Siamo pronti?

Nel dopoguerra, il Piano Marshall permise all’Europa di risollevarsi dalle miserie della guerra.

Oggi, il debito pubblico verso l’Occidente soffoca lo sviluppo dell’Africa.

Con Bob Geldof, siamo pronti a rinunciare ai nostri crediti, e quindi ai nostri soldi, per il loro futuro?


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Salve a tutti :-)Sono un ragazzo di 14 anni e mi chiamo Pasquale e ho solo una parola importante da dirvi:GRAZIE!!! Grazie a voi Ho capito molte cose della vita e ho deciso di aver come modello la figura di Gandhi.

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"Grazie sembra che ci siamo, adesso possiamo davero essere più vicini: la solitudine apparterrà sempre più ad un tempo passato... "la via della redenzione merita di essere premiata"

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"Rinunciare ai debiti che il mondo "occidentale" ha nei confronti dell'Africa è piuttosto semplice e anche poco doloroso rispetto agli altri problemi finanziari degli ultimissimi tempi. Ritengo sia molto interessante comparare in termini assoluti i primi (i debiti nei confronti con il terzo mondo) con i deficit interni ed esterni accumulati negli anni nelle principali nazioni occidentali per avere un buon quadro d'insieme"

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se gli africani sono uomini come i bianchi,e come loro hanno tutte le capacità di capire,e adattarsi al mondo che li circonda, xkè trattarli come animali in via d'estinzione?

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Condividendo l’attenzione posta al tema del fardello del debito dei Paesi del Terzo Mondo mi chiedo se oggi sia sufficiente parlare di remissione del debito quando le politiche che dovrebbe soddisfare questo obiettivo sono guidate dalla stessa logica che di fatto ne ha determinato l’accumulazione. Il problema di fondo non è, a mio giudizio, la remissione del debito o meno quanto invece una riflessione critica sul nostro capitalismo, che è stato in questi giorni oggetto anche di critica da parte del Presidente francese. Infatti, la struttura economica-finanziaria di economia monetaria del capitalismo consiste in un meccanismo che si autogenera, che genera appunto la povertà e la mantiene. L’attuale sistema economico-finanziario capitalistico appare ormai istituzionalmente usuraio, a partire innanzi tutto nei confronti dei paesi del Terzo mondo, e connotato dall’elemento speculativo. Allora prima di parlare di remissione del debito forse occorrerebbe ripensare un nuovo ordine economico mondiale con la creazione di nuove regole internazione e la istituzione di organi internazionali che possano garantire il rispetto di tali regoli, perché evidentemente le ripetute crisi asiatica, brasiliana, argentina, recentemente dei mutui subprime e delle banche commerciali americane mostrano la debolezza del sistema capitalistico con evidenti e per lo più trascurate conseguenze sul del debito estero dei paesi in via di sviluppo.

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Viene sin troppo facile (e demagogico) rispondere in questa sede di sì: cancelliamoli questi debiti e diamo ai Paesi in via di sviluppo l'opportunità di ripartire. Ma noi che sappiamo? Qualcuno mi dice a quanto assommano? per esempio, cosa significherebbe per l'Italia? Se qualcuno lo sa me lo può dire?

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Ritengo che, forse sia l'unica cosa da fare, cioè la rinuncia al credito del mondo occidentale. Prima di tutto perché, come ho già scritto in altri interventi, credo che ciò che abbiamo preso loro, sia molto di più di quanto abbiamo dato. Abbiamo utilizzato le loro risorse, i loro territori per coltivare quello che serviva a noi, invece di aiutarli a superare le loro difficoltà. L'unico problema è che i governanti locali possano essere preda della propria singola ingordigia e, quindi ci vorrebbero dei controlli. Ma con l'attuale O.N.U. non ci conterei molto. L'opinione pubblica dovrebbe mobilitarsi affinché questo organismo, nato come fosse una Croce Rossa per la politica e la pace mondiali, faccia effettivamente il suo lavoro di mediazione e controllo e non quello di supervisore delle guerre in corso, provocate da chi ha interesse a farlo, perchè ha dietro di se i fabbricanti di armi e i petrolieri. Speriamo nella nuova gestione americana e soprattutto che vinca davvero il migliore. Nel dopoguerra 1945 l'Itslis era un paese distrutto e doveva accettare, poichè aveva perso la guerra, tutto quello che gli veniva imposto dalle nazioni vincitrici, avendone in cambio aiuti finanziari, ma quanto dovremo pagare ancora?... L'Africa non ha perduto alcuna guerra, è solo disastrata dalla poca volontà di farla progredire, perchè è una sacca di potenzialità utilizzabile per gli scopi dell'Occidente. Aiutiamoli a capirlo e insegnamo loro come si diventa indipendenti, senza obligarli a occidentalizzarsi e lasciandoli liberi di coltivare le loro tradizioni. Come fanno certi missionari che partendo dalla ricerca dell'acqua arrivano a cercare di conquistare le anime. A Dio piaccia suggerire!

