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Videointervista a Carlo Petrini

Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e Terra Madre, si racconta e condivide le sue idee sullo sviluppo sostenibile, sui valori di base della nostra cultura alimentare e sull'innovazione.

Racconta in modo diretto le sue esperienze con Terra Madre, l’incontro con i popoli e la sua fervente passione per la biodiversità e i diritti dei popoli alla sovranità alimentare.

Scoprite in tutte le pillole video le risposte di Carlo Petrini relative ai temi di identità alimentare, mantenimento della diversità culturale come ricchezza dell'umanità e alla sua concezione di innovazione.

  • Guarda l'intervista in versione integrale (6 min)
  • Produzione sostenibile, biodiversità, rispetto dei valori. È questa la strada giusta per risolvere i problemi alimentari nel mondo?

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  • L'agricoltura sostenibile sarà davvero in grado di sfamare i popoli oppure metodi come gli OGM possono essere efficaci?

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  • Quanto è comprensibile l'identità di un popolo analizzandone abitudini e consumi alimentari?

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  • Quanto forte è in Italia l'identità alimentare?

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  • Quanto è importante l'informazione per poter arrivare a una corretta alimentazione?

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  • Quali sono i prossimi obiettivi di Terra Madre?

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  • Il Time Magazine l'ha inserita tra gli "eroi del nostro tempo" come innovatore. Cosa significa oggi essere innovatori?

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  • Mangiare biologico fa bene a noi e all'ambiente, ma non proprio alle nostre tasche. Come si può seguire questo tipo di alimentazione in un periodo di crisi economica?

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  • Ci racconta l'esperienza di Terra Madre con Ermanno Olmi nel raccontare la felicità della terra?

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  • Contadini, pescatori, allevatori. Possono essere considerati loro gli eroi del nostro tempo?

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  • In conclusione, come pensa che mangeremo tra vent'anni?

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Commenti

Tanto di cappello al Sign.

Tanto di cappello al Sign. Petrini .
Nulla da aggiungere per il momento , devo riascoltare l'intrevista e leggere il post ancora una volta .... devo metabolizzare .
Complimenti a questa persona , ottima la sua visione del problema .
Una cosa la posso già scrivere , forse quella che mi ha colpito di più:il fatto che lui vada avanti per la sua strada , senza preoccuparsi di commenti poco benevoli gli fa onore , in un mondo dove essere pecore , o seguire l'onda delle opinioni dominanti , è di ordinaria amministrazione ... sono poche le persone fuori dal coro e che hanno il coraggio di esprimere pubblicamente le proprie idee !!
Saluto tutti
Lucia

idealmente il discorso non fa

idealmente il discorso non fa una grinza, rispetto agli ogm si sta lavorando su un altro livello, la basf azienda tedesca sta lavorando su un mais modificato senza inserimento di geni estranei, una maggiore ricerca tecnolgica ci potrà dare risposte confortanti. anche io mi auguro che i prodotti bio costassero meno ma al momento mi pare difficile anche se in molte nazioni europee i prodotti bio sono arrivati in supermercato low cost la strada è ancora lunga. Belle idee che condivido su cui dovrebbe esserci maggiore consenso

Anche da parte mia, come per

Anche da parte mia, come per i precedenti interlocutori, non c’è nulla da aggiungere a quanto espresso dal Signor Petrini, se non una completa condivisione dei concetti da mettere in pratica. C’è solo da augurarsi che gli indirizzi dell’agricoltura e delle altre fonti di sostentamento per l’umanità, come bene dice Petrini, siano effettivamente indirizzate alla società tutta. I privilegi dei ricchi sono talmente tanti che potrebbero ritenere “snob” l’uso di cibi biologici, rendendoli ancor di più inaccessibili alle classi meno abbienti.
Un sapiente uso dell’autorità, da parte dei governanti, potrebbe ovviare a queste, più che mai, ingiustizie. Con questo, non si vuole accusare la classe dei ricchi, di egoismo sociale, non se ne accorgono, non sanno. Io la chiamo “Sindrome di Maria Antonietta” . Sapete: “ Le brioche e il pane”. Che ne sapeva lei della povertà. Allora però, non c’erano né Radio né TV e i giornali erano veramente un’inezia e poi, solo alcuni sapevano leggere. I poveri no, sicuramente. Sappiamo tutti com’è andata a finire: Rivoluzione, ghigliottina, rivendicazioni, terrore. La cosa più stupida che potrebbe capitare, ai nostri giorni, è proprio una guerra per la sopravvivenza e la fame.
Per evitarla quindi ci si deve mettere a tavolino e stabilire quali regioni della terra possano essere coltivate e non lo sono. Dove c’è o no c’è acqua. Insomma dotare ogni territorio della propria indipendenza alimentare. Oppure, promuovere scambi commerciali, non speculativi, che siano in grado di sopperire alle carenze territoriali, consentendo il raggiungimento di quest’ obiettivo. Lo scopo mondiale deve essere finalizzato alla soddisfazione alimentare di tutti i popoli della terra, senza generare eccessi e obesità o carenze e sottosviluppo.
Il nostro interlocutore ha messo in pratica e sta svolgendo un lavoro egregio, che auspicavo da tempo. Come la divulgazione della mail, di cui ho scritto in altro Post, riguardo a diversi tipi di fame e di eccessi nel mondo, dimostra.
Auspico che il lavoro, iniziato da Petrini, sia propagandato e possa veramente costituire, anche, un’alternativa di lavoro valida per i nostri giovani.
BUONA VITA!
Maria Giovanna

