ambiente

10 film sull'ambiente

Pianeta TerraSono nove, in realtà, i film che vi consigliamo. Diteci voi quale dovrebbe essere il decimo, un film che vi ha insegnato qualcosa, che vi ha fatto riflettere sui problemi del pianeta. Ecco i nostri.

Il pianeta verde - Coline Serreau 
Una popolazione umana evoluta che da secoli abita il pianeta verde, ha il potere di trasmettere telepaticamente agli umani, scendendo ogni tanto sulla terra e stupendosi, ogni volta, dei progressi/regressi dei terrestri: traffico e inquinamento, consumo delle risorse naturali, frenesia.
Un messaggio in chiave umoristica di amore per la natura e di urgenza di cambiare prospettiva nei confronti del pianeta.

Wall-E - Pixar Animation Studios 
Una triste quanto veritiera previsione di un futuro non tanto lontano, in cui la terra è sommersa di rifiuti e gli umani sono migrati altrove, persi nello spazio e senza più un'identità e una somiglianza con l'uomo originario. Solo sul pianeta, il robottino pulitore Wall-E raccoglie e compatta in eterno rifiuti, fino a che...

Little Shop of Horrors - Frank Oz 
"Don't feed the plants!" Per quanto la natura sia stupenda e misteriosa, a volte non bisogna fidarsi di lei. Delle piante, in particolare, che amano nutrirsi di sangue umano.

Erin Brokovich - Steven Soderbergh 
Erin Brockovich indaga sulla Pacific Gas and Electric Company che ha contaminato le falde acquifere di una cittadina californiana, provocando tumori ai residenti. Sostenuta dal suo principale, vince la battaglia legale, ottenendo per i 260 querelanti indennizzi per 333 milioni di dollari.

Sakura, tributo a Fukushima - Alessandra Pescetta 
L'evocazione alla tragedia dell'11 marzo 2011 è in ogni dettaglio: l'abito della ballerina è creato con le tute di carta usate dagli operai delle centrali nucleari e ha la forma tradizionale del Teatro Noh. L'ambientazione è cupa e apparentemente oscurata dall'assenza di speranza. Una voce flebile racconta, sulle musiche di Alberto N.A. Turra, mentre petali di ciliegio, che richiamano la festa di primavera dell'Hanami, si elevano dal suolo allegoricamente.

No impact man - Colin Beavan 
Il documentario dell'anno a impatto zero vissuto dal giornalista Colin Beavan. L'esperienza, votata a una vita a bassissimo impatto ambientale, è diventata un documentario che si è diffuso in tutto il mondo. Colin Beavan racconta le difficoltà e le esperienze di un newyorchese a impatto zero.

Soylent Green - Richard Fleischer 
"Nell'ipotesi che l'attuale linea di sviluppo continui inalterata nei cinque settori fondamentali (popolazione, industrializzazione, inquinamento, produzione di alimenti, consumo delle risorse naturali) l'umanità è destinata a raggiungere i limiti naturali dello sviluppo entro i prossimi cento anni."
Donella Meadows, Fondazione Rockefeller
Un film di fantascienza ambientato nel 2022, su un pianeta devastato dall'inquinamento e dalla sovrappopolazione. Utopia o triste destino per la popolazione umana?

Inconvenient truth - Davis Guggenheim 
Un film-documentario sul riscaldamento globale, che mostra le variazioni di temperatura e dei livelli di CO2 nell'atmosfera negli ultimi 60.000 anni.

WaterWorld - Kevin Reynolds
I ghiacci si sono sciolti e tutte le terre sono state sommerse dall'acqua. I pochi sopravvissuti vivono nell'anarchia e sopravvivono dei pochi doni del mare immenso, nella continua ricerca di una leggendaria terra emersa.
Anche questa un'utopia oppure la previsione di un futuro non troppo lontano?

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Opinioni e speranze di blogger sull'Area C

Milano Area CAbbiamo sottoposto ad alcuni blogger, milanesi e non, qualche domanda sulle loro aspettative riguardo l'Area C, che dal 16 gennaio sarà attivata a Milano nella zona interna alla Zona a Traffico Limitato Cerchia dei Bastioni, che servirà a ridurre traffico e inquinamento, e che fino a ora ha suscitato pesanti polemiche sia da parte dei residenti del centro che di chi vive all'esterno. Ecco cosa ne pensano.

Delle persone intervistate, alcune di loro abitano fuori dal centro o fuori Milano e lavorano invece all'interno della ZTL Cerchia dei Bastioni. Per loro gli spostamenti in città sono principalmente a piedi, con i mezzi ATM o TreNord e con la bicicletta (privata o BikeMi).
L'automobile è un mezzo difficile da usare in città a causa della congestione stradale, della difficoltà di parcheggio, e dello stress generale causato dai tempi di spostamento, dall'aria irrespirabile e dall'elevato tasso di incidenti.

Le urgenze di ridurre il traffico e l'inquinamento per rendere Milano più bella e più sana vanno di pari passo, ma quello che deve cambiare è sia le abitudini dei cittadini negli spostamenti, che il supporto alla viabilità da parte dell'amministrazione pubblica, che deve sostenere questi cambiamenti migliorando il trasporto pubblico, rendendolo più capillare, efficiente e a basso impatto, implementando e aumentando le infrastrutture per i ciclisti (piste ciclabili e bike-sharing) e i pedoni e le corsie preferenziali per pullman e autobus.
Una viabilità più ragionata, che sfavorisca gli spostamenti in auto ma che preveda una maggiore manutenzione delle strade, parcheggi convenzionati agli ingressi della città e un servizio pubblico potenziato e più ecologico, che sia veramente una valida alternativa all'auto in centro e in tutta la città. 

Probabilmente i cittadini che abitano fuori dalla ZTL Cerchia dei Bastioni saranno piuttosto penalizzati (per un possibile aumento del traffico e pm10), in particolare nel primo periodo di avviamento dell'Area C (che si prevede piuttosto caotico), così come anche i pendolari potrebbero risentire delle nuove norme se la rete pubblica non venisse ulteriormente ampliata. La speranza è comunque che i cittadini riducano l'uso dell'auto quando possibile a favore del trasporto pubblico o della mobilità dolce, con il supporto però da parte del Comune e dell'Azienda Trasporti Milanesi (ATM).
Per il momento infatti le reti di trasporto pubblico operano soltanto in orari giornalieri e feriali (ora anche di notte nei weekend ma solo su reti di superficie), mentre andrebbero potenziate nelle ore notturne e nei weekend e rese inoltre più sicure.

35/365 Imporre una riduzione del traffico privato sarà un grande vantaggio per tutti, soprattutto nella misura in cui si comprenda il valore di una città che mira a essere più smart, e che quindi abbia spazi verdi ampliati, sia a misura d'uomo (e di donna) e goda di infrastrutture dedicate alla mobilità dolce e a basso impatto ecologico. Peraltro i costi di mantenimento di un'auto sono talmente alti (parcheggio o garage, bollo, assicurazione, aumenti di prezzo della benzina, alto tasso di incidenti), da far pensare che l'Area C possa migliorare non solo lo stato dell'aria, ma anche, a fronte del periodo congiunturale che ancora stiamo attraversando, salvaguardare le tasche dei cittadini.
E se diminuisce il traffico il tempo di percorrenza dei mezzi si riduce, pertanto la maggior parte dei cittadini sarà propensa a lasciare la macchina per utilizzare i mezzi pubblici.

La situazione sembra spaventare i cittadini ed è ancora poco chiara ai più, in quanto gli incontri fra i cittadini e le pubbliche amministrazioni nelle nove zone coinvolte della città, invece di rendere più comprensibile la situazione, l'hanno resa più contorta con cambi di marcia e di direzione (ipotesi di abbonamenti o sconti per i residenti), con una strategia di comunicazione spesso confusa. 

Sembra sicuro per ora il divieto di accesso e transito a veicoli (moto e macchine) alimentati a benzina Euro 0 e di veicoli di lunghezza superiore a 7 metri negli orari imposti dalla zona a traffico limitato.
Inoltre i fondi che saranno raccolti dai pagamenti dei ticket dell'area C dovranno essere sfruttati per realizzare più aree verdi e piste ciclabili e incrementare i mezzi pubblici a basso impatto, car e bike-sharing, come decretato dal Referendum del giugno 2011 "per ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione di Ecopass e la pedonalizzazione del centro; raddoppiare gli alberi e il verde pubblico e ridurre il consumo di suolo; conservare il futuro parco dell’area Expo; risparmiare energia e la ridurre le emissioni dei gas serra".

Nell'ottica del miglioramento della vita dei cittadini a cui si sta chiedendo uno sforzo in più sarà necessario spingere sulle promozioni per incentivare l'uso mezzi pubblici, con sconti a musei e cinema, estensione dell'orario di fine corsa dei mezzi ATM nel weekend, miglioramento dei percorsi per le bici, della segnaletica e del manto stradale nelle zone più pericolose per i ciclisti.

