Video intervista a Stuart Sim

Anticipando la celebrazione della Giornata contro il Rumore di mercoledì 29 aprile, Avoicomunicare incontra uno dei più autorevoli sostenitori del silenzio: Stuart Sim.

Stuart Sim, autore di Manifesto for Silence: Confronting the Politics and Culture of Noise, ci parla dell'importanza che il silenzio riveste per lui e per la società contemporanea, dell'impossibilità di apprezzarlo nella vita quotidiana, così sovrastata da qualsiasi rumore, e del bisogno, per il futuro, di città più a misura d'uomo, dalle quali poter anche "fuggire" per raggiungere luoghi più tranquilli.

Ma Sim non si ferma al rumore. Ci parla anche di globalizzazione e consumismo: in un pianeta dove la popolazione è in continua espansione, ma dove nessuno pensa a come preservare la natura e gli ecosistemi, il futuro non è roseo.

Senza il silenzio, un vero e proprio diritto regolarmente calpestato, non è nemmeno possibile dedicarsi alle funzioni più creative che caratterizzano la specie umana. Non solo contemplazione, quindi, ma anche capacità riflessiva e creativa. Nel riportare i tanti luoghi che celebrano le virtù del silenzio, dall'arte alla letteratura, Sim si prefigge in realtà un obiettivo più politico: è solo tramite il silenzio che si può formare un'attitudine critica, necessaria per contrastare l'invasione perniciosa di media sempre più invasivi e rumorosi.


Mar, 28/04/2009 - 00:01 | Scritto da: redazione | | Link permanente |

Commenti

peccato non aver parlato di


peccato non aver parlato di quanto la gente tenda ad isolarsi da quando è nato il fenomeno degli ipod.

Trovo molto interessante lo


Trovo molto interessante lo spunto sintetico di Zazza; ma credo che necessiterebbe di un intero manuale di sociologia!
Scherzi a parte, quello che intendo è che col dilagare degli apparecchi mp3 la gente (e non solo i giovani) tende davvero ad isolarsi e non vive più i momenti in mezzo alle altre persone (sui mezzi pubblici ad esempio) come momenti per conoscere nuovi individui e confrontarsi, anche solo per pochi istanti.
Le cuffie o gli auricolari non servono a trovare il silenzio, ma a creare una barriera artificiale verso l'esterno...per molti un modo per nascondersi e fuggire dal dover "per forza" salutare qualcuno più gentile ed educato di loro...

non so se è questione di


non so se è questione di educazione, è sicuramente però paura di doversi mettere in ascolto di un mondo che spesso non è "bello" come lo vorremmo.
un po' come le persone che si girano dall'altra parte quando incontrano un accattone per strada

trovo k ci si basi sempre


trovo k ci si basi sempre sulla stessa cosa! i grandi produttori sono coloro che sbagliano e invece siamo noi le vittime! se gli mp3 fossero usati con la loro vera funzione non ci sarebbe questo problema. sta solo ed esclusivamente a noi scegliere come ultizzare cio che le grandi industrie ci offrono. lamentarci sul fatto che gli mp3 isolano è una cavolata. dobbiamo lamentarci sul fatto che noi li usiamo per isolarci! che è molto diverso secondo me!

Quando sento parlare del


Quando sento parlare del silenzio penso all'omissione di cronaca dei telegiornali, che danno spesso risalto a notizie leggere, di cronaca rosa a scapito di quanto accade ogni giorno nel mondo. Che sta succedendo in Iraq? A quanto ammonta, ad oggi, il genocidio in Darfur? Cosa ha detto, in piazza, David Grossman al governo israeliano? Silenzio assoluto.

ha ragione pallina! Le


ha ragione pallina! Le notizie importanti spesso vengono omesse a favore di "notizie" che non si possono nemmeno definire tali.
Questo sempre in linea con la volontà di distrarci dalle questioni che dovrebbero toccarci da vicino.
Dobbiamo pretendere che le cose cambino e dobbiamo iniziare da noi stessi!!!

Quellodetto da pallina e


Quellodetto da pallina e zazza, sono solo due dei mille e più esempi che potremmo fare riguardante il silenzo e gli isolamenti personali..... ma credo che Mr. Stuart Sim non diamolto peso a queste cose, perché i rumori che ci circondano sono più pericolosi di notizie non dette odi isolamenti di persone che al mondo d'oggi hanno tutti fretta. Il problema è n 'altro, cioè come anche da lui espessamente detto, questo consumismo in quest'epoca dell'alta tecnologia, ci porterà sicuramente a vivere meglio, ma ci danneggerà di certo la nostra preziosa salute......... Riflettiamo su questo, che è il vero problema!!!