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Bisogna fare una distinzione però. Il piano Marshall fu un vero e proprio investimento che gli states fecero in Europa. Per evitare lo storico errore compiuto subito dopo la I°guerra mondiale quando gli utopistici piani di risarcimento chiesti ai paesi europei da parte degli Stati Uniti (come il piano McDonald) finirono per peggiorare la situazione economica dell'europa con i suoi paesi già in ginocchio a causa degli sforzi bellici sostenuti (crisi che tra l'altro contribuì all'avvento dei movimenti nazionalisti). Il piano Marshall fu più lungimirante. Gli Stati Uniti contribuirono a ricostruire l'Europa per farvi un grande mercato a cui vendere i propri prodotti. Va ricnosciuto però che l'Europa fu in grado di mettere a frutto gli aiuti a tal punto da avere oggi, una moneta più foret del dollaro. Io non credo che cancellando il debito si possa risolvere il problema dell'Africa. Io credo che la questione sia molto più complessa. Mancano uomini politici africani in grado di diventare leader di popoli e stati.

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Mi spiace qualche refuso e qualche errore mi è sfuggito, ma ho proprio poco tempo a disposizione oggi. Mi sono anche dimenticata, ed è imperdonabile, i miei saluti. BUONA VITA!

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Credo anch io che la situazione sia più complessa rispetto alla questione lo cancellelliamo?si o no?La situazione ora come mai è economicamente fuori controllo,e poi si dovrebbe comunque avere un piano parallelo da affiancare a quello dell'azzeramento del debito,altrimenti con il passare degli anni ci si ritoverebbe nella stessa identica situazione.

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Bob Geldof nell'intervista ha affermato che, secondo lui, nel 2050 su per giù, l'Africa risorgerà dalla sua situazione critica perchè ne ha le risorse ma non la disponibilità. Allora evitiamo che sorgano nuove ribellioni, guerre civili e conflitti internazionali. Cancellare il debito significa dare un futuro ai figli di un grande continente: l'AFRICA

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sono disposta anche xke nn ne posso più di vedere il lusso sfrenato in contrasto con una miseria netta. Sono disposta all'equilibrio.

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Il piano Marshall è stato un investimento per gli americani, perchè con gli aiuti hanno esteso il loro mercato all'Europa; nello stesso tempo il vecchio continente ha avuto la possibiltà di ricostruirsi. Il modo migliore per risollevare l'Africa sarebbe investire, solo che molti vivono ancora nella falsa convinzione no-global, considerando male tutto ciò che porterebbe ricchezza, sia ai Paesi sviluppati che a quelli sottosviluppati. Un sistema di aiuti che non si limiti a una sterile assistenza potrà contribuire alla rinascita. So che in Africa mancano ancora cibo, acqua e medicine, ma credo che aiutarla verso l'autosufficienza sia la soluzione migliore.

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"Io concordo pienamente con Nicotri, il problema sta proprio nell'ordine economico mondiale che genera debito. E' buono, anzi ottimo rendersi conto che il capitalismo odierno è esso stesso il creatore di povertà e asimmetrie sociali, ma per cambiare una cosa del genere c'è bisogno di una rivoluzione di coscienze. Potrebbe infatti funzionare il nostro modello capitalistico, se, per fare un esempio, le imprese, persone giuridiche e quindi aventi molti diritti simili alle persone fisiche, fossero provviste come quest'ultime, anche di una coscienza, di un'etica e di una morale. Se perseguissero i loro fisiologici obiettivi di lucro contemplando però semplici regole dettate dal buon senso e dalla coscienza che è insita in quasi tutti gli esseri umani. In fin dei conti sono organizzazioni composte da persone fisiche, no? Il problema è che nel momento in cui un'amministratore delegato decide di spendere 100 invece che 80 per motivi legati alla sua morale (ad esempio per non comprare prodotti da un'azienda che sfrutta la manodopera dei bambini) viene spesso licenziato. Siamo pronti? Come disse George Bernard Shaw: "Non aspettare il momento opportuno: crealo!"

