Siamo stati in visita ad Amsterdam, la città delle biciclette, per conoscere e misurare usando i nostri parametri della smart city, quanto sia una città sostenibile e smart.
Poco tempo fa abbiamo redatto il decalogo della città smart secondo noi, e abbiamo deciso che per ogni città che visiteremo daremo un voto secondo i parametri che riteniamo essenziali perché una città si possa definire ecosostenibile, vivibile, smart.
Mobilità sostenibile (o "dolce")
Dal punto di vista della mobilità sostenibile, è quasi superfluo parlare della ciclabilità di Amsterdam: i ciclisti sono padroni delle strade, e si contano più di 70mila biciclette in tutta la città, usate ogni giorno per andare al lavoro o a scuola, per portare i bambini e fare la spesa, per passeggiare nelle belle giornate.
La città è fornita di una fittissima rete di piste ciclabili dove l'intralcio da parte dei pedoni non è accettato: il continuo scampanellio che si sente camminando per le vie di Amsterdam è il chiaro segnale di "levarsi dalle ruote".
Il bike sharing è stato introdotto in Olanda per la prima volta nel 1965, e si è rapidamente diffuso in tutto il mondo grazie anche a una crescente sensibilità dei cittadini verso le problematiche legate alla sostenibilità ambientale e all’inquinamento e anche grazie ai servizi Mac Bike (bike sharing con stazioni di deposito) o di Bike Rental (punti dove il cittadino o il turista noleggia la bicicletta e la riporta nello stesso luogo).
Con i Progetti Bianchi degli anni '60 nati dalle iniziative del "provotariato" contro il consumismo e per l'ecologia, il Piano delle biciclette bianche (1965) proponeva di sostituire progressivamente il traffico automobilistico con quello ciclistico attraverso la distribuzione pubblica e gratuita di biciclette di proprietà comune dipinte di bianco.
Approfondimento: Bike sharing in Europa: rivoluzione del trasporto urbano

Buone condizioni dell'aria
Se nella città di Amsterdam è raro imbattersi nelle automobili, la diretta conseguenza del largo uso di biciclette e di mezzi non inquinanti è un'ottima qualità dell'aria, salvaguardata anche dal senso civico generale per cui nessun automobilista sarà libero di sostare a motore acceso nei luoghi di passaggio di pedoni e ciclisti, e il parcheggio selvaggio, il congestionamento delle strade e lo stress da traffico non sono argomenti contemplati nella capitale olandese.
Anche i servizi pubblici come quelli di pulizia delle strade usufruiscono di mezzi elettrici e perciò non inquinanti, come le GreenMachine. In molte case, come racconta il sito Amsterdam Smart City, e anche nelle scuole, nelle piscine e nelle strutture pubbliche, è in corso l'installazione di sistemi di gestione di energie alternative, per far conoscere ai cittadini le numerose opportunità di questa scelta: risparmio economico ed energetico prima di tutto, e salvaguardia dell'ambiente con l'abbattimento delle emissioni di CO2.
Spazi per relazioni sociali
Per un turista italiano è sempre facile stupirsi quando un autoctono offre il suo aiuto per dare un'indicazione su una strada o un luogo da raggiungere. La tipica diffidenza che gli italiani hanno verso il prossimo non è contemplata negli altri paesi d'Europa, in misure più o meno maggiori, in quanto lo straniero non è visto come un nemico a prescindere, ma messo sullo stesso piano delle altre persone. Forse è anche l'empatia individuale a far sì che un forestiero possa trovare l'aiuto disinteressato di uno sconosciuto del luogo, ma sta di fatto che sempre più all'estero e sempre meno in Italia è frequente imbattersi in gesti di solidarietà o semplice gentilezza.
Secondo un dato del 2007 nei Paesi Bassi la popolazione, di circa 16 milioni di persone, gode di numero di istituzioni come ospedali, ospedali psichiatrici, case di riposo, centri di day hospital, di circa 1.700 unità, mentre le case per persone anziane sono circa 1.660.
