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Un mondo unico nella scuola

Si parla molto di integrazione razziale nelle scuole, e a ragione, perchè un mondo unico parte dalla nuove generazioni.

Qual è, secondo voi, il metodo migliore per integrare i bambini nelle classi?
Che problemi ci sono, ma soprattutto che opportunità?

Se avete un'esperienza personale da raccontare, in tema di integrazione o razzismo nelle scuole, potete farlo qui.

Commenti

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I bambini sanno stare insieme anche nella diversità di lingua senza domandarsi a quale etnia appartengano. Purtroppo ci sono ancora residui di discriminazione in tutto il mondo, sostenuti da vecchi che non hanno voluto conoscere il mondo. Per una migliore integrazione necessita incrementare gli scambi culturali nelle nuove generazioni favorendo iniziative tipo Erasmus anche fuori dall'Europa o sostenendo il volontariato internazionale tra i giovani. In un prossimo futuro avremo meno gente ignorante dei diritti umani e più rispetto della persona.

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"Forse servirebbe anche insegnare "religioni e culture" ai bambini, senza nulla togliere alle nostre..."

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Dovremmo forse cercare di interferire il meno possibile.Credo che l'istinto dèi bambini,quello più vero e genuino,troverà la strada,lui che è sincero, per non vedere il lato negativo della differenza.

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sono una ATA non credo che le classi differenziate aiutino l'integrazione, ma un supporto a questi bambini ci vuole. Può essere un doposcuola con materie prevalenti come l'italiano, affiacando anche i ns. ragazzi che nella grammatica certo non sono dei mostri.

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i bambini sanno stare insieme meglio di noi adulti, sanno aiutarsi nelle difficoltà. bambini italiani insieme a bimbi cinese, arabi, slavi hanno imparato le loro lingue senza problema, e i bambini stranieri imparano l'italiano giocando con il bimbo italiano. non sa questo governo che la migliore scelta pedagocica è sempre unire e mai dividere solo hitler lo ha fatto con gli ebrei non vorrei succedesse di nuovo. maristella

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integrare e comunicare sono sinonimi, oggi

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"Gli uomini ripetono sempre gli stessi errori, gli stessi orrori e gli stessi intrighi, da millenni. Nel 1964 la RIVOLUZIONE MAOISTA erano iniziati dagli studenti delle scuole superiori e delle università dalla tensione all'interno del partito fra i radicali di "sinistra" e i moderati di "destra" con 15 o 20 milioni di morti. Era un'intera generazione bruciati dai diversi anni fra quelli normalmente dedicati allo studio, per la chiusura delle scuole e per il lavoro in campagna. Erano "generazione perduta" / "dieci anni perduti" anni negativi che i giovani in età scolare erano 200 / 250 milioni e solo una piccola parte frequentava la scuola. Tra di loro ci sono i miei genitori, che entrambi hanno subito ... ancora oggi il ricordo sanguinante nel loro cuore, soffrono in silenzio. Nel 1989 la protesta di PIAZZA TIAN AN MEN a Beijing con circa 7000-12000 morti... La storia è importante e va studiata, ci aiuta ad accumulare esperienze ed evitare gli errori del passato. NON RITORNARE INDIETRO e NON MANIPOLARE AI RAGAZZI ! Le provocazioni non aiuta a risolvere i problemi, per poter salvare la civiltà non deve lasciarsi ai ragazzi a coinvolgere in questa crisi ! Mi sento impotente per la situazione della protesta dei ragazzi, Incidenti tra groupi sinistra e destra... Pregherò per loro che la situazione possa risolvere con grande attenzione e decisione senza con la violenza, e , che tutti i ragazzi italiani possano tenere ragionevole di non essere manipolata di poter crescere e studiare serenamente. Bisogna lottare per la giustizia di tutti, sempre. Ma senza violenza, soprattutto la violenza tra i ragazzi per le crisi del governo. Uso l'esempio della storia del mio paese perché abbiamo sofferto molto e non vorrei che si ripetesse ai giorni di oggi, lo so che l'Italia non è la Cina ma la storia ci aiuta a riflettere. Spero che i ragazzi italiani possano crescere sereni e vengano rispettati. Questo mio pensiero è soltanto rivolto ai ragazzi litighino sulla strada invece di studiare e non sul testo del ddl, che non sia giusto coinvolgerli invece di farli studiare che non sia giusto coinvolgere i ragazzi come mezzo per interessi di terzi, e, non mi schiero politicamente da nessuna delle due parti, perche' per poter prendermi una posizione ho bisogna approfondire meglio. Cari saluti! Ailing Cai"

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In mondo dei bambini non esiste la parola di razzista ! Dobbiamo tutti insieme riflettere e investire risorse ed energie soprattutto sapere accogliere ed apprezzare le risorse, i talenti, perché la scuola si formano coscienze e cittadini. I bambini sono specchio dei adulti. Non manipolare ai bambini, anzi dobbiamo imparare da loro ad essere più onesti, più coerenti meno egoisti meno paura.