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Condivido il commento di Massimo Schirinzi; intanto aiutiamoli con i mezzi che possiamo offrire loro. Se penso che ci sono bimbi come i miei che muoiono soltanto perchè fatalmente sono nati in Africa anzichè in Europa o in America mi fa letteralmente rabbrividire. Le mie parole non intendono suscitare facili sentimentalismi, ma vogliono evidenziare la mia vera indignazione. Quando i rapporti con il resto del mondo erano possibili soltanto via mare era più logico che vi fossero delle difficoltà insormontabili, ma ciò nonostante l'uomo,stimolato dalla grande curiosità, si spingeva dove oggi, per l'individualismo e la sete di potere non vogliamo volgere nemmeno lo sguardo.Certamente i problemi non si risolvono con un semplice gesto ma è arrivato il momento di iniziare. I paesi economicamente più abbienti devono avere il coraggio di accettare un mondo in cui gli equilibri siano alla base di ogni convivenza, e dove il confronto non spaventi ma venga considerata l'unica via per una crescita sociale e morale del mondo.

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Quanto siamo sicuri si possa fare un paragone tra la condizione dell'Europa del dopo guerra e l'Africa in guerra? L'europa era una civiltà già progredita, con una forza finanziaria precendente alla guerra stabile e forte; al contrario dell'africa non si possono dire la stesse cose, non conoscono ancora l'effettiva forza dell'economia perchè primariamente non la sanno maneggiare. Quindi penso che un piano Marshall 2 non sarebbe sufficiente, pur necessario, e andrebbe coadiuvato da una sana politica sociale che si riferisca alla scuola e alla sanità. A quelli che con passione hanno cercato di rintracciare il cuore del problema nella dinamica dell'odierno capitalismo dico che l'economia è fatta di politica come la politica è fatta di economia, sono l'uno che tende verso l'altro un rincorrersi vicendevole analogo al mito di Amore e Psiche!

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Alcuni sostengono che cancellare il debito pubblico dei paesi del sud del mondo equivarrebbe a consegnare un assegno in bianco a governi troppo spesso corrotti, che userebbero tali risorse per arricchirsi a scapito della popolazione civile (in Uganda, per esempio, dopo la cancellazione del debito le spese militari sono aumentate del 24%, fonte Wikipedia). Non solo, potrebbe inoltre spingere alcuni paesi a indebitarsi incoscientemente e sarebbe ingiusto nei confronti di quelli che hanno compiuto enormi sacrifici per non indebitarsi o per ridurre il loro debito pubblico. A loro avviso sarebbe preferibile destinare le somme corrispondenti a piani di aiuto specifici. VOI CHE NE PENSATE? A me sembra che la politica degli aiuti estemporanei contribuisca a mantenere l'Africa (e il terzo mondo) in una posizione di sudditanza e di dipendenza economica dai paesi più ricchi. Cancellare il debito pubblico dei paesi più poveri dell'Africa non sarà la panacea di tutti i mali ma potrebbe essere un PRIMO PASSO, fondamentale. Voi COSA RISPONDERESTE a coloro che sono contrari alla cancellazione del debito?

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"Per garantire nuove priorità, spesso, bisogna rinunciare ad alcuni privilegi da noi in precendenza acquisiti. Ma fa parte di una rinucia che potrebbe "rendere" molto sotto il profilo umanitario. Qualora nell'immaginario collettivo fosse possibile e concepibile un piano simile, credo che sarebbe giusto e fondamentale dare una scossa allo sviluppo umano attraverso la ricostruzione di equilibri ed indipendenze dalle quali ognuno di noi potrebbe uscirne fortificato. E' il processo di sviluppo della dignità umana al quale ognuno di noi dovrebbe contribuire. La nostra stessa libertà e eudaimonia dipende dalla condizione in cui si trova l'altro."