Sicurezza
La sicurezza passa anche dall'attenzione che ogni individuo ha per gli oggetti di valore e per la propria persona. Frequentare zone ad alta concentrazione turistica espone maggiormente i viaggiatori ai borseggiatori. Sapere anche quali zone della città è meglio non frequentare è un buon modo per stare lontano dai guai. Tuttavia, nelle aree della città che potrebbero sembrare le più pericolose, The Red District e la zona dei Coffee Shop, i controlli della polizia, la vigilanza e la sicurezza sono garantiti fino a notte fonda, e turisti e cittadini possono circolare liberamente senza rischiare di imbattersi in brutte avventure.
Qualità dei servizi
La città di Amsterdam sembra funzionare perfettamente quanto a servizi di pulizia delle strade: pochi i bidoni per la raccolta differenziata, e anche all'interno di alberghi e ostelli è difficile che venga fatta una corretta distinzione tra i rifiuti. Forse le vie meno frequentate del centro sono un po' lasciate a se stesse, fra i sacchi di rifiuti abbandonati e le biciclette vandalizzate, ma per un turista l'aspetto delle strade principali è più che accettabile.
Sarebbe bello che ci fosse maggior attenzione alla differenziata, e che ci sia un maggiore richiamo all'ecologia sia per i cittadini che per i turisti.
Spazi verdi
Il Vondelpark è considerato, con i suoi 45 ettari costellati di boschetti, fontane, torrenti e piste ciclabili, il polmone verde della città. Ma non solo in Vondelpark è l'orgoglio verde di Amsterdam: il Westerpark che costeggia la Westergasfabriek (ex fabbrica di gas del XIX secolo) e che oggi ospita caffè, ristoranti e spazi per eventi; l'Amstelpark, inaugurato negli anni '70 lungo il fiume Amstel e dotato di una gigantesca area gioco per bambini, il Frankendael, località di vacanza amata dai ricchi mercanti del XIX secolo; il bosco artificiale Amsterdamse Bos, progetto nato negli anni '30 per ridurre la disoccupazione durante la grande crisi economica di quegli anni; Hortus, il più grande giardino botanico d'Olanda e infine lo Zoo Artis, che ospita più di 40.000 specie animali.
Politica e istituzioni
La Costituzione Olandese di fatto prevede un trattamento paritario per tutti i residenti senza alcuna discriminazione per motivi di religione, credo, opinioni politiche, razza, sesso o altro, nel pieno rispetto del diritto alla libertà e di coscienza, così come è stato forgiato nei secoli da un'antica tradizione alla tolleranza. Ma sono sanciti anche dei doveri e delle responsabilità sociali per chi chiede di vivere nella loro Terra. Ecco allora che il timore che la religione musulmana possa minacciare tutto ciò che la liberale Olanda ha di più caro come la libertà delle donne o la tolleranza verso le droghe leggere ha spinto dal 2002 l'attuale governo ad intraprendere una politica aggressiva nei confronti degli immigrati per scoraggiare l'arrivo dei nuovi con l'applicazione di misure restrittive ai richiedenti asilo presenti anche da anni nei Paesi Bassi e successiva eventuale espulsione. Vengono colpiti migliaia di richiedenti asilo presenti in questa Terra da 10 anni e che hanno già messo su famiglia.
Fonte: www.amsterdamtour.it
Patrimonio culturale e bioedilizia
Si chiama Woonhuis Weijnen 2.0 ed è una casa costruita secondo i modelli dell'architettura sostenibile: mura isolate e intonacate con materiali naturali e sfruttamento energetico efficiente: caldaia che scalda l'acqua e accumula contemporaneamente energia, sistema di scambio termico, riciclo dell’acqua piovana, impianto eolico che, insieme ai pannelli solari e fotovoltaici genera elettricità e calore in abbondanza. È simbolo della sostenibilità nella città di Amsterdam ed è ciò che ha dato il via a numerose nuove iniziative di abbattimento delle emissioni nelle case olandesi.