Questa iniziativa sarà utile per migliorare Milano? Occorrerà capire se si tratta di un effettivo cambio di rotta al quale faranno seguito molti altri provvedimenti pro-cittadini o se la cosa rappresenterà solo un progetto isolato di breve respiro. Per il momento si sa che il progetto sarà sperimentato per 18 mesi, durante i quali si potranno misurare le reazioni dei cittadini e l'effettiva diminuzione delle polveri sottili, sia in centro che, si spera, in tutta la città.
Ancora troppa gente usa l'auto anche quando potrebbe farne a meno, specie per muoversi nel centro, che è già ben servito dai mezzi. 
Ma è giusto far pagare anche i residenti o i proprietari delle attività commerciali, dando loro un numero limitato di "ingressi omaggio" e poi offrendo un "prezzo scontato"? È intorno a questa questione che ruotano le principali proteste dei cittadini, ma è anche una soluzione drastica e forse risolutiva. Mi piace pensare che i soldi pagati per l'accesso all'Area C non siano un autorizzazione a inquinare ma solo l'eccezione sporadica, quando davvero non si può fare a meno dell'auto.

Milano, core meu Abbiamo chiesto anche ad Antonio Patti, dipendente dell'ATM, di raccontarci la sua opinione, ed ecco le sue parole:

AVC - Vivi o lavori in centro a Milano?
Antonio Patti - Si, vivo da due anni nella zona di piazzale Lodi e lavoro in Foro Buonaparte.  

AVC - Come ti sposti in città?
AP - Lavorando in ATM  da quattro anni utilizzo solamente i mezzi pubblici e il BikeMi. Ovviamente cammino moltissimo anche a piedi. Un anno fa acquistai una moto, ma mi resi conto che era troppo costosa per i vantaggi che offriva, quindi l’ho rivenduta dopo meno di 12 mesi. Adesso se ne avessi la reale necessità comprerei una piccola auto o uno scooter per usarlo però sempre e solo in casi eccezionali fuori dagli orari di lavoro.

AVC - Cosa è più urgente per te, ridurre il traffico per rendere Milano più bella o ridurre l'inquinamento per renderla più sana?
AP - In Inghilterra si sono inventati l’“indice di felicità dei cittadini” che credo non possa prescindere né dal traffico, né dall’inquinamento. Io vorrei una città in grado di soddisfare le mie esigenze e che desse la possibilità di realizzarsi come lavoratori e come uomini. Una qualità della vita di questo livello però non è solo un diritto, ma anche un dovere che come cittadino devo rispettare. Una Milano più bella dipende anche dalle mie abitudini che sono disposto a cambiare per avere una città che mi renda felice e fiero.

AVC - Pensi che i cittadini che abitano fuori dalla ZTL Cerchia dei Bastioni saranno penalizzati (per maggiore traffico e pm10) oppure ci sarà un cambiamento nelle abitudini di tutti a favore di biciclette e mezzi pubblici?
AP - Ci dovremo adattare tutti perché credo che ormai il cambiamento sia improcastinabile. L’Area C credo ci aiuterà a entrare in una dimensione più europea e mondo-sostenibile. Fuori dai Bastioni sicuramente dovranno imparare a utilizzare i mezzi pubblici, mentre dentro la cerchia spero aumenti l’utilizzo dei mezzi e delle biciclette che, in assenza di auto, viaggeranno più sicure.  

AVC - Come pensi che dovrebbero essere sfruttati i fondi che saranno raccolti dai pagamenti dei ticket dell'area C?
AP - Sicuramente per potenziare i trasporti pubblici, creare nuovi parcheggi e aumentare il biche sharing, le piste ciclabili e le rastrelliere. È necessario poi creare degli eventi che valorizzino il “nuovo centro” a scopo turistico, ricreativo e sociale.    

AVC - Pensi che questa iniziativa sarà utile per migliorare Milano oppure è l'ennesimo pretesto per spillare soldi ai cittadini?
AP - Una volta che il sistema Area C si sarà assestato con le modifiche e i perfezionamenti necessari, l’accesso con i mezzi privati dentro i Bastioni sarà un “servizio a pagamento” richiesto occasionalmente in caso di necessità, mentre avere dei mezzi efficienti e un centro vivibile diventerà un diritto. Quel giorno, quando forse avremo cambiato modo di pensare e vivere la nostra quotidianità, allora Milano sarà una città migliore. 

Antonio Patti - Lavoro da filosofo

Grazie anche a MimiJoy, Alberica di Carpegna, Ivan, Umbazar, Ruby, Sharon Sala, SophieBoop, Lele Rozza.