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ogni popolo rappresenta una cultura, ogni uomo incarna una cultura: io li rispetto imparando a conoscerla

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Sarei prontissimo a rinunciare a quei crediti: anzi, ci metterei, come ho sempre fatto qualcosa di mio ma, rinunciare a quei crediti non dovrebbe però assolutamente diventare un regalo a certi pessimi governanti africani, per le loro spesucce, né un vantaggio per nuove forme di colonialismo, economico, come quello cinese, che si permise persino di contrastare gli aiuti hand to hand, allo Zimbawe di Mugabe.

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La pace non esiste. Gli uomini,specialmente quelli che siedoni al tavolo per trattative, sono solo ed essenzialmente egoisti.

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Si parte dal cibo!

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"Già nel mio precedente commento ho espresso i miei dubbi sulla remissione del debito come panacea dei mali dei Paesi del cosiddetto Terzo Mondo. A mio giudizio ben più interessante è l’esperienza del microcredito di Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace 2006 (Da Wikipedia: Nel 1976 Yunus fondò la Grameen Bank, prima banca al mondo ad effettuare prestiti ai più poveri tra i poveri basandosi non già sulla solvibilità, bensì sulla fiducia. Da allora, la Grameen Bank ha erogato più di 5 miliardi di dollari ad oltre 5 milioni di richiedenti. Per garantirne il rimborso, la banca si serve di gruppi di solidarietà, piccoli gruppi informali destinatari del finanziamento, i cui membri si sostengono vicendevolmente negli sforzi di avanzamento economico individuale ed hanno la responsabilità solidale per il rimborso del prestito. Con il passare del tempo la Grameen Bank ha realizzato soluzioni diversificate per il finanziamento delle piccole imprese. Oltre al microcredito, la banca offre mutui per la casa e per la realizzazione di moderni sistemi di irrigazione e di pesca, nonché servizi di consulenza nella gestione dei capitali di rischio e, alla stregua di ogni altra banca, di gestione dei risparmi. Il successo della Grameen ha ispirato numerosi altri esperimenti del genere nei paesi in via di sviluppo e in numerose economie avanzate. Il modello del microcredito ideato dalla Grameen è stato applicato in oltre 20 Paesi in Via di Sviluppo: molti di questi progetti, come avviene per la Grameen stessa, sono imperniati soprattutto intorno al finanziamento di imprese femminili. Più del 90% dei prestiti della Grameen è infatti destinato alle donne: tale politica è motivata dall'idea che i profitti realizzati dalle donne siano più frequentemente destinati al sostentamento delle famiglie. Il "sistema Yunus" ha provocato un cambiamento di mentalità anche all'interno della Banca Mondiale, che ha cominciato ad avviare progetti simili a quelli della Grameen. Il microcredito è diventato così uno degli strumenti di finanziamento utilizzati in tutto il mondo per promuovere lo sviluppo economico e sociale, diffuso in oltre 100 Stati, dagli Stati Uniti all'Uganda”) Per altre informazioni consultate il sito della Grameen Bank e quello del Prof. Yunus, entrambi davvero esaurienti sul tema."

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LA PACE ESISTE. UN ESEMPIO Proviamo ad immaginare di andare in Africa... Proviamo ad andare, non so, in Kenia... Ma non parlo della Kenia degli altopiani dove si allenano i campioni olimpici della marcia super pagati e sponsorizzati... E nemmeno della parte del Kenia extra lusso dove Flavio Briatore e Daniela Santanchè hanno costruito un rèsort a cinque stelle arredato in stile imperiale, sembrerebbe da roberto cavalli in collaborazione con valeria marini con tavoli in marmo, colonne formate da serpenti tempestati di diamanti, tappezzezia maculata e la catena dei servizi igienici d'oro... Parlo del Kenia disperato, che vive la guerra civile, dove hai paura ad uscire di casa perchè muoiono centinaia di civili al giorno, in luoghi dove perfino emergency o medici senza frontiere hanno paura e difficoltà ad arrivare. Prova a offrire un pezzo di pane ad un bambino keniano Prova a vedere i loro volti, ad accarezza il loro viso, a specchiarti nei loro occhi... Prova a capire se si meritano di essere malati e di morire... Si perchè moriranno prima o poi...o per mezzo di un colpo di mitraglia sbagliato sparato a mezz'aria o per colpa di un male incurabile Noi possiamo fare molto, e non dobbiamo per forza donare la nostra tredicesima alle associazioni di volontariato oppure alla Chiesa Cattolica, basta che ci crediamo... Dobbiamo credere ad un mondo diverso, fatto di uguaglianza, pace, amore, rispetto...