I Paesi Bassi hanno la 16a più grande economia del mondo, e decima per il PIL pro capite. I Paesi Bassi sono la patria di molti celebri marche a livello mondiale, e la sede di uno dei più grandi giacimenti di gas naturale nel mondo. Slochteren, il giacimento di gas nel nord ha portato il totale delle entrate di 159 miliardi di euro a partire dalla metà degli anni 1970. Altre industrie molto sviluppate sono la chimica, alimentare, elettrica ed elettronica e delle costruzioni.
Come in gran parte delle economie più sviluppate, il principale settore economico è quello dei servizi, che contribuisce molto più della metà del PIL. In particolare le imprese di trasporto e distribuzione, le banche e le assicurazioni. Molto sviluppato è il settore della progettazione architettonica e urbanistca, che concentra in questo paese almeno una decina dei primi cento studi di architettura del mondo.
Persone
"La città è fatta di persone, senza le quali essa non esisterebbe. In una città smart la coscienza collettiva prevale sull'individualismo, tutti in un modo o nell'altro concorrono al miglioramento dell'ambiente circostante, pubblico e privato.
Se i cittadini e i loro governatori comprenderanno i benefici di queste scelte, il vero cambiamento nascerà spontaneamente dalle persone, e si faranno scelte e si collaborerà per migliorare la qualità della vita di tutti!"
Amsterdam, come tante città molto progredite, gode di uno spiccato senso civico, per cui la consapevolezza dei diritti e doveri da parte dei suoi abitanti è forte e tangibile. Non è una città perfetta, come a molti piace pensare, ma è un organismo funzionante ed efficiente, che ha a cuore la salute e la sicurezza dei suoi abitanti e la vivibilità, nonché la sostenibilità. C'è ancora molto da lavorare, ma possiamo dire che la nostra Amsterdam è, a tutti gli effetti, una Smart City!
Voto: 8/10
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Foto: Flickr
Per gli amanti della dueruote, ecco un decalogo per muoversi in città in sicurezza nel rispetto di sé, dei pedoni, degli automobilisti e degli altri cicloamatori.
Manutenzione - Controlla lo stato della tua bicicletta periodicamente: luci (bianche o gialle davanti e rosse dietro, catadiottri sui pedali e ai lati della bici), freni, camere d'aria, catena, campanello.
Trova una ciclofficina e fanne la tua seconda casa: potrai imparare a manutenere la tua bicicletta e a ripararla in caso di guasti.
Sicurezza - Sii visibile sempre, soprattutto di sera, con luci funzionanti e giubbotto catarifrangente. Anche i caschetti protettivi moderni sono dotati di luce lampeggiante posteriore.
Se trasporti bambini usa il caschetto (obbligatorio sotto i 14 anni) per te e per loro, scegli seggiolini a norma e percorri strade dotate di pista ciclabile. Monta anche uno specchietto retrovisore sul manubrio per prevenire i pericoli da tutte le direzioni.
Strade - Usa la massima prudenza agli incroci, non ti fidare mai degli automobilisti ma rispettali. Evita bruschi cambi di direzione, segnala sempre con il braccio se devi spostarti a destra o a sinistra; rispetta i pedoni, lasciali attraversare: sei un veicolo a tutti gli effetti e non puoi passare su strisce pedonali o su marciapiedi ma solo su attraversamenti ciclabili. Scegli vie secondarie che ti piace percorrere e che trovi sicure, esplora la tua città, segnala al tuo comune le buche nelle strade perché vengano sistemate.
Parcheggio - Posteggia la bicicletta nei luoghi adibiti o dove non crei intralcio per pedoni, auto o carrozzine. Usa una catena robusta e non te la prendere se ti rubano il campanello ultimo modello di design.
