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Aiuta Haiti: il messaggio di Drew Barrymore ambasciatrice del World Food Programme

Drew Barrymore, Ambasciatrice contro la fame per il World Food Programme sta chiedendo anche il tuo sostegno e contributo per aiutare Haiti.

Aiuta Haiti: il World Food Programme delle Nazioni Unite ha messo a disposizione un form per donare tramite carta di credito.

L'anagrafe: strumento di inclusione sociale

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Il termine straniero non è sinonimo di immigrato. L’inclusione sociale è l’espressione politicamente più corretta, perché presuppone semanticamente che qualcuno sia incluso in uno spazio. Nella società liberale in cui viviamo, il vero termometro dell’inclusione sociale è la mobilità sociale.

Per garantire la giusta integrazione a tutti i cittadini (italiani e non), è necessario che lo Stato individui strumenti che permettano e facilitino questo tipo di processo sotto due aspetti:

  1. garantire eque condizioni di vita inclusive e dignitose in tutte le fasce della piramide della popolazione italiana (ammesso che debba esistere la piramide),
  2. promuovere l’ascesa di qualche rappresentante al vertice di ogni entità collettiva, altrimenti non si realizza una società democratica.

L’anagrafe permette di conoscere e censire la composizione della popolazione comunale.
Ha quindi una funzione di inclusione sociale. All’anagrafe può iscriversi anche il cittadino immigrato:

  • se possiede il regolare permesso di soggiorno (anche nel caso in cui il documento sia in fase di rinnovo),
  • se non ha permesso di soggiorno, ma è residente e ha una stabile dimora.

Comunque sia l’amministrazione non ha responsabilità istituzionali per la concessione di alloggi a coloro che risiedono nel territorio comunale. Con la L.125/2008 (pacchetto sicurezza) vengono estesi i poteri (ma non i doveri) ai Sindaci. Il dovere dei Sindaci è garantire l’incolumità e la sicurezza ai propri cittadini, oltre ad assicurare il decoro urbano.
L’iscrizione anagrafica (sia per i cittadini italiani che per i cittadini immigrati) non deve essere collegata alle condizioni dell’abitare.
Il diritto anagrafico è il diritto di esistere, in quanto dall’iscrizione anagrafica derivano vari diritti sociali.

E tu, sei a favore di un’integrazione che parta dal singolo diritto anagrafico? O ritieni che solo i cittadini italiani possano usufruire di tale diritto?

Quali sono secondo te altri strumenti di inclusione sociale dei cittadini immigrati che si possono adottare nelle singole realtà locali?

Foto di Ascaro41

Parola ai blogger: Sos-sostenibilità

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Come si chiama il vostro blog e di cosa vi occupate?
S.O.S Sostenibilità non è un blog in senso classico, è uno spazio per approfondire il tema della sostenibilità come ricerca della qualità della vita e dell’ambiente. Una qualità che va preservata con senso di responsabilità, vale a dire con la capacità di “saper rispondere” delle conseguenze delle nostre azioni, piccole o grandi che siano. Il sito quindi nasce come una piazza virtuale che si propone di offrire uno spazio alle idee, ai suggerimenti e alle esperienze di tutti per creare un dialogo costruttivo.

Da dove nasce questa vostra passione?
L’iniziativa S.O.S. Sostenibilità è promossa da Koinètica, Partner per lo sviluppo e la comunicazione della Responsabilità Sociale e da IGPDecaux, leader nel mondo della comunicazione esterna. L’esigenza che ha spinto alla creazione della campagna e del sito si può riassumere in una parola: responsabilità. Vogliamo portare un piccolo contributo per informare e sensibilizzare gli utenti delle iniziative positive che le aziende, le Pubbliche Amministrazioni e le organizzazioni non profit mettono in atto o dei progetti ancora in cantiere. Non abbiamo la pretesa di chiarire tutti i dubbi sulla sostenibilità, ma vogliamo essere un piccolo punto di riferimento per coloro che di sostenibilità si occupano o che di sostenibilità vogliono saperne di più.

Ambiente, integrazione e sostenibilità: quali sono le vostre idee per il futuro?
Abbiamo la certezza che la sostenibilità sarà sempre più al centro delle scelte delle imprese nel prossimo futuro. Crediamo che la comunicazione possa giocare un ruolo strategico per la sensibilizzazione, la diffusione di buone pratiche, la crescita di progetti sostenibili. Anche gli eventi che organizziamo, come Dal Dire Al Fare, il Salone della Responsabilità Sociale, servono per portare al centro del dibattito questi temi. In futuro continueremo a spenderci con convinzione su questo fronte.

