La recente legislazione sull'immigrazione

Immigrazione

Ad oggi gli immigrati presenti nel territorio italiano ammontano a ca. 4/5 milioni di unità. Sono per lo più persone che hanno un passato d’irregolarità: ex clandestini, prima regolari, poi diventati irregolari e poi di nuovo regolari, grazie all’emanazione di varie sanatorie.
Le sanatorie (quelle del 1987, 1990, 1996, 1998, 2002 e l’attuale in vigore) sono state e sono tuttora dei veri e propri strumenti di regolazione.

In questi ultimi anni più che mai si avverte l’esigenza di disporre leggi di regolazione sul lavoro e il tema dell’integrazione è sempre più rilevante. Ciò che sembra non difficile da comprendere per molte persone è che per raggiungere degli obiettivi su questo fronte, è necessario un forte intervento sociale.

Nell’ultimo decennio sono state introdotte alcune novità legislative nel diritto dell’immigrazione nel nostro Paese, quali:
la regolazione delle rimesse degli immigrati, introdotta con la legge n. 40 del 1998 – più conosciuta come la legge Turco-Napolitano: il soggetto titolare del trasferimento di denaro deve esibire passaporto unitamente al permesso di soggiorno, mentre l’intermediario (addetto al trasferimento di capitali all’estero) si deve impegnare a conservare la fotocopia dei suddetti documenti per dieci anni;
il reato di ingresso, che prevede un indurimento nel contrasto dell’irregolarità: fin dagli inizi degli anni ’90, gli immigrati venivano espulsi senza garanzia giuridica. Con la “legge Martelli” la procedura si generalizza, prevedendo un periodo di 15 giorni a disposizione per la scelta del giudice, entro il quale era necessario depositare gli eventuali ricorsi per sospendere o annullare il reato - periodo poi ridotto a 5 giorni nel 1998 con la legge Turco-Napolitano, che ha introdotto inoltre il meccanismo di detenzione di 30 giorni (diventati in seguito 60 giorni con la legge n.189 del 30 luglio 2002, meglio conosciuta come “legge Bossi-Fini”);
il reato di inottemperanza dell’ordine di espulsione o reato di soggiorno irregolare (introdotto con l'art. 14, co. 5 - quinquies, del Dlgs. 286/1998, poi trasformato nella “legge Bossi-Fini”): consisteva nel soggiorno irregolare nel nostro Paese e nella conseguente pena detentiva (da 6 mesi a 5 anni), poi abolito con la sentenza della Corte di Cassazione n.223 del 15 luglio 2004, perché l’ “indebito trattenimento” è ritenuto anti-costituzionale;
l'aggravante della clandestinità ex art 61 11-bis cp (introdotta con D.L 92/2008 – cosiddetto “decreto sicurezza”), ad esclusione dei cittadini europei - per non incorrere a sanzione comunitarie: per qualsiasi reato commesso da uno straniero irregolare, la pena viene aggravata fino a un terzo rispetto a quella prevista per tutti i cittadini italiani e immigrati regolari;
il divieto di matrimoni misti e fra stranieri (viene così modificato l’art.116 del Codice civile): con la legge 15 luglio 2009 n. 94 (ricordata come “pacchetto sicurezza”) si cerca di impedire il matrimonio misto, nell’accezione di “matrimonio di comodo”; con questa norma per potersi sposare, lo straniero deve esibire il documento di regolarità del soggiorno.

Tuttavia secondo l’art. 2 del Testo Unico sull’immigrazione (nella sezione “diritti e doveri dello straniero”) il cittadino non italiano – anche irregolare - presente nel nostro Paese è titolare dei diritti umani fondamentali (come ad esempio il diritto alla salute, il diritto all’istruzione, il diritto all’infanzia etc.).

Quel che è certo è che occorre orientarsi verso una pacifica convivenza, seguendo ad esempio l’idea lanciata dal sindaco di Novara Massimo Giordano, che nella sua città ha deciso la distribuzione di bonus per evitare scuole ghettizzate etnicamente: una strategia che sembra abbia funzionato perfettamente alla creazione di classi multiculturali.

Pensi occorrano nuove o diverse leggi per regolamentare un fenomeno così complesso come quello dell’immigrazione?
Oltre alle norme e al diritto, credi che il nostro Paese abbia bisogno anche di una maggiore “educazione” alla cultura dell’integrazione?

Foto di Cinocino


Commenti

Se devono venire per vendere


Se devono venire per vendere droga o rubare è meglio che stiano a casa loro

Franco, ma sei un provocatore


Franco, ma sei un provocatore di professione? :-) non si può generalizzare, anche perchè - se avessi letto l'articolo - capiresti che troppe volte è il nostro Stato italiano, coadiuvato dalla nostra lenta e non adeguata legislazione, che porta i cittadini stranieri a diventare irregolari. Un'irregolarità che viene sfruttata da molte organizzazioni criminali italiane che usano questi poveri disgraziati (ma anche tanti altri poveri disgraziati ITALIANI, ricordiamocelo) come pedine per i loro traffici.
Il dialogo per comunicare con chi è diverso da noi è lungo, ma dobbiamo sforzarci tutti a non giudicare prima di tutto e ad iniziare a tollerare culture, mentalità e tradizioni "altre": occorrono proposte propositive, invece che attacchi e chiusure di frontiere, non credi?