A Porto Torres, marea nera all'italiana

È probabilmente il peggiore disastro ambientale che la Sardegna ricordi. Abbiamo accennato alla notizia su Facebook, ma vale la pena fare qualche approfondimento su un episodio che può portare conseguenze davvero importanti in una delle zone più belle d'Italia, dove l'ecosistema e il paesaggio non solo solamente beni da conservare e proteggere per rispetto all'ambiente ma sono anche la base fondamentale di una delle principali risorse economiche di un'isola che da sempre, naturalmente, punta molto sul turismo.

È successo tutto martedì 11 gennaio 2011. La scrittrice Michela Murgia dal suo blog sintetizza l'episodio  in cui una “una nave petroliera, a causa di una perdita nel tubo interrato che serve allo scarico, ha riversato nel mare un numero imprecisato di litri di Orimulsion, schifezza oleosa a base di bitume che la E.On sta probabilmente usando come combustibile nella vicina centrale di Fiume Santo”. La centrale in questione, spiega ancora la scrittrice sarda, contiene due gruppi a olio combustibile, due gruppi a carbone e due gruppi a turbogas per un totale di 912 MW di potenza.

Un impianto del genere dovrebbe avere misure di sicurezza in grado di scongiurare perdite simili. Ma qualcosa deve essere andato storto e in mare si è riversata una quantità imprecisata di Orimulsion che, a seconda delle stime, si aggira tra i 10mila e gli oltre 30 mila litri. Più di centoquaranta persone al lavoro, cinque autospurghi e tre autobotti che lavorano a ciclo continuo 24 ore su 24, in Sardegna ce l'hanno messa tutta per cercare di limitare i danni e di ripulire le spiagge.

A una settimana dell'evento, il materiale finito sulle spiagge è stato tutto recuperato e il disastro ambientale è stato scongiurato, ha detto il comandante della capitaneria di porto di Porto Torres Giovanni Stella. Poiché infatti non sembrerebbero esserci tracce oleose nell'acqua, le fonti ufficiali parlano di danno ambientale ma di disastro scongiurato.
I cittadini e la comunità locale, però, non sono soddisfatti di queste spiegazioni e rimangono indignati per i chilometri di costa violentati dalla marea nera. Intanto la Procura di Sassari ha aperto un'inchiesta con l'ipotesi di reato di danno ambientale e in Parlamento è stata avanzata una interrogazione al Ministro Prestigiacomo per cercare di capire le responsabilità.

“Sembra – si legge nelle parole rivolte al Ministro da parte dei parlamentari onorevoli Melis, Fadda, Marroccu, Parisi, Pes, Schirru e Soro del Pd – che le operazioni di scarico non fossero sorvegliate in maniera adeguata da parte dei dipendenti dell'E.On e che l’impianto di scarico situato in banchina non sia stato costruito totalmente a vista ma parzialmente interrato, né sia dotato delle opportune barriere protettive che avrebbero limitato le conseguenze della fuga di olio”.

Foto di USFWS


Mar, 18/01/2011 - 17:18 | Scritto da: redazione | | Link permanente | Tags: