Un nero simbolo del cambiamento in America. E da noi?

Molti si scandalizzano di fronte alla parola razza, politicamente scorretta, ma non è forse vero che ciò che ha causato tanto clamore nel mondo intero rispetto all’elezione di Obama è proprio il suo essere afro-americano?

Guardiamo quest’uomo e chiediamoci: ha vinto solo per il colore della sua pelle o perché ha anche avuto il coraggio di ammettere gli errori che l’America ha fatto? E’ davvero un visionario, uno che crede nel futuro, o piuttosto un campione di pragmatismo?

Certo una cosa del genere poteva accadere solo in un Paese multietnico ed eterogeneo come gli Stati Uniti, la loro storia e il loro tessuto sociale trasudano immigrazione e integrazione.

Ma quale potrà essere il segno del cambiamento nel nostro Paese, considerato il fatto che manca una vera tradizione di integrazione? Se è vero che il cambiamento in Italia non potrà passare attraverso la diversità etnica, perché non affidare l’impresa del cambiamento alle donne o ai giovani?



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Sono portato a credere, per un pregiudizio volontario, che il colore della pelle di Obama sia una forza che altre persone più presidenti di lui abbiano controllato per i propri sogni. E seppur Obama e coloro più potenti di lui avessero un sogno e fossero così forti da realizzarli globalmente, perchè mai c'è guerra ovunque e discordia persino negli occhi? Quest'ultima domanda mi fa credere il mio pregiudizio come un postgiudizio. Non credo di avere addirittura spazio nella gestione politica italiana e in generale poichè, da Italiano, da cittadino del mondo, mi sento comunque un immigrato. Questa è l'idea senza passaporto, senza certificazione, senza riconoscimento, che convenzionalmente verrebbe scartata solo per non essere identificabile: Alla domanda Fino a quando l'uomo dovrà lavorare per la collettività invisibile? rispondo che non vedo fine nel tempo. Perchè non c'è migliore momento storico per distribuire un'alloggio spartano e tecno-eco-logico, un pezzo di terra per il cibo e il contatto con la natura ad ogni abitante della terra. Non c'è miglior momento per trasferire il sapere su internet in modo tale da essere ovunque reperibile. Non c'è miglior momento di cominciare ad indagare sulla realtà uomo giacchè nel 2009 ancora stiamo guardando all'esterno di noi stessi, partendo da noi stessi a nord a sud a est a ovest poco sappiamo di noi stessi del punto di origine della vista, delle strade percorse. Invece c'è sempre il momento per una guerra o per consumare la natura, il mondo. I fatti dimostrano questo. Saluti. Marco.

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Accolgo con entusiasmo e appoggio l’ultimo quesito del Post. I giovani che provano sulla propria pelle il giogo del precariato, alla pari delle donne che ne hanno respirato a tonnellate, anche quando il lavoro era fisso, ma poteva diventare instabile, per la propria condizione di datrice di vita o, semplicemente di essere o no a disposizione delle maestranze maschili. Pensate che, quando sono entrata in banca io, le donne erano licenziate se si sposavano, avendo una semplice maggiorazione della liquidazione di quattro mensilità. Nel 1960 era normale, era considerato giusto, ipocritamente, si diceva, per la conservazione dell’istituzione della famiglia. Poi venne il 1968 … ma questa è un’altra storia. Molte conquiste di quel periodo sono state vanificate dalla manipolazione della legge sul precariato. Ripeto cose che ho già detto in altri casi, il precariato perenne è un anacronismo che fa comodo solo a chi vuole e può sfruttarlo. Ai giovani e alle donne, si sono aggiunti i pre e post cinquantenni che si trovano per strada o con stipendi ridotti senza poter dire nulla. Se non si salva il lavoro, se non si rispetta il primo comma della Nostra Costituzione, come salveremo la Repubblica Democratica? Hanno un bel parlare i politici ma, i fatti sono questi: La vera discriminazione è fra chi detiene un qualsiasi potere economico e quelli che da essi sono soggiogati e li arricchiscono. I contrasti razziali attuali sono guerre tra, come dire, poveri e timorosi di perdere le certezze, che ormai sono già perse da tempo. Le altre forme di razzismo sono da considerare azioni delinquenziali e sicuramente da attribuirsi a ghetti sociali infausti. La società multirazziale si sta formando nonostante tutto e va inesorabilmente per la sua strada. Il processo è stato ed è ancora lento ma, sta accelerando. Forse è atto a formare generazioni più forti. Per far ciò ci saranno delle vittime. È la storia che lo insegna. Poi si comincia a capire qualcosa in più. Si fa' esperienza. Obama è, appunto un nuovo capitolo di storia che si apre e chissà che possa far avverare il sogno di Martin Luther King, ma anche quello di Gandhi e di tanti altri che hanno nel cuore il senso della giustizia. I veri americani sarebbero i Pellerossa, i discendenti dei Maya e tutti quelli che erano stanziali, (anche se nomadi), in quei territori. L’esodo degli Europei, ha portato come conseguenza uno dei cambiamenti epocali della storia umana e non senza vittime, come si sa. Perciò, mi pare enormemente significativo, che uno dei discendenti di persone schiavizzate per lo sviluppo delle Americhe, salga oggi alla maggiore carica degli Stati Uniti d’America. AUGURIAMO POSITIVITA’, BUON LAVORO, BUONA GIUSTIZIA E BUONA VITA! A OBAMA E ANCHE A TUTTI VOI. Maria Giovanna 20.1.2008 h 3:15

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Leggo il commento di Marco e constato che la fiducia nell’uomo è scarsa. I motivi che conducono a questo sentimento ci sono. Le guerre ci sono e, forse non finiranno mai, perché ci sono le industrie che costruiscono e studiano le armi e poi, le devono spendere, per giustificare le assegnazioni economiche fatte dai vari governi. Dietro questo, lo sapete tutti ma, lo ribadisco, ci sono tutti i balzelli intermedi che costituiscono i plus guadagni degli avidi. L’avidità a dispetto del rispetto della vita è la vera tragedia. Se ci togliamo però, anche la SPERANZA non arriveremo mai a rendere possibile il desiderio di normalità, di contatto con la natura, che dice il nostro Marco. Perciò è meglio SPERARE e FARE NEL NOSTRO PICCOLO passettini piccoli, piccoli che, come il sasso di Davide contro Golia, sconfiggano le ingiustizie esistenti. Cominciamo con non commetterle noi e diamo fiducia ai prossimi fatti di un Presidente Americano, che potrebbe rappresentare la differenza. Lasciamolo lavorare. Lasciamolo fare. Intanto ha già ottenuto un risultato che prima non c’era: la maggioranza silenziosa dei neri d’America e i loro simpatizzanti, hanno votato. Non sono stati passivi. Dimostrano di volere un cambiamento. Staremo a vedere. Con fiducia, vero Marco! BUONA VITA! Maria Giovanna Intervengo troppo? Ditemelo? 20.1

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MI trovo d'accordo con quanto scritto da Maria Giovanna. Credo infatti che l'elezione di Obama possa essere presa come esempio di un reale cambiamento e riportata al contesto nazionale italiano affidando il futuro del nostro Paese a risorse importanti come le donne e i giovani. Se l'America, che per molto tempo ha ghettizzato i neri, oggi saluta un presidente di colore, perchè l'Italia, che ieri discriminava le donne e oggi non valorizza i giovani, non potrebbe trarre insegnamento da questa svolta per intraprendere il sentiero del vero cambiamento? A&P Redazione

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"Credo molto in Obama , ma non focalizzerei troppo il discorso sul colore della sua pelle ,sul fatto che sia afroamericano ,su problemi di discriminazione dei neri , come delle donne e dei bambini ... mi sembra troppo semplicistico . Nel senso che Obama è una brava persona piena di voglia di fare e di cambiare e questo indipendentemente da tutti i "corollari" che ci si possono ricamare sopra ... magari sono tutti a suo vantaggio o meglio lo sono stati al momento dell'elezione ,forse. Questi "corollari" di cui ha scritto prima , ora diventeranno una spada di Damocle sospesa sul suo capo! Immaginate quante aspettative tutti noi abbiamo nei suoi confronti ? Aspettiamo il suo discorso , pronti a cogliere tutte le sfumature e le virgole o i punti! Aspettiamo le sue risposte a problemi enormi e veri : -Medio Oriente -crisi economica -clima, ambiente e protocollo di Kyoto -Guantanamo -ecc......... Aspettiamo tutti di vederlo all'opera ma già siamo come falchi pronti a cogliere il minimo errore o scivolo o passo falso! Obama è l'uomo più potente del mondo . Obama è l'uomo su cui pesano più aspettative rispetto a qualunque altro uomo del presente e del passato ! Lasciamolo lavorare . Farà bene o ci proverà ,ne sono sicura . Sono ottimista e positiva , guai non esserlo,su quello che sarà il suo operato ... ...indipendentemente dal fatto che sia scuro di pelle ... America , Terra ...i migliori Auguri ! Ne abbiamo tutti bisogno . Saluti a tutti. Lucia 20-01-09 h13.10"

