Nucleare? È pulito e inesauribile, come il sole


Facciamola finita con il petrolio, con il carbone e con tutti i combustibili che producono troppi gas serra, buttiamoli fuori dal mercato, facciamo spazio all'energia pulita e lasciamo che i diversi modi per produrla competano tra di loro per trovare il mix più conveniente e meno inquinante. Anche il nucleare? Ma certo, fa parte del gioco quanto il solare, l'eolico e tutto il resto. E la tecnologia riuscirà a renderlo sicuro e inesauribile.
Parole di James Hansen, uno dei più importanti climatologi al mondo, una vera autorità mondiale in tema di cambiamenti climatici. Nel 1988, la sua audizione di fronte al Congresso americano ha fatto storia: per la prima volta mostrò le previsioni del riscaldamento globale causato da gas serra.

“Da allora la scienza ha fatto molti passi in avanti – spiega Hansen – oggi abbiamo evidenze molto marcate su effetti che sono già in corso, come alluvioni, siccità e scioglimento dei ghiacci. Ma mentre noi scienziati siamo in grado di fare previsioni più dettagliate, le persone non hanno una consapevolezza adeguata della gravità e della realtà di questi fenomeni”. Forse è anche per questo che Hansen ha deciso di parlare una lingua più semplice e di pubblicare un libro, Tempeste. Il clima che lasciamo in eredità ai nostri nipoti, l'urgenza di agire (Edizioni Ambiente), che ha presentato in una serie di incontri, tra cui Più Libri Più Liberi, la fiera della piccola e media editoria, dove lo abbiamo incontrato.

In verità Hansen non si limita ai laboratori della Nasa e a scrivere libri. Recentemente, ad esempio, si è fatto arrestare durante una manifestazione di protesta contro la realizzazione di una nuova centrale a carbone negli Usa. Ha un'idea molto semplice e una soluzione chiara: “Bisogna mettere una tassa sulle emissioni, sulla produzione e sull'utilizzo di energia che viene da fonti fossili e che sappiamo essere inquinante. Il ricavato dovrebbe andare interamente alle persone in modo da finanziare un utilizzo diffuso di energia pulita”. La carbon tax è una soluzione che è stata messa da parte per un po' di tempo, ma adesso sembra che alla Conferenza di Cancùn se ne parli di nuovo. La soluzione è a portata di mano, dice Hansen, anche se il Congresso americano non è oggi nelle condizioni di compiere una svolta decisa verso le energie pulite. “Ma il mondo – sottolinea lo scienziato – potrebbe non avere bisogno degli Stati Uniti per far scendere il prezzo dell'energia pulita e rendere petrolio e carbone meno convenienti di quanto non siano ora. Per fare tutto questo potrebbe bastare l'iniziativa concreta di Cina e Unione europea”.

“Noi ce la prendiamo molto con i cinesi e con le loro emissioni di gas serra – continua Hansen – ma non pensiamo che le industrie che inquinano in Cina, esportano in Europa e negli Stati Uniti prodotti che vengono venduti e consumati a prezzi molto bassi nei mercati occidentali”. Non a caso parla di Pechino, ci è appena stato e ha visto una realtà non solo consapevole ma anche molto dinamica: “Mi pare che il loro approccio sia molto razionale, conoscono bene quali messaggi arrivano dalla scienza e non li negano, al contrario, cercano di capire quale scenario emergerà nel prossimo futuro per farsi trovare pronti. In Cina sanno che possono fare molto bene dal punto di vista economico. Oggi sono tra i produttori più avanzati al mondo di pannelli solari, turbine eoliche e impianti per energia nucleare. Potrebbero giocare un ruolo importante nel far scendere il prezzo dell'energia pulita e delle tecnologie che servono a produrla”.

Il nucleare non fa eccezione, anzi è parte integrante della soluzione. “Abbiamo bisogno di un mix di scelte, la più importante è l'efficienza energetica, ma abbiamo bisogno anche del nucleare, insieme al solare, l'eolico e tutte le altre fonti di energia pulita che conosciamo. Si tratta semplicemente di rendere l'energia prodotta da petrolio e carbone poco conveniente, dopodiché non dobbiamo far altro che lasciare che le soluzioni alternative possano competere tra di loro”. Ma il nucleare agita spettri terribili, la sicurezza prima di tutto, e poi perché mai dovremmo svincolarci da una fonte esauribile come il petrolio per affidarci a un'altra fonte esauribile come l'uranio?
“L'uranio è inesauribile almeno quanto la luce del sole, possiamo averne per 7 miliardi di anni” risponde Hansen. “Gli attuali reattori nucleari producono circa l'1% dell'energia che può essere generata dall'uranio. Reattori di generazione successiva saranno più efficienti e inoltre ci sono tecnologie giapponesi che riescono ad estrarre uranio dall'acqua dell'oceano, al momento si tratta di un procedimento molto costoso, ma man mano che la ricerca andrà avanti riuscirà ad essere competitivo sul mercato e quindi l'uranio sarà una specie di carburante inesauribile per la produzione di energia”.

Immagine da Wikimedia Commons