Le bici degli altri - Se incroci una bicicletta legata a un palo ma caduta in terra, non lasciarla abbandonata: tirala su e rimettila a posto.
Segnala al servizio di pulizia stradale o a chi recupera e ricicla biciclette quelle che trovi abbandonate e fatte a pezzi sui marciapiedi: migliorerai l'aspetto della tua città e potrai aiutare a trovare risorse preziose da riciclare.
Se devi comprare una bicicletta, sceglila usata per non sprecare nuove risorse.
Community - Partecipa a iniziative collettive che promuovono l'uso della bici: i raduni di Critical Mass o la Giornata nazionale della bicicletta sono occasioni per farti conoscere tante persone che come te amano la dueruote e vogliono città più pulite e ciclabili.
Bike Sharing - Sfrutta il bike sharing nella tua città anche per tragitti brevi, segnala malfunzionamenti del servizio e partecipa attivamente al rispetto delle regole: se qualcuno usa male o vandalizza questo servizio, faglielo notare o denuncialo.
Lavoro - Quando hai bisogno della consegna di un pony express, chiama gli Urban bike messengers: aiuterai a inquinare meno e a promuovere la mobilità sostenibile anche nell'ambito lavorativo. Se sei appassionato di bicicletta cerca un lavoro che ti permetta di usarla.
Niente distrazioni - Il cellulare, gli auricolari con la musica, i pensieri volatili possono farti perdere il pieno controllo del tuo mezzo: sii sempre presente a te stesso quando usi la bici.
Libri - Leggi Tre uomini in bicicletta - Rumiz e Altan, Rivoluzione bici. La mappa del nuovo ciclismo urbano - Silvia Zamboni, Tutta mia la città, diario di un bike messenger - Roberto Peia, Bicicletta partigiana - Lorenzo Torre, Diari della bicicletta - David Byrne, Bike Snob - Weiss Eben
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Articolo e foto di Claudia Selvetti
Terraa - Bill McKibben (Edizioni Ambiente, 2010)"Immaginate di vivere su un pianeta. Non la nostra rassicurante e ormai scontata Terra, ma un pianeta, uno vero, con i poli che si fondono e le foreste che inaridiscono, il mare che si alza e diventa corrosivo. Un pianeta spazzato dai venti, mitragliato dalle bufere, arso dal calore. Un posto inospitale."
Difficile? Terraa è il nome che dovremmo dare a questo pianeta nuovo secondo McKibben, così diverso da come l'abbiamo conosciuto, da quando la rivoluzione industriale ha innescato i meccanismi del consumismo e le sue terribili conseguenze. Gli eccessi di consumi e lo smaltimento dei rifiuti, l'inquinamento, le malattie, la denutrizione, i cambiamenti climatici, sono tutti fattori strettamente legati fra loro. Ma se indietro non si può tornare, come si può andare avanti? In punta di piedi.
Rivoluzione bici - Silvia Zamboni (Edizioni Ambiente, 2009) La cultura della bicicletta spopola anche nelle città più trafficate: la bici non fa rumore, non inquina, favorisce la socialità, sviluppa senso civico, migliora l'ambiente urbano.
In città come Ferrara, Bolzano, Modena, Bologna, l'uso della bicicletta è molto diffuso e favorito dai comuni, mentre il bike sharing è sempre più usato a Milano, Torino, Brescia e Bari.
"Eppure la vita del ciclista rimane molto complicata. Situazione senza uscita? Nuove forme di organizzazione e nuove strategie dimostrano il contrario. Stanchi di aspettare piste e percorsi protetti che non arrivano mai, i ciclisti urbani stanno rinnovando la cultura dell'uso della città."
Nel libro di Silvia Zamboni si trovano consigli, aneddoti e soluzioni per combattere il traffico con un mezzo pacifico che corre su due ruote.
