Nucleare, una scelta senza futuro

L'allarme per la sicurezza nella centrale nucleare di Fukushima non si placa, anzi cresce sempre di più. E mentre seguiamo col fiato sospeso i tentativi di raffreddare i reattori giapponesi, divampa la discussione sull'energia nucleare che sarà al centro del prossimo referendum in Italia. Per Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto Club, il referendum ha il merito di aprire la discussione su una scelta che si è fatta senza nessun coinvolgimento dell'opinione pubblica e del Parlamento.

Non c'è solo la sicurezza nei ragionamenti di Silvestrini: “In Italia non si farà mai, è tutto uno spreco, meglio sarebbe dedicare tempo e risorse alla capacità di governare anche da noi l'onda verde che prende sempre più piede in tutto il mondo”. I motivi? Innanzitutto è molto costoso, non porterà diminuzioni in bolletta, come negli Usa dove le nuove centrali, anche con incentivi di denaro pubblico dell'amministrazione Bush, non hanno ancora visto la luce.