In Italia le spettacolari immagini della nave semisommersa, così come le questioni riguardanti le responsabilità di Costa Crociere e del Capitano Schettino hanno monopolizzato l'attenzione del pubblico. Nelle Filippine si festeggiano quelli che vengono considerati dei veri e propri eroi grazie al video girato da un membro dell'equipaggio.
E' bastato un video per trasformare un manipolo di Overseas Filipino Workers in veri e propri eroi. Si tratta dei quasi 300 membri di origine filippina dell'equipaggio della Costa Concordia, che sono arrivati giovedì scorso a Manila sprovvisti di bagagli ed effetti personali, ma con un filmato che ha fatto il giro del web, a testimonianza dell'impegno e dello sprezzo del pericolo di questi lavoratori. A girare il filmato è stato Reyson Cartago, cuoco della nave.
Si tratta di immagini drammatiche e piene di umanità e di bayanihan, termine filippino che indica uno spirito di comunità nell'affrontare problemi e difficoltà. Alcuni tra i momenti salienti del video mostrano i colleghi di Cartago, lavapiatti, cuochi e camerieri, correre in giro per la nave alla ricerca di sopravvissuti, aiutare un compagno ferito a camminare per portarsi in salvo e infine rassicurare i passeggeri prima dell'abbandono della nave: "Signora, deve saltare dalla nave - dice un membro dell'equipaggio - Qualunque cosa accada me ne assumo personalmente la responsabilità, perciò si fidi". All'arrivo in patria i lavoratori sono stati accolti da commozione e applausi, accompagnati dalle testimonianze dei passeggeri della nave: "Ci hanno aiutato i cuochi e i camerieri, filippini. Si sono legati insieme per farci arrivare alle scialuppe - dice un passeggero francese - è grazie a loro se siamo arrivati appena in tempo."
Gli eroi sono stati accolti dalle dichiarazioni della Magsaysay Maritime Corporation, responsabile dell'impiego dei marinai, i cui portavoce si sono dichiarati "orgogliosi dell'equipaggio"; e del Dipartimento degli Affari Esteri, che ha riconosciuto la "professionalità e il coraggio" degli uomini, congratulandosi con loro per aver mostrato il lato migliore dei marinai filippini nel mondo e dichiarandoli "ambasciatori naviganti", nelle parole del Presidente delle Filippine Benigno S. Aquino III.
Nell'emozione del ritorno, un uomo è diventato, suo malgrado, simbolo di tutti quegli aspetti dell'immigrazione spesso dimenticati: Rogelio Barcita, che è tornato nelle Filippine solo con la sua uniforme da cuoco e con due oggetti: un rosario di legno e un orso di peluche, destinato alla figlia di due anni.
Così, anche se l'attenzione dei media e del pubblico è giustamente concentrata sulle responsabilità e le conseguenze del terribile disastro, l'affaire Costa Concordia diventa per alcuni l'occasione per riflettere sul valore umano e professionale dei tanti immigrati, indispensabili protagonisti silenziosi del mondo del lavoro italiano, spesso venuti qui per garantire la possibilità di una vita dignitosa alle persone che amano.
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