondi diversi", culture e politiche diverse, ma interessi sempre piu spesso in comune. Anche se sembra duro e negativo, il giudizio di Sergio, non và assolutamente ignorato visto che tutti siamo a conoscenza degli equilibri socio economici che determinano i dialoghi tra "mondi". Quindi è facile immaginare come i nostri media possano influenzare l'opinione di intere masse se controllate da apparati governativi. Infatti anche se nella nostra era tutto è a portata di click non significa affatto che la comunicazione è dietro l'angolo e basti trovare dei giovani motivati e con degli obbiettivi che si rimbocchino le maniche per comunicare e risolvere le divergenze tra le varie culture. Soprattutto tra i vari interessi. Sarebbe stupido pensare questo. Purtoppo la massa giovanile perlomeno occidentale è sempre meno informata o sempre meglio informata da un giornalismo sempre più controllato. E non è un aspetto da tralasciare. Ovvio che il nostro giovane "tipo" che vive in un mondo dove anche la comunicazione via internet è sempre più finalizzata, dati alla mano, all'intrattenimento più che all uso come sevizio sociale o informativo, se ne infischierà del dialogo tra culture, a meno che non sia coinvolto in prima persona da qualche avvenimento che lo chiami direttamente in causa e che lo porti a interessarsi. Vicenzo scriveva che la fame uccide ma l'ignoranza di più. Purtoppo è anche così, anzi a volte l'ignoranza dei nostri cittadini stà alla base di quelle politiche che generano fame che a sua volta genera morti nei paesi meno sviluppati. Se Ghandi avesse potuto comunicare con i mezzi moderni al giorno d'oggi a favore dei diritti umani non sò quanti lo avrebbero ascoltato, o se lo avrebbero censurato. Quanto a Giuseppe, secondo me l'ultima cosa che i nostri giovani dovrebbero fare e mettersi a pregare, anzichè reagire prima o poi, visto che il mondo che ci apsetta si cambia solo intervenendo."
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"La sparo, tanto è inutile stare a pensarci su troppo. Il disimpegno riguardo cosa? Partiamo dall'abc: sembra che siamo un branco di scansafatiche senza una idea su un qualunque argomento o una minima voglia di fare qualche cosa per cambiare la situazione.. Siamo ragazzi, che come nn mai, uniti dalla comunicazione appunto, lottiamo per qualche cosa, e siamo fermi cn principi che neanke i nostri hanno mai avuto. Il problema nn è la comunicazione, ma la mala comunicazione, che come (spero) tutti sappiate è appunto come definito dall'autore di questo post "Oggi abbiamo la possibilità di contattare tutto il mondo con un click, di comunicare in tempo reale a grandissima distanza, di sapere tutto ciò che si può sapere solo aprendo un motore di ricerca": parole di buona efficacia ma cn poco attaccamento alla realtà. Abbiamo veramente la possibilità di comunicare cn tutto il mondo, ma cn quali basi di conoscenza per discutere di idee?.. Termino, con una domanda: Il tema era rivolto ad una idea personale? QUA noi ci interessiamo, proviamo a lottare, a portare avanti idee.. Ma i poveretti che portano le bandiere dietro cui noi spingiamo, in un modo o nell'altro ci deludono prima o poi. Non è vero che siamo disinteressati, questa è la gioventù dell'amore, dove manca moco che sia tollerata una relazione tra uomo ed animale. Il problema cari nn è l'uomo o la sua chiusura, ma il modo di comunicarci il mondo intorno, che sfocia in una sensazione di istinto, detta anche paura dell'ignoto. grazie per aver letto il mio sproloquio. ps. Raccontateci la verità obbiettiva delle cose, e fateci fare una idea senza, tramite portavoci, riassumerci un'idea che ci buttate là saluti.."
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Gli antidoti sono 2: l'amore e la cultura. Il mondo sembra cosi piccolo che la Russia su una mappa di google sembra la nostra vicina di casa, quella a cui vai a chiedere il sale. Intenet ci da la possibilità di farci sentire più vicini ma non di creare unità tra i popoli. L'uomo comanda la rete, quindi se l'uomo volesse utilizzare questo mezzo per unire i popoli potrebbe anche riucsire nello scopo.