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"L'Italia, da molti analisti, è stata definita come il "Paese dell'eterno ritorno" ed evidentemente a questa suggestione non si può sottrarre la scuola. E così ecco che dibattiti sull'integrazione razziale o dei diversi così come il superamente di fenomeni di sofferenza ed esclusione si ripropongono in tutta la loro portata, paragonabili a quelli che, alla metà degli anni sessanta in pineo "boom economico", che l'Italia visse. Nell'affrontare temi così delicati credo sia utile volgere lo sguardo proprio a quegli anni, ed in particolare agli insegnamenti di Don Lorenzo Milani e all'esperienza della sua scuola di Barbiana. Uno dei principali insegnamenti che viene dall'avventura di Barbiana è: non lasciare indietro nessuno. I ragazzi che i borghesi non volevano, così si legge, nella "Lettera", dovevano trovare - per Don Lorenzo Milani - i motivi e godere dei privilegi necessari per restare e realizzare il successo formativo superando le difficoltà. "L'abbiamo visto anche noi - dicevano i ragazzi di don Lorenzo - che con loro la scuola diventa più difficile. Qualche volta viene la tentazione di levarseli di torno. Ma se si perde loro, la scuola non è più scuola. E' un ospedale che cura i sani e respinge i malati. Diventa uno strumento di differenziazione sempre più irrimediabile". Questo ultimo insegnamento non dovremo mai dimenticare, favorendo l'inserimento dei figli delle differenti migrazioni , ossia dei contemporanei esclusi dalla scuola ai quali Don Lorenzo oggi avrebbe maggiormente rivolto la propria attenzione di educatore."

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Nella classe di mio figlio c'è un bambino che proviene dal Marocco. L'insegnante ha cercato di aiutare la sua integrazione invitando noi mamme a preparare un lavoro teatrale su una storia ambientata in Marocco. Io e le altre mamme ci siamo impegnate ad elaborare la storia, a cucire i costumi da indossare, a cercare la musica araba come sottofondo, io ho anche chiesto alla zia del bambino qualche consiglio sui copricapo arabi per poterli costruire. La cosa che però ci ha lasciato l'amaro in bocca è stato che il giorno della drammatizzazione il bambino non c'era e nonostante i continui inviti della maestre, non ha mai partecipato a nessuna delle feste organizzate a scuola, neanche a quelle di fine anno che non hanno un contenuto religioso. C'è stato un chiaro atteggiamento di ostilità che abbiamo letto come il timore di eventuali contaminazioni occidentali. Loredana