vedo che anche tu Gio rivolgi

vedo che anche tu Gio rivolgi il tuo pensiero ai giovani ... altre volte ne abbiamo scritto e parlato ... a proposito stai leggendo le canzoni di S.?
cosa ti sembra ? cosa vi sembra come modalità di insegnamento ?
sono carine ok , ma che messaggio ai bambini !
un messaggio che li formerà per sempre !
dobbiamo puntare sui giovani, insegnare loro che quello che dice Petrini E' il loro futuro , senza esitare , in quanto il loro futuro sono loro stessi con le proprie idee e le proprie azioni !
Lucia

13 marzo 2009 Lucia sai bene

13 marzo 2009
Lucia sai bene che penso ai giovani e ai bambini e a tutto quello che li riguarda: scuola, lavoro salute. Quindi il pensiero di Petrini è un raggio di luce in un mare di grigiore. Le canzoni mi fanno pensare che chi le ha composte sia sulla stessa linea di pensiero nostra e di quelli come noi. Un altro raggio di luce. Spero solo che continuando a modificare i pensieri, come si dice, rosicando, rosicando, si possa illuminare di nuovo questo mondo.
Buona vita!
Maria Giovanna

trovo tutto quello che dice

trovo tutto quello che dice Pedrini condivisibile e giusto, ma......

Io conduco con mio marito un'attività agricola in una zona montana svantaggiata, e vi assicuro che noi contadini stiamo letteralmente scomparendo , il lavoro è duro e produce poca ricchezza, siamo considerati dalle istituzioni come imprenditori, quindi siamo soffocati dalla burocrazia e dai controlli . Le associazioni sindacali che dovrebbero in qulche modo tutelarci, non conoscono i reali problemi di che coltiva la terra e produce , e in pratica remano contro.
Per quel che ci riguarda noi teniamo duro perchè ci crediamo e siamo comunque felici di un lavoro che abbiamo scelto e ci gratifica sempre.
L'amarezza sta nel fatto che quando sparisce un contadino , viene meno una grande ricchezza perchè viene perso un patrimonio di conoscenze che si è formato in molti anni, e che una volta perso lo è per sempre.
Sappiamo tutti usare il computer , ma quanti di noi in caso di crisi saprebbe produrre qualcosa per sfamare i propri cari?
Quanto ci vorrà perchè nella coscienza comune si capisca che è l'uomo che vive a contatto con la natura che la conosce e sa farla produrre che relamente con tutte le piccole azioni quotidiane tutela l 'ambiente?
Enrica

Care Giovanna ed Enrica ,

Care Giovanna ed Enrica , saluto voi due e tutti quelli che leggeranno ...
Quello che ha scritto Enrica , lo riporto ... "sappiamo tutti usare il computer , ma quanti di noi in caso di crisi saprebbero produrre qualcosa per sfamare i propri cari ?"è sacrosanto !
Qualcuno di voi ha letto il mio intrevento sulla domotica relativo al racconto breve di Asimov "nove volte sette "?
Il concetto rimarcato da me in quell'occasione e da Enrica qui , è lo stesso !!!
Riflettiamoci sopra , rilanciamo l'argomento io e Enrica :
-Cosa succederebbe se , abituati ad avere tutto pronto su un piatto d'argento, per un qualche motivo non fosse più possibile tutto ciò?"
Secondo me e secondo Enrica rimarrebbero ben poche persone capaci di cavarsela da sole , senza la "pappa pronta... "!
Cosa ne pensate ?
Lucia

Enrica solleva un argomento

Enrica solleva un argomento che mi sta molto a cuore e Lucia ne conferma la validità. Imparare a fare di tutto, con poco e cercando di ottenere il massimo. É una soddisfazione incredibile! Leggendo il mio intervento, appena lanciato sul Post "Siamo quello che mangiamo", capirete quanto.
Propongo a Enrica, che ne ha le capacità di istituire nel suio Comune una scuola per i ragazzi e di utilizzare il sistema delle adozioni.
Soltanto con la caparbietà di chi crede nelle possibilità dell'uomo, in senso lato s'intende, si potrà contrastare la massificazione delle risorse promossa dalle industrie, al solo fine di lucro. Se la gente si orienterà più sulla qualità, la provenienza, i profumi, i sapori delle derrate, anche l'industria, probabilmente, cambierà registro. A tutto vantaggio delle società. Petrini dice che vent'anni sono pochi. Mi auguro che si sbagli, con tutto il rispetto per lui, spero che la gente si svegli prima e controlli il suo vero benessere e non le futilità.
BUONA VITA A TUTTI!
Maria Giovanna

