Troppi detenuti in un carcere dove si muore troppo
Sovraffollamento delle carceri e numero impressionante di morti tra i detenuti. Sono due le questioni principali che ciclicamente tornano sulle pagine dei giornali quando si parla di carcere. Come affrontare senza ideologie e con pragmatismo il tema della prigione, dei reati, delle pene adeguate? Lo abbiamo chiesto a Mauro Palma, presidente del Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa, tra i più attenti osservatori dell'universo detentivo in Italia e nell'Unione europea.
Il nostro paese è nella top list dei suicidi in carcere. «Da una parte – spiega Palma in questa intervista – la detenzione è molto spesso sinonimo di abbandono nelle carceri italiane e questo spiega i suicidi in cella. Dall'altra, esistono alcune morti sospette che avvengono nelle nostre prigioni e che pezzi minoritari del personale penitenziario hanno ancora interesse a coprire».
Un problema che dovrebbe essere in primo luogo interesse delle amministrazioni chiarire. Inquietante è, conclude Palma, la registrazione di Teramo in cui un comandante di Polizia penitenziaria spiegava alle guardie di non picchiare i detenuti in vista ma di farlo in luoghi nascosto. «Si tratta di pezzi minoritari, ma tuttavia esiste ancora una difficoltà ad affrontare la questione».



Commenti
Dei problemi italiani se ne
Dei problemi italiani se ne parla,ma non si risolvono !
Vero Giovanni! Poi, però, ce
Vero Giovanni! Poi, però, ce ne sono alcuni di cui si parla di più e alcuni di cui si parla di meno. Del carcere si parla poco, come dice Palma in questa intervista, si tende a non pensarci e a rimuovere la questione che invece è seria e grave.