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è propio qesto il problema in Italia, il cambiamento non potrà Mai! Passare attraverso la diversità etnica. Io posso dire solo una cosa,il male non è nel colore della pelle, ma nella mente dell'uomo

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Prendo spunto dall'intervento di Lucia per fare una riflessione sul colore della pelle di Obama. Mi chiedo infatti se il suo essere nero rappresenti un effettivo cambiamento della politica americana, o addirittura una svolta storica, come asserito da molti. Ci troviamo davvero di fronte ad un cambiamento così importante? O forse è proprio l'essere nero di Obama, la sua appartenenza ad una minoranza etnica, ad aver caricato di aspettative eccessive il mondo? Giovanni Foti-Redazione

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Da una parte ha ragione Pasqualino nel dire che il male non è nel colore della pelle ma nelle mente dell'uomo, ma forse si potrebbe discutere rispetto alla possibilità di cambiare. Il colore della pelle non si può scegliere, ma il proprio pensiero può fortunatamente essere modificato. E Obama è la prova vivente di un pensiero che si evolve e si modifica parallelamente al corso della storia. E in Italia? Che sia un mutamento etnico o un cambiamento nel nome delle donne piuttosto che dei giovani sarà figlio del tempo...non possiamo di certo escluderlo, no? Sara e Carlotta - redazione

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Sono in accordo con tutti voi. Certo! Le aspettative del mondo sono molto alte nei confronti di Obama. Certo! Non ci si deve femare al suo essere scuro di pelle. È ovvio che quello che conterà sarà quello che riuscirà a fare nei confronti dei vari problemi citati da Lucia. Comunque, però lui incarna la sintesi della possibilità di un uomo di sollevarsi da una situazione difficile per aiutare gli altri. In questo momento è l’eroe, la persona più potente del mondo ma, ha anche gli occhi di tutti puntati addosso. Non può permettersi errori. Dal primo passo si vedrà il suo intento, Ciò è avvenuto anche per tutti gli altri presidenti e l’ultimo si è visto cosa sapeva fare. Non ci vuole molto a fare meglio! Non vi pare? È vero, anche a fare peggio. Tant’è ormai è il DI-DAY, non possiamo che stare a guardare e incrociare le dita- Un bell’inno non starebbe male. Fede, mi raccomando, nella giustizia sociale e nel rispetto soprattutto. BUONA VITA! Maria Giovanna 20.1

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A Obama, a tutti sognatori !

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"Oggi è il giorno della speranza, io non credo che un uomo da solo riesca a cambiare il destino dell'umanità intera, ma so che la speranza è il principio attivo della vita e se non c'è speranza non c'è vita. Barak Obama, per il quale chiedo l'illuminazione di tutti profeti e di tutti i Buddha,Confuci,Allah e quant'altro, sia l'uomo della provvidenza nel senso che rappresenta, anche con il colore della sua pelle, la grande novità del nostro tempo. Un giorno di speranza sopratutto perchè è riuscito a far tacere l'assordante rombo dei cannoni a Gaza.David Grossman ha scritto oggi...."Abbiamo dimostrato di essere forti,ma non per questo avevamo ragione."Riflettiamo sopratutto sull'indifferenza colpevole della politica europea. Io europeista in tempo non sospetto del Federalismo Europeo, oggi , se mi fosse richiesto, direi un secco "NO" a questa europa fatta di spartizioni ingenerose e di clientele marce."

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YES I CAN....SI.. OGGI SI CAMBIA FINALMENTE, BASTA CON LA LOGICA DELLA GUERRA E LE TEORIE DEL PREDICATORE BUSH, BASTA CON LO SCONTRO DI CIVILTA'.......MA VERAMENTE CI SENTIAMO SUPERIORI E CIVILI, IN QUALE SENSO?...IN QUALE CAMPO?....IN QUALE MANIFESTAZIONE ETICA O MORALE ?.MA NON CI ACCORGIAMO CHE NEL NOSTRO TERZO MILLENNIO MUORE ANCORA LA GENTE PER PRIVAZIONE IN UNA CITTA' COME MILANO DOVE LO SPRECO E' INTOLLERABILE......SI, YES I CAN..ALL'INFINITO! AUGURI PRESIDENTE NERO OBAMA; AUGURI DI BUON LAVORO PER UN'AMERICA CHE TORNI AD ESSERE FARO DI DEMOCRAZIA E NON COVO DI GUERRAFONDAI E TORTURATORI. GOOD BLESS AMERICA FOR ALL