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Dal 16 gennaio 2012 sarà attiva l'Area C a Milano>>



Roma: al Forum della società civile si discute il futuro sostenibile dell'Italia e del mondo

Futuro Green A Rio de Janeiro si svolgerà dal 19 al 22 giugno 2012 la conferenza Rio+20, una conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (UNCSD) volta a discutere i temi dell'economia verde nel contesto istituzionale dello sviluppo sostenibile e della lotta contro la povertà.

La pressante urgenza di conciliare sviluppo economico, equità e tutela dell'ambiente lancia a Rio+20 la sfida di formulare e avviare azioni concrete negli ambiti di sicurezza aumentare, energia, gestione sostenibile degli oceani e delle loro risorse, lotta alla povertà.
Altri temi, anch'essi prioritari, sono legati a consumo e produzione sostenibili, gestione dell'acqua, bioedilizia e urbanizzazione, nuove occupazioni, e saranno discussi e affrontati durante la conferenza.

Una possibile strada, indicata dall'Unione Europea è la Green Economy Roadmap, che individua settori chiave e obiettivi da raggiungere entro un determinato periodo di tempo.
Per la preparazione della conferenza Rio+20, la Risoluzione dell'Assemblea Generale ha istituito i tre appuntamenti di un Comitato Preparatorio (Preparatory Committee) per identificare le aree nelle quali necessario agire con urgenza, approfondire i due temi della conferenza, capire come accelerare il progresso verso la convergenza dei tre pilastri dello sviluppo sostenibile (economico, sociale e ambientale), finalizzare il documento conclusivo della conferenza.

Il Forum della società civile, avvenuto a Roma il 10 gennaio 2012 e convocato dal Ministero dell'Ambiente, intende avviare in ambito nazionale un dialogo aperto e costruttivo, con il duplice obiettivo di stimolare lo scambio di esperienze e di buone pratiche e di favorire la partecipazione attiva degli stakeholder all'elaborazione dell'agenda italiana per un futuro sostenibile.
Con la presenza di Corrado Clini, Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, si sono discussi i temi dell'economia verde per lo sviluppo sostenibile, dei modelli e strumenti necessari per attuarla, delle sfide attuali ed emergenti per una nuova architettura istituzionale orientata alla sostenibilità.
L'invito da parte di Clini a proporre e segnalare iniziative da portare a Rio è aperto a tutti: istituzioni, imprese, cittadini.

Fra gli interventi, la CONFAPI (Confederazione della piccola e media industria italiana) afferma che lo sviluppo sostenibile deve essere impostato anche a livello legislativo, e tutte le strade imprenditoriali innovative per le piccole e medie imprese devono godere dell'attenzione della politica. Secondo Linda Laura Sabbadini (Direttore centrale ISTAT), il benessere, l'equo e il sostenibile sono tre facce di un unico aspetto, e il benessere si può delineare in 12 principii (www.misuredelbenessere.it): ambiente, salute, benessere economico, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, relazioni sociali, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ricerca e innovazione, qualità dei servizi, politica e istituzioni.
Secondo Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, l'ambiente è una chiave con cui affontare la crisi, e gli sgravi fiscali producono enormi vantaggi ambientali, e si ripagano da soli. Claudio Falasca, consigliere CNEL (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro) sostiene che nella strategia sulla sostenibilità ci sia un deficit enorme, e che il piano di sviluppo sostenibile UE, attualmente soppiantato dagli obiettivi di stabilità, abbia creato una situazione piuttosto confusa.
Massimiliano Montini, direttore del Dipartimento di Diritto dell'Economia dell'Università di Siena, pensa che le istituzioni internazionali attuali non siano in grado di supportare lo sviluppo sostenibile in quanto l'UNEP è ornai obsoleto. Per le università italiane è impossibile diventare modelli di sostenibilità nelle strutture a causa di motivi finanziari, e serve una strategia nazionale per inserire la sostenibilità come modulo didattico trasversale delle università.

Segnalate le vostre idee e proposte per uno sviluppo sostenibile possibile scrivendo a avoicomunicare@telecomitalia.it.

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Le dieci parole del 2012 in tema di ambiente

Futuro ambientePer salutare il 2011 e rivolgerci al nuovo anno con ottimismo, abbiamo scelto le nove parole che secondo noi ricorreranno spesso nel 2012 in tema di ambiente e sostenibilità. Ci aiutate voi a scegliere la decima?

