Le carceri scoppiano, sovraffollamento record

carcereLa torrida estate 2011. Carceri nella illegalità è il titolo di un dossier che fotografa la realtà degradata delle carceri italiane. L'ha pubblicato il 23 giugno l'associazione Antigone, una delle poche realtà che in Italia si occupano della questione carceri, vera cartina tornasole della qualità della democrazia in un paese. Antigone, che da pochi giorni ha festeggiato i vent'anni di attività, stila un rapporto dettagliato dello stato drammatico delle patrie galere. A partire dai numeri dell'affollamento delle celle dove per legge in Italia non potrebbero viverci più di 45.551 detenuti. E quanti sono al 31 maggio scorso? Più di ventimila in eccesso, ovvero 67.174 con le inevitabili conseguenze sull'igiene, sulla qualità dei rapporti tra le persone e in generale sulla qualità della vita. Quel numero è più che raddoppiato dal 1990 a oggi.

Tra gli istituti più affollati ci sono quello di Busto Arsizio, di Vicenza ma anche Catania e San Vittore a Milano dove per ogni 100 posti regolari ci sono 232,9 reclusi. Il 21 per cento dei detenuti stranieri nelle carceri del nostro paese (24.954, ossia più di un terzo del totale della popolazione carceraria italiana) proviene dal Marocco, il 14 per cento dalla Romania, il 12,5 dalla Tunisia. Tra le donne, il 22,4 dalla Romania e il 16,4 dalla Nigeria.

In venti anni, l'Italia è divenuta fanalino di coda delle carceri nell'Europa occidentale. Come spiega Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, «i tassi di detenzione (numero dei detenuti per numero degli abitanti) e di sovraffollamento (numero di detenuti per numero di posti letto) erano tra i meno preoccupanti d'Europa.»

Il dramma delle carceri italiane è ancor più evidente se si confrontano i numeri europei con i nostri. Ogni 100 posti letto negli istituti di pena, la media europea dice che ci sono 96,6 detenuti, in Italia ce ne sono 148,2. All'11,5  per cento di stranieri corrisponde il 37 nelle carceri italiane. Anche l'uso della custodia cautelare è superiore (42,2 rispetto al 24,8) rispetto agli altri paesi. Analoghe differenze anche tra la proporzione tra detenuti, personale di polizia e non nel nostro paese e altrove.
E pure il numero dei suicidi in carcere in Italia è superiore alla media continentale: 8,2 su 10mila da noi, 6,1 in Europa.

In conclusione al dossier, Antigone pone alcuni punti decisivi e irrinunciabili per migliorare la qualità di vita all'interno delle carceri. Tra i più significativi ci sono:

  • Almeno 12 ore quotidiane da trascorrere fuori dalla cella.
  • Aumento delle ore da trascorrere all'aria aperta.
  • Colloqui con i parenti anche il sabato e la domenica.
  • Ingresso senza ritardi dei medici di fiducia dei detenuti.
  • Sistemi di ventilazione. Incremento della presenza di volontariato, associazioni e cooperative.

Foto di Gerry Dincher