Storia dei diritti umani

Storia dei diritti umani

La nascita dei diritti dell'uomo (più comunemente chiamati “diritti umani”) viene identificata con la pubblicazione della lettera “Esame di coscienza sui doveri della monarchia”, scritta nel 1702 dal teologo francese Fénelon, pseudonimo di François de Salignac de La Mothe-Fénelon, ma pubblicata postuma nel 1787. In questo scritto veniva sostanzialmente ripudiato l’assolutismo della monarchia francese.

I diritti umani possono essere classificati in:

  • diritti di prima generazione (diritti fondamentali civili e politici),
  • diritti di seconda generazione (diritti economico-sociali e culturali).

Nell’ultimo decennio ha avuto luogo un largo processo di differenziazione dei diritti umani, collegati direttamente al progresso tecnocratico che sta vivendo la nostra società dell’informazione.

Ora si parla di diritti diffusi (o diritti di terza e quarta generazione) in relazione e a tutela dell’infanzia, della privacy, del testamento biologico, fino ad arrivare all’attualissimo diritto all'uso dei computer. Il giurista Stefano Rodotà rivendica il diritto a internet, ovvero alla possibilità di utilizzo della banda larga estesa a tutti gli utenti.

L'impero del diritto si è ulteriormente ampliato a seguito della globalizzazione, che ha visto la nascita di nuovi organismi comunitari o tribunali internazionali (per giudicare ad esempio crimini di guerra), basati su leggi e regolamenti per garantire la tutela dei diritti dei cittadini dei vari Stati comunitari.

Con la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, firmata a Parigi il 10 dicembre 1948, si è raggiunta l’universalizzazione dei diritti umani.

Questo documento viene considerato il testo sacro della religione laica mondiale.

Nel periodo in cui ricopriva il ruolo di segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan la definì come “il parametro per misurare il progresso umano, il fondamento e il credo dell'umanità che dovrebbero guidare la condotta umana”.

Non fu sottoscritta da tutti i Paesi del mondo; successivamente quelli islamici firmarono la Dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo a Parigi nel 1981.

Nel 1989, col crollo del muro di Berlino, nasce l’interesse verso i cosiddetti diritti dei popoli, in realtà difficili da definire, perché strettamente legati all’accezione complessa del termine “popolo”.

Successivamente nel 1997 a Parigi venne firmata la Dichiarazione per le generazioni future.

I diritti umani sono individuali, indivisibili e inviolabili; vanno tutelati per proteggere la dignità, la libertà, l’uguaglianza e la solidarietà: sono un patrimonio inalienabile dell’umanità.

Non c'è pace senza il rispetto e la tutela dei diritti dell'uomo.

Come pensi sia possibile raggiungere la loro piena e universale tutela? E’ utopico sognarla?

Foto di Marco Stregatto


Commenti

Credo che la strada che porta


Credo che la strada che porta al riconoscimento universale dei diritti umani sia ancora lunga e complicata, soprattutto in certi paesi. Infatti occorre considerare la storia di certe nazioni e continenti che influenza la quotidianità. Quelli che per noi italiani sono considerati diritti inviolabili in altri luoghi sono privilegi.

Hai ragione Sybelle, basti


Hai ragione Sybelle, basti considerare il fatto che esistono diverse versioni dei diritti universali dell'uomo: cioè, esiste addirittura la Dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo (che tra le altre cose non avevo neanche idea esistesse prima di leggere questo post)!

Buona sera I diritti


Buona sera
I diritti fondamentali dell'uomo, rispecchiano in modo perfetto i doveri dell'uomo, ed il dovere di ogni uomo è qualcosa di molto semplice, io cerco di osservare una regola che mio padre mi ha insegnato:" non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te", facendo questo si ha il rispetto della libertà, della dignità, e sopratutto si ottiene qualcosa che tutti cerchiamo e che nessuno ottiene, La Pace.
Oggi nel mondo, perchè se parliamo dei diritti dell'uomo, ne dobbiamo parlare a 360 gradi, e se parliamo dei diritti degli uomini di tutta la terra io mi chiedo, tutta quella povera gente che non ha da mangiare, oppure quei bambini che muoiono perchè non vengono vaccinati contro malattie ormai stupide, che cosa se ne fà di tutte le belle parole scritte prima nel 1702, poi nel 1948, nel 1981, ed infine nel 1997, e che importanza può avere per loro internet?
Forse per essere un pò a posto con la nostra coscienza dovremmo chiederci, tutti gli uomini hanno dei diritti o i diritti li hanno solo quegli uomini dei paesi cosidetti sviluppati?
Penso comunque che i diritti dell'uomo sono compromessi sopratutto dal dio denaro e finchè tutti cercheremo di avere questo dio ci preoccuperemo più dei nostri diritti e poco dei nostri doveri e continueremo a calpestare i diritti degli altri
Buonanotte
Rocco

anche secondo me il denaro e


anche secondo me il denaro e la ricerca del potere spesso compromettono il raggiungimento dei diritti universali per tutti...ma anche per questo ci sono le organizzazioni non governative che essendo super partes cercano di fare gli interessi di tutti senza discriminazioni. Sicuramente ci vorra molto molto tempo affinchè ciò avvenga, ma sicuramente non è un'utopia ma piuttosto un sogno da realizzare...

tokombo, sono d'accordo con


tokombo, sono d'accordo con te, ma è importante ricordare che il potere nasce dal consenso. Per realizzare l'auspicata tutela dei diritti umani, secondo me occorre muoversi nella direzione della pedagogia interculturale, che promuove il rispetto e l'incontro di culture diverse. E' importante la comunicazione e l'informazione per educare i popoli a ripettarsi tra loro, incentivando scambi (inter)culturali che permettano loro di conoscersi e accordarsi sulla pari dignità che dovrebbe meritare ogni individuo umano.