Decrescita
La decrescita, o il downshifting, è un comportamento sociale nel quale gli individui vivono più semplicemente per rifuggire l'ossessivo materialismo e ridurre lo stress fisico e psicologico che esso comporta.
Si oppone a ogni forma di spreco proponendo l'abbandono completo del modello economico attuale basato sulla crescita, poiché allontanarsi dall'economia globale potrebbe riequilibrare il Nord e il Sud del mondo: il Sud diverrebbe più autosufficiente e impedirebbe il sovra-consumo e lo sfruttamento delle risorse da parte del Nord.
Nella pratica della vita degli individui la decrescita si declina nella presa di coscienza dei propri condizionamenti: primo fra tutti la televisione. La società dei consumi riduce l'individuo a consumatore, e l'informazione è ridotta a immagine. Anche l'automobile è simbolo della società dei consumi: più del 20% degli abitanti della terra ne possiede almeno una, inquinamento e incidenti sono in aumento, il petrolio provoca le guerre, e si può dire che a l'auto sia uno dei flagelli economici sociali del nostro tempo, e non solo lei!
Quali sono le cose cui potreste rinunciare per vivere felici?

Educazione ambientale
Nei bambini riponiamo tutte le nostre speranze per il futuro, ma è da ciò che trasmettiamo loro che dipendono i comportamenti di domani. I bambini possono imparare giocando quanto sia importante avere una coscienza ecologica. Rispettare l'ambiente vuol dire prima di tutto rispettare se stessi: imparare a fare scelte consapevoli  fin da piccoli e comportarsi civilmente aiuta a crescere come cittadini, uomini e donne coscienti dell'impatto dei propri gesti e in grado di agire per cambiare le situazioni politiche o sociali che nuociono agli individui e al  pianeta.
Valori come l'alimentazione sana, il riciclo, il risparmio di acqua ed energia e il riuso di materiali di recupero possono stimolare non solo il senso di responsabilità ma anche la creatività. Ritrovare il valore degli oggetti, dar loro nuova vita, recuperare qualcosa che sembrava inservibile, creando nuove possibilità di comunicazione in una nuova logica di rispetto dell'oggetto, dell'ambiente, dell'uomo.
Pensate di trasmettere in modo abbastanza efficace questi valori ai vostri figli?

Biologico
L'agricoltura biologica è un tipo di agricoltura che considera l'intero ecosistema agricolo, sfrutta la naturale fertilità del suolo favorendola con interventi limitati, promuove la biodiversità dell'ambiente in cui opera ed esclude l'utilizzo di prodotti di sintesi (salvo quelli specificatamente ammessi dal regolamento comunitario) e organismi geneticamente modificati. (fonte: Wikipedia
L'agricoltura biologica favorisce le risorse rinnovabili rispettando il principio ciclico secondo cui "tutto proviene dalla natura e tutto di ritorna". Solo 50 anni fa in Italia l'unico concime utilizzato era di origine naturale. Ora le aree coltivate sono prevalentemente di tipo intensivo e prevedono monocolture fertilizzate chimicamente. Questi principii del bio sono stati introdotti anche negli allevamenti biodinamici e biologici che, in opposizione a quelli intensivi dove gli animali sono costretti all'assunzione di ormoni, antibiotici e mangimi chimici, usano mangimi naturali e ambienti più adatti alla vita. Scegliere cibi biologici significa evitare pesticidi chimici a favore di alimenti sani, favorire lo sviluppo di agricoltura e allevamento quanto più rispettosi della natura e ridurre l'inquinamento.
Quanta parte della vostra spesa è biologica?

Km0 
Scegliere il made in Italy non significa solo favorire il mercato interno del nostro paese rivalutando la produzione artigianale e industriale, ma anche ridurre le emissioni dei trasporti dei prodotti che acquistiamo. Che si tratti di cibo, abbigliamento, cosmetici o mobili per la casa, accessori o gioielli, scegliere prodotti locali porta indiscussi vantaggi economici, sociali, di risparmio e di salute. Per quanto riguarda l'alimentazione, il cibo a km0 subisce trasporti molto brevi e perciò gli ortaggi non devono maturare nei camion, e garantiscono così genuinità e freschezza. I prodotti industriali spesso contengono ingredienti la cui provenienza non è chiara, ricavati da situazioni sociali e commerciali di sfruttamento dei lavoratori, distruggono le foreste, favoriscono l'estinzione di molte specie animali. Mangiare e acquistare in modo semplice e critico può migliorare le sorti dell'intero pianeta.
In che modo fate la spesa? Sfruttate i GAS o le consegne di frutta e verdura a domicilio?

