Il Corriere della sera si chiede se l'Europa multiculturale sia fallita. E risponde con le parole di autocritica di Angela Merkel che dice chiaro e tondo che l'integrazione di turchi e arabi in Germania è stata quasi un fallimento e che è giunto il momento di rivedere il meccanismo.
Il giornale di via Solferino non è stato mai tenero verso gli slanci in avanti e con i modelli d'integrazione che auspicano uno spazio nelle nostre società anche per le minoranze come quelle islamiche (rileggere gli articoli di Magdi Allam e Giovanni Sartori per averne un'idea). E tuttavia fa bene a tornare sul tema e a porre una questione che in Italia è affrontata solo, o quasi, in termini propagandistici o ideologici: “Burqa sì o burqa no” oppure “Non ci fanno fare le chiese al paese loro e noi non gli facciamo fare le moschee” ecc.
Quel che sorprende è che il quotidiano presenti il tutto con dati che non spiegano molto e che anzi andrebbero spiegati per bene, ché altrimenti sembrano proprio sbagliati. Scrivere, come fa a più riprese il principale quotidiano italiano, che in Gran Bretagna “gli immigrati sarebbero 2,1 ogni 1000 abitanti” o 2,4 per mille in Olanda o l'1,4 in Francia (per esempio, l'articolo su Parigi) è un dato che da qualunque lato lo si guardi è a prima vista incomprensibile. Il 2 per mille significa lo 0,2 per cento ovvero per una popolazione tedesca di circa 82 milioni di abitanti significherebbe circa 160mila immigrati. Vuol dire solo qualche migliaio in città come Colonia o di Francoforte. Percentuali che colpiscono per l'implausibilità anche di fronte ai numeri dei musulmani presenti nei vari paesi europei: 3,7 per cento in UK, 5,8 in Olanda, tra il 5 e il 10 per cento in Francia.
E allora? Proviamo a dare una spiegazione a quei numeri: probabilmente si riferiscono alla migrazione netta, ovvero a tutti coloro che si stabiliscono in un paese rispetto a quelli che l'abbandonano in un dato anno (si veda questa tabella). Ma si tratta di un numero che va spiegato, altrimenti non si capisce.
Altra cosa sarebbe stato fornire i numeri assoluti sulla presenza di immigrati nei vari paesi europei. La popolazione straniera residente in Europa al 1 Gennaio 2008 secondo i dati diffusi dall’Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, ammontava a circa 30 milioni e 798mila unità, il 6,2 per cento della popolazione residente. Di questi circa un terzo, ovvero l’11,9 milioni, sarebbero cittadini di altri paesi dell’Ue. Invece circa 19 milioni e cinquecentomila sarebbero cittadini di paesi extraeuropei. In cifre assolute, il maggior numero di cittadini stranieri risiede in Germania (7,2 milioni), Spagna (5,7 milioni), Regno Unito (4,0 milioni), Italia (3,9 milioni) e Francia (3,7 milioni). I paesi di lunga tradizione di immigrazione hanno una presenza straniera rispettivamente del 5,8 per cento la Francia, del 8,8 per cento la Germania e del 6,6 per cento il Regno Unito, del 5,7 per cento la Svezia.
Ovviamente, le percentuali risentono dei diversi modelli di integrazione e di riconoscimento della cittadinanza agli stranieri. Per dire, in Italia risiede un numero inferiore di stranieri rispetto alla Gran Bretagna eppure la percentuale è superiore (il 7,3 per cento del nostro paese contro il 6,6 inglese).
I numeri fanno brutti scherzi, maneggiare con cura.
Foto di payhere