L'italia e la Giornata Nazionale dei Diritti dell'Infanzia.
Il 20 novembre è una giornata importante, una delle più importanti ricorrenze internazionali della storia dei diritti umani. In questo giorno nel 1989 infatti l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottava la Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia. Il documento è in assoluto quello più ratificato dagli Stati Membri e ad oggi possiede valore legale in 193 nazioni, con la sola esclusione della Somalia e degli Stati Uniti.
Quali sono però i punti fondamentali della dichiarazione? Come ci si può immaginare il primo e più importante è naturalmente quello del rispetto della dignità umana e dei diritti di uguaglianza e di qualità base della vita, ma il secondo punto potrebbe sorprendere più di un lettore. Il concetto che viene espresso è infatti quello dell'identità del fanciullo e della libertà e del rispetto della stessa, che deve essere garantita dallo Stato, qualunque essa sia. Ogni minore deve essere rispettato come individuo, e deve poter vivere il proprio patrimonio culturale, religioso ed etnico libero da discriminazioni di razza, sesso, opinione politica, condizione sociale o economica.
Insomma, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite riconosce come condizione fondamentale e presupposto la libertà di mantenere la propria identità e di valorizzare il proprio patrimonio culturale. L'identità è un concetto che nella Dichiarazione viene menzionato spesso, legandosi naturalmente a quello della cittadinanza. Ogni essere umano ha infatti diritto alla cittadinanza, che gli viene concessa alla nascita; gli Stati Membri devono essere in grado di garantire questo diritto ed evitare che il fanciullo si ritrovi nella condizione di apolide, cioè privo di una cittadinanza e di una nazione di origine.
Oggi, 22 anni dopo quanto stabilito dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite è legge in tanti Stati, tra cui l'Italia, e tuttavia la strada per il pieno rispetto delle norme è ancora lontana, e in particolare alla luce delle questioni sollevate recentemente da nomi eccellenti della politica, diventa importante riuscire a trovare un modo per rispettare pienamente quanto richiesto nella carta sul tema dell'identità e della cittadinanza.
Oggi in Italia capita che un minore figlio di stranieri assuma la cittadinanza dei genitori, nonostante spesso questi vengano da un paese che il bambino potrebbe non conoscere mai e che non è quello dove si troverà a crescere e vivere. Capita anche che genitori stranieri entrati in Italia clandestinamente vengano rimpatriati anche se i figli ancora frequentano la scuola, secondo quanto recita il Testo Unico sull'Immigrazione, per cui un clandestino può rimanere nel paese solo "gravi motivi connessi allo sviluppo psico-fisico del minore, determinati da una situazione d'emergenza". Situazioni che però non prevedono il fatto che il fanciullo stia andando a scuola in Italia, evento che rientra in quelli "che possiedono una tendenziale stabilità".
Il viaggio da fare è lungo, prima che la Dichiarazione trovi vero rispetto e piena applicazione per tutti bambini ancora stranieri nel proprio paese, ma per fortuna possiamo dire che dal 1989 tanto è già stato fatto, e in questo momento tante voci autorevoli si sono levate per proteggere una classe di deboli tra i deboli, e ne siamo bene felici. Oggi, 20 novembre 2011 la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Infanzia compie 22 anni: tanti auguri!