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comunicare significa pronunciare e pronunciare non ha valore se quello che viene detto è solo ascoltato e non capito

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I debiti dei paesi africani nei confronti dell'occidente sono stati quantificati. Ma l'occidente ha mai provato a quantificare i propri debiti (non in termini strettamente di mercato) nei confronti di questi paesi?

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"Già nel mio precedente commento ho espresso i miei dubbi sulla remissione del debito come panacea dei mali dei Paesi del cosiddetto Terzo Mondo. A mio giudizio ben più interessante è l’esperienza del microcredito di Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace 2006 (Da Wikipedia: Nel 1976 Yunus fondò la Grameen Bank, prima banca al mondo ad effettuare prestiti ai più poveri tra i poveri basandosi non già sulla solvibilità, bensì sulla fiducia. Da allora, la Grameen Bank ha erogato più di 5 miliardi di dollari ad oltre 5 milioni di richiedenti. Per garantirne il rimborso, la banca si serve di gruppi di solidarietà, piccoli gruppi informali destinatari del finanziamento, i cui membri si sostengono vicendevolmente negli sforzi di avanzamento economico individuale ed hanno la responsabilità solidale per il rimborso del prestito. Con il passare del tempo la Grameen Bank ha realizzato soluzioni diversificate per il finanziamento delle piccole imprese. Oltre al microcredito, la banca offre mutui per la casa e per la realizzazione di moderni sistemi di irrigazione e di pesca, nonché servizi di consulenza nella gestione dei capitali di rischio e, alla stregua di ogni altra banca, di gestione dei risparmi. Il successo della Grameen ha ispirato numerosi altri esperimenti del genere nei paesi in via di sviluppo e in numerose economie avanzate. Il modello del microcredito ideato dalla Grameen è stato applicato in oltre 20 Paesi in Via di Sviluppo: molti di questi progetti, come avviene per la Grameen stessa, sono imperniati soprattutto intorno al finanziamento di imprese femminili. Più del 90% dei prestiti della Grameen è infatti destinato alle donne: tale politica è motivata dall'idea che i profitti realizzati dalle donne siano più frequentemente destinati al sostentamento delle famiglie. Il "sistema Yunus" ha provocato un cambiamento di mentalità anche all'interno della Banca Mondiale, che ha cominciato ad avviare progetti simili a quelli della Grameen. Il microcredito è diventato così uno degli strumenti di finanziamento utilizzati in tutto il mondo per promuovere lo sviluppo economico e sociale, diffuso in oltre 100 Stati, dagli Stati Uniti all'Uganda”) Per altre informazioni consultate il sito della Grameen Bank e quello del Prof. Yunus, entrambi davvero esaurienti sul tema."

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Sono d'accordo con Fabio.

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L'uomo che, superando se stesso, si china sulle piaghe del fratello sventurato eleva al Signore la piu' bella, la piu' nobile Preghiera Padre Pio

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"Luigi, effettivamente non c'è mai stata la pace globale. Non per questo però bisogna rassegnarsi e farsi scivolare tutto addosso. La pace nel mondo forse sarà un'utopia, ma nel tuo piccolo, quando qualcuno, magari uno sconosciuto, ti fa una cortesia, non sei contento? Non ti fa bene all'animo? Sarò "iperbuonista", ma secondo me la pace inizia da qui."

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"Luigi, effettivamente non c'è mai stata la pace globale. Non per questo però bisogna rassegnarsi e farsi scivolare tutto addosso. La pace nel mondo forse sarà un'utopia, ma nel tuo piccolo, quando qualcuno, magari uno sconosciuto, ti fa una cortesia, non sei contento? Non ti fa bene all'animo? Sarò "iperbuonista", secondo me la pace inizia da qui."

