Sonia Gandhi, l’italiana che volle essere indiana

sonia.gandhi.jpg"Ero a Dehli quando Rajiv Gandhi fu assassinato. Mi commosse l’immagine di Sonia, così sola e disperata, con la sua vita che andava in fumo insieme alle ceneri del marito”. Un’immagine, quella di una donna circondata da una folla enorme eppure totalmente isolata, che tormenterà per anni lo scrittore spagnolo Javier Moro. L’idea di seguire le tracce di una delle donne più potenti al mondo lo porta a scrivere Il Sari Rosso (Il Saggiatore, 585 pagg.), una biografia molto documentata che è anche la storia di una saga familiare, quella dei Nehru-Gandhi, la più potente famiglia indiana negli ultimi 100 anni. “E naturalmente non potevo dimenticare che la storia di Sonia parte dall’Italia, il paese in cui è nata e in cui ha vissuto per i suoi primi 18 anni” racconta Moro, che ha viaggiato attraverso tutti i luoghi in cui Sonia ha vissuto. Perché se è vero che il mondo intero conosce la vedova di Rajiv Gandhi, la nuora più amata di Indira, la fiera Sonia che oggi è a capo del Partito del Congresso Indiano (Inc), in pochissimi sanno che la stessa donna è nata a Lusiana, in provincia di Vicenza, si chiamava Sonia Maino e ha vissuto fino all’età di 18 anni a Orbassolo (To) con i genitori.

Un viaggio studio a Cambridge, nel 1965, e l’incontro con l’affascinante Rajiv, figlio della carismatica Indira, le cambierà la vità per sempre. E dal suo matrimonio con l’erede della dinastia indiana (“matrimonio ostacolato dalla famiglia di Sonia che non capiva, non si capacitava di una scelta che l’avrebbe allontanata per sempre dal suo paese”) Sonia Maino non esisterà più. Al suo posto nasce Sonia Gandhi, moglie devota prima e politica dal forte appeal in seguito. “Nel 2004 questa donna nata in Europa, una figura timida e sempre vissuta all’ombra prima della suocera e poi del marito, vince le elezioni e si converte da casalinga a terza donna più potente al mondo, la più importante figura femminile dell’Asia intera”. Sonia a un certo punta inizia a vestirsi solo in saree, l’abito tradizionale delle donne indiane, per evidenziare a un popolo sempre pronto ad attaccarla per le sue origini straniere che lei, con l’Italia, non ha più legami.

“E’ arrivata perfino a negare di ricordare ancora qualche parola di italiano” dice Moro. “Cosa che è praticamente impossibile, visto che fino a 18 anni ha vissuto in Italia. Per non parlare di voci non ufficiali ma molto accreditate che le attribuiscono viaggi periodici nel suo paese d’origine per visite alla famiglia”. Certo, va capito che per Sonia non dev’essere stato facile: cosa fare quando, dopo la morte del marito, è straniera nello stesso paese in cui ha scelto di vivere per amore? Decisa a portare avanti la dinastia (oggi, dopo le elezioni del 2009, al potere c’è il figlio Rahul), adorata come una dea dal popolo indiano, Sonia cerca di far dimenticare in ogni modo qualsiasi dettaglio che possa mettere in discussione la sua dedizione alla nazione. Ed è questo il motivo per cui le autorità indiane e l’entourage di legali che circondano Sonia stanno facendo di tutto per ostacolare una pubblicazione del libro in India: “Si tratta di un paese molto suggestionabile, e l’idea che la loro dea non sia completamente indiana non è contemplata. I legali vogliono che io dichiari che il libro è un’opera di fantasia: ma come si fa a dire che ho inventato la storia di personaggi pubblici così importanti?”.

I passaggi non ben visti dal partito del congresso sono sicuramente quelli che riguardano le origini umili di Sonia (suo padre era allevatore di mucche, una professione che in India è svolta dalle caste più basse). Ma anche e soprattutto le ricostruzioni di Moro del periodo in cui Sonia avrebbe fatto pressioni sul proprio marito Rajiv perché lasciassero l'India e andassero a vivere in Italia dopo la sonora sconfitta elettorale rimediata da Indira Gandhi nel 1977. Una debolezza che, se rivelata, minerebbe moltissimo la credibilità di questa donna di potere. E che diminuirebbe le chance che, un giorno, suo figlio Rahul diventi primo ministro, la quarta generazione di Nehru-Gandhi al potere.

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