Minori: un mondo di violenza e di sfruttamento?

Maria Rita Parsi"Minori: un mondo di violenza e di sfruttamento?" E se ribaltassimo la domanda? Ovvero: "Adulti: un mondo di violenza e di sfruttamento?"
Esiste un mondo di adulti che guarda ai bambini e agli adolescenti non come a persone portatrici di diritti sin dalla nascita, anzi, fin dal concepimento; non come a persone, da accogliere, amare, educare e far crescere, bensì come ad “oggetti” totalmente in balia di chi dovrebbe averne cura e prendersene la responsabilità. “Oggetti” nei confronti dei quali si può agire anche con indifferenza e, perfino, sfruttandone corpo, mente e sessualità; seducendoli commercialmente affinché, più che imparare a “scegliere”, si sentano spinti a percorrere le strade più facili: spronati a correre, a saltare i passaggi, a consumare, a comprare, perfino a vendersi.

Gli adulti che trattano così i bambini e gli adolescenti commettono crimini: crimini della mente e del cuore. Infatti, inibiscono ed alterano la gradualità del loro sviluppo psicofisico; i passaggi della costruzione dei loro pensieri; l’individuazione dei loro bisogni, delle loro aspirazioni.
Ma, soprattutto, minano, in loro, la fiducia in se stessi e negli altri; la speranza ed ogni utopia necessaria alla costruzione del futuro. E, come dice Oscar Wilde: “Una mappa del mondo che non preveda il paese dell’utopia, non merita neppure uno sguardo!”.

Il quesito che io pongo a chi legge è, allora: “Cosa possiamo fare per ostacolare il modo di agire di quegli adulti che sfruttano e violano i bambini e gli adolescenti con la loro indifferenza, la loro superficialità, la loro incompetenza; con il loro abbandono, il loro cattivo esempio, la loro violenza e con la perversione del loro sfruttamento?”

Prof.ssa Maria Rita Parsi


Commenti

Commento


I bambini sono i spechi degli adulti, i bambini subiscono come la terra, il calore del sole, la umidità della pioggia di primavera e la violenza della tempesta. Non ho avuto una bella infanzia, fino 8 anni ho vissuto da sola con la mia mamma per via della rivoluzione Maoista che mio padre era un volontario di Mao, lavorava in SiChuan per oltre 18 anni, educava suo cervello... Ho un madre soffrente che le hanno tolto padre per via della rivoluzione di Mao, piangeva spesso, era dipresa, erano i anni difficili, facevo la mamma e non la figlia, specialmente dopo aver arrivato il mio fratellino... all'età di scuola, 8 anni, si era finito rivoluzione, la mamma per poter fare ritornare padre aveva spesso quasi tutto soldi che ne avevamo, non mi ricordavo quante volte lei piangeva davanti ad ufficiale della provincia con abbraccio mio fratellino di 2 anni e io 7 anni. Dopo il ritorno di mio padre, credevo che tutto fosse finito, invece non era così, dopo anni di dolore, mio padre era diventato brusco, aggressivo, impaziente ed ossessionate, ci picchiava se io e mio fratellino non ubbidivamo... Tutta via, volevo dire che ho provato sulla mia propria pelle che cosa vuol dire aver un'infanzia infelice in certo senso mi ha danneggiato di essere felice tutta la vita. Sono venuta in Italia credevo che un paese di Dio potrebbe avere il calore d'amore... Avevo sbagliato un uomo, un matrimonio fallito... non sono ancora diventata una madre, forse sia meglio così perché affinché non trova la tua pace potrebbe danneggiare anche il bambino/a... La vita è strana, ogni uno di noi abbiamo dei ricordi da dimenticare e da perdonare, ogni uno dobbiamo riflettere per non sbagliare ai prossimi. Non volevo fuggire questa volta, ho voluto rimanere da dove ero caduta, credevo che esistesse ancora quello che cercavo in questo paese dove vicino il DIO... non ho ancora trovato la risposta, andrò avanti insieme a voi, a tutti pellegrini in ricerca d'amore, della pace interiore, Pace per se e per il prossimo. Pace dei bambini. A tutti quei bambini che soffrono della loro infanzia.

Commento


La nostra è una società ammalata, per questo io vedo che difficilmente si potranno tutelare i nostri figli. Non riesco a vedere una via d'uscita. La famiglia, che è quella che in primis dovrebbe tutelare i bambini, è invece in molti casi causa di violenza nei loro confronti. Forse l'unica strada che rimane possibile è quella di insegnare ai bambini dei sistemi di autodifesa psicologica nei confronti degli adulti.

