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In Siria si continua a morire mentre il mondo osserva

SiriaIl 25 maggio, un attacco al villaggio di Houla, in Siria, ha causato la morte di 108 persone: 49 bambini e 34 donne. Dai rapporti risulterebbe che queste persone siano state letteralmente giustiziate, in quanto colpite a distanza ravvicinata.


Un'azione di atrocità estrema, che purtroppo non è la prima, in Siria, da quando sono iniziate le proteste contro il governo, il conto delle vittime civili va ben oltre 10.000 e questi sono solo dati ufficiali. A fornire questi numeri è stato l'osservatorio siriano sui diritti umani, «Da marzo 2011 sono state uccise 14.476 persone, tra queste 10.117 civili, 3.552 soldati e 807 disertori», ha dichiarato il  direttore dell'ong con sede a Londra, Rami Abdel Rahman.

I tentativi dell'Onu di proteggere i civili siriani sono falliti soprattutto perché all'interno del consiglio di sicurezza ci sono forti tensioni a causa della posizione della Russia che continua a fornire armi al governo siriano. I rapporti delle Ong, di Amnesty, delle Nazioni Unite convergono tutti sull'estrema violenza di questo conflitto civile e per la prima volta, in questi giorni, in seguito alla pubblicazione del rapporto dell'Onu sui bambini e i conflitti armati, si è parlato di bimbi soldato, reclutati e usati letteralmente come scudi umani.

La comunità internazionale è però ancora spaccata e incerta sul da farsi proprio a causa della posizione Russa. La Francia ha chiesto l'applicazione del capitolo 7° della Carta delle Nazioni Unite, ovvero l'intervento armato delle forze delle Nazioni Unite, mentre il nostro paese ha dato il via libera al decreto legge sulla partecipazione dell'Italia alla missione degli osservatori Onu in Siria.

Intanto in Siria si continua a morire, come riporta Donatella Rovera di Amnesty international: "Ovunque sia andata, ho incontrato persone stravolte che chiedevano perché il mondo stesse a guardare e non facesse nulla. Questa mancanza d'azione da parte della comunità internazionale non fa che incoraggiare ulteriori violazioni.  Poiché la situazione continua a peggiorare e il computo delle vittime civili sale di giorno in giorno, la comunità internazionale deve agire per porre fine alla spirale di violenza."

Per saperne di più:
Il rapporto di Amnesty

Il rapporto dell'Onu

Le testimonianze raccolte da Medici Senza Frontiere

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