Pod car: ecologica, economica e senza autista


Sono cinquant'anni che ci provano, ma ora forse è finalmente giunto il momento delle pod car, un esempio di quello che in gergo viene chiamato PRT (personal rapid transit system) e che potrebbe finalmente arrivare a rivoluzionare la mobilità in molti dei luoghi della nostra vita quotidiana. L'idea di sostituire i tradizionali autobus o taxi con veicoli piccoli, leggeri ma veloci, soprattutto, alimentati con energia pulita è un tema conosciuto da diversi anni; ad esempio Larry Page, uno dei soci fondatori di Google, nel suo discorso di laurea all'Università del Michigan, ha ricordato che quando era studente progettava un simile sistema di trasporto interno al campus universitario per eliminare i vecchi bus.
Oggi, quelli che erano progetti di una volta iniziano a vedere la luce di realizzazioni concrete, tanto da garantirsi l'attenzione del prestigioso New York Times  che dedica una pagina dei suoi blog alle pod car.

A vederle sembrano macchinine piovute direttamente da un film di fantascienza, hanno molto  del rivoluzionario, se non proprio del futuristico, ma in realtà rappresentano la sintesi di ricerche che rispondono alle esigenze più importanti in tema di mobilità. Immaginatevi la scena: dovete muovervi da un punto a un altro, vi avvicinate alla pod car che vi aspetta alla fermata e vi mettete comodi; oppure, se la pod car non è alla fermata dove vi recate, non dovete far altro che utilizzare il pannello di controllo della fermata e una pod car verrà a prendervi proprio lì dove voi la state aspettando; entrate, indicate la vostra destinazione nell'apposito dispositivo e la pod car vi porterà a destinazione senza fermate intermedie percorrendo la via più rapida senza imbattersi in altri veicoli lungo il tragitto. Niente traffico, niente inquinamento, niente perdita di tempo.
Le pod car, infatti sono veicoli a propulsione elettrica, viaggiano su corsie dedicate che possono sovrapporsi, ad esempio, alle nostre corsie preferenziali, sulle quali la vettura appoggia piccole ruote di gomma; in sostanza assomigliano molto alle automobiline che si utilizzano nei campi da golf, solo che non hanno bisogno del volante perché il sistema di guida è affidato al controllo di un computer.

Il vero valore aggiunto delle pod car, che fa pensare a questi veicoli come all'ideale su cui puntare in ambienti relativamente ristretti dentro i quali trasportare gruppi di persone (centri commerciali o aeroporti, centri cittadini o parchi turistici) sta nel fatto che le emissioni inquinanti sono drasticamente ridotte e in costi molto minori rispetto ai tradizionali bus e minibus che vengono oggi utilizzati per questo tipo di servizi.

Molte amministrazioni locali stanno dedicando attenzione alle pod car e alcuni progetti sono già in cantiere; tra questi il più importante è quello che prevede di collegare  il Terminal 5 dell'aeroporto londinese di Heathrow con i parcheggi, un progetto che prevede l'utilizzo di 21 pod car per un'utenza stimata di circa mille persone al giorno per un risparmio del quaranta per cento rispetto all'attuale utilizzo di bus tradizionali, e l'idea della BAA Ltd, che gestisce i servizi dell'aeroporto londinese, è di arrivare a collegare anche gli alberghi dei dintorni.
Un nuovo tassello si aggiunge alle soluzioni possibili per abbattere le emissioni inquinanti e utilizzare veicoli meno costosi, ma forse nessuno si è posto una domanda importante: voi sareste disposti a salire su un veicolo senza conducente?

L'immagine è tratta dal sito dellaULTra PRT, la realizza che costruisce i veicoli per il progetto di Heathrow