La furia delle inondazioni ha raggiunto Birbane, la terza città australiana per ordine di grandezza con i suoi due milioni di abitanti. La città ha tenuto duro e ha cercato di limitare i danni dell'acqua che è arrivata a superare il metro per le vie della capitale del Queensland. La piena dovrebbe essersi fermata lì ma il bilancio dell'alluvione più grave e imponente degli ultimi decenni non è di quelli che lasciano indifferenti.
Ora è il momento di tirare il fiato per il pericolo scampato, ma nella mente di tutti è un ragazzo di 24 anni risucchiato in un tombino durante la piena del fiume; in tutto sono quattordici le vittime cadute per opera dell'alluvione.
Di fronte agli occhi ci sono poi i danni, la distruzione della furia della natura: 160mila case senza corrente di cui 30mila completamente allagate; la distribuzione di alimenti, di acqua e le condizioni igienico sanitarie continuano ad essere molto difficoltose e questo lascia pensare che nei prossimi giorni aumenti il numero di infezioni e malattie in giro per la città.
Scene davvero da apocalisse hanno assalito i cittadini australiani in questi giorni. Un paese sott'acqua emerge dalla galleria fotografica di The Big Picture. Negozi, auto, ferrovie aeroporti: nulla sfugge all'alluvione.
I danni ammontano a diversi miliardi dollari, tanto che, secondo quanto riporta il New York Times, la ricostruzione potrebbe arrivare a costare fino all'1% del prodotto interno lordo dell'intero paese australiano. L'alluvione ha paralizzato la parte più produttiva dell'industria agricola e del carbone in Australia. Si pensi soltanto che dal Queensland viene circa un terzo del carbone utilizzato per la produzione mondiale di acciaio.
Cifre davvero importanti e, a guardare il filmato (ripreso da The Atlantic) e le scene che i cittadini australiani hanno avuto di fronte agli occhi in questi giorni, non c'è davvero da stupirsi.
Immagine di yewenyi
Commenti
Come è possibile non avere
Come è possibile non avere capito ancora che non esiste più nessun modello di "sviluppo sostenibile"...da Vendola a Bersani ....si sente sparlare di ...bisogno di invertire il "paradigma" .....questi "signori" parlano ancora di difendere il mercato globale delle merci e ...del lavoro sfruttato e sottopagato.
E' evidente per chi ancora si sente di difendere l'ambiente, la dignità del lavoro e l'eseere umano, curandosi in particolar modo di chi è più debole, di chi, da solo non ce la fà. anziani, giovani, di ogni razza e religione, l'unica via da intraprendere è una seria e cosciente volontà di DECRESCITA.