La lotta al turismo sessuale, una battaglia persa?
Con le vacanze estive ogni anno diventa attuale il problema del turismo sessuale, un crimine contro cui non esistono leggi e norme ben definite, infatti, lì dove è chiaramente punito quando coinvolge minori, no lo è altrettanto in casi di sfruttamento sessuale di adulti.
Negli ultimi anni molti governi hanno deciso di inasprire le norme contro le organizzazioni del turismo sessuale, ma se da un lato questo ha dato modo di punire esemplarmente i colpevoli, dall'altro ha fatto sì che il fenomeno diventasse sempre più sotterraneo e individuale, e se nei paesi asiatici cresce la sensibilità al tema, in Sud America il fenomeno non sembra diminuire affatto.
La tendenza che sta prendendo piede fra i turisti del sesso è quella del "fai da te", ovvero, organizzarsi individualmente attraverso forum, mail, contatti telefonici, in modo da arrivare nel paese di destinazione e incontrare un mediatore o la stessa persona che si prostituisce. L'uso di Internet rende dunque più difficile i controlli perché quando la polizia arriva, il sito è già "altrove".
L'altro grande problema è che organizzare viaggi per turismo sessuale non è un reato. In Italia, ad esempio, il codice penale prevede, dal 1998, pene solo per chi organizza viaggi finalizzati alla "fruizione" della prostituzione minorile, punibile con la reclusione fino a dodici anni, ma nel caso di turismo sessuale con individui adulti, diventa quasi impossibile prevenirlo o punirlo.
Alcuni numeri. Il 10% dei turisti che vanno all'estero sceglie la meta a seconda della “offerta sessuale”, gli italiani sono in testa a questa classifica e nella maggior parte dei casi cercano esperienze con minori fra i 13 e i 18 anni.
Questo fenomeno coinvolge in particolare i seguenti paesi: Bangladesh, Laos, Cambogia, Vietnam, Tailandia, Sri Lanka, Taiwan, India, Brasile, Colombia, Filippine, Repubblica Dominicana, Ucraina, Bulgaria e molti paesi africani. Il turismo sessuale femminile, invece, si rivolge maggiormente in Kenya, Gambia, Senegal, Cuba, Brasile, e in Colombia.
Il turista sessuale non ha l'aspetto di un maniaco, nella maggior parte dei casi è un maschio fra i 20 e i 40 anni perfettamente integrato nella società e il più delle volte sposato.
Importante sarebbe la collaborazione tra Stati, ma se in Paesi come Filippine, Thailandia, India la sensibilità è aumentata; in Sud America invece le leggi non sono ancora adeguate, il turismo sessuale porta infatti molti introiti e fa comodo ai paesi che lo "subiscono".
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