100 domande sul cibo - Stefano Carnazzi (Edizioni Ambiente, 2009) Guardare la tv cambia il modo di mangiare? Cosa sono gli additivi? I conservanti sono inevitabili? Il caffè decaffeinato fa meno male?
Quando potremo assaggiare la fragola-pesce?
Le 100 domande sul cibo elencano luoghi comuni, timori, incertezze che delineano il nostro rapporto con l'alimentazione e il procacciamento del cibo, la realtà del nostro sistema alimentare e le buone pratiche per comprare meglio.
L'altra spesa - Michele Benelli e Giancarlo Marini (Edizioni Ambiente, 2010) Mai sentito parlare dei Gruppi di Acquisto Solidale (GAS)? Si tratta di iniziative spinte da scelte politiche ed etiche: diventare consumatori consapevoli, supportare l'antimafia, sostenere i piccoli produttori, mangiare biologico e a km0, equo e solidale, ma anche conoscere il che finisce nel piatto, i suoi percorsi e la sua storia, risparmiare e vivere una vita più sana.
Un fenomeno italiano che sovverte le regole dell'economia del mercato consumistico.
Guida al consumo critico - Centro nuovo modello di sviluppo (Editrice Missionaria Italiana, 2011)
"Contro ogni logica continuiamo a voler produrre di più e consumare di più. È follia spacciata per virtù."
Consuma equo, consuma corto e naturale, consuma senza crudeltà, consuma democratico. Una guida alle multinazionali e i loro prodotti, ai cosmetici e i test sugli animali, ai consumi alternativi e alla trasparenza per scegliere in modo consapevole i propri acquisti e ostacolare il consumismo sfrenato.
"La bicicletta è un mezzo molto economico, che si può usare in molti modi diversi. Per divertimento, per andare al lavoro, per fare esercizio fisico, andare a fare la spesa o andare a trovare gli amici. Non c’è bisogno di prenotare con largo anticipo o pagare cifre costose: la prendi e vai, e sai immediatamente che sarà uno spasso".
Eben Weiss è un divertente (e divertito) 36enne che non ha fatto altro, negli ultimi tre anni, che dichiarare un amore appassionato, intenso e senza compromessi per la bicicletta e tutto il mondo che gira attorno alle due ruote. Lo ha fatto da un blog seguitissimo, BykeSnobNYC, che è diventato un vero punto di riferimento per chiunque desiderasse cimentarsi con quello che, lungi dall’essere solo uno sport, è ormai più uno stile di vita. Eben vive a Brooklyn, nella sua precedente vita faceva l’editore e fino a qualche mese fa scriveva sul blog in forma anonima, diventando un vero fenomeno del web. Poi ha deciso di scrivere un libro e due prestigiosi quotidiani come il New York Times e il Wall Street Journal hanno fatto a gara per intervistarlo per primi. Nel suo BykeSnob – Manifesto per un nuovo ordine universale della bicicletta (Edizioni Elliot, 200 pagg., in uscita in Italia a fine maggio) Weiss riassume il suo credo da purista delle due ruote, componendo un manuale completo e dettagliato per ciclisti principianti e professionisti, dall’evoluzione dei modelli di bicicletta all’etichetta da rispettare in strada. Il tutto con un entusiasmo e un’ironia contagiosi. Avoicomunicare lo ha sentito in occasione della Giornata Internazionale della bicicletta.
Il blog e il libro sono sicuramente una dichiarazione d’amore per la bicicletta. Ma allo stesso tempo si prendono gioco di tutti i luoghi comuni sui ciclisti. Qual è stata la sua idea di partenza?