Qual è il post più letto del vostro blog e quello che vi ha dato più soddisfazioni?
La soddisfazione maggiore è certamente la risposta dei cittadini che, oltre a inviare i loro suggerimenti per un comportamento più “sostenibile”, commentano e fanno domande sulle iniziative che presentiamo, aprendo veri e propri dibattiti su tematiche da cui dipende la qualità della nostra vita presente e futura. “La voce dei giovani” è una sezione del sito che raccoglie gli abstract di studenti che hanno fatto di questi temi il centro della loro tesi di laurea; è una sezione di cui andiamo fieri perché testimonia l’interesse e l’impegno della nuova generazione nel diffondere una cultura responsabile e sostenibile.

Tre blog che consigliereste
Meglio: Possibile, una testata online promuovere una nuova cultura di responsabilità sociale e ambientale.
BestUp, un network innovativo sull’abitare ecosostenibile.
Riducimballi, un portale che approfondisce il tema della spesa sostenibile.

Il principio di reciprocità

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Il principio di reciprocità introdotto nel 1942 - contenuto nell’art. 16 del Codice civile - è un vero e proprio strumento giuridico di integrazione. Secondo questo principio lo straniero è titolare in Italia di diritti civili, a condizione che il cittadino italiano sia ammesso agli stessi diritti nel Paese straniero di riferimento.
Questo principio serve a difendere i propri cittadini all’estero con strumenti di rappresaglia giuridica, ma è valido ed efficace solo se lo stato controparte rispetta le stesse logiche.
Nel 1998 con la legge Turco-Napolitano si stabilisce che tutti gli stranieri regolari in Italia sono esentati da tale principio.

A seguito della globalizzazione dell’intera economia mondiale, sono sorte numerose problematiche relative all’immigrazione, quali ad esempio:

  • il problema dell’impiego nei pubblici esercizi: questo tipo di mercato è ampio e necessita di manodopera anche straniera (ad es. c’è una grande carenza di personale infermieristico negli ospedali). Gli immigrati che lavorano di fatto in questo settore esistono, ma non possono essere assunti come personale di ruolo - al massimo possono dipendere da cooperative;
  • la gestione degli stranieri di seconda generazione, ovvero coloro che sono nati in territorio italiano dall’unione di genitori stranieri;
  • l’esclusione al voto del cittadino straniero regolarmente residente in Italia alle elezioni amministrative.

La gestione dell'immigrazione non è un tema facile, ma di certo non lo si può considerare un tema politico.
La geopolitica dell'immigrazione è sociologicamente variegata. Non appartiene né alla destra, né alla sinistra: è ontologicamente trasversale.

Sei a favore del voto del cittadino straniero - titolare di permesso di soggiorno regolare - per l'amministrazione in cui è residente?

Pensi che sia un diritto da riconoscere anche ai cittadini stranieri? O pensi invece che il diritto di voto nel nostro Paese vada esclusivamente riconosciuto ai soli cittadini italiani?

Foto di Taniart79

I diritti umani in una prospettiva interculturale

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Oggi viviamo in un universo valoriale differente – sia per quanto riguarda l’ambito privato, che quello sociale - in cui nascono problemi di comunicazione. Siamo continuamente immersi in regole di comportamento, modalità di espressione, gesti e mondi dai significati molteplici.
Gli stereotipi che sono comunemente estesi a una cultura o razza, vengono rafforzati da comunicazioni fallimentari. Sono costruzioni che riflettono meccanismi complessi, che a loro volta dipendono da fattori linguistici, extralinguistici, stili di vita e personalità dei soggetti che entrano in interazione tra loro.
Per convivere pacificamente in una società multiculturale, l’unica soluzione adottabile è rappresentata dall’incontro e dal dialogo interculturale, necessario per stabilire criteri comuni e identificare valori e diritti da tutelare per l’intera umanità.
L’evoluzione dei diritti umani è passata da un processo di universalizzazione degli stessi a una successiva moltiplicazione, a seguito dello sviluppo di proprie macroaeree o all’aumento dei soggetti specifici titolari di tali diritti.
Dovrebbero rimanere comuni a tutti i popoli i significati e i valori di questi particolari diritti fondamentali (diritti dell’uomo), ma purtroppo la storia ci insegna che non è ancora così in tutti i Paesi del mondo.
L’appartenenza identitaria può creare conflitti nella fruizione degli stessi e ciò dipende da vari aspetti storici e culturali, che hanno caratterizzato lo specifico sviluppo delle varie razze.

