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Intervista a Michelangelo Pistoletto, artista e fondatore della Città dell'Arte

Michelangelo PistolettoUn'intervista a Michelangelo Pistoletto, artista, pittore e scultore italiano, animatore e protagonista della corrente dell'arte povera.
È padre della Città dell'arte - Fondazione Pistoletto, un grande laboratorio, un generatore di energia creativa, che sviluppa processi di trasformazione responsabile nei diversi settori del tessuto sociale.
Ecco le sue parole riguardo il Terzo Paradiso, l'arte e la gioventù.

"L'arte rappresenta la massima libertà, infatti si è liberi di fare qualsiasi segno, e forma.
Ma l'artista è tanto libero quanto responsabile: più si è liberi, più si è responsabili.
La libertà diventa significativa quando diventa epsressione del fare, vivere, proporre, comunicare, volere.
E la responsabilità è guida per un nuovo modo di essere: la condivisione democratica di prospettive, del pensiero, delle sensibilità e delle necessità è l'unico modo per ricostruire insieme il mondo.
Ognuno di noi, un po' più libero e un po' più responsabile, può diventare un artista.
La scienza deve conservare l'umanità, fare un lavoro di avanguardia conservativa, far sì che l'uomo possa sopravvivere."

Che cos'è il Terzo Paradiso?
Il Terzo Paradiso è concepito sull'idea di una pace preventiva: il suo simbolo unisce la comunità umana ed è la fusione tra il primo e il secondo paradiso.
Il Primo è il paradiso in cui la vita sulla terra è totalmente regolata dalla natura.
Il Secondo è il paradiso artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana attraverso un processo che ha raggiunto oggi proporzioni globalizzanti. Questo paradiso è fatto di bisogni artificiali, di prodotti artificiali, di comodità artificiali, di piaceri artificiali e di ogni altra forma di artificio.
Terzo ParadisoSi è formato un vero e proprio mondo artificiale che, con progressione esponenziale, inquina, ammorba e corrode il pianeta naturale ingenerando processi irreversibili di estinzione.
Il pericolo di una tragica collisione tra queste due sfere è ormai annunciato in ogni modo.
Il progetto del Terzo Paradiso consiste nel condurre l’artificio, cioè la scienza, la tecnologia, l’arte, la cultura e la politica a restituire vita alla Terra.
Terzo Paradiso significa il passaggio a un nuovo livello di civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza.
È il nuovo mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità in questo frangente epocale.
Con il Nuovo Segno d’Infinito si disegnano tre cerchi: quello centrale rappresenta il grembo generativo del Terzo Paradiso.
(Michelangelo Pistoletto)

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Ned Kahn, la forza della natura si fa arte

ned kahnColonne d'aria riempite di microscopiche perline creano dune di sabbia sempre in movimento. Un occhio rotante di vetro con dentro un mix di schiume colorate sembra contenere le tempeste  che si agitano nell'atmosfera di Nettuno e di Giove. Se avete mai visto simili spettacoli, allora siete stati ad ammirare una delle opere di Ned Kahn. Artista, scienziato, ingegnere e creativo, tutte queste sono definizioni che non possono distinguersi e devono stare insieme per descrivere la figura di Kahn, lo scultore che gioca con le forze della natura mettendo in scena effetti stupefacenti. Come il Rain Oculus installato nel complesso di Maruna Bay Sands a Singapore. Una scultura cinetica che da sopra mostra un vortice d'acqua di oltre 20 metri di diametro, ma sotto offre ai passanti un meraviglioso lucernario e una poderosa cascata integrata nel sistema idrico del palazzo. Avalanche (Valanga) dà invece il titolo a una ruota mobile che, riempita con sabbia e perle di vetro che fluiscono insieme, dà vita a una sinfonia di movimenti, evocando così le dianmche che muovono il suolo, la sabbia e la neve. 
 