Nel discorso di Petrini mi

Nel discorso di Petrini mi colpisce soprattutto l'aspetto di debolezza culturale del nostro Paese nei confronti della valorizzazione delle proprie eccellenze e qualità nel campo alimentare e gastronomico. Ancora una perdita di occasioni per fare sistema e competere con le economie degli altri Paesi. non ovviamente in chiave solo di difesa, ma di esportazione e di estensione di modelli di consumo equilibrati, piacevoli e socializzanti in modo certo più umano di un ipermercato. fa rabbia che la pizza ormai l'ha inventata Pizza Hut e il caffè Starbucks.
esisterebbero modelli di sviluppo innovativi per l'Italia e forse in questo momento sarebbe utile capire cosa possiamo ancora fare in questo campo dove abbiamo davvero un patrimonio unico e da tutelare dalle imitazioni.

ho riletto il commento di

ho riletto il commento di Enrica e se ci pensate siamo ad appena una generazione, quasi tutti noi, da quel mondo contadino che nelle sue parole viene evocato. i nostri nonni nella maggioranza erano legati alla terra e i nostri genitori ne hanno ereditato, se non il mestiere, certamente la familiarità con i prodotti vissuti come il naturale prolungamento di un territorio, di una comunità. alcuni di noi forse hanno avuto la fortuna di vedere con i propri occhi i colori delle foglie appena spuntate e di sentire con le proprie narici l'odore forte del concime e della frutta sulle piante o caduta per terra e in decomposizione. e' vero che con la morte di quegli uomini e quelle donne qualcosa si è irrimediabilmente perduto, ma siamo ancora in tempo per invertire la rotta e cercare sostenere chi ha la passione e la tenacia di continuare a lavorare la terra rispettandola. siamo ancora in tempo a recuperare una dimestichezza con la natura e una cultura del prodotto di qualità. siamo ancora in tempo a scegliere di sostenere chi prova a difendere gli interessi e le ragioni di chi vuole ricostruire una economia basata sulla salvaguardia dell'ambiente, che non è solo tutela, ma anche sviluppo e valorizzazione economica. che ne pensate? e' troppo pretendere che la politica faccia delle scelte anche in Italia?

Anna ... ci sono troppi

Anna ... ci sono troppi interessi di mezzo !
Ho scritto tante volte che io sono Sarda .
La politica ha fatto già le proprie scelte ... almeno qui da noi ...
La nostra terra è sempre stata la terra dell'agricoltura , della pastorizia , e dall'ultimo mezzo secolo scorso del turismo .
Cosa si è fatto ? Si sono abbandonate agricoltura e pastorizia per costruire industrie ... tutti i lavoratori che erano agricoltori e allevatori , sono diventati operai .
Oggi l'industria ha fallito !
Tutte ( o quasi tutte ) le fabbriche sono chiuse , giganti di acciaio , che sorgono desolati in un territorio brullo ,abbandonati , monumenti terribili di un terribile errore !!
Risultato : agricoltura , artigianato , allevamento ormai quasi inesistenti ;industrializzazione fallita ; agricoltori , che poi son diventati operai , ora sono disoccupati .....
Si potrebbe tornare indietro , è vero , ma tanto il discorso è valido quanto difficile da attuare !
Lavorare la Terra , vivere la terra , farla produrre , sbocciare ... è bello quanto faticoso .
Spesso anche Enrica ha scritto della sua esperienza di gestione di un'azienda agricola .... è difficilissimo !!
E' qui che dovrebbe entrare in gioco la forza della politica , quella vera , quella che dovrebbe volere il bene e il benessere di cittadini e del territorio ... e qui ricaschiamo !!

Io desidero portare comunque

Io desidero portare comunque un messaggio di speranza .
Da circa un anno forniamo i nostri prodotti ad un GAS gruppo di acquisto solidale, abbiamo iniziato con pochi ordini, poi di voce in voce questo gruppo è diventato una buona fonte di guadagno per noi.
Non è solo un rapporto commerciale, loro vengono a trovarci ci seguono, sono interessati, non solo a come lavoriamo, ma anche
a noi come persone si preoccupano se riuscimo a vendere e a produrre..... oltre che da noi acquistano da altre aziende agricole.
Ultimamente, dopo un' edizione della fiera - fa' la cosa giusta- la prima che c'è stata a Genova hanno iniziato a programmare degli incontri dove ci vediamo noi contadini e loro consumatori e ci confrontiamo su problemi reali, addirittura si sta cercando di portare i nostri VERI problemi alle istituzioni. La strada è ancora lunga ma sinceramente mi sembra una buona partenza per rivalutare l'importanza del contadino ed acquistare consapevoleza come consumatori.

SE AGLI ANIMALI VERRà DATO

SE AGLI ANIMALI VERRà DATO UN MANGIARE SENZA TROPPI ADITTIVI NE GUADAGNEREMO TUTTI. UNA VOLTA, UNA MUCCA VENIVA ABBANDONATA IN PRATI LIBERI E PULITI DA COSE NOCIVE E I SUOI PRODOTTI ERANO BUONISSIMI ORA NON SI Sà che COSA MANGIANO

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