Che significato attribuisci ai diritti umani?

Ti è mai capitato di affrontare problemi di comunicazione con soggetti appartenenti a culture diverse dalla tua?

Foto di Sweet Trade

Il design intelligente

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Il design al tempo della crisi non rinuncia a creare ma diventa sostenibile,valorizzando materiali di riciclo, in modo che ogni pezzo diventi unico e nasca dall’assemblaggio di vecchie componenti ormai destinati a diventare rifiuti. Questo nuovo modo di operare nasce dalla voglia di creare nuovi prodotti salvando vecchi oggetti destinati allo smaltimento.
E’ così che questa nuova pratica si propone come forma di prevenzione dei rifiuti, mitigando l’impatto del design classico e sviluppando un “design intelligente” che sia rispettoso dell’ambiente e quanto mai attuale.
Un esempio pratico è EcoLectric Design che con l’impiego dei sottoprodotti di un’azienda che progetta e installa impianti elettrici e di pubblica illuminazione sviluppa oggetti i design moderno. Nello specifico i materiali impiegati vanno dagli isolatori in vetro e ceramica, ai cavi elettrici, alle plafoniere in pvc, per arrivare alle apparecchiature elettriche ed elettroniche in genere.
In modo particolare i rifiuti vengono selezionati in base ai sottoprodotti, poi si passa alla ricerca dei soggetti autorizzati al trasporto e allo smaltimento e/o recupero per terminare con una valutazione degli scarti di produzione. Successivamente si avrà la realizzazione dell’eco design attraverso l’assemblaggio e il riuso dei vecchi componenti.
Il nuovo sviluppo del design diviene così in grado di innescare meccanismi di crescita culturale e d’immagine dell’azienda impegnata nella valorizzazione dei processi e dei prodotti, riducendo l’impatto ambientale e diffondendo la cultura dell’uso dei rifiuti come risorsa.
Gli scarti di produzione di un’attività industriale diventato oggetti preziosi, vengono valorizzati e entrano a far parte del campo dell’arte e del design. Non a caso diversi artisti vengono coinvolti per interpretare i sottoprodotti da esporre poi in mostre di arte del riciclo.

Foto di Luce Beaulieu

Cittadinanza italiana: come acquisirla

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L’acquisizione della cittadinanza italiana da parte di stranieri non è né semplice né scontata, ma si tratta di un tema cruciale e strategico.

I figli che nascono nel nostro Paese da genitori stranieri non acquisiscono automaticamente la cittadinanza italiana: è necessario che sussista il requisito della permanenza stabile dei genitori, maturata nel corso dei cinque anni precedenti alla nascita.

Le naturalizzazioni sono provvedimenti concessori, tramite i quali viene fornita la cittadinanza agli stranieri: diventare cittadini tramite matrimoni, implica la residenza legale di dieci anni (valida solo con il requisito della continuità anagrafica dal primo anno di residenza) di entrambi i futuri coniugi. Nel 1998 con la legge Turco-Napolitano si ottenne una modifica importante a questo proposito: viene eliminato il parametro del reddito minimo, ma vengono stabilite le soglie minime rispetto alla domanda di naturalizzazione.

Esiste un altro modo di conquistare la cittadinanza italiana, dopo soli cinque anni di permanenza regolare nel nostro territorio: essere apolidi. Ma, considerando che l’assimilazione culturale non è strettamente collegata alla concessione della cittadinanza, ripudiare la propria nazionalità in favore di un’illusoria acquisizione di armonizzazione col Paese che la cede è un rischio che pochi sono disposti a correre.

Attualmente nel nostro Paese sono stati presentati nuovi disegni di legge, riguardanti la concessione della cittadinanza italiana. E’ stato proposto un esame, che prevede il superamento di due test: una prova di conoscenza linguistica e culturale della società italiana e un’altra relativa alla conoscenza della Costituzione Italiana. L’opinione pubblica si sta interrogando sull’utilità dell’esame di cittadinanza, perché si tratta in realtà di una richiesta di adesione a principi culturali che non condividono o non conoscono molti degli stessi cittadini italiani.
Il criterio della lingua potrebbe forse rimanere l’unico valido ai fini dell’eventuale prova di esame. La conoscenza linguistica è un imprescindibile elemento di sopravvivenza e diviene così un importante strumento di integrazione per superare i problemi di comunicazione.

Cosa ne pensi dell’esame di cittadinanza italiana?
Se sei a favore, quali pensi siano i criteri e i parametri su cui si dovrebbero basare le relative prove d’esame?

Foto di Kerben