Dopo aver studiato botanica e scienze ambientali, all'università del Connecticut, Kahn ha lavorato per anni all'Exploratorium di San Francisco, una sorta di museo di meraviglie della tecnica e della natura, dove ebbe come mentore il fisico, e fondatore del museo californiano, Frank Oppenheimer al quale il giovane artista faceva domande semplici sulle leggi della scienza e riceveva risposte illuminanti. Come quella volta, ricorda Kahn, che gli chiese che cosa è che si muove dentro ai fili elettrici quando accendiamo la luce. La risposta arrivò dopo una lunga esplorazione dell'edificio che doveva essere stata un vero viaggio nella scienza; ma alla fine lo scienziato concluse: “In effetti non sappiamo cosa si muove dentro il filo elettrico”.
Per Kahn fu come un “risveglio” che gli rese chiaro come quello che noi conosciamo del mondo, dice nell'articolo del sito The Smithsonian.com, è basato su nostre visioni parziali, su quello che riusciamo a vedere attraverso “finestre piccolissime”. Da quel momento in poi “L'idea dei limiti – i limiti di quello che è davvero conoscibile – ha attraversato ogni cosa che io abbia fatto”.
Le opere di Kahn sono realizzate in giro per il mondo, qualcosa ad esempio si può ammirare anche in una esposizione dedicata all'acqua al Peabody Essex Museum. Molti dei suoi lavori, realizzati in collaborazione con architetti, fanno parte degli edifici in cui si trovano. Non sono semplicemente opere che producono un effetto a beneficio di chi le vede, ma hanno una funzione per l'intero edificio.
È il caso ad esempio di un lavoro che sta curando attualmente in un palazzo di San Francisco dove dimostra un approccio rivoluzionario verso l'energia eolica. Una volta terminato il progetto,  un canale risalirà l'edificio sostenendo un torre di turbine eoliche che immetteranno energia eletttrica direttamente nella rete del palazzo.
“Mi hanno sempre eccitato i progetti in cui quello che stessi facendo fosse utile”, dice Kahn che è molto incuriosito dall'utilizzo artistico ed energetico di turbine eoliche. Queste tecnologie sono oggetto di molte critiche e pregiudizi, dice, “la gente pensa che siano brutte, rumorose e che uccidano gli uccelli. Ma credo che ci sia una grande per me di contribuire a far cambiare idea alle persone e mostrare che si può fare energia pulita in maniera meravigliosa”.
 
 


Ven, 05/08/2011 - 12:18 | Scritto da: redazione | | Link permanente | Tags:

Il design intelligente

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Il design al tempo della crisi non rinuncia a creare ma diventa sostenibile,valorizzando materiali di riciclo, in modo che ogni pezzo diventi unico e nasca dall’assemblaggio di vecchie componenti ormai destinati a diventare rifiuti. Questo nuovo modo di operare nasce dalla voglia di creare nuovi prodotti salvando vecchi oggetti destinati allo smaltimento.
E’ così che questa nuova pratica si propone come forma di prevenzione dei rifiuti, mitigando l’impatto del design classico e sviluppando un “design intelligente” che sia rispettoso dell’ambiente e quanto mai attuale.
Un esempio pratico è EcoLectric Design che con l’impiego dei sottoprodotti di un’azienda che progetta e installa impianti elettrici e di pubblica illuminazione sviluppa oggetti i design moderno. Nello specifico i materiali impiegati vanno dagli isolatori in vetro e ceramica, ai cavi elettrici, alle plafoniere in pvc, per arrivare alle apparecchiature elettriche ed elettroniche in genere.
In modo particolare i rifiuti vengono selezionati in base ai sottoprodotti, poi si passa alla ricerca dei soggetti autorizzati al trasporto e allo smaltimento e/o recupero per terminare con una valutazione degli scarti di produzione. Successivamente si avrà la realizzazione dell’eco design attraverso l’assemblaggio e il riuso dei vecchi componenti.
Il nuovo sviluppo del design diviene così in grado di innescare meccanismi di crescita culturale e d’immagine dell’azienda impegnata nella valorizzazione dei processi e dei prodotti, riducendo l’impatto ambientale e diffondendo la cultura dell’uso dei rifiuti come risorsa.
Gli scarti di produzione di un’attività industriale diventato oggetti preziosi, vengono valorizzati e entrano a far parte del campo dell’arte e del design. Non a caso diversi artisti vengono coinvolti per interpretare i sottoprodotti da esporre poi in mostre di arte del riciclo.

Foto di Luce Beaulieu