Soros: l’altruismo salverà l'ambiente

George Soros - foto dall'album Flickr di World Economic Forum“Dobbiamo essere capaci di individuare e perseguire un interesse comune che vada al di là degli interessi particolari che appartengono a singoli stati o al solo mondo degli affari e della finanza”. Se pensate che queste parole provengano da un esponente politico o da un ambientalista della prima ora, vi sbagliate di grosso. A pronunciarle è stato George Soros, magnate della finanza globale, fondatore e presidente dell'Open Society Institute.

Per la verità la figura di Soros è così complessa che liquidarla in due battute sarebbe più che riduttivo, ma basta scorrere la sua pagina di Wikipedia: è tra gli uomini più ricchi del pianeta, autore di saggi in cui di intrecciano finanza, economia e filosofia, per non citare i finanziamenti a movimenti dissidenti nei paesi del blocco sovietico (come Solidarność in Polonia) e il ruolo svolto, anche se lui tende a sminuirne la portata, nel successo della Rivoluzione delle rose in Georgia.

Dal palco dell'auditorium dell'Università Ca' Foscari di Venezia, Soros ha messo l'accento sui conflitti tra interessi contrapposti che attraversano le nostre società impedendo di progredire verso una soluzione dei problemi, anche dei più gravi e urgenti. “Il tema dei cambiamenti climatici – ha spiegato Soros – ne è un esempio lampante: tutti possiamo riconoscere il problema, vediamo bene di fronte ai nostri occhi che esiste ed esige una risposta; ma in maniera altrettanto chiara vediamo che sembra impossibile arrivare a una soluzione concreta ed efficace”.
Insomma, sembra proprio impossibile far convergere tutti gli sforzi verso una soluzione condivisa soprattutto perché, spiega ancora Soros, non sono gli aspetti scientifici ad essere in discussione, ma il modo in cui raggiungere gli obiettivi che consideriamo necessari; in altre parole, conclude il multimiliardario americano, “il problema è politico”.

Da questa visione nasce allora una iniziativa che muove in due direzioni; da una parte Soros ha annunciato investimenti in tecnologie per energia pulita di oltre 1 miliardo di dollari; dall'altra ha lanciato un progetto con il compito di fornire consulenza e assistenza per sostenere le scelte dei decisori politici in tema di strategie di intervento sui cambiamenti climatici. Si chiama CPI (Climate Policy Initiative), è la nuova istituzione fondata con il sostegno di Soros (che vi impegna 10 milioni di dollari l'anno per dieci anni) e una delle sedi, dopo San Francisco, Berlino e Pechino, è stata inaugurata lo scorso aprile a Venezia. “Le attività di CPI hanno obiettivi molteplici”, ha spiegato Thomas Heller docente di economia dell'ambiente a Standford ed esperto mondiale di questioni energetiche chiamato a dirigere l'iniziativa.

L'idea è quella di trovare un terreno comune su cui far lavorare persone e istituzioni che hanno interessi diversi (dalle amministrazioni pubbliche al mondo della finanza fino alla società civile); per realizzarla è stato messo insieme un gruppo di esperti internazionali che animeranno la discussione, solleciteranno confronti metteranno a disposizione dati, studi e competenze; l'obiettivo è quello di individuare soluzioni alle domande poste dai cambiamenti climatici in modo che rispondano a un interesse pubblico, collettivo. Resta da vedere quanto tutto questo sarà efficace.

Foto dall'album Flickr di World Economic Forum