Commento


QUESTE PERSONE DOVREBBERO PRIMA CONCEDERSI E POI CHE GLI SIA CONCESSO, A COSTI COMPATIBILI CON LE LORO RISORSE,DI ENTRARE IN UN PERCORSO PSICOTERAPEUTICO.NON VI E' ALTRA STRADA, PENA CON ALTA PROBABILIA', DI PERPETUARE,PURTROPPO, TALI MISFATTI DA NUOVO ADULTO A BAMBINO.

Commento


"Molto si può fare x i bambini e da mia esperienza posso dire che non è vero quel che spesso sento dire:la violenza genera violenza!Personalmente essendo nata e cresciuta senza amore cerco di dare ai miei tre figli tutto ciò che io non ho avuto e dalla mia esperienza ne traggo solo insegnamento x non sbagliare anch'io come ha fatto mia madre...Certo nel nostro percorso di vita non sempre si ha la fortuna di poter crescere i nostri bambini senza che questi non subiscano violenza,i "cattivi" sono ovunque e a noi non rimane che (oltre ad affidarci nelle mani di Dio), rimanere sempre al loro fianco anche quando sono lontani.Impariamo a saper ascoltare sempre i nostri bambini.Attenzione perchè il"cattivo"è sempre in agguato."

Commento


Come prima cosa bisogna insegnare ai bambini che hanno anche loro dei diritti che noi adulti siamo tenuti a rispettare. Inoltre bisogna denunciare sempre quegli atti che possano rasentare violenza.

Commento


L'errore di fondo è quello di considerare il bambino come un oggetto,da proteggere in maniera eccessiva o da sfruttare per perseguire uno sporco interesse. In entrambi i casi, infatti, le conseguenze sono negative: nel primo caso si finisce per trasformare il bambino in una sorta di proprietà sulla quale esercitare solo diritti, senza tener nella dovuta considerazione quelli che possono essere i diritti propri del bambino-persona; nel secondo le conseguenze diventano drammatiche. Pensiamo allo sfruttamento lavorativo, alle violenze sessuali, ai bambini soldato: come si possono fermare tali atrocità? Vi sono numerose organizzazioni che si battono per la difesa dei bambini e che si avvalgono di strumenti elaborati a livello internazionale, come ad esempio, la convenzione sui diritti del minore del 1989 che riconosce i diritti fondamentali dei bambini, tra i quali vi è il diritto all'amore. Il compito più difficile resta, però, quello di trasformare le affermazioni di principio in realtà: non è affatto semplice indicare una soluzione o trovare un rimedio diverso dalla denuncia di tali violenze.

Commento


Penso che il primo passo da compiere sia quello di denunciare gli abusi e i maltrattamenti dei quali si venga in qualunque modo a conoscenza. Chi sa non può tacere. Troppo spesso si pensa e si dice che i panni sporchi vadano lavati in famiglia. Questo significa concorrere in un crimine efferato ed è inaccettabile. Considerazioni del tutto analoghe valgono in tutti i casi di violenza sulle donne.

Commento


Fortunatamente,esistono tantissime associazioni che si occupano di questo grave problema.Dall'Unicef a Telefono Azzurro,fino a La Caramella Buona,tutte queste organizzazioni si pongono come scopo la tutela dei minori. Purtroppo si sa che la maggior parte degli ignobili crimini di cui sono vittime i bambini si consumano tra le mura domestiche,nell'ambiente famigliare. La mia proposta è quella di promuovere un progetto di informazione nelle scuole:rivolto sia ad insegnanti e genitori che ai bimbi stessi.Inoltre,istituirei in ogni ordine e grado di scuola un punto d'ascolto con psicologi e pedagogisti specializzati.A tale servizio potrebbero accedere sia i bambini,che i genitori e gli insegnanti.

Commento


Cara Claudia dici bene ma ti sei chiesta come mai molte persone che subiscono violenza preferiscono poi tacere? La verità(parlo x esperienza vissuta)è che chi subisce viene ulteriormente violentata e violentata......7 lunghi anni x un processo in cui aspettavamo giustizia(mia figlia all'età di 10 anni è stata vittima di abusi da parte dello zio)durante il quale ha dovuto subire di tutto e di più.Io chiedo che venga cambiato il sistema e la smettano di parlare sempre e solo di diritti dell'accusato! Vogliamo una legge che tuteli DAVVERO i minori e le donne che subiscono violenze!Su questo dobbiamo tutti lavorare- Grazie