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L'eccesso di comunicazione non giova alla comunicazione

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"Verrà il tempo in cui chiedere aiuto ad un altro diverrà una nostra necessità. Così accade per l'uomo, come per popoli e continenti. Le nostre mani unite a catena, di tutti i colori, solidificheranno l'umanità contro le sue intemperie. E' una logica semplice e conveniente! Affinché un giorno, come un noto cantautore sottolineava, potremmo finalmente dire: " e all'improvviso l'amore scoppiò dappertutto"."

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Scusate se mi intermetto ma, è prettamente inutile che si parla dei debiti dei paesi africani, se non si tiene presente che, la svalutazione della moneta interna che questi paesi purtroppo, per noi e per loro soffrono, globalizza la miseria alla guerra, come necessità economica, imponendo ai paesi ricchi di convertire gli affari su cui si basano le loro industrie, in prodotti bellici, poiché soffrendo una svalutazione galoppante i paesi poveri africani non sono più in grado di acquistare ciò di cui abbisognano dai paesi ricchi senza indebitarsi,ulteriormente, o senza proprio acquistarla: tutto il loro prodotto va in fumo e, dunque l'unica soluzione economica per chi non vende più,e rischia la recessione perché non esporta- i paesi ricchi-, è la guerra, situazione, dove non si fa troppa attenzione alle condizioni di vita,e dove si vende sempre tutto ciò che necessita per combattere. Contrastare la svalutazione di cui questi paesi soffrono, aumenterebbe sicuramente la loro capacità di crescita economica, e non li priverebbe di quella dignità che perdono, quando i loro capi politici, a cui nulla manca... mendicano che gli si annullassero i debiti.

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Credo che siamo abbastanza ricchi per infierire ancora sulle popolazioni povere. Penso che sia giusto annullare o comunque allentare le nostre pretese. Fin quando questi popoli saranno costretti a privarsi delle loro risorse per far fronte ai debiti, non potranno mai avviarsi allo sviluppo economico...

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viva Dio dovete essere cooerenti le parole non bastano i fatti ci voglio gente vi saluto

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@ giuseppe speranza, il tuo pensiero mi ha toccato nel profondo dell'animo, quindi penso che tu sia davvero così come dice il tuo cognome all'anagrafe... anche io come te credo in una valle dove si incontreranno mani bianche e mani gialle, e gambe magre,

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Persone, o angeli, come Gandhi non nasceranno più e anche se lo faranno non avranno la possibilità di esprimersi. Gandhi aveva una concezione diversa, da quella da noi normali esseri umani sempre osservata. Quest'uomo è da considerare Il profeta del 20° secolo. Non bisogna credere in un mondo solo perchè questo pianeta lo è già, sono gli uomini che l'hanno diviso.

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pax salus mundi

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"non serve a niente cancellare i debiti dei paesi del terzo mondo. quante volte è già stato fatto? la vera rivoluzione si avrà solo quando - parafrasando dei politici di casa nostra - "gli africani saranno padroni in casa loro". dittature e conseguente mancanza di regole assoggettano le popolazioni dell'Africa e le loro economie ancora all'ordine creato dall'Occidente. L'Africa è sempre stata saccheggiata, all'inizio la sua ricchiezza era la sua popolazione, adesso le sue risorse. Bisogna ridare l'Africa agli africani. L'occidente può aiutarla standosene fuori. Se l'occidente vuole proprio "aiutare" dovrebbe cambiare radicalmente la sua politica energetica indirizzazndo i suoi sfrozi alla ricerca di risorse energetiche non inquinanti di cui far partecipe tutto il pianeta. L'occidente ha la tecnologia per iniziare questo processo virtuoso, l'Africa ha le risorse minerarie per aiutarci nello sviluppo. solo così potremo risolvere tutti i problemi che ci stanno portando allo sfacelo definitivo."

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ahime',in molti messaggi, leggo molta retorica che e' figlia del freddo sentimento

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Io penso che cancellare il debito dei paesi del terzo mondo, quelli dell'Africa in particolare, non rappresenti altro che bel gesto, ma che di fatto non cambierebbe nulla della situazione che sta vivendo il 'continente nero'. Una possibilità sarebbe forse quella che le grandi compagnie investissero in Africa, anziché utilizzarla come un enorme serbatoio di risorse, dal quale attingerne a costo zero, o quasi. Magari sotto la supervisione dell'ONU, che avrebbe il compito di vigilare sull'utilizzo dei nuovi flussi monetari che i governi locali si troverebbero a gestire.