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"Vorrei puntualizzare una cosa e soprattutto fare un'osservazione : perchè continuate a chiedervi quali saranno e se ci saranno ripercussioni e mutamenti ,a lungo o breve termine in Italia ? Non è limitante e restrittivo ricondurre tutto all'Italia ? Io sono ITALIANA E ORGOGLIOSA DI ESSERLO nel bene e nel male , ma mi sento soprattutto CITTADINA DEL MONDO!!! Obama rappresenta una nuova immagine mondiale . Quello che farà - il discorso per importante che sia è solo un discorso , altra cosa sono i fatti reali - avrà VALENZA GLOBALE !! Mi sbaglio o solo poco tempo fa si parlava qui nel blog di "Mondo unico"? Aspetto ivostri commenti Lucia 19 gennaio 2009 h 17.50"

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"Cara Lucia, trovo la tua osservazione assolutamente pertinente e vorrei proprio cogliere l' occasione per far riflettere gli utenti su questo aspetto che nessuno aveva ancora considerato e ringraziarti per il tuo contributo prezioso. E'davvero un limite ricondurre ad una realtà a noi più prossima il cambiamento globale che Obama rappresenta? Voglio dire: se questo cambiamento è globale non può e non deve limitarsi alla sola realtà degli Stati Uniti ma per essere tale credo sia essenziale che ogni nazione si impegni a compiere un passo avanti rispetto alle prorie criticità e debolezze,che necessariamente sono diverse perchè diversi sono i trascorsi passati,la storia,i valori che caratterizzano i singoli paesi. Non c'è forse la necessità di una maggiore responsabilità sociale a livello globale? Questo attribuire e implicitamente doveri morali all'America di Obama, caricandola di troppe aspettative oltre che di eventuali meriti non è forse un'atteggiamento che potrebbe dimostrare ancora una volta un mancato senso di responsabilità? Io credo sia doveroso essere partecipi con la nostra specificità di quello che sta succedendo e guardare alla nostra realtà italiana è un primo passo per prendere atto del contributo che ciascuno può dare per fare di questa speranza di cambiamento una realtà, senza troppe aspettative e illusioni ma con la fede e l'impegno di chi crede che "Yes, we can"."

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"Rossana grazie per la tua risposta . In effetti pensavo di essere un pò cinica in quel commento , ma è esattamente quello che penso . Io sono una provinciale , ma la mia mente è proiettata in una dimensione diversa dal campanilismo e dalla ristrettezza territoriale. Obama merita di essere considerato per quello che è e rappresenta :un'opportunità di cambiamento unica per tutti i continenti , le nazioni , le religioni , gli schieramenti politici. Se si collabora non si possono che ottenere risultati , anche piccoli ; ogni piccola conquista diventa , in quest'ottica , una grande vittoria ! A presto . Lucia 20-01-09 h22.30 P.S. scusate , potete leggere gli ultimi commenti del "mio " post , per capirci quello su mio figlio disabile ? Vorrei mi rispondeste in tanti , se volete ."

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"La mia ragazza è straniera, brasiliana; quando è arrrivata in Europa la prima volta l'anno scorso è rimasta impressionata principalmente da 2 cose: - la qualità di vita, quando ha visto in città degli anziani bere un bel boccale di birra: il suo commento è stato "tutti i brasiliani vorrebbero passare in Europa la loro pensione" - l'altra cosa che l'ha impressionata è stata l'intolleranza verso gli stranieri: senza riportare le sue esatte parole, diciamo che è una cosa alquanto "imbarazzante" vedere che da noi c'è ancora qualcuno (o forse la maggioranza) che ha paura di stringere la mano ad una persona di colore diverso!!! Questo per dire che da noi siamo lontani anni luce"

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Ma noi siamo davvero pronti? Voteremmo per una persona di colore? E’ sì vero che si sta lasciando qualche posto ai giovani e alle donne, che vanno a ricoprire anche cariche più o meno importanti nel nostro Paese. Non dimentichiamoci però che siamo lo Stato in cui Vladimir Luxuria ha vinto solo all’Isola dei Famosi, diventando così una sorta di eroina nazional-popolare paragonata da alcuni a Barack Obama. Quando era deputata, però, è stata sotterrata di critiche! E che dire dell'ultima edizione del Grande Fratello, in cui un concorrente è di etnia rom? I cambiamenti in Italia sono sì possibili... ma forse, per ora, solo nei reality show!