Smart city
Una città può definirsi smart quando le sue caratteristiche rispondono alle esigenze di vivibilità: economia, mobilità, stato dell'aria, governo, cittadini che condividono e desiderano rispettare regole per un bene comune. Questo bene è l'investimento nel capitale umano e sociale, nel rispetto del tradizionale e del moderno, nella qualità della vita, nella partecipazione dei cittadini al governo delle città. Una città, per essere smart, deve promuovere lo sviluppo sostenibile puntando alla riduzione dei rifiuti e a un'efficiente raccolta differenziata; ridurre le emissioni di gas serra attraverso la limitazione del traffico e l'ottimizzazione delle infrastrutture e dei trasporti pubblici; razionalizzare l'edilizia (riscaldamento e climatizzazione, energie rinnovabili) e gestire e proteggere il verde urbano, bonificare le aree dismesse, garantire la sicurezza.
Quanto è smart la vostra città?

Riciclo
Il riciclo, o l'upcycling è il processo che converte rifiuti o prodotti inutilizzabili in nuovi materiali e prodotti di qualità migliore e dal grande valore ambientale.
In generale riciclare significa riportare materiali che verrebbero bruciati negli inceneritori o dispersi nell'ambiente a nuove funzioni e nuova vita. Materie come la carta, il vetro, il metallo e numerosi tipi di plastiche, se smaltiti correttamente possono rientrare nel ciclo produttivo molte volte prima di diventare rifiuti. Per questo un'attenta raccolta differenziata casalinga può contribuire al benessere delle città, diminuendo il problema delle discariche e degli inceneritori e riducendo gli sprechi. 
Se in più c'è un po' di creatività, l'upcycle offre numerose vie per creare il nuovo dal vecchio: questo vale per il design, per gli abiti, per l'arte in generale ma anche per aiutare popolazioni dei paesi del Sud sommerse dai rifiuti dei paesi del Nord (come per il caso delle capanne di alcuni villaggi africani fatte di bottiglie o di pneumatici) e per molto altro ancora.

Riduzione emissioni e riscaldamento globale
Dopo il vertice di Durban, allo scadere del Protocollo di Kyoto, la situazione è molto negativa per quanto riguarda le dichiarazioni d'intenti da parte delle varie nazioni, in particolare per le grandi potenze che si sono dissociate dalle richieste (urgenti) di ridurre le emissioni entro il 2020, data comunque troppo lontana se rapportata alla velocità con cui l'emergenza ambientale avanza. Le emissioni di CO2, responsabili anche delle catastrofi ambientali che affliggono molti paesi del Sud, rischiano di compromettere la salute dell'intero pianeta e di peggiorarne le condizioni (già ora irrecuperabili) causando l'innalzamento della temperatura atmosferica e dei mari, con la conseguente scomparsa di intere isole, di parte dei ghiacci dell'Antartide e di molte specie animali e mettendo a rischio la salute delle popolazioni più povere. 
Ma se le nazioni possono fare molto, anche gli individui hanno il dovere e il potere di migliorare la situazione ambientale: diminuire le emissioni limitando l'uso di mezzi di trasporto inquinanti, facendo scelte alimentari consapevoli, consumando in modo critico, cercando insomma di rendere più leggera la propria impronta sul pianeta.
Cosa fate voi ogni giorno per ridurre le vostre emissioni?

Ecopass
Sono giorni di fuoco quelli della fine del 2011 per i dibattiti sull'Ecopass. Dal 16 gennaio 2012 a Milano dovrebbe partire il Super Ecopass per l'accesso all'area C, il pagamento di 5 euro per qualunque veicolo, compresi gli euro 4 e 5. Un provvedimento volto a diminuire il traffico e le emissioni inquinanti, ma che sta incontrando numerose proteste e ostacoli, a partire da chi teme che le strade al di fuori della cerchia saranno congestionate, i mezzi pubblici e le piste ciclabili non verranno potenziati, nonostante Milano e Atm abbiano indetto una collaborazione per la quale 6 o 7 linee di trasporti verranno prolungate fino alla cerchia dei Bastioni per agevolare e garantire gli spostamenti.
È così che si può risolvere il problema dell'inquinamento a Milano e nelle grandi città?