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Ghandi fu un maestro nell'uso di due armi: l'umiltà e la pazienza

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I soldi americani all'Europa furono erogati in cambio di una serie impressionante di concessioni: dal cambio obbligato di tutte le divise (monete) fissato sul dollaro fino alla collocazione delle basi USA in Europa... mi pare che abbiamo saldato con abbondanza il costo di quel prestito, o no? Il vostro non mi pare un paragone accettabile riguardo i debiti del cosiddetto Terzo Mondo, frutto soprattutto della politica scellerata dell'Occidente nazionalista e colonialista nei confronti dei Paesi emergenti fin dai primi del '900. Comunque, più che rinunciare al credito, io proporrei di scambiarlo con progetti di finanziamento vero e senza secondi fini in quei Paesi, molti dei quali, purtroppo, in mano a dittature o regimi ferocissimi che utilizzerebbero i benefici di un debito annullato magari per acquistare armi... Il resto potremmo farlo evitando di esportare le nostre scorie, i nostri prodotti scaduti, compresi i farmaci e soprattutto la vecchia tecnologia che qui non ha più mercato.

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Chiedo scusa se intervengo così spesso in questo forum, ma ho letto una cosa che mi ha lasciato perplesso. Il 27/09 Francesco Mangascià ha detto (spero di aver capito male) che i paesi ricchi sono 'costretti' a dedicare parte delle loro industrie al settore bellico, per soddisfare la richieste di armi da parte di alcuni governanti africani. Ammesso che sia proprio così, mi sembra una cosa assurda vederla in certi termini... A me sembre più verosimile che alcune nazioni occidentali traggano beneficio dall'alimentare certe guerre intestine in Africa. Tutto sommato l'instabilità politica è un ottimo requisito per l'insediamento prepotente delle multinazionali. E' forse questione di sfumature, ma spesso con le sfumature si nasconde la verità...

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Invece di cancellare il debito continuando a trattare il continente che ha più potenzialità di tutti come un invalido irreversibile si potrebbe smettere di sfruttare le sue risorse inizandolo a trattare da pari.Certo bisogna dire che l' occidente,secondo me ,sfrutta una situazione istabile creata però daglia fricani stessi.Ricordo che questa situazione oltre cha ad andare bene alle multinazionali di casa nostra va molto bene anche e soprattutto agli oligarchi del continente africano.

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L'Europa nel dopo guerra ha avuto bisogno di aiuti per ricostruire qualcosa che comunque c'era già, e successivamente creare sviluppo e benessere. in Africa non c'è nulla da ricostruire è tutto da creare partendo da zero, mi spiego meglio,in Europa c'erano già le fabbriche, le scuole etc... L'europa si riprogrammò la ricostruzione, si rimboccò le maniche e lavorando dall'alba al tramonto gli uomini la ricostruirono. Oggi in Africa tutti gli aiuti inviati altro non fanno che arricchire sempre di più chi li riceve(chi è al potere). Io sono del parere che non ha importanza cancellare il debito o mantenerlo in essere, ma è importante che gli aiuti inviati in africa abbiano una destinazione programmata non solo da chi è al potere degli stati africani ma anche da chi eroga il prestito. Bob Geldof dice bene ci vuole uno sviluppo commerciale di questi stati africani, quindi bisogna sviluppare questo settore e allora noi paesi ricchi oltre a inviare denaro inviamo persone capaci di creare sviluppo sia produttivo che commerciale. Facendo questo i popoli africani non avranno bisogno di vedersi cancellare i debiti, con i loro sacrifici riusciranno a pagare i propri debiti. Grazie Rocco

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Cancellare il debito non basterà a salvare il continente africano.. Geldof ha ragione quando dice che la chiave è lo sviluppo commerciale: bisogna dare la possibilità all'Africa di svolgere un ruolo attivo nel mercato globale. Peccato che le grandi potenze del mondo non siano dello stesso avviso...

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sono d'accordo

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Il benessere di tutti è fonte di pace; il benessere di pochi è la condizione di scontro.