Dalle reazioni deluse del Cop15 al timido timido ottimismo del Cop16 di Cancun. In mezzo disastri ambientali come quello del Golfo del Messico o eventi straordinari come l'eruzione del vulcano Eyjafjallajokull che ha paralizzato i voli in Europa per qualche giorno oppure la drammatica alluvione che ha colpito quattordici milioni di persone in Pakistan nello scorso luglio.
Il quotidiano inglese Guardian ha pubblicato una galleria fotografica che ripercorre il 2010 dal punto di vista dell'ambiente.
E, ora possiamo dirlo , è una fortuna esserselo lasciato alle spalle.
Due terremoti violentissimi colpiscono Centro e Sud America tra il gennaio e il febbraio dello scorso anno. Il 12 gennaio un sisma molto violento colpisce la poverissima isola di Haiti provocando centinaia di migliaia di morti. Il 27 febbraio un altro terremoto investe la costa del Cile provocando circa 500 vittime, un numero “contenuto” se si pensa che la violenza della scossa è stata calcolata mille volte superiore a quella haitiana.
Era il 20 aprile quando è esplosa la piattaforma Bp a largo della Florida e della Lousiana. Sono 11 i lavoratori morti e 17 i feriti. Un disastro ambientale di dimensioni colossali, causato dalla negligenza umana e dalla difficoltà a richiudere la falla che per mesi ha continuato a lasciar fuoriuscire nel mare del Golfo del Messico migliaia e migliaia di galloni di petrolio.
Da quella data si sono susseguite una serie di catastrofi impressionanti, causate dalla natura o da errori umani, ma che comunque hanno visto migliaia di esseri umani come vittime. Luglio iniziano gli incendi in Russia che uccidono, da lì ad agosto, 34 persone in quello che è stato considerato l'anno più caldo di sempre.
Nello stesso mese le alluvioni in Pakistan e nel Punjab fanno 2mila e 200 morti e milioni e milioni di sfollati. Un dramma che, come è stato a più riprese denunciato, per settimane non ha mobilitato l'opinione pubblica internazionale e soprattutto gli aiuti economici.
Nell'ottobre 2010, un altro incidente colpisce un fiume simbolo dell'Europa: il Danubio. Il corso d'acqua che nasce in Germania e attraversa tutto l'est, in Ungheria è colorato di rosso intenso per lo sversamento di fanghi tossici da un impianto che produce alluminio. Muoiono sette persone.
Ci sarebbe da dar conto con un filo di fiducia dell'appuntamento di dicembre in Messico. Ma anche lì le cose vanno male. L'anno per l'ambiente si conclude infatti a Cancun, in Messico, per l'incontro globale nel quale in pochi credono e che partorisce un topolino, nel quale è difficile riporre grosse speranze.