Energie rinnovabili
Con un incremento del 19.3% fra il 2009 e il 2010, l'Umbria è la regione che che più contribuisce allo sfruttamento delle risorse rinnovabili in Italia (più del 25% dell'energia elettrica prodotta). La Germania è l'unico paese membro della UE che sembra ben avviato sulla strada per raggiungere gli obiettivi specificati dal Protocollo di Kyōto.
Le energie rinnovabili sono fonti di energia che possono permettere uno sviluppo sostenibile all'uomo, senza che si danneggi la natura e per un tempo indeterminato. Alcune di queste fonti (in particolare quella solare) permettono inoltre la microgenerazione e la generazione distribuita, ossia la produzione in piccoli impianti domestici distribuiti sul territorio che possono soddisfare il bisogno energetico di una singola abitazione o piccolo gruppo di abitazioni.
In un futuro non molto lontano, si spera, ogni palazzo sarà dotato di pannelli (smaltibili a fine ciclo di vita) per sfruttare a meglio l'energia solare e abbattere le emissioni.
Voi ne avete già uno? Se non lo avete lo vorreste?

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Personaggio dell'anno 2011: Nomination Ambiente e sostenibilità

Stefano Landi
Presidente del Gruppo Landi Renzo spa, società leader mondiale nel settore della mobilità alternativa.
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Perché.
In giugno la Corporate University del Gruppo Landi Renzo ha lanciato il concorso "Ideas on Wheels", per stimolare e supportare lo sviluppo di idee innovative in tema di mobilità sostenibile. Il concorso si rivolgeva a giovani (anche in team) di istituti tecnici superiori o neo-diplomati, universitari o neo-laureati, occupati e non, di età compresa tra i 18 e i 32 anni. I 10 vincitori hanno partecipato al “BOOT CAMP per giovani imprenditori” presso la sede Landi Renzo per tre giorni di formazione full immersion e hanno presentato la loro idea imprenditoriale a una platea di potenziali investitori ed esperti. L’iniziativa è stata supportata dagli incubatori Reggio Emilia Innovazione e I3P di Torino; da Apsti - Associazione dei parchi scientifici e tecnologici italiani; dal Polo tecnologico del Navacchio e da Iban, l’Italian Business Angels Network.

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Michelangelo Pistoletto
Presidente di Cittadellarte - Fondazione Pistoletto, organizzazione non lucrativa di utilità sociale, istituita nel 1998, che ha come scopo quello di ispirare e produrre un cambiamento responsabile nella società attraverso idee e progetti creativi.
michelangelo-pistoletto
Perché.
Nel 2011 l’artista ha realizzato un’estesa opera di land art intitolata “Il Terzo Paradiso” nell’ambito del Bosco di San Francesco ad Assisi, inaugurato lo scorso 11 novembre. Si tratta di 60 ettari donati nel 2008 da Intesa Sanpaolo al FAI che ha iniziato a realizzarvi un importante restauro paesaggistico e del complesso benedettino femminile di Santa Croce del XII secolo. “Il Terzo Paradiso” è la fusione tra il primo paradiso in cui la vita sulla terra è totalmente regolata dalla natura e un secondo paradiso artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana, che progressivamente inquina e ingenera processi irreversibili di estinzione. La fusione permetterebbe di "condurre l’artificio, cioè la scienza, la tecnologia, l’arte, la cultura e la politica a restituire vita alla Terra".

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Andrea Segrè
Accademico, economista e agronomo italiano, docente di politica agraria, politiche dello sviluppo agricolo, e agricultural policies presso la Facoltà di Agraria e di Statistica dell'Università di Bologna. Presidente di Last Minute Market.
andrea-segre
Perché. Nel 2011 ha pubblicato un libro di grande impegno sociale sulla sostenibilità alimentare e uno stile di vita sostenibile: "Basta il giusto". La logica della crescita e del debito ci ha portato a una crisi economica e ambientale profonda e a disuguaglianze sociali non più tollerabili. "Basta il giusto" è un vero e proprio manifesto per costruire un nuovo mondo fondato sulla coscienza dei limiti naturali e umani, governato da una rivoluzionaria "ecologia economica" e vissuto -finalmente- da un homo civicus che pratica uno stile di vita sostenibile e responsabile. Un appello alle generazioni future: per passare da un falso benessere a un autentico ben-vivere e a un mondo più giusto, per tutti.

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Valentina D'Amico
Giornalista per vari quotidiani nazionali, collaboratrice presso case editrici e regista documentarista. Ha realizzato diversi film-inchiesta di denuncia contro realtà di quotidiana illegalità nel paese.
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Perché. E' l'autrice e regista del documentario "La Svolta. Donne contro l'Ilva", il coraggioso racconto di sei donne che quotidianamente lottano contro l'Ilva di Taranto tra manifestazioni, processi e denunce. Un forte atto di accusa contro una realtà che ogni anno insieme alla crescita dei profitti detiene il primato di morti sul posto di lavoro e sul rilascio di diossina nell'atmosfera. Nel corso del 2011 il documentario ha riacceso il dibattito riguardo alla struttura e vinto numerosi riconoscimenti.