Sicuramente l’enorme gioia che la bicicletta ha portato nella mia vita. E non parlo solo del piacere di muoversi in città velocemente e in maniera del tutto gratuita. Ma anche della dedizione che è giusto avere nei confronti di un mezzo di trasporto che ci dà tanto e chiede così poco. Certo, frequentando questo mondo mi sono accorto che ha anche lati profondamente comici, che molti ciclisti “della domenica” affrontano la giornata in bici con troppa serietà e che, soprattutto, sono pieni di paure. Tanto da andarsene in giro come se fossero in guerra, pieni di corazze e protezioni a volte superflue.
Sogna un mondo pieno di bici e senza più macchine?
Intendiamoci. So bene che le automobili sono dei mezzi utilissimi. Però è vero anche che non usiamo le biciclette quanto potremmo. Se un giorno ci renderemo conto di questo, le strade delle nostre città saranno posti più piacevoli da vivere.
Pro e contro dell’andare in giro in bicicletta.
Il vantaggio è che, anche se non lo fai per l’ambiente, alla fine ti diverti con un mezzo che è economico, pulito e salutare. E direi che poche cose nella vita sono al tempo stesso divertenti e salutari, no? Purtroppo è vero che ci sono molte persone che non rispettano affatto la bici come mezzo con cui muoversi in città, e che molte strade non sono progettate per muoversi in bicicletta. Ma questo, per fortuna, sta cambiando.
Lei è davvero famoso in rete. E’ vero che Lance Armstrong l’ha contattata su Twitter per proporle di fare un giro insieme?
Sì, è verissimo. E chiaramente è stato un onore e un piacere. Ma a me fa sempre piacere quando a qualcuno piacciono i miei scritti e ha voglia di contattarmi. Non importa se si tratta di gente famosa o meno.
Foto di Pixietart

Dopo averci raccontato la situazione dell’inquinamento nelle città italiane in tre brillanti videointerviste, Mario Tozzi riassume i nodi del discorso attraverso alcuni precisi quanto impietosi dati: la cecità delle istituzioni, ma anche nostra, nei confronti dell’attuale drammatica situazione, dovrebbe imporre a tutti noi una seria e approfondita riflessione.
Se tutti coloro che possono abbandonassero la vettura personale, i mezzi pubblici sarebbero più rapidi e efficienti e forse il problema sarebbe risolto. Ma l’italiano non abbandona mai l’auto (piuttosto la fidanzata), ragione per cui non restano che scelte alternative di mobilità, come il car sharing, l’auto condivisa, che si paga solo per il tempo e per i km effettivamente percorsi, e che rende inutile la seconda auto di molte famiglie. Il car pooling, per cui una parte della carreggiata viene dedicata solo a chi ha più di due persone a bordo, così i colleghi vicini di casa si mettono d’accordo per viaggiare insieme dimezzando traffico, consumi e inquinamenti individuali. Oppure il road pricing, cioè il pagamento di una tariffa per chi vuole entrare nel centro storico con la propria auto, già in uso a Milano come a Singapore. O l’auto ibrida, che possiede due motori, di cui uno elettrico, che si assistono vicendevolmente e che consentono di consumare, e inquinare, molto meno (così il numero delle auto non diminuisce, ma almeno si respira meglio). Ma la soluzione migliore è un’altra.
Un’idea rivoluzionaria e geniale, la bicicletta. Senza troppa fatica si possono percorrere decine di km in un giorno, ci si mantiene in forma e non si pena per cercare un parcheggio. La bicicletta è l’unica forma di spostamento che bene si attaglia a un sistema di trasporti più rigido su ferro, proprio perché molto flessibile. La bici alleggerisce la congestione del traffico e, di conseguenza, riduce immediatamente l’inquinamento atmosferico - anche per quello che riguarda l’anidride carbonica - e pure l’obesità. Nei tragitti brevi la competizione fra auto e bici non si pone neppure, vista la tradizionale inefficienza dei motori a scoppio nei primi momenti della combustione.