Commento


Muoversi bene verso l’infanzia, in questo ginepraio in cui ci spinge la modernità, è molto difficile. Spesso gli adulti non sono ancora maturi, quando hanno i figli e, magari hanno subito delle sofferenze nella prima parte della loro vita. Alcuni reagiscono cercando in ogni modo di non far patire nulla ai loro figli. Altri invece hanno una violenza interiore, che li spinge a spronare i bambini alla resistenza, forse alla ribellione, a quella che loro stessi non hanno praticato al momento dei soprusi. Prima di fare famiglia e figli si dovrebbe essere sicuri di aver superato i propri conflitti interiori. La proposta sarebbe quella di controllare ogni singola famiglia prima del matrimonio e, se si scoprono delle anomalie, subito cercare di aiutare a comprenderle e superarle. Senza indugi. Per coloro che sfruttano i bambini, sia per denaro, che per sesso, dovrebbero essere messi in condizione di non nuocere, con qualsiasi mezzo e andrebbero controllati, tramite i Servizi Sociali, con supporti psicologici e, in casi estremi, isolati. Il discorso sarebbe lunghissimo e in questa sede anche un po’ scabroso. Ci sono anche altri tipi di sfruttamento, materiale e psicologico. Per esempio: gli zingari, che avviano all’accattonaggio o alla prostituzione bambini e bambine. Anche per loro consiglierei un intervento drastico- toglierei loro i bambini stessi. Dio voglia aiutare queste persone! @ Ai Ling, mi dispiace che tu abbia avuto una infanzia così problematica. Le nostre vite si assomigliano un poco. Tu hai avuto la rivoluzione culturale e il papà seguace del Maoismo. Tutti avete subito quella dittatura. Io ho avuto una famiglia “normale”, ma i miei genitori non andavano d’accordo e i litigi fra loro, hanno molto influito su di me. Poi le grandi delusioni fra il voler sviluppare i miei talenti, avendoli scoperti e volendo verificare se erano importanti o no. Un episodio della mia adolescenza riguarda il mondo della scuola- Avevo un’insegnante in terza e quarta elementare, che tutti i giovedì mi conduceva con sé al mercato perché portassi le sue borse fino a casa sua. Mia madre, vedendomi rientrare tardi da scuola, mi sgridava e io non riuscivo a dirle la vera ragione di quel comportamento. Poi si accorse che ciò avveniva sempre di giovedì e riuscì a farmi parlare. Non potendosi recare a scuola, per mancanza di tempo, mi suggerì di inventare una scusa. Io ero molto a disagio e non sapevo mentire. La maestra mangiò la foglia e, da quel momento, mi fece oggetto di scherni e ingiustizie sul profitto scolastico, col risultato che io poi non studiai più, mentre prima ero abbastanza brava. Questo episodio marchiò la mia vita, come tante altre cose, ma, in effetti la responsabilità,in primis non era mia, semmai proprio della maestra e, anche di mia madre che avrebbe dovuto trovare il tempo di difendermi. ( Ma, obbiettivamente aveva le sue ragioni, troppo lunghe e private da raccontare in questa sede).Non sono certa però che avrebbe sortito alcun effetto, dato che la maestra si era permessa di comportarsi così e l’anno lo avrei perso ugualmente. Comunque da adulta ho cercato di fare pulizia di tutti gli episodi negativi occorsimi e, trovando il coraggio delle mie azioni, fare valere i miei diritti. Quanto sopra per significare che, se un avvenimento come questo non gravissimo, ma abbastanza significativo, ha significato delle difficoltà di comportamento in me bambina di nove anni, cosa accade per cose ben più importanti come: sfruttamento, violenze, stupri o prostituzione ecc. …? Per aiutare gli adulti che hanno subito tali violazioni, e covano dentro di loro la stessa violenza, non espressa al momento dei fatti, bisogna farglieli accettare, come eventi compiuti da persone che hanno qualcosa che non va. Mettendoli di fronte a quello che possono diventare, potrebbero capire, e non voler creare altri infelici come loro. Ma non è la sola cosa che si potrebbe fare e i campi in cui avvengono queste cose sono talmente vasti che, la professoressa lo sa, non è possibile esaurirli in questa sede. Comunque pietà e comprensione per chi ha subito, ma voglia di aiuto per chi è malato, invece nessuna pietà per coloro che sfruttano per i soldi, anche se le loro motivazioni potrebbero essere una scusante, ma fare del male ai bambini per denaro è una ignominia troppo grave! Mi dispiace, mi è scappato un giudizio! Prego e cerco di augurare che certe cose non accadano più, ma è veramente difficile superare l’impotenza davanti a certi fatti. Anch’io sono umana! Comunque BUONA VITA A TUTTI! Maria Giovanna 11/11/2008