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Gandhi Nel discorso, Gandhi esprime con semplicità le contraddizioni delle verità storiche dell’occidente, in tre punti.Nel primo punto, evidenzia subito di dover parlare in inglese, lingua del commercio internazionale, ma soprattutto l’idioma della conquista culturale che l’India ha subito, subisce e la trasforma. Conquistare significa controllare e comandare sulla popolazione affinché il nuovo sistema sociale, politico, economico si sostenga dagli stessi conquistati con il minore sforzo per i conquistatori. Questa azione di controllo e dominio avviene attraverso il linguaggio; già i romani quando conquistarono la grecia, esercitarono il loro dominio, imponendo il loro imperare. L’impero è ordine, è comando che si attua soprattutto impadronendosi della cultura, specialmente, quando questa è di alto livello. Chi resta in piedi comanda, è l’unico detentore della verità perché è in alto e dirige, regge il tutto. Il vero diventa il retto, il corretto, il giusto; la verità diventa correttezza. Veritas, rectitudo, ratio, il pensare trapassa nella ragione, nel calcolo; il falso è il ragionare in modo erroneo. La realtà risiede nella razionalità dell’uomo, nel suo potere di ragionare, che non è pensare, forse è meglio dire calcolare. Della verità come svelatezza e del falso come occultamento, inteso nel senso greco, è andato tutto perso. Nel medioevo, il cristianesimo cerca la salvezza eterna per l’uomo attraverso ciò che è retto, giusto; la verità tramite la rettitudine approda alla concezione della giustificazione, per finire nella giustizia, il diritto con la legge cerca di fermare quello che è in continuo divenire.Ecco come si è sviluppata la saggezza in occidente che Gandhi mette in discussione; siamo al secondo punto: la nostra ricerca di verità e saggezza, attraverso quello che chiamiamo filosofia, non c’è mai stata, abbiamo solo sviluppato la scienza e la tecnologia che si sono imposte sul nostro modo di vivere totalizzante. Già Marx aveva espresso la miseria della filosofia, Nietzsche la sotterrò, Heidegger spiegò che cosa le successe e pose il problema che non sappiamo pensare, Adorno la liquida completamente: dopo Auschwitz non si può più parlare di saggezza occidentale. Forse l’unica luce viene dalla signora Irigaray, quando inverte i termini della parola composta filosofia in saggezza dell’amore.E siamo al terzo punto, dove Gandhi con gentilezza abbatte il nostro cristianesimo, l’unica via che ci parlava d’amore, anche questa trasfigurata; la nostra società dell’opulenza crea i miserabili esemplari dell’umanità che l’India conosce bene, e non è la sola.In conclusione, il monito di una persona che con la non-violenza applicata alla disubbidienza civile ha scardinato l’imperare, il comandare, il dominare occidentale sugli uomini e sulla natura, non può cadere nel vuoto. E’ ora che facciamo ripartire quel messaggio che Gandhi ci ha lasciato di amore e verità, che forse sono la stessa cosa; ognuno di noi nel suo piccolo vivere quotidiano che fa la storia di tutti, dovrà lavorare con questa meta, un lavoro che richiede i suoi tempi, come un contadino coltiva incessantemente la terra senza divorarla ma rispettandola.Grazie Gandhi e buon lavoro a tutti a noi.

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i numerosi avvenimenti che ormai da tempo ci circondano e che ci portano sempre di più verso dei cambiamenti nella civiltà di questi tempi hanno coinvolto ogni singola persona che sia nera, bianca, gialla, rossa, o che abbia tutti i problemi del mondo che sta diventando sempre più sporco e pieno di delinquenza,si spera però che i bambini abbiano un futuro migliore e che non prendano esempio delle azioni degli adulti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Sono nato in Germania in tempo di guerra,i miei genitori raccontamdomi le traversie, passate in quel periodo,siamo stati aiutati da gente di ogni nazione,durante la ritirata ritengo a mio avviso questo comportamento, queste divisioni queste scelte prive di valori, pensiamoci un pò!!

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"Mi ricordo di alcuni anni fa' quando la mia classe era piena di ragazzi stranieri provenienti da vari paesi del mondo e mi ricordo come stare in classe con noi, ragazzi italiani, sia servito molto ad integrarli, ovviamente se avevano grossi problemi nella lingua italiana facevano dei corsi supplementari ogni tanto ma di certo non erano in classi differenziate e nn sono per niente d'accordo con quest'"idea"."

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Credo che vi sia una convergenza di opinioni sul fatto che i bambini, in ragione della loro spontanteità e naturalezza, riescono a stare insieme meglio degli adulti. Spesso è proprio dal contatto con gli adulti che imparano ad erigere muri, a notare le differenze e a trasformare le diversità in conflitti. Per questi motivi credo che l'approccio alla integrazione debba essere il più naturale possibile (certamente può aiutare lo studio delle religioni, della storia e delle varie culture), ma è necesssario soprattutto trovare insegnanti preparati a questo tipo di insegnamento, capaci di guardare con gli occhi di un bambino.

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Spero che tutte queste voci arrivino a chi ha il compito di governare.