Il confronto fra automobili e biciclette è impietoso a riguardo dell’efficienza: per 13 kg (in media) di peso una bici trasporta una persona, mentre un’auto deve prima spostare fino a 2 tonnellate di lamiere e plastiche, rimanendo inefficiente nella misura che abbiamo già visto. Un’automobile ha bisogno dello spazio di sei biciclette per muoversi e di quello di venti per parcheggiare. Non a caso Olanda, Danimarca e Germania ne incoraggiano l’uso con una politica seria di piste ciclabili e trasporto bici + auto integrati: in Olanda le biciclette hanno sempre la precedenza sulle autovetture e sono favorite dalla segnaletica e dai semafori. Così in quel Paese il 30% degli spostamenti avviene a pedali e, ad Amsterdam, il 35% usa la bicicletta o va a piedi, mentre solo il 40% si muove in auto. Più spazio alle biciclette significa più tempo per una vita meno alienata dalle automobili e libera dagli idrocarburi. Ammesso che la cosa interessi qualcuno.
Mario Tozzi
Mario Tozzi continua a parlarci dell'inquinamento urbano. Se il traffico cittadino ne è la principale causa, quali metodi per ridurlo?
La macchina non è un mezzo di trasporto efficiente: la bicicletta lo è molto di più, se si pensa che, oggi, a Roma, la velocità media nel traffico cittadino è "la stessa di 100 anni fa, quando c'erano le carrozze a vapore".
Ma anche senza rinunciare all'auto, alla quale siamo tanti abituati, ci sono servizi che consentono di ottimizzarne l'utilizzo. Mario Tozzi ce ne segnala alcuni (car-sharing, car-pooling,…): li avete mai provati? Ne conoscete altri?

Copenhagen anche a Natale resta ecosostenibile: il consueto albero di Natale, infatti, sarà addobbato in chiave green in occasione del COP15, il vertice ONU sul clima.
La particolarità dell’albero è data dalla possibilità di pedalare su delle bici che alimenteranno l’illuminazione dell’albero di Natale. L’utilizzo di questa nuova forma di illuminazione natalizia farà risparmiare esattamente nove tonnellate di CO2.
Sicuramente non sarà difficile trovare volenterosi ciclisti nella città danese che vanta il primato mondiale per piste ciclabili (più di 350 km).
L’albero si trova nella City Hall Square, nel centro della città, in modo che turisti e passanti possano pedalare volontariamente e contribuire all’illuminazione dell’albero.
E così, dopo l’albero di Copenhagen, anche Milano ha deciso di seguire la strada della sostenibilità ambientale e costruire un albero illuminato con luci a led, alimentato da 9 biciclette ( 5 per adulti e 4 per bambini) che renderanno la struttura autosufficiente dal punto di vista energetico. L’albero “green” made in Italy sarà alto 6 metri e arricchito da 100 metri di filo a led multicolore. Un Natale eco sostenibile che farà del centro di Milano e di Piazza Cairoli un punto di incontro per l’educazione e la sensibilizzazione verso stili di vita sostenibili.
Infatti ci saranno anche altre iniziative correlate, come Puzzle4Peace, che intende promuovere progetti di solidarietà e sostegno alla cooperazione attraverso un gioco semplice ed antico, il puzzle appunto: ogni tessera del puzzle è un vero e proprio oggetto di design eco sostenibile realizzato con materiali compatibili con l’ambiente.
Altra esperienza simile è stata organizzata per il Natale di Bologna in Piazza Maggiore, dove verrà allestita un’area verde di 800 metri quadrati, con tanto di casa di Babbo Natale, un bosco con prato, piante vive a forma di slitta e di renne. A dominare la scena sarà un pino alto 14 metri illuminato in maniera sostenibile attraverso delle eco-bike. Dodici bici di cui 4 a misura di bambino forniranno l’energia alle luci rosse e ai led bianchi.
E nella vostra città ci sono esempi di Natale Ecosostenibile?
Come sarà invece il vostro Natale in casa?