"Mi scusi, per via della Felicità?
- “Svolti all’incrocio e percorra fino in fondo viale della Giustizia!"
Utilizzando questa metafora stradale si potrebbe pensare che, ispirandosi al comune senso del giusto, si possa raggiungere la felicità.
Forse la giustizia non basta, per la felicità. Però senz’altro si può migliorare la qualità della vita.
Il comune senso del giusto è indispensabile per il dialogo e quindi per la pacifica convivenza tra le persone tra culture diverse.
Dovrebbe limitare la tendenza alla prevaricazione sul prossimo perché, in uno scambio tra due o più controparti, se tutti ottengono quanto è giusto che spetti loro, perché cercare di avere di più?
Voi cosa ne pensate? Ci può essere felicità anche senza giustizia?
Francesco Profice
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No, non ci può essere felicità senza giustizia! Chi è toccato dall’ingiustizia non può, non riesce a essere felice. E, finché ci sarà prevaricazione, come dice bene Francesco, non ci può essere giustizia. Quest’ultima non è un’opinione, ma un diritto dell’uomo. Purtroppo lo stesso, l’uomo intendo, è disposto a commettere ingiustizie e prevaricazioni per il proprio tornaconto. Se questo potrebbe essere giustificabile, ma non lo è, per la sopravvivenza, non lo è per niente per la cupidigia, il superfluo e così via. Giusto sarebbe avere il necessario per vivere decentemente, con dignità e anche, perché no, qualche cosa che possa rendere più felici. Altra cosa è avere di più, a scapito degli altri. La vera giustizia comunque la facciamo noi con noi stessi, quando riusciamo a vedere il bicchiere mezzo pieno e non l’altra parte vuota. Quando apprezziamo quello che abbiamo di più importante, come: la salute, la gioia di vivere, di guardare uno splendido panorama, di udire una musica, qualunque siano i nostri gusti, di cercare appunto la felicità in cose che ce la diano veramente e non negli oggetti effimeri. Infine ma, dovrebbe essere in principio, di saper amare e accettare l’amore di chi ce lo offre, senza conti da pagare. In questi giorni ricorre l’anniversario della morte di Fava, il giornalista Catanese ucciso dalla Mafia, da lui combattuta e illustrata nei suoi articoli. Un Siciliano, che fa onore alla sua Terra e ci fa capire quanto sia ingiusto ritenere tutti i Siciliani Mafiosi. Molti di loro hanno sacrificato la vita per giungere alla verità, per cercare di portare giustizia in quella terra, ma anche in tutta l’Italia. Questa piaga che inghiotte tutto, fondata sull’ignoranza e la fame di alcuni e la voglia di potere che si dirama in ogni direzione. Questo è un cancro difficile da estirpare, ma finché ci saranno persone, come Fava, Falcone, Borsellino, Rosario Livatino, Peppino Impastato, il Generale Dalla Chiesa e tanti altri, anche imprenditori che non hanno riconosciuto il pizzo, una speranza di sconfiggerla c’è. La speranza va accompagnata dall’interesse che si dovrebbe avere nelle sorti della Nazione e non solo nelle proprie individuali necessità, votando bene, quando corre l’obbligo e quindi, cercando di non far salire al potere i collusi dei mafiosi. Comunque gli esecutori materiali dell’assassinio di Fava, sono stati condannati, in tutte tre le cassazioni, per i mandanti ci ha pensato una giustizia più alta, che li ha tolti di mezzo, ma gli eredi…. Ritornando al pensiero iniziale, l’eccesso non serve per essere felici, bensì per il contrario. Essere mafiosi, appunto, conduce all’inganno alla prevaricazione all’esercizio più bieco dell’ingiustizia. Questo non può rendere felici, incoscienti sì, ma felici?... BUONA GIUSTIZIA E BUONA VITA! Maria Giovanna 15/1/2009
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La felicità è indivuale e momentanea, dipende tutto da cosa si coglie dalla vita, se si sanno assaporare vi sono mille piccole cose che danno molta felicità. Per mia esperienza la non giustizia deriva spesso dall'ignoranza, torno al discorso del mio secondogenito( affetto da ritardo mentale) , le persone che non sanno accoglierlo a prima vista si può dire che siano ingiuste nei suoi confronti e in quelli della nostra famiglia, In realtà spesso mi rendo conto che ignorano e hanno paura. Io penso spesso che bisogna ispirare le nuove generazioni, insegnar loro , e torniamo nuovamente al discorso della famiglia e della scuola, le quali a mio avviso devono insegnare ai ragazzi a conoscere le proprie emozioni, a ragionarci sopra, a stare in contatto con ciò che fa paura , toccare con la mano, con la mente e con il cuore. Conoscere allontana la paura. Enrica
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Mi permetto di scrivere di nuovo su questo Post per sollecitare i lettori a una partecipazione più attiva, com’era all’inizio. Gli argomenti trattati, forse, sono troppo personalizzati. Ciò avviene solo perché un certo spirito di amicizia ha legato alcuni di noi. Ci siamo parlati come se fosse una: C’è posta per te! Questo non vuol dire che le cose che abbiamo scritto non siano d’interesse sociale e comune a tutti. Perciò, invito le persone che vogliono avere un approccio personale a mettere in contatto chi vuole farlo, in sede privata e qui, sul blog a esprimere le proprie opinioni fruibili da tutti. OK? E speriamo che i contatti ripartano come ai primi tempi. A giorni, parte la gestione OBAMA, sarà un piatto succulento. Speriamo in positivo. La Guerra infinita tra Israeliani e Palestinesi non è da meno dei genocidi in Ruanda e in altre parti del Mondo Africano che sta vivendo il suo Medioevo …. BUONA PARTECIPAZIONE E BUONA VITA! Maria Giovanna
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Molto interessante!
