Riceviamo da Isi Ademi, giovane albanese-toscano, e volentieri pubblichiamo.
Dal 15 dicembre, i cittadini albanesi che vogliono muoversi per turismo all’interno dei paesi Schengen, lo possono fare senza avere bisogno del visto di ingresso. Questa notizia potrebbe sembrare una banalità per un lettore italiano, ma significa moltissimo per noi albanesi.
Dopo quaranta anni di regime totalitario, quando le frontiere erano ermeticamente chiuse, gli albanesi hanno vissuto altri venti anni di umiliazioni e file tra consolati e uffici per poter andare all’estero. Ci sono stati molte ondate di esodi migratori dall’Albania verso l’Italia, ma anche altri paesi. Tant’è che oggi vivono regolarmente al di fuori dei confini albanesi oltre 1,5 milione di cittadini.
La notizia della liberalizzazione dei visti ha scatenato in molti ambienti, il timore di un possibile e potenziale nuova “invasione” albanese dell’Italia. Questo è dovuto anche alla forte pressione mediatica che negli ultimi decenni ha accompagnato l’aggettivo albanese. Per esempio, si pensa che l’Albania sia popolato da una decina di milioni di persone, senza rendersene conto che il paese ne conta a malapena 2,5 milioni.
Durante questi anni il mio paese è cambiato, e ne potrebbero parlare per esempio gli oltre 6 mila italiani, la più numerosa comunità di migranti, che vivono e lavorano nel paese delle aquile, La liberalizzazione dei visti, riguarda solamente i motivi turistici, e per l’Europa non ci possono essere che benefici. Inoltre ci sono delle regole di ingresso che prevedono il possedimento di garanzie da parte di chi vuole uscire per turismo.
Gli albanesi per esempio hanno speso in turismo nel 2008, nei pochissimi paesi (Turchia, Montenegro, Malesia ecc.) che li facevano entrare senza visti, oltre 490 milioni di euro. In Italia ci sono quasi mezzo milione di cittadini albanesi residenti, che in questi anni hanno fatto pratiche di ricongiungimenti familiari, a volte estenuanti, solo per poter avere in visita i propri genitori e parenti.
Moltissimi non lo faranno più, perché il permesso di soggiorno lo utilizzavano prevalentemente come un visto di lunga durata e non per vivere in Italia. Moltissimi albanesi tornavano ogni anno a fare le vacanze in patria, proprio perché altrimenti era quasi impossibile incontrare parenti e famigliari in Italia. Con la liberalizzazione dei visti, gli albanesi che vivono in Italia forse spenderanno le loro ferie qui, con tanto di beneficio dell’economia italiana.
Se guardiamo i dati dei visti rilasciati in questi anni da parte dei 3 consolati italiani in Albania, scopriremo che in effetti moltissimi albanesi in Italia ci sono già stati almeno una volta, e quindi non c’è più la forza attrattiva che esisteva nel Novanta. Da molti anni ormai gli albanesi per esempio non guardano più la tv italiana, ma si sono fatti una loro piattaforma digitale e comprano direttamente format tv nel mercato globale.
Ad oggi hanno sono solamente qualche centinaia gli albanesi che hanno oltrepassato le frontiere senza visti. Insomma l’Albania, nel bene e nel male, si è avvicinata all’Europa, forse anche molto di più di quanto l’Europa lo percepisca. E forse, paradossalmente, chi ci rimetterà più di tutti sarà proprio l’economia albanese che vedrà un flusso di euro spesi fuori dai propri confini.
Foto di quinn.anya