Marea Nera: i soldi valgono più della sicurezza

La National Accademy of Engeenering sta indagando le cause del disastro della marea nera che qualche tempo fa riversarono galloni e galloni di petrolio nel Golfo del Messico. La relazione definitiva sarà pronta l'anno prossimo, intanto però sono stati resi pubblici i primi risultati contenuti in un documento sulle cause dell'eruzione di Deepwater Horizon e sui possibili modi per evitare questo genere di disastri.

“In maniera poco sorprendente – scrive Andrew Revkin nel suo blog del New York Times – ci  sono segnali forti circa il fatto che le preoccupazioni sui soldi abbiamo superato le preoccupazioni riguardo alla gestione dei rischi”.

Nella relazione  della National Accademy of Engeenering si legge che le numerose rotture che contribuirono alla fuoriscita di petrolio dal pozzo di Macondo nel Golfo del Messico “suggeriscono la mancanza di adeguate misure per la gestione dei rischi, delle incertezze e dei pericoli associati alle operazioni di scavo nei fondali marini”.

Ancora più esplicitamente il tema è ripreso da Joel Achenbach sul Washington Post. Il giornalista americano rileva che nella relazione si sottolinea che i rischi sono parte integrante di questo genere di operazioni e spesso in certe industrie non sono pienamente riconosciuti. “È roba pericolosa – sbotta Achenbach – l'unico modo per stare sicuri al 100 per cento è non fare quelle perforazioni”. Ma ovviamente dobbiamo confrontarci con realtà, conclude il giornalista americano: “Negli Stati Uniti utilizziamo un sacco di petrolio. Ne siamo drogati. Da qualche parte deve pur venire. Se vuoi petrolio che sia prodotto nel tuo paese devi andare dove sta il petrolio, come ad esempio nel Golfo del Messico”.

Immaghine tratta dall'album Flickr di SkyTruth http://www.flickr.com/photos/skytruth/4733159713/sizes/z/in/photostream/