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Credo che la giustizia non è la via per la felicità....Sicuramente aiuta ad esserlo, ma per chi ha perso una persona cara, un pezzo di cuore e vita, la condanna di chi ha dato tanto male può sollevare, ma non rendere felici...e forse potrebbe confermarcelo o meno qualche amico a cui è accaduto...Forse la felicità, la speranza di un futuro migliore e l'orgoglio nella giustizia quando essa fa il suo corso appartiene a quelli che il reato non lo hanno subito personalmemte. Credo invece, come Maria Giovanna, che la felicità ce la costruiamo noi accontentandoci di molto poco, di aprire gli occhi al mattino, di guardare il cielo sdraiati su un tappeto di fiori di campo, di giocare con un cane o un uccello...Può sembrare patetico in una vita frenetica, dove tutto corre e dove sopravvive chi ha le unghia, ma se davvero tutti ci fermassimo a pensare in modo profondo credo che capiremmo davvero quanto è semplice essere felici. Pippobaudo da dove ci scrivi?Hai lasciato solo 2 parole di commento, cosa ne pensi davvero? Ciao a tutti! SIAMO IL FUTURO DI DOMANIIII! E, come disse Gandhi,SII TU IL CAMBIAMENTO CHE VUOI VEDERE AVVENIRE NEL MONDO!
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Sono entrata nel blog di Francesco , ho letto il commento di Lucia che saluto con affetto ( appena posso ti scrivo !), e mi associo a lei nel chiedere a Pippobaudo da dove scrive e di esprimere il suo pensiero . Carissimi la felicità è qualunque cosa ci faccia sentire bene e in pace con noi stessi .. qualunque cosa , il mare , il vento , il sorriso di un bambino ; la felicità è stringere BuBu l'orsetto preferito di mio figlio , che mi ha lasciato per farmi compagnia , ieri sul mio letto , visto che i dolori mi hanno impedito di alzarmi per quasi tutto il giorno ! La felicità è anche soffrire e combattere per qualcosa in cui si crede tanto da accettarre la sofferenza stessa. Con affetto a tutti voi . A presto. Lucia 17-01-09 h 9.30
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"Giustizia e Felicità sono due concetti difficili da accostare: il primo è (o almeno dovrebbe esserlo) assoluto, generale; il secondo, invece, relativo, particolare. Si trovano su due piani diversi ed è improbabile che possano essere collegati in modo così stretto. Spesso la giustizia è coercitiva, obbliga, limita e per questo motivo qualcuno sarà inevitabilmente infelice. Non è affatto detto che in un mondo giusto in assoluto ci sia felicità per tutti. La società ha bisogno di regole per poter sopravvivere e la felicità del singolo passa in secondo piano rispetto a questa necessità. Anche quella che chi crede chiamia Giustizia Divina a volte può risultare "ingiusta" a qualcuno, ma essa, presumibilmente, si rivolge ad un bene superiore che non necessariamente è legato alla felicità del singolo. In sintesi: ci può essere felicità senza giustizia e giustizia senza felicità; ma se si può vive in un mondo giusto è molto probabile che si possa anche essere felici. Questa è la mia opinione. Voi che ne pensate?"
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GIUSTIZIA E FELICITA' sono due pilastri su cui ogni cittadino vorrebbe poggiarsi. Chi non sogna in mondo in cui la giustizia trionfi... non ci siano discriminazioni... e tutti saremmo davvero FELICI. Sembrerebbe un'utopia ma, se smettessimo di sognare credo che insieme alla giustizia e alla felicità non ci sarebbe nemmeno più la voglia di sognare.
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il mio commento è che in effetti non cè felicità senza giustizia. Chi è in carcere innocente...credete che sia felice? NO assolutamente. Chi ha perduto un parente o un amico per mano di un delinquente, e poi, se lo vede girare per la strada, scarcerato con largo anticipo, credete che sia felice? la risposta, mia, a queste domande è e sarà sempre NO, senza qualsiasi tipo di giustizia NON SI PUO' ESSERE FELICITA'
sono d'accordissimo e
sono d'accordissimo e soprattutto non ci sarà pace senza giustizia