Un adolescente “sfigato” che deve far carriera

Alice Audouin al Festival del Giornalismo di Perugia
PERUGIA – Lo sviluppo sostenibile? “È come avere a che fare con un ragazzino sfigato che non ha amici: se ne sta lì in disparte e nessuno vuole passare il tempo con lui perché è bruttino, parla di cose troppo serie e troppo complicate. Ma noi dobbiamo fare il tifo per lui, incoraggiarlo e incitarlo a crescere sempre meglio”.

L'accento francese di Alice Audouin non addolcisce il modo in cui parla di sviluppo sostenibile: lei ne ha fatto un lavoro (anzi più di uno), ne è una convinta sostenitrice, ma si rende conto che guardandosi in giro la vita è proprio dura per questo ragazzino. “A chi piace questa espressione? E chi riesce a metterla in pratica davvero? In Francia lo chiamiamo dévelopment durable e a chi lo segue e ci crede gli hanno appiccicato il nomignolo un po' sprezzante di Dédé”.

Alice è a Perugia per una tavola rotonda al Festival di giornalismo per discutere di ambiente e nuova ecologia. Nella vita si occupa di sostenibilità in mille modi: è una manager in una grande agenzia di comunicazione (Havas Media), ha un blog che si chiama Alice in Warmingland, tiene rubriche in diverse riviste francesi, ha fondato Ad Widser (una società che si occupa di comunicazione sostenibile) e Coal, un'associazione che promuove un legame tra arte e ambiente. Ed è anche una scrittrice. Il suo libro si intitola Emilie, ecologista in carriera (Edizioni Ambiente), è la storia di una manager che è veramente lontana da ogni concetto ambientalista, ma quando il suo capo decide di creare una sezione di sviluppo sostenibile, la metamorfosi è rapida e inarrestabile.

“Si chiama Greenwashing, spiega Alice, è un po' come se aziende e persone si diano una spennellata di ambientalismo per vendere un prodotto oppure sentirsi più alla moda, una specie di etichetta che ci si appiccica addosso”. E in tutto questo il marketing e la comunicazione hanno un ruolo determinante, che potrebbe essere potenziato da blog e social network.

“Uso moltissimo Facebook, racconta Alice, per me è soprattutto uno strumento di lavoro che mi serve a tenere stretti contatti con i miei colleghi, con esperti di comunicazione di altre agenzie e parlare con loro in tempi veloci. Ma tutto il mondo di internet ha una potenzialità straordinaria che mi sembra ancora poco espressa: tutti vogliono utilizzare il web ma quando lo fanno usano linguaggi vecchi che non sfruttano le potenzialità dei nuovi media. Bisogna essere molto intelligenti per innovare”. Insomma, alla fine della chiacchierata i ragazzini sono diventati due e si tengono per mano, comunicazione via web e sviluppo sostenibile per Alice sembrano due adolescenti di talento: cresceranno.