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e bello poter condividere opinioni e confrontarsi,ma e ancor piu bello saper ascoltare, chiunque,tutti hanno diritto, di essere ascoltati.la nostra societa non ha il tempo,per dedicare al nostro vicino, un minimo di attenzione.ecco perche sono sempre di piu le persone in completa solitutine,bisogna fare qualcosa di concreto,i suicidi negli adolescenti,e nei giovani,sono spaventosamente aumentati.aiutiamoli

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"sono daccordissimo "ècome un ospedale che cura i sani e non guarda l'ammalato"

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@Maddy Vetta Dici proprio bene, sono gli adulti che forniscono ai bambini gli elementi per erigere muri, infatti sono i genitori del bambino proveniente dal Marocco(vedi mio precedente commento dell'1/11/2008)ad impedire la libera integrazione del bambino

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Convengo con tutti voi! Ciò che avete espresso fa parte della vita di tutti i giorni e delle aspirazioni di una Europa che è costretta dagli eventi ad integrare le generazioni di profughi, spinti dalle necessità contingenti e dalle guerre nei loro paesi d’origine. Per loro l’integrazione è difficile, in quanto i loro usi e costumi sono così diversi dai nostri, che poi sono diversi tra Stato e Stato anche al nostro interno. Noi non ci siamo uniformati ai tedeschi, ai francesi ecc. Da pochi anni è finita una guerra in Bosnia, e non era etnica? Quindi voglio dire, per esempio a Loredana, che è comprensibile che la famiglia marocchina voglia preservare il figlio dalle contaminazioni occidentali, ne ha paura. Mentre è lodevole che si sia cercato di fare sentire a suo agio il bambino allestendo lo spettacolino. Questo sarà comunque servito agli altri bambini per capire da dove viene il loro compagno e che esistono altre realtà differenti da quella in cui vivono. La famiglia marocchina si integrerà, lo farà presto e sarà il bambino stesso ad operare in questo senso. Il semino dell’integrazione lanciato dalla maestra produrrà il suo frutto col tempo. Gli italiani in America hanno impiegato diversi anni ad integrarsi e ancora oggi si vede che sono italiani, ma hanno avuto anche il Sindaco Giuliani e tanti posti di responsabilità in quella nazione, cose che non è stata né in Germania, né in Inghilterra e Olanda per esempio, e queste sono in Europa. Per quanto riguarda la situazione attuale riferita al ddl della Gelmini, mi pare che sia vergognoso che per poter mantenere la promessa di togliere l’ICI, si sia dovuto ricavare il mancato introito in questo modo. Una cara vecchia abitudine dei nostri nonni era quella che quando le entrate in famiglia diminuivano si ridistribuivano le risorse equamente fra le necessità della famiglia stessa. Qui mi pare che di equo non ci sia niente. E comunque togliere risorse e forze lavoro, in un momento così difficile e con le integrazioni in corso, sia veramente un voler attaccare alle fondamenta il popolo. Meno colto è e più è assoggettabile. È questa la filosofia? È una filosofia televisiva? I ragazzi non ci stanno perché vedono da vicino le difficoltà dei loro insegnanti a districarsi nel ginepraio in cui riversa la Scuola anche senza il ddl. Certo un discorso a parte andrebbe fatto sulla meritocrazia, ed è vero che alcuni insegnanti non sono degni di questo nome, ma sono solo alcuni e non va punita tutta la categoria che invece lavora per i ragazzi che saranno la futura generazione. Per quanto riguarda le fazioni destra-sinistra è stato un chiaro tentativo di strumentalizzazione politica, anche becera a mio avviso, oltre che non di chiara matrice. La violenza non è mai una iniziativa positiva ed è un estremismo che mira alla distruzione e non alla costruzione. Invece le manifestazioni erano pacifiche e le rivendicazioni dei ragazzi porte con giustificato sdegno, ma anche con goliardia. Si vede che fra le trame vi erano nostalgici del 1968. In questo caso non riesco a vedere la luce e devo fare un grande sforzo per pensare positivo. Però lo faccio e credo che la fiducia nei ragazzi stessi possa essere la vera molla che farà scattare un’azione improntata alla costruzione del futuro che essi devono pretendere dalla nostra generazione. Nessuno di noi è nato per propria volontà e quindi la responsabilità verso chi si fa nascere per la nostra volontà bisogna prendersela tutta e consentire loro di poter vivere e progredire. Vi auguro, come sempre BUONA VITA! Maria Giovanna

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"La linguistica insegna che non serve a niente insegnare ai bambini la grammatica di una lingua, basta sottoporli a tale lingua e, grazie ad un fattore biologico, riescono a impararla. Verso i sette/otto anni, però questa "facilità" di imparare le lingue comincia a venire meno. E' una finestra che si chiude. Quindi, le classi separate sono completamente inutili alle elementari, anzi, sono persino dannose perché i bambini stranieri non hanno più la possibilità di confronto con coetanei italiani. L'integrazione che si vuole creare viene così distrutta. L'apartheid non mi è mai piaciuto e le classi ponte, che il governo voleva propinarci, non sono altro che segregazione!"