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Avoicomunicare vota il Protagonista dell'anno 2011!

Tra qualche giorno si chiude il 2011, un anno intenso di eventi, personaggi e avvenimenti. Avoicomunicare vuole decidere insieme a voi lettori qual è stato il personaggio dell'anno, quello che si è più distinto nei due ambiti di cui ci occupiamo: ambiente e integrazione. Ecco le nomination!

Ogni anno ha i suoi protagonisti: uomini e donne che riescono a distinguersi per le proprie idee e attività, persone in grado di dare al mondo un piccolo grande contributo con iniziative e innovazioni.

Per il 2011 la redazione di avoicomunicare ha selezionato otto nomi un po' diversi dal solito: i nostri candidati vivono tutti in Italia, una scelta dettata dalla volontà di scoprire e mostrare le realtà più virtuose a livello locale, quella che più fanno la differenza nella vita di tutti i giorni per chi vive nel paese.

Imprenditoria sociale, sostenibilità, cinema, arte, sanità ospedaliera e giornalismo sono alcuni dei rami di appartenenza dei nostri protagonisti in un viaggio a 360° nel mondo di chi cerca ogni giorno di migliorare il proprio mondo.

Curiosi? Non aspettate oltre e scoprite le nomination per le categorie Ambiente e Sostenibilità e Cultura e Integrazione!

Vota il tuo protagonista dell'anno 2011!



Durban, il vertice sprecato

DurbanAlla 17° Conferenza Onu sul clima si firma l’estensione del Protocollo di Kyoto sino al 2015, ma anche l’uscita dall’accordo dei big dell’inquinamento

Dopo il vertice di Durban è grande la delusione da parte di ambientalisti, ONG e tutte le popolazioni colpite da fenomeni atmosferici allarmanti: nessuno di loro crede che le decisioni approvate siano adatte per guarire la Terra dai suoi mali, primo fra tutti le emissioni di combustibili fossili.


Durante la 17a Conference of the Parties to the UNFCCC (COP17), insieme alla 7a Conference of the Parties serving as the Meeting of the Parties to the Kyoto Protocol (CMP7), si è giunti, secondo Wwf, Greenpeace e Legambiente, a un "accordo su base volontaria che ci farà perdere altri dieci anni", nonostante l'urgenza di fermare la vorticosa ascesa verso l'esaurimento del carbon budget.
 


Pochi e deludenti, infatti, i risultati ottenuti dopo questa faticosa settimana, conclusasi l’11 dicembre: l'istituzione del fondo verde per il clima (Green Climate Fund) per aiutare i paesi in via di sviluppo a sostenere le azioni contro il riscaldamento globale e proteggere le coste delle piccole isole dall'innalzamento dei livelli degli oceani e per limitare i danni delle alluvioni nel sud-est asiatico, e gli accordi non vincolanti e non estesi a tutti i paesi industrializzati a partire dal 2020. 

 

Più precisamente, i governi hanno accettato di estendere il Protocollo di Kyoto da gennaio 2013 al 2015, anno in cui gli accordi climatici universali e condivisi saranno definiti sebbene Giappone, Canada e Russia ne abbiano confermato l'uscita: dal prossimo anno un gruppo di lavoro costituito ad hoc delineerà in termini giuridici le basi di un accordo salva-clima entro il 2015, che entrerà in vigore cinque anni dopo.
Tutto per cercare di arginare il problema del surriscaldamento globale che le emissioni causeranno se non si farà qualcosa: un aumento delle temperature superiore ai 2°C è una soglia che determinerà il punto di non ritorno e potrebbe causare danni irreparabili al nostro pianeta. Secondo le previsioni dell’AIE (Agenzia internazionale dell'energia) il rapido incremento delle emissioni di anidride carbonica dovute all'impiego di combustibili fossili (petrolio, carbone e gas) causerà lo sforamento del carbon budget entro il 2017".
La situazione si fa quindi sempre più drammatica.
 


In questo scenario, i giochi strategici delle grandi potenze e di quelle emergenti sembrano definiti: da una parte USA, Giappone, Russia e Canada che si tengono fuori dal protocollo di Kyoto e che non sono vincolati dalle decisioni prese durante il vertice e, dall'altra parte, Cina, India e paesi in via di sviluppo con la forte intenzione di ridurre le emissioni.
In ogni caso, quasi dieci anni per arrivare ad attuare l'accordo sono troppi rispetto alla velocità con cui il clima sta cambiando.


Che si tratti dell'ennesimo pretesto per evitare il problema?

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