Guarda la gallery - Alcune delle vignette nel libro
“Un tempo c’era la gogna in piazza, oggi c’è il rimosso carcerario”. Susanna Marietti riassume così la realtà di un universo, quello del carcere, sempre più lontano dai nostri occhi, un luogo che soprattutto negli ultimi dieci anni è stato utilizzato per rendere più remoto e inavvicinabile quello che non si vuole vedere, i problemi della collettività che non si vogliono risolvere con strumenti sociali. Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone, una ONG nata nel 1991 per garantire i diritti del detenuto, ha curato insieme al presidente dell’associazione Patrizio Gonnella un volume dal titolo eloquente: Il carcere spiegato ai ragazzi (Manifestolibri, 140 pagg.). “Parlare ai più giovani di un tema che attraverso i media è molto trascurato è decisivo” racconta. “Ci vuole tempo, ma è necessario spiegare ai ragazzi che i diritti umani sono inviolabili, indivisibili, indifferibili, incomprimibili e che appartengono anche a chi è provvisoriamente privato della libertà”. Affermazioni che potrebbero perfino sembrare scontate, se non fosse che si scontrano con una quotidiana ignoranza nei confronti dei principi base della nostra costituzione e del nostro sistema penitenziario. A partire da quello della pena come rieducazione, e non come punizione. Principio che invece viene messo in discussione molto spesso. “Esiste un circolo vizioso che riguarda i media e le forze politiche. Alimentano a vicenda cattiva informazione. Molte delle campagne targate “law and order” sono state il frutto condiviso di agenzie della comunicazione e di uomini politici. Le une attente allo share, gli altri al consenso”. Il libro, che è un manuale che spiega in ogni capitolo i diversi passi della vita carceraria, dall’ingresso in carcere alle attività interne, dai divieti al gergo, dalle difficoltà più comuni alla situazione degli stranieri detenuti, è corredato da 21 tavole originali disegnate dai più grandi vignettisti italiani, che hanno tratteggiato con stile personale le situazioni più grottesche della vita in cella. Rendendo più semplice l’approccio con i ragazzi: “Abbiamo presentato il libro nelle scuole, e alcuni insegnanti hanno perfino deciso di adottarlo come libro di testo. Per quanto riguarda i ragazzi, va detto che riproducono le stesse divisioni che ci sono tra gli adulti: ci sono quelli disponibili ad ascoltare e quelli che invece si chiudono nelle loro granitiche certezze. Il lavoro di erosione di queste ultime è molto complicato. Ma non impossibile”. Negli ultimi vent’anni la popolazione carceraria è raddoppiata. . "L’Italia" - spiega Marietti - "è oggi il paese con le prigioni più sovraffollate d’Europa. Per ogni 100 posti letto vi sono 157 detenuti. Siamo messi peggio anche rispetto alla Turchia o alla Grecia. Il trend dei tassi di carcerazione non ha colpito tutti i paesi europei allo sesso modo. C’è chi ha visto crescere il numero dei detenuti e chi lo ha visto decrescere: in Italia cresce del 20% l’anno, in Germania vi è un tasso di crescita negativo". Infine la situazione dei detenuti stranieri, che non è affatto da sottovalutare, visto che solo nel 2009, sono entrati nelle carceri italiane ben 12 mila stranieri per non avere ottemperato all’obbligo di allontanamento. Un numero impressionante di ingressi, che ha prodotto costi e disagi ma certo non maggiore sicurezza pubblica: “Oggi gli stranieri sono circa il 35% del totale dei detenuti ma tutto il sistema, dagli operatori alle proposte di trattamento, è ancora pensato per gli italiani, che tra un po’ invece saranno minoranza”. Ma come si fa a farsi un’idea corretta della situazione carceraria nell’attuale silenzio o stravolgimento mediatico dei fatti? Marietti afferma che non è impossibile, basta averne voglia. E, come sempre, è la rete a offrire le risorse migliori: “Perché è l’unico grande strumento di informazione non mediata. Ristretti.it, innocentievasioni.net, linkontro.info, altrodiritto.it e il nostro associazioneantigone.it sono importanti luoghi virtuali di informazione penitenziaria”.
Marìka Surace