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L'integrazione parte dalla tenera età - non importa se alcuni bimbi sono più impegnativi di altri perchè questa è la diversità, siamo diversi anche se di colore uguale, abbiamo bisogno di attenzioni diverse perchè non siamo tutti uguali. Insegnamo ai nostri figli che taluni hanno bisogno di più attenzione, insegnamo la tolleranza; quando questa filosofia di vita sarà all'interno del dna, avremo fatto un passo da gigante. Tutti dicono: il mondo è bello perchè e vario, e che lo sia a 360 gradi anche nelle scuole, è in questo luogo che si è liberi da preconcetti e tutto ciò che s'insegna sarà manna dal cielo.

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Non si è mai visto che per includere qualcuno occorra isolarlo: l'inclusione passa attraverso la full immersion. I bambini (sono insegnante elementare) imparano maggiormente dai compagni (giocando, stando insieme in classe, ecc.) che da soli, in una classe con altri bimbi stranieri. E' una logica segregazionista, quella delle classi separate: lo abbiamo visto con i bambini diversamente abili. L'apprendimento passa attraverso la socializzazione... Giuliano

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"salve ! ho avuto modo di incontrarvi anche qui ...carissimi ! La diversità non è solo nel colore della pelle , nella religione ,la diversità è anche quella di mio figlio autistico !è "diverso" dagli altri , per me sarebbe meglio definirlo "speciale" , ma è comunque fonte di impegno , confronto , dialogo tra bambini , genitori , insegnanti ...tutte cose che nella sua classe senza la presenza di mio figlio non ci sarebbero .a presto . Lucia"

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amici sarò breve e conciso: 1)non buttiamo giu il mondo della scuola xkè confessiamolo:siam in senso lato quasi in prevalenza autolesionisti ed amanti di denigrar il mondo che ci fa CAMPARE 2)si può cambiare modificando tutto ma non abbattendo tutto xkè la scuola è fonte di vita e vivaio di relazionaliytà e credetemi è un modo di ben-essere e poichè la relazionalità è un requisito essenzialwe x qualsiasi contrattazione formativa;necessita applixcarla ovunque 3)aiutiamo i divers-abili con quel fatidico e nacosto modello di far ricorso x dar il momte h/sett a tutti i soggetti x il sostegno globale

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@Aldo Professore Zolfino Per favore puoi spiegarmi meglio il punto 3 del tuo commento? Grazie

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salve a tutti, di solito non faccio commenti ma questa volta farò un'eccezione, io vorrei dire che fino a quando ci saranno persone che pensano di essere migliori e superiori agli altri solo perchè hanno un certo colore di pelle, o perchè si sono trovati a nescere in una famiglia, in un paese,o in una condizione particolare, non ci sarà mai la completa integrazione, infatti io sono italiana, e pur spostandomi dal sud al nord ho potuto riscontrare che ancora tanti giovani , adolescenti hanno lo spirito di superiorità addittando e mortificando un ragazzino che parla la loro lingua, che ha lo stesso colore di pelle e che ha la stessa nazionalità. Questo non è un problema di diversità, ma di educazione e l'ideale di superiorità non ha colori.Grazie.

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"Osservo i bambini in un parco giochi e ascolto le mamme nelle loro discussioni. Alla salita di uno scivolo un bambino sgomita per superare la fila di attesa: "Si sa difendere il piccolo". All'altalena un bimbo ben disposto accede spintonando un altro in attesa: "I bimbi grossi sono sempre prepotenti". Sulla giostra c'è un posto libero, due bimbi corrono per occuparlo, chi arriva primo è un bimbo di pelle scura: "Vengono quì e pretendono di fare i loro comodi". E' bello sentir parlare con rispetto di Gandhi, di don Milani, della signora Irigaray, ma quale sconforto nel sentire alcune mamme, certo non sono tutte così ma da quale formazione scolastica sono uscite? Forse sarebbe meglio abbassare l'attenzione sulla grammatica ed incentivare l'educazione civica e la poesia. La grammatica, necessaria, si può imparare con un percorso più lungo."

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