
Il termine straniero non è sinonimo di immigrato. L’inclusione sociale è l’espressione politicamente più corretta, perché presuppone semanticamente che qualcuno sia incluso in uno spazio. Nella società liberale in cui viviamo, il vero termometro dell’inclusione sociale è la mobilità sociale.
Per garantire la giusta integrazione a tutti i cittadini (italiani e non), è necessario che lo Stato individui strumenti che permettano e facilitino questo tipo di processo sotto due aspetti:
L’anagrafe permette di conoscere e censire la composizione della popolazione comunale.
Ha quindi una funzione di inclusione sociale. All’anagrafe può iscriversi anche il cittadino immigrato:
Comunque sia l’amministrazione non ha responsabilità istituzionali per la concessione di alloggi a coloro che risiedono nel territorio comunale. Con la L.125/2008 (pacchetto sicurezza) vengono estesi i poteri (ma non i doveri) ai Sindaci. Il dovere dei Sindaci è garantire l’incolumità e la sicurezza ai propri cittadini, oltre ad assicurare il decoro urbano.
L’iscrizione anagrafica (sia per i cittadini italiani che per i cittadini immigrati) non deve essere collegata alle condizioni dell’abitare.
Il diritto anagrafico è il diritto di esistere, in quanto dall’iscrizione anagrafica derivano vari diritti sociali.
E tu, sei a favore di un’integrazione che parta dal singolo diritto anagrafico? O ritieni che solo i cittadini italiani possano usufruire di tale diritto?
Quali sono secondo te altri strumenti di inclusione sociale dei cittadini immigrati che si possono adottare nelle singole realtà locali?